La musica sciamanica comprende sia la musica usata come componente dei rituali degli sciamani, sia la musica che si riferisce, o si ispira, a questi. Il rituale dello sciamano è appunto un rituale e non una prestazione artistica e questo fatto ne modella la relativa dimensione musicale. Nello sciamanesimo lo sciamano ha un ruolo musicale più attivo rispetto a quello delle pratiche dei medium posseduti dagli spiriti. Uno sciamano usa vari modi per creare suoni a cui sono attribuiti scopi differenti. Di particolare rilievo sono la canzone dello sciamano e il suonare il tamburo sciamanico. Recentemente sono emersi in Siberia gruppi musicali che si ispirano alla tradizione culturale sciamanica. Nell'ovest lo sciamanesimo è servito come sfondo immaginativo per le musiche dirette al alterazione degli stati di coscienza. La Corea ed il Tibet sono due culture in cui la musica del rituale sciamanico ha interagito molto da vicino con altre tradizioni.
Prestazione sciamanica e prestazione musicale
Anche se gli sciamani usano il canto, il tamburo e talvolta altri strumenti, un rituale sciamanico non è una prestazione musicale in senso stretto: la musica è diretta più agli spiriti che a un probabile pubblico. Ne conseguono da ciò diverse implicazioni. In primo luogo, una prestazione rituale sciamanica è, soprattutto, una serie di azioni e non una serie di suoni musicaliMihály Hoppál, Tracing Shamanism in Tuva: A History of Studies, in Mongush Kenin Lopsan, Shamanic Songs and Myths of Tuva, Istor Budapest 1997 p 129 "..durante la lotta con gli spiriti malvagi i potenti colpi sul tamburo indicano che lo sciamano, con ogni battito dato sullo strumento, sta lanciando una 'freccia di ferro' dentro lo spirito della malattia.". In secondo luogo, l'attenzione dello sciamano è diretta verso l'interno, verso la visualizzazione del mondo spirituale e la comunicazione con gli spiriti, e non all'esterno verso gli ascoltatori che potrebbero essere presentiTim Hodgkinson, Musicians, Carvers, Shamans, Cambridge Anthropology vol 25, no 3, (2005/2006) p 9."Sergei Tumat (uno sciamano tuvano chi ha studiato la musica anteriormente): "Quando sciamanizzo, non sono nel luogo dove suono il tambur dungur, solo mio corpo materiale che è là: io sono fuori con li spiriti, questo è il luogo dove è la mia concentrazione totale. Se qualcuno mi tocca, tenta di avere la mia attenzione là nella yurta, è pericoloso, sarebbe come cadere dall'alto: quindi è completamente diverso dal suonare la musica per un pubblico, dove devi essere presente, concentrato su ciò che fa il tuo corpo materiale, su tutto ciò che ho imparato al conservatorio."". In terzo luogo, è importante per il successo del rituale, che il relativo contesto sia definito come chiaramente differente da quello di qualunque genere di intrattenimento. In quarto luogo, gli elementi teatrali che talvolta si aggiungono per impressionare un pubblico, mostrano l'autenticità del contatto con gli spiriti piuttosto che il virtuosismo musicale dell'esecutore. Dalla prospettiva musicale le prestazioni rituali sciamaniche hanno la caratteristica peculiare della discontinuità. Le rotture possono accadere perché risulta difficile comunicare con uno spirito, o perché lo sciamano deve chiamare uno spirito differente. Tipicamente, le fasi della prestazione sono interrotte bruscamente, forse per essere ricominciate dopo una pausa, forse noCarole Pegg, Mongolian Music, Dance and Oral Narrative, University of Washington Press, 2001, p135-6Ronald Hutton, The Shamans of Siberia, Isle of Avalon Press, 1993, p29 and p31Caroline Humphrey, Shamans and elders. Oxford, OUP1996, p 235-7. La dimensione ritmica della musica dei rituali degli sciamani è stata messa in relazione sia con l'idea di comprensione dei ritmi della natura sia a un processo di riarticolazione magica di questiCarlo Serra, Ritmo e ciclità nella cultura sciamanica, in Antonello Colimberti (ed) Musiche e sciamani, Textus, Milan 2000, p67.
Sciamanesimo e possessione
È stato propostoGilbert Rouget, Musica e trance. I rapporti fra la musica e i fenomeni di possessione - Einaudi - 1986 che la possessione da parte degli spiriti e lo sciamanesimo coinvolgano generi opposti di stati di coscienza. Lo sciamano entra attivamente nel mondo degli spiriti, negozia col suo spirito assistente personale e ancora con altri spiriti secondo le necessità, e si muove fra territori differenti del mondo degli spiriti. Il medium posseduto, invece, è il destinatario passivo di uno spirito potente o di un dio. Ciò si riflette sugli usi differenti della musica in questione. La musica della possessioneFremont E.Besmer, Horses, Musicians and Gods: The Hausa Cult of Possession-Trance. Ahmadu Bello UP 1983 è in genere lunga nella durata, ipnotica, forte ed intensa. Il medium ha imparato a rispondere ai punti culminanti dell'intensità ritmica e del volume, entrando in una condizione di trance: la musica non è suonata dal medium ma da uno o più musicisti. Nello sciamanesimo, al contrario, la musica è suonata dallo sciamano stesso. La musica conferma il potere dello sciamano (ad esempio nelle parole della canzone dello sciamano) ed è usata attivamente dallo sciamano per modulare i movimenti ed i cambiamenti della sua condizione di stato interiore. Cambiamenti che agiscono come componenti del viaggio attivo all'interno del mondo dello spirito. In entrambi i casi il collegamento fra musica e stati alterati di coscienza dipende sia da fattori psicoacoustici che culturali e non si può quindi dire che sia solo la musica a causare la condizione di tranceRoberte Hamayon, Pour en finir avec la 'trance' et 'l'extase' dans l'étude du chamanisme, in Etudes mongoles et sibériennes 26: Variations Chamaniques 2, 1995, p155 seq..
Uso dei suoni
Il suono è tattile; considerando che le informazioni visive sono vissute come esperienza di superficie, le informazioni uditive sembrano essere sia fuori che all'interno del corpoWalter Ong, Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola . - Il Mulino - 1986. Nelle culture orali in cui la sopravvivenza coinvolge il contatto intimo con la natura, il suono collega spesso le sensibilità interne alle caratteristiche dell'ambiente. In molti casi questo è vero anche per la musica nella pratica sciamanica, come ad esempio nell'inclusione dell'imitazione di versi degli animali ecc. Si può proporre che il materiale sonoro di cui si serve lo sciamano costituisca un sistema di suoniMassimo Ruggero, La musica sciamanica . - Xenia - 2004, p. 2. Questa suggestione di una semiotica del materiale sonoro sciamanico sembra dipendere dell'assunzione di un linguaggio simbolico condiviso tra lo sciamano e la sua comunità. Questa supposizione è pericolosa poiché si avvererebbe che il linguaggio simbolico dello sciamano spesso possa essere colto solo dallo sciamano stesso e dai suoi iniziati: il linguaggio è condiviso non con la comunità umana ma con gli spiritiMichael Taussig, The Nervous System . - Routledge - 1992 p.177. Lo sciamano fa uso del suono come catalizzatore di un ambiente interno immaginario, sperimentato come spazio-tempo sacro in cui egli viaggia ed incontra gli spiriti. I suoni, passando costantemente fra interno ed esterno, collegano questo spazio immaginario con lo spazio reale del rituale in cui lo sciamano si muove e compie azioni e gesti.
Uno sciamano può usare suoni differenti per scopi rituali differenti:
Installazione suono-spaziale del rituale
Un elemento molto importante nello sciamanesimo siberiano è l'uso di oggetti metallici pendenti - comprese spesso le piccole campane - che vengono legati al mantello rituale, alla parte interna del tamburo e talvolta anche al battitore. Questa pratica crea un campo sonoro intero ma in movimento continuo, quindi percepito come un singolo suono complessoAndrew Stiller, Handbook of Instrumentation, University of California Press, 1985, p 121, ISBN 0-520-04423-1. Un elemento ulteriore è la spazializzazione del suono determinata non solo tramite il movimento dello sciamano, ma anche nel compiere l'azione del lanciare la voce all'interno del tamburo per generare l'illusione che la voce sia generata altrove. Sciamani differenti e tradizioni locali differenti usano suoni differenti. Per esempio, nel sud della Repubblica di Tuva ed in Mongolia, il khomus, o scacciapensieri, è comunemente e particolarmente usato nei rituali di sciamanizzazioneCarole Pegg, Mongolian Music, Dance and Oral Narrative, University of Washington Press, 2001, p124.
Preparazione
Alcuni suoni particolari, come quello delle campane, possono essere usati per la purificazione del luogo in cui il rituale dovrà essere effettuatoMarilyn Walker, Music as Knowledge in Shamanism and Other Healing Traditions of Siberia, in Arctic Anthropology.2003; 40(2): p45. Questo perché un contatto con gli spiriti è sempre potenzialmente pericoloso: uno dei pericoli è quello di inquinamento del rituale.
Evocare e mandare indietro gli spiriti
Una campana può anche essere usata per evocare o per mandare indietro gli spiritiMaria Kongin Seo, Hanyang Kut: Korean Shaman Ritual Music from Seoul, Routledge 2002 p14. Gli sciamani inoltre con le stesse finalità possono imitare i suoni degli uccelli e degli animaliTheodore Levin, Where Rivers and Mountains Sing, (Indiana University Press 2006).
Guarigione
All'interno del rituale sciamanico, il suono può anche avere potere curativo.Può quindi essere concepito come un mezzo per inviare l'energia spirituale dallo sciamano a una persona sofferenteMarilyn Walker, 2003, p46. La tradizione tuvana afferma che le persone ammalate vengono guarite dal suono di uno strumento composto dal legno di un albero colpito e bruciato da un lampo.
La canzone dello Sciamano
La canzone dello sciamano - o algyshMongush Kenin Lopsan, Shamanic Songs and Myths of Tuva Istor Budapest 1997 in tuvano - è diversa per ogni sciamanoMihály Hoppál, Studies on Eurasian Shamanism in Shamans and Cultures in Mihály Hoppál and Keith Howard eds pp258-288 Istor Budapest 1993. Racconta del suo luogo di nascita, della sua iniziazione, della sua linea di discendenza ancestrale, di doti speciali e speciali legami con spiriti particolari. La melodia e le parole sono composte dallo sciamano stesso e generalmente rimangono le stesse per tutto l'arco della sua vita professionale. L'algysh è cantato spesso verso l'inizio del rituale ed è accompagnato dal suono del tamburo dungur. Il canto serve a ricordare allo sciamano la propria identità e il proprio potere. Afferma le sue abilità e lo annuncia agli spiriti. In alcune tradizioni la canzone dello sciamano viene suddivisa in brevi sezioni, che possono variare ed essere ricombinate durante differenti prestazioniCaroline Humphrey, Shamans and elders. Oxford, OUP1996, p 235.
Il tamburo dello Sciamano