Il metabisolfito di potassio (K2S2O5), noto anche come pirosolfito o disolfito di potassio, è il sale di potassio derivato dall'acido disolforoso. Si presenta come una polvere cristallina bianca, dal debole odore caratteristico dovuto al rilascio di anidride solforosa (SO2), altamente solubile in acqua.
Il composto si decompone a circa liberando SO2 e formando solfito di potassio (K2SO3). È classificato come irritante: l’inalazione può causare irritazione delle vie respiratorie, cefalea e nausea; il contatto con pelle o occhi può provocare reazioni locali.
In ambito alimentare è utilizzato come additivo alimentare con la sigla E224 ed è soggetto a limiti d’uso stabiliti dalla normativa europea. Può causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili ai solfiti e agisce come inibitore dell’enzima polifenol ossidasi, rallentando l’imbrunimento enzimatico in alimenti come frutta e verdura.
Usi principali Il metabisolfito di potassio è ampiamente impiegato in enologia e nell’industria alimentare grazie alla sua capacità di liberare anidride solforosa (SO2). In vino e mosto agisce come conservante antimicrobico, prevenendo fermentazioni spontanee e contaminazioni microbiche, e svolge un’importante funzione antiossidante, contribuendo a preservare colore, aroma e sapore del prodotto. Viene inoltre utilizzato per la sanificazione delle attrezzature vinicole, tramite soluzioni a base di SO2 che non richiedono risciacquo.
Trova applicazione anche nella birrificazione, dove può essere utilizzato per rimuovere cloro e clorammine dall’acqua, e come conservante in succhi di frutta, frutta secca e altri alimenti, grazie alla sua azione antiossidante e antimicrobica.
Usi secondari Il metabisolfito di potassio trova impiego anche nella raffinazione dell'oro: aggiunto a una soluzione di acido cloroaurico, provoca la riduzione dello ione Au3+ ad oro metallico, con precipitazione di microparticelle di oro puro (24 carati).
In laboratorio può essere utilizzato come fonte di anidride solforosa, che si libera a seguito di reazione con soluzioni debolmente acide.
Trova inoltre applicazione in fotografia analogica, come componente delle soluzioni di bagno di fissaggio, necessarie per rimuovere i sali d’argento non sviluppati dalla pellicola.
In commercio sono disponibili anche le cosiddette compresse Campden o altri nomi commerciali simili, contenenti metabisolfito (potassico o sodico), utilizzate da hobbisti e produttori per dosaggi controllati nella vinificazione e nella preparazione di sidro o birra.
Note
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