La Tradizione della Foresta è una tradizione monastica buddhista theravāda che - in epoca moderna - si è sviluppata nei primi anni del '900 in Thailandia, inizialmente presso il ceppo linguistico Lao, che risiede nel Nord Est del Paese. Lao, Isan. In questo periodo Ajahn Sao Kantasilo Mahathera e il suo discepolo, Mun Bhuridatta ridiedero vita al movimento dei Monaci della Foresta, secondo le tradizioni più antiche del buddhismo Theravada. Alcuni Maestri particolarmente rispettati, come Ajahn Thate, Ajahn Maha Bua e Ajahn Chah.Tiyavanich K. Forest Recollections: Wandering Monks in Twentieth-Century Thailand. University of Hawaii Press, 1997., svilupparono, nella seconda metà del '900, un vasto movimento che, dalla Thailandia, sbarcò in Occidente, dove ha tuttora una forte presenza, soprattutto nel Regno Unito. Questi Maestri del XX secolo, considerano la foresta come parte della pratica monastica. In questo senso l'antica tradizione è stata ripresa e viene praticata nei monasteri, in Oriente come in Occidente, a beneficio dei discepoli, attuali e futuri, secondo le regole originarie. Anche in Myanmar e Sri Lanka sono stati fondati monasteri e romitaggi che seguono questa tradizione. I monasteri sono generalmente situati in luoghi appartati, nei boschi, dove si vive una vita semplice, in continuo contatto con la propria pratica e l'ambiente naturale circostante. I due principali ordini monastici thailandesi sono il Maha Nikaya e il Dhammayuttika Nikaya, in entrambi si trovano monasteri della Foresta.
La Tradizione della Foresta predilige l'esperienza diretta attraverso la pratica della meditazione e il rispetto rigoroso delle regole monastiche (vinaya) piuttosto che l'impostazione scolastica, basata esclusivamente sullo studio dei Canoni Pali Tipitaka. I Monaci della foresta sono considerati molto esperti nella meditazione bhikkhu. La tradizione della foresta è di solito associata a una intensa pratica meditativa, che può portare a sviluppare notevoli capacità spirituali. La tradizione è particolarmente rispettata, soprattutto in Thailandia per la sua ortodossia, la stretta adesione alle regole originali, stabilite dal Buddha, e l'ascesi, praticata da tutti i monaci più noti. Grazie a queste qualità, è molto amata dal popolo Thai e dai numerosi seguaci, che si sono via via associati ad essa in Occidente.
La pratica e lo stile di vita sono basati su quelli del Buddha e dei suoi primi discepoli. Vengono chiamati monaci della foresta perché mantengono vive le pratiche del Buddha storico, che spesso ha abitato nelle foreste, sia durante il periodo di ascesi e ricerca spirituale sia nel periodo successivo dell'insegnamento. Al di fuori della Thailandia, la Tradizione della foresta è ben sviluppata nel Regno Unito (The Forest Hermitage, Amaravati Buddhist Monastery, Harnham Buddhist Monastery Aruna Ratanagiri and Chithurst Buddhist Monastery), negli Stati Uniti (Thanissaro Bhikkhu, Abhayagiri), in Nuova Zelanda, in Svizzera Dhammapala, in Germania (Muttodaya Monastery, Metta Vihara, Anenja Vihara) e in Italia dove è stato fondato nel 1990 il Monastero Santacittaramahttp://www.santacittarama.org. Attualmente i più noti rappresentanti di questa tradizione sono Ajahn Chah e Ajahn Sumedho.
Origini
La Tradizione thailandese della Foresta trae la sua ispirazione dal Canone Pali, e in particolare dagli insegnamenti contenuti nel Sutta Piṭaka e nel Vinaya Pitaka, in cui il Buddha viene spesso descritto come un asceta che dimora nelle foresteNei seguenti sutta, il Buddha dimora nelle foreste: MN 105, MN 122, AN 3,34, 5,30 AN, AN 5,34, AN 5,121, 5,180 AN, AN 6,42, 8,53 AN, AN 8,86, 7,18 SN, SN 36,7, 36,8 SN, SN 55,30, 56,31 SN , SN 56,45, Questo elenco non è esaustivo in quanto vi sono molti altri sutta che parlano di boschi e foreste in cui i monaci dimoravano. Nei discorsi Pali, il Buddha spinge spesso i suoi discepoli a cercare una casa isolata (in un bosco, sotto l'ombra di un albero, in montagna, in una grotta, nella giungla o in un boschetto, all'aperto, o su un mucchio di paglia. In questi sutta, il Buddha istruisce i monaci, consigliandoli di rimanere nella foresta al fine di favorire la loro pratica di meditazioneDN 2, DN 11, DN 12, DN 16, MN 4, MN 10, MN 27, MN 39, MN 60, MN 66, MN 101, MN 105, MN 107, MN 125, 4,259 AN, AN 5,75, AN 5,76, 5,114 AN, AN 10,60, 1,12 Sn, Sn 3.11, SN 11.3, SN 22,80,. Lo stesso Buddha si è realizzato in una foresta, ai piedi dell'albero della Bodhi. Nel Bhaya-bheravaSutta, il Buddha ha spiegato che la sfida mentale che aveva affrontato durante la sua permanenza nella foresta lo aveva aiutato a raggiungere il Risvegliohttp://www.accesstoinsight.org/tipitaka/mn/mn.004.than.html Sutta|accessdate=2010-08-13|publisher=Access to Insight. Inoltre vi sono molti sutta nel Canone Pali in cui il Buddha istruisce i monaci a praticare in località deserte e remote. Ecco alcuni esempi: Nel Sutta Andhakavindahttp://www.accesstoinsight.org/tipitaka/an/an05/an05.114.than.html | title = Andhakavinda Sutta | accessdate = 2010/08/13 | publisher = Access to Insight dice: 'Meglio abitare in un luogo appartato. In abitazioni remote, situate in un deserto o nella foresta. ' Così dovrebbero essere incoraggiati, esortati, a dimorare i monaci, nell'isolamento fisico. Nel Sutta Dantabhumihttp://www.accesstoinsight.org/tipitaka/mn/mn.125.horn.html | title = Dantabhumi Sutta | accessdate = 2010 - 08-13 | publisher = Access to Insight si dice: Vieni o monaco, scegli un alloggio in una foresta remota, alla radice di un albero, su un pendio di montagna, in un deserto, in una caverna sulla collina, in un cimitero, all'aperto o in una capanna di paglia.
In Thailandia, il buddismo ha un ruolo centrale nella vita sociale. Durante l'ultima parte dell'Ottocento e la prima metà del novecento le foreste della Thailandia furono dimora di monaci erranti che praticavano l'ascetismo. Questi bhikkhu appartenevano alla tradizione Theravada, ma allo stesso tempo si differenziavano dalle pratiche e dal modo di vita diffuso nel clero buddhista di Bangkok. Il loro essere buddhisti trovava espressione nel vivere giorno per giorno nella solitudine della foresta, affrontando le sfide fisiche e psicologiche della solitudine, l'incertezza, il desiderio, la paura e l'avversione, la fame e il disagio fisico. Per tre generazioni hanno rappresentato un esempio impeccabile di Dhammadottrina e Vinayadisciplina monastica.
Con l'avvento al potere nel 1851 del re Mongkut, che era stato monaco per ventisette anni, il Sangha, come il regno, divennero sempre più centralizzati e gerarchici, e i loro legami più istituzionalizzati. Mongkut fu un insigne studioso di pali e delle scritture buddhiste. L'immigrazione dei monaci, provenienti dalla Birmania, introduceva in Thailandia la disciplina rigorosa, caratteristica del Sangha Mon. Mongkut, influenzato da questa tradizione e guidato dalla sua personale comprensione del Tipitaka, diede inizio a un movimento di riforma che più tardi divenne la base per l'ordinamento Thammayut NikayaO Dhammayuttika - (Thai: ธรรมยุต นิกาย) è un ordine di monaci buddisti Theravada fondata nel XIX secolo dal re Mongkut, figlio di Rama II, come movimento di riforma religiosa che più tardi divenne un ordine monastico indipendente, riconosciuto dal Sangha tailandese. I membri aderiscono strettamente alla disciplina monastica (Vinaya). Questa disciplina molto rigorosa è stata adottata nella sua interezza solo da una piccola minoranza dei monasteri. L'ordine MahanikayaIl Maha Nikaya è il maggiore ordine di monaci buddisti Theravada in Thailandia. Tutti i monaci riconosciuti non ordinati nell'ordine Dhammayuttika sono considerati membri del “Maha Nikaya”, il “Grande Raggruppamento”. L'ordine non impone pratiche o tradizioni particolari da seguire per chi fa parte di questo lignaggio, pertanto quasi tutti i monaci, che non hanno fatto scelte diverse, ne fanno automaticamente parte., che negli anni '80 rappresentava ancora circa il 95% dei monasteri e dei monaci thailandesi, è stato poco influenzato dalle riforme di re Mongkut, e ha mantenuto una disciplina meno impegnativa rispetto all'ordine Thammayut Nikaya.
Nei primi del '900, Ajahn Sao Kantasilo Mahathera e il suo allievo Mun Bhuridatta guidarono il movimento di rinascita della Tradizione della Foresta tailandese. I più noti tra i monaci di questo periodo sono: Ajahn Thate, Ajahn Maha Bua e Ajahn Chah. Agli inizi del '900, i monasteri urbani spesso servivano come centri scolastici. I Monaci di solito ricevono la formazione nei monasteri e conseguono l'equivalente di una "laurea" in Pali e Tipiṭaka, senza necessariamente impegnarsi nelle pratiche meditative descritte nelle Scritture. Durante questo periodo, si era inoltre persa la speranza di poter raggiungere l'illuminazione in questa vita. La vita monastica, specialmente nelle grandi metropoli, si era ridotta principalmente allo studio e alla tradizione dei testi e alla celebrazione delle cerimonie. L'attività sociale aveva preso il sopravvento sulla pratica ascetica e alcuni monaci avevano cominciato a pensare che la purezza degli ideali originari del (sangha) era stata compromessa. Una reazione contro questa tendenza a diluire lo spirito ascetico originario, ha portato Ajahn Sao e Ajahn Mun alla vita semplice, ispirata all'antica tradizione della foresta e a un'autentica pratica della meditazione. I Monasteri della foresta si trovano generalmente lontano dalle aree urbane, di solito nel deserto o in zone profondamente rurali della Thailandia. monasteri ispirati alle stesse tradizioni, si trovano anche in altri paesi buddhisti come Sri Lanka, Cambogia e Myanmar. La tradizione della Foresta è un tentativo di recuperare gli standard disciplina, così come veniva insegnata dal Buddha storico, per evitare di allontanarsi dalle regole del Vinaya, lasciandosi andare a un'interpretazione della vita monastica, troppo condizionata dalle comodità e dal lassismo del nostro secolo. Con il contributo di alcuni monaci occidentali, ordinatisi in Thailandia con Ajahn Thate, Ajahn Maha Bua e Ajahn Chah, tra i quali il più conosciuto è Luang Por Ajahn Sumedho, la tradizione della Foresta, negli ultimi quarant'anni, si è diffusa in Occidente.
"La vita di famiglia è angusta e impura, la vita senza fissa dimora è libera come l'aria. Non è facile, restando in famiglia, riuscire a vivere una vita santa, purificata e levigata come una conchiglia. Dopo aver rasato i capelli e la barba e indossata la veste ocra, potrei andarmene, lasciando la mia casa per vagare senza dimorahttp://www.accesstoinsight.org/tipitaka/mn/mn.036.than.html |title= Maha-Saccaka Sutta: The Longer Discourse to Saccaka |accessdate=2010-06-21".
La Tradizione in Occidente