Storia familiare Il cognome Bruckner – nelle sue variabili antiche (Prugkhne, Prugner, Pruckner) – compare in Austria già a partire dal XV secolo. Esso si identifica in una parabola sociale di carattere prevalentemente rurale, interrotta soltanto nella seconda metà del XVIII secolo, allorché Joseph Bruckner, nonno del compositore, diviene maestro di scuola ad Ansfelden. A vantare tradizioni musicali è più che altro un ramo parallelo della famiglia, i Weiss del vicino paese Hörsching, che avevano guadagnato una certa fama come organisti. Non a caso sarà proprio uno di questi cugini, Johann Baptiste Weiss, ad impartire ad Anton le prime nozioni di tecnica organistica.

Biografia L'infanzia Joseph Anton Bruckner nasce ad Ansfelden il 4 settembre 1824, da Joseph Bruckner – figlio dell'omonimo e già citato maestro di scuola – anch'egli insegnante, e da Theresia, proveniente dalla famiglia degli Helm, proprietari terrieri. È soltanto il primo d'una progenie di ben undici figliuoli, sei dei quali, tuttavia, muoiono in età tenerissima. Già dagli anni dell'infanzia, Anton manifesta decise attitudini musicali, sollecitate in larga misura dalla pluralità di interessi di suo padre, ch'era maestro di scuola ma anche cantore, organista e violinista. Proprio dal padre apprende i primi, elementari rudimenti musicali, sperimentati sull'organo della parrocchia cittadina.

Un'adolescenza travagliata Gli anni dell'adolescenza sono certamente determinanti per quel che concerne la formazione del carattere del giovane Bruckner. Il suo animo, infatti, non poco provato dai recenti e numerosi decessi fraterni, tornerà a convivere con le tragiche esperienze della malattia e della morte. Trasferitosi a Hörsching nell'inverno del 1835, affidato alle cure e agli insegnamenti del cugino Johann Weiss – che gli insegnerà armonia e contrappunto – il piccolo Anton sarà richiamato con urgenza nel paese natale, causa la violenta polmonite che dapprima costringe suo padre a letto (dicembre 1836), e che, in seguito all'aggravarsi della patologia, lo porta poi alla morte (7 giugno 1837). Emblematico l'episodio dello svenimento, avvenuto durante la mesta cerimonia dell'estrema unzione. Il giorno stesso della morte del marito, la vedova Bruckner si reca nella vicina abbazia di Sankt Florian ove raccomanda il primogenito alle cure del priore Michael Arneth.

Il trasferimento avviene nel luglio seguente. Il piccolo Anton viene assunto come corista e destinato alla terza classe, che, tra le varie discipline, comprende anche la musica. E proprio in questo ambito ha la fortuna di incontrare maestri competenti tra cui Bogner per la teoria e il contrappunto; Edward Kurz, allievo di Johann Georg Albrechtsberger (che fu maestro di Beethoven), per l'armonia; e soprattutto Anton Kattinger, denominato il “Beethoven dell'organo”. Giungiamo così al 1840, crocevia importante nella vita del giovane Bruckner. Terminati gli studi primari, di fronte alla possibilità di scegliere tra la carriera ecclesiastica, scolastica o la continuazione degli studi, memore delle disagiate condizioni familiari, Anton decide di emulare i passi di suo padre e di intraprendere la professione di maestro.

Si reca dunque a Linz, nell'ottobre dello stesso anno, ove trascorre mesi di preparazione all'insegnamento. È un soggiorno importantissimo, nel quale ha la prima diretta conoscenza della grande musica, soprattutto Beethoven e Weber. Superati gli esami nell'estate del 1841, comincia per il giovane Bruckner un periodo di frequenti spostamenti: dapprima Windhaag, villaggio isolato ai confini della Selva Boema, nel quale rimane ben due anni; poi a Kronstorf, nel 1843, altro piccolo villaggio ma col pregio di essere vicino ai più vivaci centri di Sankt Florian, Enns e Steyr. Non s'interrompono in questi anni gli studi musicali: Bach, soprattutto il Clavicembalo ben temperato - che si dice Bruckner studiasse anche di notte – Mozart, Beethoven e i due fratelli Haydn, Franz Joseph e Michael.

Organista titolare nell'abbazia di Sankt Florian Giornate di estrema solitudine, trascorse nelle mansuete atmosfere paesane, ove il giovane Anton aveva dovuto temprare la sua fragile ossatura di maestro scolastico, lo accompagnano fino al maggio del 1845, allorché, improvvisando una fuga su tema di Preindl, vince un concorso presso la scuola normale di Linz. Nel settembre dello stesso anno, quindi, Bruckner ritorna come maestro salariato nella scuola parrocchiale di Sankt Florian. Qui, a distanza di qualche anno, ritrova i vecchi maestri quali il Kattiger, con cui riprende gli studi organistici, e il Bogner, la cui famiglia frequenta assiduamente. Nel 1848 Kattinger è temporaneamente trasferito a Linz: Anton Bruckner ottiene dunque l'incarico – seppur provvisorio – di organista nella familiare abbazia. Evento questo che si ripercuote positivamente nell'ambito compositivo. Al settembre 1849 risale infatti la creazione del Requiem in re minore, che lo stesso autore avrà modo di definire quale opera “non malvagia”.

Frattanto, sempre nel mese di settembre, dell'anno 1851, l'incarico d'organista diviene definitivo. Sono mesi, questi, di importanti affermazioni lavorative e di ambite migliorie finanziarie, indispensabili al giovane maestro per porre rimedio alle modeste condizioni di vita della madre Theresia. Ma sono anche mesi di profonda incertezza sentimentale; proprio in corrispondenza dell'acquisita titolarità in Sankt Florian, Anton pensa dapprima di sposare la sedicenne Bogner, poi di fidanzarsi con un'altra giovane, Antonie Werner. Timore e insoddisfazione cominciano a invadere anche l'ambito musicale, tant'è che nella prima metà del 1852 provvede ad inviare al maestro di cappella di corte Ignaz Assmayer – personalità di rilievo della Vienna musicale, nonché amico di Schubert – talune sue composizioni (tra cui il Salmo 114). Il commento ricevuto da Assmayer è disarmante: questi gli consiglia vivamente di abbandonare la musica. Il contraccolpo psicologico è certamente non trascurabile, se è vero che nel 1853 un rassegnato Bruckner concorre invano per un impiego di funzionario statale.

Il consiglio di Sechter A salvare Bruckner da un profondo stato di inquietudine e abbattimento interviene l'amico Schaarschmidt, consigliere del tribunale di Linz, che in una lettera lo esorta a non abbandonare la musica, "solo dominio ove può riuscire", e a continuare la professione di organista. Dal canto suo Anton tenta di rifuggire dall'attuale situazione psicologica immergendosi nella composizione (fatto frequente nella sua esistenza). Risale tra le altre cose all'estate del 1854 la composizione di una Missa solemnis, per il nuovo prelato Friedrich Mayr, che aveva sostituito il vecchio priore e protettore Arneth, deceduto mesi prima. Nell'ottobre dello stesso anno si reca a Vienna, per un esame d'organo proprio con quell'Assmayer che in misura così drastica l'aveva stroncato. Questi lo fa improvvisare su una doppia fuga, quindi gli conferisce un certificato che plaude la sua eccellente capacità organistica.

L'anno successivo Bruckner è nuovamente a Vienna, per incontrare il famoso teorico Simon Sechter, organista di corte e docente al conservatorio (lo stesso col quale anche Schubert avrebbe voluto studiare, se non l'avesse colto la morte). A Sechter egli presenta il manoscritto della Missa solemnis. L'eminente teorico, per tutta risposta, gli consiglia di abbandonare il ristretto ambiente di Sankt Florian e di trasferirsi alla sua scuola per ricominciare gli studi, in modo da coltivare al meglio il proprio talento. Le parole di Sechter scuotono l'animo di Anton, che si decide a lasciare l'ambiente paesano. Nel novembre nel 1855 viene indetto un concorso per il posto di organista titolare nella cattedrale di Linz. Bruckner si iscrive in extremis e riporta una netta vittoria sugli altri partecipanti. L'8 dicembre, giorno dell'Immacolata concezione, il musicista prende servizio.

A Linz Nonostante i tanti timori della vigilia (temeva moltissimo il primo verace contatto con la città) Bruckner, a Linz, ottiene il titolo definitivo d'organista (25 gennaio 1856), s'impone un lungo periodo di silenzio creativo (seguendo così un altro consiglio di Sechter) e si dedica al solo organo, partecipando a serate musicali e mettendosi in luce in talune circostanze, come quella del settembre 1856, a Salisburgo, in occasione delle celebrazioni per il centenario di Mozart. Nella stessa Salisburgo stringe un'importante amicizia col musicista Rudolf Weinwurm, col quale intrattiene negli anni futuri una corrispondenza vibrante e melanconica. E se da un lato prosegue il fitto studio del Trattato d'armonia di Sechter, dall'altro decide di sostenere un esame come organista a Vienna. Questo, superato con successo nel luglio del 1858, precede quello finale dell'anno successivo.

Nel corso di questi anni Bruckner riceve primi, importanti riconoscimenti ufficiali, come il commento elogiativo apparso sulla Wiener Zeitung del 24 luglio 1858 («Devono esserci poche cattedrali a vantare un organista come Bruckner»), o l'offerta della carica di direttore della corale Frohsinn, accettata proprio a ridosso della morte della madre Theresia, il 2 novembre 1860. Nel frammezzo vi sono i ripetuti complimenti ricevuti da Sechter in persona, il quale in una lettera arriva a confessargli di "non aver mai avuto un allievo più industrioso di voi". Il tempo degli esami è però tutt'altro che alle spalle. L'anno 1861 vede Bruckner iscriversi al Conservatorio di Vienna, per ottenere un certificato di maestro di musica, che gli verrà conferito il 22 novembre da una commissione composta, tra gli altri, da Sechter e Herbeck, direttore dei Gesellschaftkonzerte viennesi e scopritore della Sinfonia in si minore Incompiuta di Schubert, il quale, in una lettera, così si esprime nei confronti del Bruckner allievo: «Se io sapessi la decima parte di ciò che lui sa, mi stimerei felice. È lui che avrebbe dovuto esaminare noi».

Raggiunto questo importante e definitivo traguardo, Bruckner capisce di doversi finalmente e totalmente dedicare alla composizione. Rifiuta quindi l'offerta dell'amico Weinwurm di sostituire Sechter come organista di corte nella capitale austriaca («Non è che attraverso la composizione che io posso esprimermi: così devo ancora studiare»). E difatti lo studio, tutt'altro che archiviato, si concretizza nei perfezionamenti seguiti con Otto Kitzler, direttore d'orchestra del Teatro di Linz, nonché convinto sostenitore della "nuova musica", rappresentata da Berlioz, Liszt e Wagner, quelli che non a caso saranno i tre numi della musica di Bruckner. Gli anni a cavallo del suo quarantesimo anno di età sono segnati da una moltitudine di viaggi e incontri di rilievo. Fondamentale quello con Richard Wagner avvenuto a Monaco il 10 giugno 1865, per la prima esecuzione di Tristano e Isotta.