ʿAlī al-Sīstānī è nato in Iran, ma risiede in Iraq, nella Città Santa sciita di Najaf dal 1951. Studiò a Qom sotto la guida di Ḥosseyn Ṭabāʾṭabāʾī Borūjerdī e, in seguito, a Najaf sotto quella di Abū l-Qāsim al-Khūʾī.
È diventato, trentaduenne, Grande Ayatollah e marjaʿ al-taqlīd, e massimo esponente religioso sciita duodecimano in Iraq e nel mondo. Vali Nasr, The Shia Revival, Norton, (2006), p. 171. Come tale, ha svolto sempre un importante ruolo politico nelle vicende dell'Iraq, proponendosi come punto di grande moderazione e ragionevolezza tra gli opposti schieramenti, costituiti in Iraq dopo l'occupazione del Paese da parte delle truppe statunitensi (alle quali egli rifiuta peraltro di rivolgersi direttamente, utilizzando vari suoi rappresentanti per diffondere le sue dichiarazioni e le sue disposizioni nel mediare tra le organizzazioni più radicali sciite in Iraq, ivi compresa quella di Muqtada al-Sadr.
Biografia Gioventù Sistāni è nato a Mashhad (Iran), da una famiglia di religiosi originaria di Isfahan. Suo nonno, del quale riprende il nome, era un noto studioso formatosi a Najaf. Durante il periodo safavide, il suo patrigno Sayyid Mohammad, fu nominato "Shaykh al-Islām" (autorità guida dell'Islam) dallo scià Ḥosseyn.
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Onorificenze irachene
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