Il conclave del 1378 venne convocato a seguito della morte di papa Gregorio XI e si concluse con l'elezione di papa Urbano VI.

È uno dei conclavi più discussi nella storia della Chiesa, che provocò lo scisma d'Occidente. E inoltre fu l'ultimo conclave in cui non venne eletto un cardinale.

Il contesto storico Il conclave del 1378 si inserisce in un contesto storico che vede la fine del periodo avignonese del papato; Gregorio XI, nel 1377, pressato da più parti, si era deciso a riportare la sede del papato da Avignone a Roma, dopo quasi 70 anni di presenza in Francia; il periodo avignonese aveva portato consecutivamente al soglio pontificio 7 papi francesi, più propensi a soddisfare gli interessi del re d'oltralpe che quelli della sede romana; quando ci fu da decidere il nuovo papa, il popolo romano, temendo che uno straniero riportasse la sede papale in Francia, fece sentire energicamente la sua voce, deciso ad avere un papa romano, o almeno italiano.

Inoltre la situazione politica vede, da una parte le lotte per il predominio in Europa, e dall'altra la guerra tra lo Stato Pontificio e Firenze: proprio nel momento dell'elezione del nuovo papa, erano in corso a Sarzana trattative di pace fra i due stati. La tensione, soprattutto ai confini, era alta.

Cardinali presenti Alla morte di Gregorio XI i cardinali elettori presenti a Roma erano 16, così suddivisi: 11 francesi, di cui 7 del limosino (il partito del defunto Gregorio XI), 4 italiani, ed uno spagnolo. Vien da sé che nel conclave si formarono tre gruppi distinti: quello dei limosini, quello dei francesi e quello degli italiani con lo spagnolo. Ognuno di questi gruppi voleva un papa appartenente al proprio schieramento, ma nessuno aveva la maggioranza dei 2/3 richiesta.

Lista dei cardinali presenti alla elezione Nome Paese Titolo Ruolo Nascita ConcistoroPietro Corsini Repubblica di FirenzeCardinale vescovo di Porto e Santa RufinaVice-Decano del Collegio cardinalizio; Vescovo emerito di Firenze; Auditore del Sacro Palazzo Apostolico1335 07/06/1370Jean de Cros Regno di FranciaCardinale vescovo di PalestrinaPenitenziere Maggiore1315 ca. 30/05/1371Francesco Tebaldeschi Stato PontificioCardinale presbitero di Santa SabinaArciprete della Basilica Vaticana1299 22/09/1368Simon da Borsano Signoria di MilanoCardinale presbitero dei Santi Giovanni e PaoloArcivescovo emerito di Milano1310 20/12/1375Hugues de Montrelais Regno di FranciaCardinale presbitero dei Santi Quattro CoronatiVescovo emerito di Saint-Brieuc; Cancelliere emerito della Bretagna1315 20/12/1375Giacomo Orsini Stato PontificioCardinale diacono di San Giorgio in VelabroArcidiacono di Salisbury; Legato pontificio a Siena1340 30/05/1371Guillaume d'Aigrefeuille, O.S.B. Clun. Regno di FranciaCardinale presbitero di Santo Stefano al Monte CelioCamerlengo di Santa Romana Chiesa1339 10/05/1367Bertrand Lagier de Figeac, O.F.M. Regno di FranciaCardinale presbitero di Santa CeciliaVescovo emerito di Glandèves; Magister in Teologia1320 30/05/1371Robert de GenéveFuturo antipapa Clemente VII. GinevraCardinale presbitero dei Santi XII ApostoliLegato pontificio in Lombardia e Toscana1342 30/05/1371Guy de Malesec Regno di FranciaCardinale presbitero di Santa Croce in GerusalemmeArcivescovo emerito di Poitiers; Arcidiacono di Narbonne e Condroz1340 20/12/1375Pierre de Sortenac Regno di FranciaCardinale presbitero di San Lorenzo in LucinaAuditore della Sacra Rota Romana; Vescovo emerito di Viviers1325 ca. 20/12/1375Gérard du Puy, O.S.B. Clun. Regno di FranciaCardinale presbitero di San ClementeGovernatore della provincia del Patrimonio di San Pietro; Abate ordinario di Marmoutier1327 ca. 20/12/1375Pierre Flandrin Regno di FranciaCardinale diacono di Sant'EustachioVicario pontificio in Toscana1301 30/05/1371Guillaume Noellet Regno di FranciaCardinale diacono di Sant'Angelo in PescheriaLegato pontificio a Bologna1340 30/05/1371Pedro Martínez de Luna y Pérez de GotorFuturo antipapa Benedetto XIII nel 1394. Regno d'AragonaCardinale diacono di Santa Maria in CosmedinArcidiacono del capitolo cattedrale di Saragozza; Prevosto del capitolo cattedrale di Valencia1328 20/12/1375Pierre de la Vergne Regno di FranciaCardinale diacono di Santa Maria in Via LataArcidiacono di Rouen; Auditore della Sacra Rota Romana; Cappellano Papale; Professore emerito di diritto canonico all'Università di Montpellier1330 ca. 30/05/1371

Assenti in conclave Nome Paese Titolo Ruolo Nascita ConcistoroGilles Aycelin de Montaigut Regno di FranciaCardinale vescovo di FrascatiVescovo emerito di Thérouanne 17/09/1361Pierre de Monteruc Regno di FranciaCardinale presbitero di Sant'AnastasiaVice-cancelliere di Santa Romana Chiesa 23/12/1356Jean de Blandiac Regno di FranciaCardinale vescovo di SabinaVescovo emerito di Nimes 17/09/1361Anglic de Grimoard Regno di FranciaCardinale vescovo di AlbanoDecano del Collegio cardinalizio; Arciprete della Basilica Lateranense; Vescovo emerito di Avignone1317 ca. 18/09/1366Guillaume de Chanac Regno di FranciaCardinale presbitero di San VitaleVescovo emerito di Mende1320 30/05/1371Jean de La Grange Regno di FranciaCardinale presbitero di San MarcelloVescovo emerito di Amiens1325 ca. 20/12/1375Hugues de Saint-Martial Regno di FranciaCardinale diacono di Santa Maria in Portico OctaviaeArciprete della Basilica Vaticana1326 ca. 17/09/1361

Il conclave Gregorio XI moriva il 27 marzo 1378. I giorni successivi alla sua morte furono carichi di tensione. Il popolo romano era deciso a far valere le sue ragioni, al grido di: “Romano lo volemo o almanco italiano… Romano, lo volemo romano, se non che tutti vi occideremo”Martina, La chiesa nell'età della Riforma, p. 48. I cardinali, assicurati dalle garanzie date dalle grandi famiglie romane e dalle guardie pontificie, rifiutano di celebrare il conclave in castel Sant'Angelo, e si riuniscono la sera del 7 aprile 1378 nel palazzo Vaticano; una settantina di estranei romani viene mandata fuori con la forza.

La mattina dell'8 aprile, dopo la solenne messa dello Spirito Santo, inizia il conclave. Ma le grida minacciose del popolo impediscono di tenere il discorso di apertura, a tal punto che il cardinale Orsini è costretto ad affacciarsi alla finestra per calmare il popolo. La discussione tra i cardinali si protrae per tutta la mattinata, e nessuno è pronto ad accettare un cardinale della fazione opposta; è dal gruppo dei limosini che, ad un certo punto, viene fatto il nome dell'arcivescovo di Bari, Bartolomeo Prignano. Viene fatta perciò una prima votazione, e il Prignano riceve 15 voti su 16; a non votarlo è l'Orsini. Non essendo cardinale, viene chiamato, in tutta segretezza, nel conclave. Nel primo pomeriggio, raggiunto un momento di relativa calma, i cardinali, esclusi 3 francesi dilungatisi a tavola, ripetono la votazione: il Prignano riceve 12 voti su 13 (ancora non lo vota l'Orsini). Anche questa volta la maggioranza dei 2/3 è raggiunta. A questo punto l'Orsini si affaccia alla finestra, per informare il popolo dell'avvenuta elezione dell'arcivescovo di Bari: ma sembra che il popolo, invece di Bari, capisca Bar (che era il nome di un curiale, francese, di Gregorio XI), e, infuriato, assale il palazzo apostolico, vincendo la debole resistenza armata delle guardie pontificie. A questo punto i cardinali, vista la mal parata, inscenano una finta intronizzazione del Tebaldeschi, che il popolo prende per buona, e poi si danno alla fuga (4 fuggono fuori Roma, tra cui l'Orsini).

La mattina del 9 aprile il Prignano, per essere sicuro della sua elezione, richiama i 12 cardinali rimasti a Roma, i quali, chiusi in cappella, rifanno nuovamente l'elezione: unanime è la scelta del Prignano. Questi viene chiamato dentro, gli si comunica l'elezione, sceglie il nome di Urbano VI, ed infine viene comunicata l'elezione al popolo.

Fra il 10 e il 18 aprile l'Orsini e gli altri cardinali fuori Roma rendono omaggio al nuovo papa. Il 18 aprile si celebra la solenne incoronazione del nuovo pontefice. Ad Avignone, saputa la notizia dell'elezione, i cardinali là presenti affiggono a palazzo lo stemma del nuovo papa; in precedenza, il 14 aprile, Roberto di Ginevra aveva annunciato all'imperatore l'unanime elezione del Prignano.

I fatti successivi

È difficile stabilire i motivi profondi e determinanti che hanno portato i cardinali a ribellarsi al papa. Di certo fin dall'inizio di maggio, emersero malumori, rancori, delusione per benefici non ottenuti e promesse non mantenute. Lo stesso nuovo pontefice mise del suo: noncurante delle ammonizioni di Caterina da Siena, Urbano VI manifestò ben presto un atteggiamento privo di equilibrio, non solo rimproverando ai cardinali il loro lusso, ma coprendoli più volte di vere ingiurie.

A fine giugno i cardinali francesi, con il De Luna, si stabiliscono ad Anagni, ed iniziano trattative per far desistere il papa. Il 16 luglio alcuni mercenari al soldo dei cardinali ribelli battono le truppe papali al ponte Salario, ed i cardinali italiani sono invitati a recarsi ad Anagni. Urbano VI, da Tivoli, fa sapere che non accetta le proposte dei ribelli, ossia l'abdicazione e l'elezione di uno o più coadiutori, perché era un modo per considerarlo incapace di governo. Sia in luglio che il 5 agosto i cardinali italiani propongono un concilio che i francesi rifiutano: questi infatti avevano già pubblicato, il 2 agosto, una loro storia dell'elezione del Prignano e chiedono al papa di abdicare perché incapace. Il 9 agosto, nella cattedrale di Anagni, i ribelli dichiarano Urbano VI scomunicato e invasore della cristianità: tale dichiarazione (la Urget nos Christi caritas) viene inviata a tutti i Principi, il 20 agosto.

Il 27 agosto Onorato I Caetani dà ospitalità a Fondi ai 12 cardinali ribelli. Il 15 settembre 3 cardinali italiani (eccetto il Tebaldeschi) cedono alle pressioni e si recano a Fondi, con la promessa che uno di loro sarebbe diventato papa. Ma il 12 settembre i francesi aveva già scelto Roberto di Ginevra, eletto canonicamente il 20 settembre, col nome di Clemente VII. È l'inizio dello scisma. Il 31 ottobre è incoronato alla presenza degli inviati della regina Giovanna di Napoli. Clemente inizialmente pensa di prendere Roma con la forza, ma dopo diverse sconfitte (Carpineto Romano e Marino), deve riparare prima a Napoli e poi ad Avignone. Nel frattempo le Nazioni iniziano a dividersi nelle due obbedienze.

La discussione storiografica Dal punto di vista storiografico, si è discusso e si discute tuttora sulla validità dell'elezione del Prignano: l'invalidità dell'elezione dell'arcivescovo di Bari è stato il motivo principale addotto dai cardinali per eleggere, successivamente, un nuovo papa. Il tutto può essere riassunto nelle domande: la votazione della mattina dell'8 aprile 1378, avvenuta sotto la minaccia del popolo, è libera, o il timore ha reso nulli i voti? Il timore incusso ai cardinali è stato tale da togliere quella libertà necessaria per esprimere un voto giuridicamente valido, oppure l'agitazione popolare ha affrettato una scelta, che rimane comunque canonicamente ed effettivamente libera? È una questione discussa, sulla quale gli studiosi non hanno ancora raggiunto una certezza storica.

La discussione storica verte su due punti essenziali: la valutazione delle testimonianze storiche dell'epoca; la valutazione dell'elezione in sé stessa.