Abbiamo trasmesso (titolo originale edizione americana And Be a Villain; edizione inglese More Deaths Than One) è l'undicesimo romanzo giallo di Rex Stout con Nero Wolfe protagonista.
Trama L'ospite di uno spettacolo radiofonico, Cyril Orchard, è avvelenato in diretta durante la réclame di una bevanda. Le cattive condizioni del suo conto in banca spingono Nero Wolfe a offrirsi di affrontare il caso per contrastare gli effetti della pubblicità negativa per la conduttrice, la stazione radiofonica e gli sponsor. Le indagini lo portano ad incontrare per la prima volta un misterioso criminale.
Abbiamo trasmesso è il primo dei tre romanzi che riguardano Arnold Zeck, temibile malvivente newyorkese; gli altri romanzi sono Nient'altro che la verità e Nelle migliori famiglie. In ognuno di essi, Zeck telefona a Wolfe per avvertirlo che le sue indagini potrebbero interferire con qualcosa di spiacevole. Ogni volta Wolfe rifiuta di cooperare, nonostante sia conscio delle inevitabili conseguenze.
Personaggi principali Nero Wolfe: investigatore privato Archie Goodwin: suo assistente Fritz Brenner: cuoco e maggiordomo Saul Panzer: investigatore privato Lon Cohen: giornalista Madeline Fraser: diva della radio Deborah Koppel: sua impresaria Bill Meadows: attore della radio Nathan Traub: agente di pubblicità Elinor Vance: commediografa Tully Strong: segretario del Consiglio degli Organizzatori Nancylee Shepherd: ragazzina terribile Walter B. Anderson: presidente della Società Starlite Fred Owen: direttore delle pubbliche relazioni per la Starlite F. O. Savarese: professore universitario di matematica Cyril Orchard: direttore de "La fortuna a cavallo" Beula Poole: direttrice di "E poi?" W. T. Michaels: ginecologo Hilda Michaels: sua moglie Cramer: ispettore della Squadra Omicidi Purley Stebbins: sergente della Squadra Omicidi Arnold Zeck: genio del crimine
Critica "Selezionato come uno dei quattro migliori romanzi gialli di Stout da Barzun e Taylor, And Be a Villain è anche significativo come primo romanzo della trilogia di Zeck, nella quale Nero Wolfe affronta un simil-Moriarty, un Napoleone del Crime di nome Zeck. Forse la trilogia di Zeck era più interessante all'epoca (anche se Anthony Boucher la odiava) ma sappiamo tutti, oggi, che Wolfe e Archie sopravvivono allo scontro; perciò per me l'interesse principale del romanzo sta nell'enigma del delitto. Fortunatamente la parte di Zeck è molto piccola; conta solo poche pagine sparse, e l'enigma è buono. [...] Forse non è l'enigma più diabolico e intelligente del genere, ma è uno ben strutturato e piacevole da seguire. Il veleno, spesso usato in maniera creativa da Stout, è il metodo di omicidio principale. [...] I personaggi sono sufficientemente memorabili; tra di essi spicca un'adolescente presidente di un fan club radiofonico, della quale Archie si diverte a riprodurre lo slang nel dettaglio. Un buon libro, decisamente uno dei migliori di Stout, a mio parere."
Il titolo originale del romanzo è una citazione dell'Amleto di William Shakespeare, atto I, scena V, nel quale Amleto dice di suo zio, il Re Claudio: "That one may smile, and smile, and be a villain.""...è bene ch’io vi noti che un uomo può sorridere e sorridere, ed essere uno scellerato."
Nel capitolo 8 il Professor Savarese utilizza la formula della distribuzione normale, che secondo le sue teorie potrebbe essere usata come strumento nell'indagine criminale:
Sfortunatamente in tutte le edizioni la formula è stata stampata con qualche errore, inclusa la trasformazione del simbolo della radice quadra in una "V" maiuscola.
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Note
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Categoria:Romanzi di Nero Wolfe Categoria:Romanzi ambientati a New York