La Rivista Italiana Petrolio è una rivista fondata nel 1933, edita dall'omonimo editore e oggi diffusa col nome Staffetta Quotidiana.
Storia del giornale La rivista mensile
Il 31 maggio 1933 uscì a Roma il primo numero della Rivista Italiana del Petrolio, fondata da Goffredo Cozzi. La redazione era a Piazza Navona 93, il suo editore e direttore aveva ventisette anni e arrivava da Bergamo, dove già da otto anni lavorava nel settore petrolifero.
A quell'epoca in molti altri Paesi già esistevano apprezzate riviste sull'energia, ma in Italia la rivista di Cozzi fu la prima.
L'informazione data dalla Rivista Italiana non si limitava ad esser solo divulgativa o tecnico-scientifica; sin dai primi albori, particolare attenzione venne riservata alla compilazione della parte statistica, di quella normativa e di quella relativa alle attività delle società petrolifere.
A novembre dello stesso 1933 fu promulgato in Italia il primo Codice Italiano del Petrolio. Su incarico del Ministero dell'industria e del commercio, la Rivista Italiana del Petrolio ne curò la diffusione e ne preparò due edizioni: una in lingua inglese ed una in francese. L'edizione inglese divenne rapidamente in tutto il mondo il testo ufficiale per l'interpretazione delle leggi italiane in materia.
Da questo codice nacque anche la prima Guida Italiana del Petrolio. La Rivista intanto era stata accolta con favore e i primi numeri della pubblicazione, con periodicità mensile, furono tirati in copie. L'iniziativa destò interesse anche nella stampa estera. Ne parlarono, tra gli altri, la Revue Petrolifere, The Petroleum Times, Le Courrier des Petroles e World Petroleum.
La “Staffetta” settimanale
Nel febbraio del 1935 Goffredo Cozzi fu ricevuto in udienza privata dal re Vittorio Emanuele III che si mostrò molto interessato sia ai progressi fatti in Italia nella ricerca petrolifera sia al nuovo Codice del Petroliore Vittorio Emanuele III chiese anche se nell'eventualità di una guerra ci fossero scorte petrolifere sufficienti. Cozzi espresse al riguardo qualche riserva. La cosa venne riferita a Mussolini che lo convocò a Palazzo Venezia per fargli una reprimenda..
L'editore presto si rese conto che al settore petrolifero, in continuo e crescente sviluppo, era necessaria un'informazione settimanale sulle questioni operative, in quanto il mensile non bastava. Da questa constatazione nacque, con cadenza settimanale, la Staffetta di Informazioni Petrolifere.
Il primo numero uscì il 9 novembre 1935. Nel 1936 il giornale ebbe bisogno di uffici più grandi e si trasferì in Via Cicerone 44, dove per stampare la Rivista aprì anche una propria tipografia, ItalgrafL'Italgraf stamperà nel giro di pochi anni anche molte altre pubblicazioni fra cui il mensile dei gesuiti, Civiltà Cattolica., al piano terra dello stesso palazzo.
Particolarmente interessante il numero speciale che uscì nel 1937 in occasione del secondo Congresso Mondiale del Petrolio di Parigi con tutte le relazioni presentate al congresso dagli esperti italiani.
Dello stesso periodo è la seconda edizione aggiornata della Guida Italiana del Petrolio. Negli anni seguenti la Rivista ampliò i suoi commenti e gli studi di approfondimento firmati dai più noti esperti del settore.
Nell'autunno del 1939, allo scoppio della guerra in Europa, iniziarono, anche in Italia, le disposizioni restrittive nell'uso della carta, che imposero alla Rivista, come a tutti gli altri giornali, una riduzione prima di un terzo e poi della metà delle pagine.
Nonostante questa, ed altre innumerevoli difficoltà, la rivista continuò ad uscire regolarmente e nel 1941 iniziò la pubblicazione, in collaborazione con l'Agip, di una serie di monografie: i Quaderni.
Ogni quaderno trattava di un paese produttore di petrolio e ne esaminava le aree di produzione con descrizioni, dati e caratteristiche precipue. I paesi presi in esame furono: Albania, Argentina, Caucaso, Egitto, Insulindia (Indie Olandesi), Iran, Iraq, Romania, Trinidad, URSS (Russia asiatica e Russia europea).
Nel giugno 1940 anche l'Italia entrò in guerra e Goffredo Cozzi, richiamato alle armi, affidò la direzione della Rivista e della Staffetta ad Alfredo Giarratana Alfredo Giarratana: presidenza per 15 anni dell'ASM Brescia, presidenza della Petrolea, nomina nel 1928, ad appena 38 anni, a presidente dell'Agip. Nell'attività parlamentare, quasi ventennale, fu relatore di quasi tutti i provvedimenti riguardanti gli oli minerali. Dopo la guerra, negli anni cinquanta fondò la Saip, attuale Saipem e, chiamato da Enrico Mattei, fu consulente dell'Eni dal 1953 al 1967. Notevole la sua attività come giornalista. Aveva fondato nel 1922 Il Popolo di Brescia, che diresse per 17 anni, ed innumerevoli furono i suoi articoli, studi e relazioni., che la tenne fino al 1944.
Giarratana, amico fraterno ed uomo dalla personalità poliedrica, aveva sempre diviso la sua vita fra impegnativi incarichi imprenditoriali, parlamentari e giornalistici. Aveva cominciato a scrivere sulla Rivista nel 1938 e la sua collaborazione continuò ininterrotta fino a poco prima della morte avvenuta a Roma nell'agosto del 1982, all'età di 92 anni.
Da Giarratana, nell'immediato dopoguerra, la direzione passò a Giacomo Cabasino Renda, giornalista con una notevole competenza nel settore dell'energia, che la tenne fino all'aprile 1946, quando, in occasione del primo governo di Alcide De Gasperi, venne chiamato ad assumere la carica di capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri e la Rivista tornò ad essere diretta dal fondatore.
Nel dopoguerra il settore petrolifero riprese nuovo impulso, finite le restrizioni sull'uso della carta, la Rivista tornò ad aumentare le sue pagine ed arricchirsi di servizi e rubriche. Uscì in quegli anni il Dizionario tecnico petrolifero in quattro lingue. Il lavoro durò qualche anno e, appena pubblicato, andò presto esaurito.
Nel 1952 la redazione si trasferì a Via degli Uffici del Vicario 35, vicino al Parlamento, dove sarebbe rimasta per circa 10 anni. In quegli anni la Staffetta settimanale prese maggiore sviluppo e diventò prima bisettimanale e poi, nel 1955, trisettimanale.
Nel 1955 si svolse a Roma il quarto “Congresso Mondiale del Petrolio”. L'avvenimento ebbe molto risalto, il congresso fu aperto solennemente in Campidoglio, presenti le più alte cariche dello Stato e anche il Papa fece pervenire il suo saluto di benvenuto ai congressisti in occasione di un'udienza speciale in Vaticano. La Rivista partecipò attivamente al congresso ed uscì con un numero speciale in italiano con traduzione a fronte in inglese che proponeva un panorama completo dell'industria petrolifera e del gas in Italia, con monografie e documentazione fotografica di tutte le società attive in quegli anni nel Paese.
Il giornale quotidiano ed il settimanale Nel 1960 uscì il Glossario Petrolifero che, a differenza del precedente dizionario, non si limitava alle semplici traduzioni dei termini, ma le integrava con spiegazioni e definizioni.
Nel decennio 1963-1973 la Staffetta ebbe una nuova impostazione. Nel 1963 l'uscita trisettimanale si trasformò in quotidiana, dopo pochi anni, nel 1967 iniziò ad essere stampata in tipografia come la Rivista e cambiò il formato che divenne quello attuale ed il colore della carta, quel verde celestino che è tuttora una sua caratteristica. Il numero dei collaboratori aumentò ed il contenuto si arricchì di nuovi servizi.
In quegli anni la redazione si trasferì definitivamente all'Aventino, dove, dopo un periodo a Via di Santa Prisca, dal 1975 si spostò a Via Aventina 19 dove è rimasta fino a fine 2011. Nel 1965 inizia a collaborare alla Rivista ed alla Staffetta Aldo De Domenici Aldo De Domenici, giornalista economico che era stato corrispondente dal Medio Oriente del Petroleum Intelligence Weekly e collaboratore de Il Sole 24 Ore. Di madre tedesca, conosceva perfettamente varie lingue tra cui l'arabo, essendo cresciuto al Cairo.. Sulla nostra pubblicazione, di cui nel 1972 venne nominato vice direttore, approfondì e sviluppò i temi legati alla politica internazionale e soprattutto alla situazione petrolifera mediorientale, di cui era considerato in Italia uno degli esperti più preparati. Nel 1967 venne portata a termine una nuova edizione aggiornata della Guida del Petrolio a cura di Livio Arbarello, che preparerà anche la settima edizione in due volumi del 1976.
A dicembre 1972 nel quarantesimo anno dalla fondazione uscì un numero speciale della Rivista curato da Alfredo Giarratana con la collaborazione di Felicita Pompili, “Cento anni di petrolio in Italia 1870-1970”, che, insieme ad un compendio storico e cronologico degli avvenimenti accaduti nel periodo, comprendeva una sezione “Pionieri e protagonisti” composta da 79 schede biografiche di personaggi che avevano creato dal nulla e sviluppato l'industria italiana del petrolio.
Questo fu l'ultimo numero mensile della Rivista perché l'editore decise di trasformarla, a partire dal gennaio 1973, in “edizione settimanale” della Staffetta Quotidiana Petrolifera, con le chiusure dei mercati. In base alla nuova impostazione editoriale il quotidiano conteneva prevalentemente notizie e servizi operativi, mentre il settimanale manteneva le caratteristiche storiche della Rivista con approfondimenti, opinioni, recensioni, segnalazioni e una rubrica fissa di Giarratana intitolata Rilievi. Un'impostazione, che pur arricchita negli anni di supplementi, è rimasta grosso modo immutata fino ad oggi. Furono potenziate in quel periodo le analisi del mercato petrolifero interno e internazionale grazie alla collaborazione di Caio Manlio Fava, Franco Marianelli, Raffaello Pezzoli ed Eugenio Nardelli. Tra i collaboratori anche il giovane Alberto Clô, futuro ministro dell'industria. Da allora il nome Rivista Italiana del Petrolio resterà come ragione sociale della società editrice.
Nel 1976, alla fine di dicembre, a seguito della scomparsa prematura ed improvvisa di De Domenici, inizia la collaborazione alla Staffetta di Giorgio Carlevaro, che due anni prima, all'atto della vendita all'Agip, aveva lasciato la Shell Italiana dove dal 1956 al 1974 si era occupato di analisi e previsioni economiche e petrolifere e di rapporti con la stampa. Giornalista dal 1979, Carlevaro a partire dagli anni ottanta diventa vice direttore del giornale e nel 1985 l'editore gli affida la direzione che terrà fino al 2001 e poi, per un breve periodo, fra l'autunno del 2005 e l'inverno del 2007. Oggi continua la sua collaborazione al giornale come direttore emerito. Facendo tesoro della sua esperienza, Carlevaro contribuì ad accentuare l'impostazione operativa del giornale, che diventò sempre più “strumento di lavoro per coloro che operano nel campo dell'energia. A sottolineare questo importante passaggio, nel 1995 la testata del giornale verrà modificata da Staffetta Quotidiana Petrolifera in Staffetta Quotidiana. Il tutto grazie anche al potenziamento del corpo redazionale: entrano in redazione Achille Nobiloni (dal 1979), Luigi d'Antona (dal 1982) e Stefano Delli Colli (dal 1983) e dei collaboratori esterni, per lo più esperti attivi nel settore.
Nel 1980 venne creato, sempre a via Aventina, un apposito “centro stampa” separato dalla redazione in grado di affrontare ritmi, tempi e tirature in continua crescita. Una tipografia via via potenziata e automatizzata che porterà alla completa realizzazione del giornale, dalla stampa alla spedizione.