Con la locuzione psicologia postmoderna generalmente si intende qualificare la diffusione di tutti quei nuovi orientamenti concettuali che hanno tracciato per la scienza psicologica uno sviluppo in direzione della complessità prospettica.Cristina Zucchermaglio, Psicologia culturale dei gruppi, Roma, Carocci, 2002. ISBN 978-88-430-2178-9.Luciano Mecacci, Psicologia moderna e postmoderna, 4ª ed., Roma-Bari, Laterza, 2007. ISBN 88-420-5784-3; ISBN 978-88-420-5784-0. Tale diffusione è caratterizzata da una forte «carica di discontinuità [...] rispetto al paradigma cognitivista ancora dominante».
La psicologia postmoderna si evolve parallelamente alla psicologia moderna, ma il suo periodo di massima espansione si ha in seguito alla prima, dagli anni ottanta in poi. Di questa corrente fanno parte numerosi studiosi.
Autori principali Nello studio della percezione è da rilevare che Gibson (1979),James J. Gibson, The Ecological Approach to Visual Perception, Boston, Houghton Mifflin, 1979. ISBN 978-0-89859-959-6. con la sua visione "ecologica", ha scatenato un dibattito sui risultati ottenuti nei vari laboratori. Di fatto il cognitivismo rimase "chiuso in laboratorio" come lo era stato il comportamentismo: Neisser affermò che «gli psicologi cognitivi devono compiere sforzi maggiori per comprendere l'attività cognitiva che si manifesta nell'ambiente ordinario e nel contesto di attività concrete».Ulric Neisser, Cognition and Reality. Principles and Implications of Cognitive Psychology, San Francisco, W. H. Freeman & Co., 1976. ISBN 978-0-7167-0477-5. Trad. it. Conoscenza e realtà. Un esame critico del cognitivismo, Bologna, Il Mulino, 1981. ISBN 978-88-15-06271-0. La percezione non è più vista come un semplice "riflesso" passivo della realtà esterna, ma come un modello probabilistico che si autocorregge in funzione del suo approssimarsi alla realtà. I bisogni, le motivazioni, gli schemi cognitivi e le aspettative dell'organismo sono strettamente vincolate ad essa.
Anche lo studio dell'apprendimento si è spostato dal laboratorio all'ambiente esterno (cognition in the wild). Notevole influenza è stata data dalla rivalutazione di Vygotskij in occidente e dal parziale superamento delle teorie classiche di Piaget. Il bambino non viene più studiato come singolo, nella sua maturazione individuale, ma in un'ottica storico-sociale; per Vygotskij l'interazione sociale media l'apprendimento.
Per quanto riguarda la memoria, ha preso sempre più campo la visione della stessa come di un processo di attiva elaborazione e trasformazione cognitiva dell'informazione, operata dell'individuo e spesso mediata dal contesto socioculturale; la memoria non è dunque vista esclusivamente in una prospettiva di "scatola statica che contiene informazioni", come la descriveva ancora Miller. Neisser ha studiato la memoria come processo collettivo veicolato dalla comunicazione orale.
Negli anni '70, negli studi sul linguaggio si ebbe la svolta "pragmatica" della ricerca, da parte di Watzlawick e del gruppo di ricerca della Scuola di Palo Alto.Paul Watzlawick et alii, Pragmatics of Human Communication: A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes, New York, W. W. Norton & Co., 1967. ISBN 978-0-393-01009-1. Trad. it. La pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1974. ISBN 88-340-0142-7; ISBN 978-88-340-0142-4. Il linguaggio in questo approccio non viene visto solo come una "grammatica universale individuale", come affermava Chomsky;Noam Chomsky, Syntactic Structures, Berlin, Mouton and Co., 1957. . Trad. it. Le strutture della sintassi, Roma-Bari, Laterza, 1970. ISBN 978-88-420-0047-1. per esso viene messo in evidenza il fattore interazionale, ovvero il linguaggio viene situato in un contesto sociale definito e non isolabile dagli altri processi mentali anch'essi legati ad un contesto sociale. Il linguaggio viene studiato non solo nella sua struttura cognitiva intrapersonale, ma soprattutto nella sua esplicazione d'uso interpersonale.
Strettamente legato al tema del linguaggio è quello della attenzione condivisa: tipici esempi ne sono l'interazione fra madre e bambino o quello fra maestra ed alunno. Per Bruner l'attenzione condivisa è un sistema cognitivo che permette a due persone di mettere in comune, in un dato momento, lo stesso oggetto o evento, grazie al quale esse possono implementare pianificazioni di comportamento congrue e condivise.Jerome Bruner, Child's Talk: Learning to Use Language, New York, W. W. Norton & Co., 1983. ISBN 978-0-393-95345-9. Trad. it. Il linguaggio del bambino. Come il bambino impara ad usare il linguaggio, Roma, Armando, 1987. ISBN 88-7144-117-6. L'attenzione condivisa e il linguaggio sono quindi considerati come due processi cognitivi a matrice interpersonale, e solo se vengono studiati in un contesto sociale ne possono emergere le dimensioni e finalità intrinsecamente "ecologiche". Se viene a mancare la considerazione per questa funzione sociale dei processi cognitivi, l'individuo appare come una "macchina" che è sì capace di operare cognitivamente, ma non di comunicare ed interagire con gli altri.
Il pensiero è sempre più visto dalla ricerca come un processo creativo e sociale con strutturazione narrativa, ove l'argomentazione, la persuasione e la retorica sono i punti centrali; il vecchio parallelismo con il modello della "macchina che risolve problemi" (tipico della scienza cognitiva classica)John von Neumann, The Computer and the Brain, New Haven, Yale University Press, 1958. ISBN 978-0-300-08473-3. Trad. it. Il calcolatore e il cervello, in Vittorio Somenzi, Roberto Cordeschi (a cura di), La filosofia degli automi. Origini dell'intelligenza artificiale, Torino, Bollati Boringhieri, 1994. ISBN 88-339-0823-2; ISBN 978-88-339-0823-6. scivola decisamente in secondo piano.Jerome Bruner, Acts of Meaning, Cambridge, Harvard University Press, 1980. . Trad. it. La cultura dell'educazione. Nuovi orizzonti per la scuola, 6ª ed., Milano, Feltrinelli, 2007. ISBN 978-88-07-81646-8.Massimo Ammaniti, Daniel N. Stern (a cura di), Rappresentazioni e narrazioni, Roma-Bari, Laterza, 1991. ISBN 88-420-3774-5; ISBN 978-88-420-3774-3.
Il concetto di narrazione è entrato anche negli studi sul Sé e negli studi sulla personalità, vista come una rete interpsichica e intrapsichica perennemente "costruita e decostruita" (costruttivismo)Vittorio Guidano, Il Sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalistica, Torino, Bollati Boringhieri, 1992. ISBN 88-339-5498-6; ISBN 978-88-339-5498-1. attraverso una "negoziazione" continua fra individui che condividono regole sociali e microculturali comuni.
Anche per le emozioni e le motivazioni vi è stato uno sviluppo ulteriore rispetto alla psicologia moderna, in quanto attualmente le ricerche ne sottolineano il carattere d'interazione fra individui ed espressione di significati, superando il vecchio modello delle emozioni come oggetto di esclusivo interesse della ricerca laboratoristica.James Averill, A Constructivist View of Emotion, in Robert Plutchik, Henry Kellerman, Emotion: Theory, Research, and Experience, vol. 1, New York, Academic Press, 1989. ISBN 978-0-12-558704-4.
Antropologia e autismo
Definire la soggettività postmoderna come un Io multiplo, babelico, frammentato, scisso, disgregato, dissociato è ormai una consuetudine per l'antropologia filosofica e psicologica,Jon Elster (a cura di), L'io multiplo, Milano, Feltrinelli, 1991. ISBN 88-07-10152-1; ISBN 978-88-07-10152-6.Remo Cesarani, Raccontare il postmoderno, Torino, Bollati Boringhieri, 1997, p. 84. ISBN 88-339-1017-2; ISBN 978-88-339-1017-8.Giovanni Fornero, Franco Restaino, La vacanza del Sé, in Nicola Abbagnano (a cura di), Storia della filosofia, vol. 10, Milano, TEA, 1996, p. 5. ISBN 88-7819-931-1; ISBN 88-7819-928-1; ISBN 978-88-7819-928-6.Gaetano Chiurazzi, Il postmoderno. Il pensiero della comunicazione, Milano, Mondadori, 2007, pp. 17-20. ISBN 88-6159-035-7; ISBN 978-88-6159-035-9.Herbert A. Rosenfeld, L'arcipelago di isole psicotiche, cit. in Luigi Rinaldi (a cura di), Stati caotici della mente. Psicosi, disturbi borderline, disturbi psicosomatici, dipendenze, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2003, p. 166. ISBN 88-7078-813-XZygmunt Bauman, L'identità palinsestale, in Il disagio della postmodernità, Milano, Mondadori, 2002, p. 30. ISBN 88-424-9383-XMarlene Steinberg, Maxine Schnall, La dissociazione. I cinque sintomi fondamentali, Milano, Raffaello Cortina, 2006. ISBN 88-6030-028-2; ISBN 978-88-6030-028-7.Michele Di Francesco, L'Io e i suoi sé. Identità personale e scienza della mente, Milano, Raffaello Cortina, 1998, pp. 95-109. ISBN 88-7078-493-2; ISBN 978-88-7078-493-0. la quale è giunta al punto di diffidare del concetto ciceroniano di in-dividuusMarco Tullio Cicerone, De finibus bonorum et malorum, 1, 17, 44 a.C. ca. a favore invece del concetto di personae nell'accezione letterale di pluralità di maschere attoriali.Max Horkheimer, La società di transizione. Individuo e organizzazione nel mondo attuale, Torino, Einaudi, 1979, p. 49. .
In forme differenti se ne parlava già da tempo o forse da sempre. Nel Nuovo Testamento: «Gli domandò: "Come ti chiami?" "Mi chiamo Legione – gli rispose – perché siamo in molti"».Marco e Luca . Oppure La Rochefoucauld: «La fantasia non saprebbe inventare tante diverse contraddizioni quante ce ne sono naturalmente nel cuore di ogni uomo».François de La Rochefoucauld, Massime, 478, 1665. E Whitman: «Mi contraddico? / Ma certo che mi contraddico, / (sono grande, contengo moltitudini)».Walt Whitman, Canto di me stesso, in Foglie d'erba, 1855. Ungaretti: «Sono un frutto / d'innumerevoli contrasti d'innesti».Giuseppe Ungaretti, Italia, in L'allegria, 1931. Infine Pazienza: «E ringrazia che ci sono io, che sono una moltitudine».Andrea Pazienza, Le straordinarie avventure di Pentothal, 1ª ed. Milano, Milano Libri, 1982. Ed. più recente: a cura di G. Ferrara, Roma, Fandango, 2010. ISBN 88-6044-162-5; ISBN 978-88-6044-162-1.
Ma è con Luciano Mecacci che per la prima volta, almeno in Italia, si è tentato d'affrontare il problema dal punto di vista dei metodi d'indagine psicologici. In poche facciate del suo Psicologia moderna e postmoderna,Luciano Mecacci, Psicologia moderna e postmoderna, op. cit., pp. 70-72. egli ha sostenuto che i fondamenti neurobiologici di tale "epidemia" di "Sé frantumati"DPM, Disturbo da Personalità Multipla, oggi rietichettato Disturbo Dissociativo dell'Identità (DDI). andavano studiati con «il nuovo filone di ricerche sull'autismo», autismo che dunque si porrebbe come nuova «psicopatologia della vita quotidiana». Perciò bisognerebbe pure ridefinire il concetto psichiatrico di "schizo-frenia", considerando che Bleuler ne coniò la parola ricavandola da due radici greche che significano "mente divisa". Di conseguenza, si dovrebbe «fare per la schizo-frenia un passo ulteriore a quello che Freud, fuori dal Grande Internamento, aveva già fatto rintracciando le continuità che legano la nevrosi alla [Psicopatologia della] vita quotidiana».Franco Orsucci, Postfazione, in Mary Boyle, Schizofrenia. Un delirio scientifico?, Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1994, p. 249. ISBN 88-340-1119-8; ISBN 978-88-340-1119-5.