Agiografia e culto Secondo la tradizione era sacerdote di Porto Torres, rinchiuso durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano in una grottaI cosiddetti ipogei di Balai vicino situata nella rocca di Balai assieme a Gianuario, nell'attuale sito della chiesetta di Balai vicino. I due erano sorvegliati dal soldato Gavino, il quale rimase colpito dalla fede dei due nel resistere alle torture (addirittura cantavano lodi al Signore) da decidere di convertirsi alla fede cristiana, liberandoli e scappando con loro. Però Gavino fu trovato e decapitato sulla rocca di Balai Lontano, poco oltre quella de l'Usilesu. Fino a questo punto, la storia concorda, ma ciò che succedette in seguito lascia parecchi dubbi: le teste dei tre martiri, buttate in mare, vennero ritrovate da alcuni fedeli assieme ai corpi, che vennero seppelliti negli ipogei di Balai vicino.

Le reliquie di Proto sono tuttora conservate assieme a quelle degli altri due nella cripta della basilica a Porto Torres a loro dedicata. Ne parla nel Quattrocento il vescovo Antonio Cano in uno dei primi poemetti in sardo, Sa Vitta et sa Morte, et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu.

Note

Bibliografia Antonio Cano, Sa Vitta et sa Morte, et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu, 2002, Centro di Studi Filologici Sardi, CUEC

Voci correlate Chiesa di San Gavino a Mare Chiesa di San Gavino Decapitato Basilica di San Gavino, San Proto e San Gianuario San Gavino Gianuario (diacono)

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