Bricherasio (Bricheras in piemontese, Bricairàs in occitano, Briqueras in francese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Situato all'imbocco della Val Pellice, fa parte dell'Unione Montana del Pinerolese.

Geografia fisica

Il territorio comunale si estende su una superficie di 22,61 km², con un'altitudine compresa tra 328 e e un'altitudine media di 400 . L'escursione altimetrica complessiva è pari a 833 metri.

Il territorio è attraversato dal torrente Pellice e dal Chiamogna, suo affluente, oltre che dal canale comunale.

Origini del nome

L'origine del toponimo non è certa. Secondo un'ipotesi deriverebbe da un antroponimo di origine celtica, Briccarius o Brittgarius; secondo un'altra sarebbe invece collegato alla voce piemontese brich, con il significato di «altura» o «rilievo».

Storia Dalle origini al Medioevo La prima attestazione documentaria del toponimo risale al 1159, quando un Guglielmus de Bricarasio compare come testimone in un atto di donazione in favore dell'abbazia di Staffarda disposto dai signori di Luserna. La frequentazione del territorio è tuttavia precedente: sono state segnalate testimonianze preistoriche sulle pendici del monte Vandalino e reperti di epoca romana, tra cui monete e laterizi.

Il nucleo abitato più antico sorgeva in posizione più discosta rispetto all'attuale centro, nei pressi dell'odierna frazione di San Michele. La crescita dei traffici lungo le vie della Val Pellice, insieme alle difficoltà di collegamento e alla presenza di pedaggi, favorì la fondazione nel 1324 di un nuovo insediamento presso la collina del Castello, attorno al quale si sviluppò il capoluogo contemporaneo.

Già nel 1243 la comunità aveva riconosciuto l'autorità dei Savoia-Acaia di Pinerolo; nel 1291 ottenne l'autonomia comunale, accompagnata da franchigie, privilegi ed esenzioni. Nel 1360, in seguito alla sconfitta di Giacomo di Savoia-Acaia nella guerra contro Amedeo VI di Savoia, Bricherasio fu concessa in feudo alla famiglia Cacherano, di origine monferrina.

Nel XV secolo il centro conobbe una fase di sviluppo economico e commerciale, testimoniata dalla redazione nel 1467 degli statuti comunali, che raccolsero consuetudini giuridiche e privilegi maturati nel corso dei secoli.

Le guerre del XVI e XVII secolo Il XVI secolo segnò l'inizio di una lunga fase di instabilità determinata dalle guerre tra Francia, Spagna e Casa Savoia per il controllo dell'Italia nord-occidentale. Nel 1537 la fortezza di Bricherasio fu assediata e costretta alla resa da un contingente francese.

L'episodio militare più noto della storia locale fu tuttavia l'assedio del 1594. Nel 1592 le truppe francesi comandate da François de Bonne de Lesdiguières penetrarono in Val Chisone, occuparono Perosa Argentina e si insediarono a Bricherasio, rafforzando la fortificazione con bastioni e artiglierie.

Il 18 settembre 1594 un esercito sabaudo guidato da Carlo Emanuele I di Savoia, composto da contingenti piemontesi, lombardi, svizzeri e spagnoli, pose sotto assedio la rocca, difesa da circa 800 soldati francesi. Dopo oltre un mese di combattimenti, il 23 ottobre la guarnigione capitolò ottenendo l'onore delle armi. Gli scontri provocarono pesanti perdite tra la popolazione civile e gravi distruzioni nell'abitato.

Le guerre del Seicento continuarono a coinvolgere il territorio. Il castello passò più volte di mano e nel 1630 il paese tornò definitivamente sotto il controllo sabaudo in condizioni di grave devastazione, aggravate dalla peste del 1630.

Alle guerre dinastiche si aggiunsero i contrasti confessionali tra cattolici e valdesi. Nel 1690 un'azione condotta da militari francesi comandati dal colonnello Sailly causò la morte di numerosi abitanti. Con la conclusione della guerra di successione spagnola nel 1714 terminò la fase più instabile della storia moderna di Bricherasio.

Dal Settecento all'Unità d'Italia Nel corso del XVIII secolo il territorio conobbe una progressiva ripresa agricola ed economica, accompagnata dalla ricostruzione e dall'abbellimento dell'abitato.

Gli eventi della Rivoluzione francese raggiunsero anche la bassa Val Pellice: nel 1797 i Cacherano furono allontanati e la comunità aderì al governo provvisorio repubblicano piemontese. Durante la successiva dominazione francese il territorio entrò a far parte dell'ordinamento napoleonico; con la Restaurazione del 1814 tornarono i Savoia e i Cacherano riacquisirono le proprie prerogative.

Nel corso dell'Ottocento il paese partecipò alla trasformazione politica e sociale del Piemonte risorgimentale. Lo sviluppo dei servizi pubblici, delle scuole e delle attività assistenziali fu favorito anche dall'opera di personalità locali quali il generale Filippo Brignone ed Edoardo Giretti. Parallelamente si svilupparono attività industriali legate soprattutto alla lavorazione della seta, alla produzione di distillati e al settore alimentare.

L'apertura delle linee ferroviarie nella seconda metà dell'Ottocento rafforzò i collegamenti con Pinerolo, la Val Pellice e il resto del Piemonte.

Il Novecento Durante il periodo fascista la vita amministrativa locale venne ricondotta all'ordinamento podestarile. Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, il territorio fu interessato dalle attività della Resistenza e dalle operazioni di rastrellamento condotte dalle forze tedesche e della Repubblica Sociale Italiana.

Il 18 novembre 1944, in borgata Badariotti, durante un rastrellamento furono uccisi per rappresaglia cinque civili: Margherita Boeris in Castagno, i figli Maria, Margherita ed Enrico Castagno e Giulio Battaglia.

Nel secondo dopoguerra Bricherasio conobbe un'ulteriore trasformazione economica e urbanistica, con lo sviluppo dell'edilizia, delle attività industriali e dei servizi pubblici. L'ospedale locale fu successivamente riconvertito in casa di riposo e vennero realizzate nuove strutture scolastiche.

Simboli

Stemma Lo stemma comunale fu concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 22 maggio 1930.

Gonfalone Il gonfalone, concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 21 dicembre 1936, è costituito da un drappo azzurro riccamente ornato di ricami d'argento, caricato dello stemma comunale e della scritta in argento.

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale, sormontato dalla denominazione istituzionale centrata e in caratteri latini bianchi.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria Assunta

Principale edificio di culto del capoluogo, è sede della parrocchia dedicata a Santa Maria Assunta, patrona del comune.

Architetture civili

Palazzo Cacherano di Bricherasio Situato all'ingresso dell'abitato, costituisce una delle principali residenze nobiliari locali. L'edificio, originariamente più modesto, fu ampliato tra XVII e XVIII secolo dalla famiglia Cacherano di Bricherasio, che ne trasformò l'impianto secondo il gusto barocco. È circondato da un esteso parco.

Palazzo Ricca di Castelvecchio Risalente nelle sue parti più antiche al XVI secolo, il complesso fu progressivamente ampliato dalla famiglia Ricca tra XVII e XIX secolo. La facciata rivolta verso il giardino venne rinnovata nel 1910 secondo forme di gusto Liberty.

Villa Daneo Residenza storica appartenente alla famiglia Daneo.

Villa Viancino Antica residenza dei conti di Viancino. Secondo la tradizione locale vi soggiornò in più occasioni san Giovanni Bosco. In seguito ai legami matrimoniali tra i Viancino e i Ricca di Castelvecchio la proprietà passò a questi ultimi; l'edificio è stato successivamente suddiviso in unità abitative.

Belvedere Viancino Edificio a pianta pentagonale situato sulla collina del Castello e realizzato nel corso del XIX secolo dai conti di Viancino. Dopo un periodo di abbandono è stato restaurato all'inizio del XXI secolo ed è divenuto di proprietà pubblica.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti a Bricherasio erano 185, pari al 4,0% della popolazione residente. Le comunità maggiormente rappresentate erano:

Romania, 75; Cina, 28; Perù, 15; Marocco, 11; Albania, 8.

Economia L'economia locale conserva una significativa componente agricola, legata in particolare alla frutticoltura e alla viticoltura, affiancata da attività artigianali, commerciali e da piccole imprese industriali.

Agricoltura Il territorio rientra nell'area di produzione della DOC Pinerolese. Tra i vitigni e le tipologie tradizionalmente coltivati figurano Barbera, Bonarda, Freisa, Dolcetto e il Doux d'Henry.

La frutticoltura è caratterizzata soprattutto dalla produzione di mele e kiwi; sono inoltre presenti attività legate alla raccolta e commercializzazione dei funghi.

Industria e servizi Accanto al settore primario operano piccole e medie imprese dei comparti metalmeccanico, elettrico e tessile. Il peso delle attività commerciali e dei servizi è aumentato nel corso del secondo dopoguerra, parallelamente alla progressiva integrazione del comune nel sistema economico pinerolese.

Infrastrutture e trasporti Ferrovie La stazione di Bricherasio si trova lungo la ferrovia Pinerolo-Torre Pellice e tra il 1885 e il 1984 costituì anche il punto di diramazione della ferrovia Bricherasio-Barge.

La stazione fu servita dai treni passeggeri della linea Pinerolo-Torre Pellice fino al 2012, quando il servizio ferroviario sulla tratta venne sospeso. Da allora Bricherasio è priva di collegamenti ferroviari passeggeri regolari, mentre il collegamento ferroviario attivo più vicino rimane quello della linea SFM2 attestata a Pinerolo.

Amministrazione Sindaci

Gemellaggi ; .

Note

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