La guerra civile romana degli anni 306-324 vide lo scatenarsi di un lungo conflitto durato quasi un ventennio tra numerose fazioni di pretendenti al trono imperiale (tra augusti, cesari ed usurpatori) in diverse parti dell'Impero, al termine del quale prevalse su tutti Costantino I. Egli era così riuscito a riunire il potere imperiale nelle mani di un solo monarca, dopo il periodo della Tetrarchia.
Contesto storico
Nel 293 Diocleziano procedette a una divisione funzionale e territoriale dell'intero impero in quattro parti, al fine di facilitare le operazioni militari. Nominò così come suo cesare per l'oriente Galerio e Massimiano fece lo stesso con Costanzo Cloro per l'occidente. L'impero fu così diviso in quattro macro-aree: a Diocleziano spettavano le province asiatiche e l'Egitto (capitale: NicomediaEutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 27.) a Galerio le province balcaniche (capitale: Sirmio) Massimiano governava su Italia e Africa settentrionale (capitale: Mediolanum) Costanzo Cloro ebbe in affidamento la Spagna, la Gallia e la Britannia (capitale: Augusta Treverorum)
Il sistema si rivelò efficace per la stabilità dell'impero e rese possibile agli augusti di celebrare i vicennalia, ossia i vent'anni di regno, come non era più successo dai tempi di Antonino Pio. Tutto il territorio venne ridisegnato dal punto di vista amministrativo, abolendo le regioni augustee con la relativa divisione in "imperiali" e "senatoriali". Vennero create dodici circoscrizioni amministrative (le "diocesi", tre per ognuno dei tetrarchi), rette da vicarii e a loro volta suddivise in 101 province.
Restava da mettere alla prova il meccanismo della successione: il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono (ritirandosi il primo a Spalato ed il secondo in Lucania). La seconda tetrarchia prevedeva che i loro rispettivi due cesari diventassero augusti (Galerio per l'oriente e Costanzo Cloro per l'occidenteEutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 1.Zosimo, Storia nuova, II, 8, 1.), provvedendo questi ultimi a nominare a loro volta i propri successori designati (i nuovi cesari): Galerio scelse Massimino Daia e Costanzo Cloro scelse Flavio Valerio Severo. Sembra però che, poco dopo, lo stesso Costanzo Cloro rinunciò a parte dei suoi territori (Italia e Africa) a vantaggio dello stesso Galerio, il quale si trovò a dover gestire due cesari: Massimino Daia, a cui aveva affidato l'Oriente, e Flavio Valerio Severo, a cui rimase l'Italia (e forse l'Africa), mentre tenne per se stesso l'Illirico.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 2.
Casus belli: la morte di Costanzo Cloro
L'anno seguente, tuttavia, con la morte di Costanzo Cloro (25 luglio del 306Zosimo, Storia nuova, II, 9, 1.), il sistema andò in crisi: il figlio illegittimo dell'imperatore defunto, Costantino venne proclamato augusto dalle truppe in competizione con il legittimo erede, Severo. Qualche mese più tardi, Massenzio, figlio del vecchio augusto Massimiano, si fece acclamare, grazie all'appoggio di ufficiali come Marcelliano, Marcello e Luciano (non invece di Abellio, vicario del praefectus Urbi, che fu ucciso),Zosimo, Storia nuova, II, 9, 3. dai pretoriani, ripristinando il principio dinastico.
Forze in campo
Con la riforma tetrarchica di Diocleziano il numero complessivo delle legioni fu portato nel 300 a 55/56.. Anche la guarnigione di Roma subì un importante incremento (forse già nel corso del III secolo): vi erano, infatti, 10 coorti pretorie di uomini ciascuna, 4 coorti urbane di uomini ciascuna, 7 di vigili di uomini ciascuna e equites singulares, per un totale di uomini.. La flotta del periodo era invece attestata attorno ai uomini, come testimonierebbe un certo Giovanni Lido, monaco che scrisse ai tempi di Giustiniano.; ipotizza una forza navale complessiva di classiarii, forse dopo il 324.
L'ascesa al trono di Costantino e il ripristino di una monarchia dinastica portò il numero delle legioni romane ad aumentare ulteriormente a 62/64, attorno all'anno 330.. La cifra potrebbe essere nuovamente stata aumentata se si considerano anche le milizie barbariche dei foederati, incluse nelle file dell'esercito romano.
Fasi del conflitto Il conflitto cominciò con la morte di Costanzo Cloro, cambiando tutti gli equilibri interni che Diocleziano aveva invano tentato di costruire in un ventennio. La prima fase della guerra civile vide numerosi contendenti disputarsi il ruolo di augusti in Occidente ed in Oriente. Questa fase cessò nel 313, quando gli unici superstiti rimasti furono in Occidente, Costantino, ed in Oriente, Licinio. La seconda fase terminò con la riunificazione del potere imperiali nelle mani del solo Costantino nel 324.
Prima fase: dal 306 al 313 (terza, quarta e quinta tetrarchia)
306 Alla morte del padre, Costanzo Cloro, avvenuta ad Eburacum (York) il 25 luglio, Costantino fu proclamato augusto dal generale Croco e dall'esercito di Britannia.Panegyrici latini, VII, 3, 3.Orosio, Storie contro i pagani, VII, 26,1.Aurelio Vittore, De Caesaribus, XL, 2.Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, VIII, 13, 14. La sua elezione era avvenuta secondo un principio dinastico, invece del sistema di successione meritocratica creato da Diocleziano. Solo Lattanzio sosteneva fosse stato designato augusto dal padre sul letto di morte.Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXIV, 8. Galerio insoddisfatto però da questo atto, offrì al figlio del suo collega, ora deceduto, il titolo di cesare, lasciando che fosse invece Severo a succedere a Costanzo.; ; ; . Costantino accettò di buon grado e fece ritorno a Augusta Treverorum nell'autunno di quello stesso anno, da dove le frontiere della Gallia, che erano tornate ad essere minacciate dalle popolazioni germaniche dei Franchi, sarebbero state meglio controllate. Qui rimase a difendere questo importante tratto di limes per i sei anni successivi, trasferendovi la propria corte imperiale e trasformandola nella propria capitale (di abitanti), come risulta anche dall'imponente costruzione dell'Aula palatina, fatta erigere dal padre e completata da Costantino nel 310.. Quasi contemporaneamente anche il figlio di Massimiano, Massenzio, forte del potere dei pretoriani a Roma, fu acclamato augusto (28 ottobre).Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXVI.Aurelio Vittore, De Caesaribus, XL, 5.Orosio, Storie contro i pagani, VII, 28, 5. Quest'ultimo ritenendo insicuro regnare da solo, inviò al padre Massimiano delle vesti imperiali e lo salutò come "Augusto per la seconda volta", offrendogli un governo teoricamente alla pari ma in realtà un ruolo con meno poteri e di rango inferiore..
307 Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio e inviò a Roma Severo (che si trovava a MediolanumZosimo, Storia nuova, II, 10, 1.) con un esercito, allo scopo di deporlo. Poiché, però, gran parte dei soldati di Severo avevano servito sotto Massimiano, dopo aver accettato denaro da Massenzio disertarono in massa. È vero anche che Massenzio riuscì ad portare dalla sua parte Anullino (prefetto del pretorio secondo Zosimo), ottenendo contro laugusto un facile successo. Severo fuggì a Ravenna, dove fu assediato da Massimiano (che era corso in soccorso del figlio, Massenzio). La città era molto ben fortificata, cosicché Massimiano offrì delle condizioni per la resa che Severo accettò: fu preso da Massimiano e ucciso.Orosio, Storie contro i pagani, VII, 28, 8. Secondo Zosimo invece, Severo fu catturato in un'imboscata da Massenzio in località tre taverne (tra Spoleto e Terni) e fu impiccato.Zosimo, Storia nuova, II, 10, 2.Aurelio Vittore, De Caesaribus, XL, 7. Nell'autunno di quell'anno Galerio guidò un secondo esercito contro Massenzio, ma anche questa volta non riuscì a conquistare Roma, e tornò a nord con il proprio esercito praticamente intatto,Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXVII.; ; ; ; . anche perché si era accorto che i soldati non gli erano fedeli.Zosimo, Storia nuova, II, 10, 3. E mentre Massenzio era occupato a rafforzare le difese di Roma, Massimiano si recò in Gallia per negoziare con Costantino:Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 3.Zosimo, Storia nuova, II, 10, 5. i due giunsero ad un accordo in base al quale Costantino avrebbe sposato la figlia minore di Massimiano, Fausta, e sarebbe stato elevato al rango di augusto nel dominio secessionista di Massenzio; in cambio Costantino avrebbe confermato l'antica alleanza famigliare tra Massimiano e Costanzo, oltre a sostenere la causa di Massenzio in Italia, pur rimanendo neutrale nella guerra contro Galerio. L'accordo fu stretto con una doppia cerimonia, tenutasi a Augusta Treverorum nell'estate avanzata del 307, durante la quale Costantino sposò FaustaZosimo, Storia nuova, II, 10, 6. e fu proclamato augusto da Massimiano.; ; ; . Massimiano tornò a Roma nell'inverno 307-308, poiché non era riuscito a persuadere Costantino ad inseguire Galerio che si ritirava dall'Italia, pur avendo creato i presupposti per mettere male tra il genero ed il figlio Massenzio,Zosimo, Storia nuova, II, 10, 7. con cui poco dopo entrò egli stesso in contrasto.
308 Nella primavera di quest'anno, Massimiano sfidò l'autorità del figlio, sforzandosi di alienare a Massenzio le simpatie dei soldati, impadronendosi egli stesso del potere.Zosimo, Storia nuova, II, 11, 1. Davanti ad un'assemblea di soldati romani, Massimiano parlò del debole governo, di cui accusò Massenzio, e strappò le vesti imperiali del figlio. Si attendeva che i soldati lo acclamassero, ma questi si schierarono con Massenzio, e Massimiano fu obbligato a lasciare l'Italia.; ; . E sempre nel corso di quest'anno ebbe luogo una secessione africana guidata da Lucio Domizio Alessandro,Zosimo, Storia nuova, II, 12. l'allora viceprefetto del pretorio, il quale un paio d'anni più tardi, sembra cercò l'alleanza con Costantino contro Massenzio. L'11 novembre 308 si tenne a Carnuntum, sull'alto Danubio (che Zosimo confonde con località gallicaZosimo, Storia nuova, II, 10, 4.), un incontro cui parteciparono Galerio, che lo organizzò, Massimiano e Diocleziano, richiamato da Galerio. In questa occasione venne riorganizzata una quarta tetrarchia: Massimiano fu obbligato ad abdicare, mentre Costantino fu nuovamente degradato a cesare, pur ottenendo il titolo di filius Augustorum insieme a Massimino Daia,Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXXII, 5. mentre Licinio, un leale commilitone di Galerio, fu nominato augusto d'Occidente.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 4.; ; ; ; ; ; .
309 Agli inizi di quest'anno Massimiano tornò alla corte di Costantino in Gallia, l'unica dove fosse ancora ben accetto.. Contemporaneamente la morte del figlio di Massenzio, Valerio Romolo, lo privava nel suo disegno imperiale, di ogni possibilità di continuità dinastica.
310 Massimiano si ribellò all'autorità di Costantino, mentre quest'ultimo era impegnato in una campagna contro i Franchi. Massimiano era stato inviato verso sud, ad Arelate (l'attuale Arles in Francia), con parte dell'esercito e il compito di difendere la Gallia meridionale dagli attacchi di Massenzio, giunto in città, annunciò la morte di Costantino e assunse la porpora imperiale. La gran parte dell'esercito rimase, però, leale a Costantino, e Massimiano fu obbligato a fuggire. Costantino, che all'annuncio del tradimento (piano rivelato dalla moglie Fausta, figlia dello stesso Massimiano) aveva abbandonato la sua campagna contro i Franchi e si era rapidamente recato in Gallia meridionale, raggiunse il fuggitivo a Massilia (Marsiglia, Francia),Panegyrici latini, VII, 18-19.Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXIX, 8. città adatta a sostenere un lungo assedio. La sorte volle che alcuni cittadini aprirono le porte della città a Costantino, permettendogli di catturare Massimiano e costringendolo al suicidio.; ; ; ; ; .