San Polo di Piave (San Poło in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto.
Storia Le origini di San Polo vanno ricercate nell'epoca romana: i primi centri abitati, infatti, godettero del transito della strada che da Oderzo raggiungeva Trento, passando per le attuali San Giorgio, Caminada e Tezze di Piave. Lungo il suo tracciato, non ancora ben definito, è stato rinvenuto vario materiale archeologico come mattoni e embrici.
Dopo la distruzione di Oderzo da parte dei Longobardi (667), la zona venne spartita tra i vescovi di Treviso e Ceneda. La pieve di San Polo, invece, rappresentò un'isola territoriale soggetta al patriarca di Aquileia, in quanto localizzata lungo il tragitto che il prelato percorreva per raggiungere Pavia, capitale del regno Longobardo. In effetti, dalla località si poteva arrivare facilmente a un guado sul Piave e di lì alla via Postumia.
Nel XIV secolo una serie di eventi politici pose fine al potere temporale (ma non ecclesiastico) del patriarca e attorno al 1388 San Polo passò stabilmente sotto la Repubblica di Venezia.
L'11 marzo 1452 il paese divenne sede di un piccolo feudo assegnato a Cristoforo da Tolentino, capitano di ventura che combatté sotto le insegne della Serenissima. Estintasi la sua discendenza, nel 1506 la contea fu assegnata ai Gabrieli, i quali vi permasero per tre secoli.
Pietro Antonio Aliprandi (Nervesa 21 ottobre 1728 - San Polo di Piave 11 dicembre 1816), marito di Elisabetta Rossi, nel 1758 si stabilì a San Polo di Piave. Il nipote di questi, Pietro Antonio Aliprandi (San Polo di Piave 6 febbraio 1786 - San Vito al Tagliamento 13 agosto 1847), fu incarcerato e le famiglia si trovò in precarie condizioni economiche. I figli di quest'ultimo, Domenico e Giuseppe, furono stimati commercianti e migliorano la loro condizione socialePaolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006, pag. 28 - 34 (Il mistero di Pietro Aliprandi). In San Polo di Piave gli Aliprandi sono stati proprietari del Palazzo Gabrieli e nel cimitero é presente la loro cappella gentilizia. Alla fine del XIX alcuni membri della famiglia si portarono ad abitare in altre città: l'Avv. Antonio Aliprandi a Conegliano dove venne eletto sindaco; i suoi fratelli Carlo e Silvio a Conegliano e Giuseppe a Oderzo dove esercitarono attività commerciali.
L'ultimo conte di San Polo fu Angelo Maria Gabrieli, morto il 9 dicembre 1805.
Pur avendo perso ogni prerogativa amministrativa, il feudo continuò a sussistere come proprietà terriera sino a pochi decenni fa. Dopo l'estinzione dei Gabrieli, fu acquistato dapprima dai Vivante, banchieri veneziani di stirpe ebraica, quindi per due terzi dai Papadopoli e per un terzo dai nobili veneti MioniAlberto Mioni, I Mioni e la terza parte dell'ex feudo di San Polo, Vittorio Veneto, 2011; dopo la grande guerra tutte le proprietà costituenti l'ex feudo sampolese vennero acquistate dai Giol (sia i Mioni che i Giol ebbero un ruolo anche nell'amministrazione locale). Solo il 26 giugno 1971 la vasta proprietà venne smembrata tra gli ex mezzadri.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati adottati con deliberazione del Consiglio Comunale n. 103 del 21 ottobre 1986 e concessi con decreto del presidente della Repubblica n. 3773 del 4 giugno 1987.
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa della Conversione di San Paolo La chiesa della Conversione di San Paolo è la chiesa parrocchiale del paese (il toponimo "San Polo" è appunto da ricondurre alla pronuncia veneta del nome del santo patrono): l'edificio, gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale, è stato ricostruito nella prima metà del Novecento.
Chiesetta di San Giorgio In una località limitrofa al centro del paese si trova la chiesetta di San Giorgio, sita nell'omonima frazione, un tempietto devozionale del XV secolo che conserva al suo interno preziosi affreschi dell'artista Giovanni di Francia (figlio di Desiderio di Metz), tra i quali una suggestiva Ultima cena sulla cui mensa compaiono, accanto al pane e al vino, gamberi e pesci da fiume e suppellettili dettagliate, secondo una tradizione pittorica medievale tipica del territorio trevigiano.
Architetture civili
Castello Papadopoli-Giol Antistante la chiesa parrocchiale si trova il pittoresco castello Papadopoli-Giol, monumento simbolo del luogo. La struttura attuale, in stile neogotico e con giardino all'inglese, risale al XIX secolo ed è stata realizzata dalla famiglia greco-veneziana dei Papadopoli su un palazzo preesistente. La proprietà è in seguito passata al commendator Giovanni Giol, imprenditore vitivinicolo, ai cui discendenti il castello appartiene tuttora. Palazzo Gabrieli, Aliprandi, Andreetta Risale al XVI secolo, è ubicato nella piazza principale di Conegliano, accanto alla chiesa parrocchiale e nella facciata sono presenti affreschi rinascimentali. Apparteneva ai conti Gabrieli che si sono estinti nel 1805. All'inizio del XIX il palazzo venne preso in affitto dalla famiglia Aliprandi e poi acquistato nel 1810 da Pietro del fu Niccolò Aliprandi. Nel catasto austriaco del 1836 l'edificio risulta di proprietà della famiglia Bertoni. Nella metà del XIX secolo il palazzo risulta nuovamente di proprietà degli Aliprandi che lo adibirono a sede della loro attività commerciale, una grande drogheria e una fabbrica di liquori, ceduta negli anni trenta del XX secolo alla famiglia Valieri. Attualmente è di proprietà della famiglia Andreetta che ha provveduto nel 1993 al restauro degli affreschiPaolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006, pag. 21 - 40 (La casa natale: dai Gabrieli agli Aliprandi).
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il % della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Romania India Albania Marocco Senegal Croazia Kosovo
Amministrazione Altre informazioni amministrative La denominazione del comune fino al 1867 era San PoloFonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3.
Note
Voci correlate Provincia di Treviso Marca Trevigiana Chiesa della Conversione di San Paolo (San Polo di Piave)
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