Polìstena è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Geografia fisica Territorio

Polistena è situata nella parte orientale della Piana di Gioia Tauro, a sud-ovest di Catanzaro e a nord-est di Reggio Calabria. Sorge sulle pendici del massiccio montuoso dell'Aspromonte, con un territorio prevalentemente collinare a nord e pianeggiante a sud. Il territorio raggiunge un'altezza massima di 305 e minima di 132 .

Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Idrografia Il territorio comunale è attraversato da tre torrenti: Vacale, Jerapotamo e Jerulli. Questi ultimi attraversano il centro urbano di Polistena. Jerapotamo, affluente del Vacale, è coperto parzialmente.

Clima

Il clima di Polistena è generalmente di tipo mediterraneo.

Classificazione climatica: zona C, 1185 GG

Storia

Il toponimo Polistena deriva forse dal greco, ed è associazione di due termini polis (città) e tena (forte) o tenon (fortezza).https://books.google.it/books?id=EOTFzoLCVdUC&pg=PA21,M1#v=onepage&q&f=false Domenico Maria Valensise Monografia di Polistena, Napoli tipografia di Vinvenzo Marchese, 1863.https://www.booksprintedizioni.it/public/libri/anteprima_altanum%20a%20polistena.pdf Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti libro documento Si pensa anche che derivi sempre dal greco ma dalla parola polùstenos (molto stretto).G.Rohlfs, "Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria", Ed.Longo, Ravenna, 1974, pag.252 Polistena, posizionata fin dai tempi storici in una verdeggiante piana, è altresì situata al centro dell'istmo più breve tra le città magno-greche di Locri e Medma (Rosarno), e fu una stazione di passaggio per i locresi che dovevano raggiungere Rosarno.Giovanni Russo, "Polistena, Storia, Arte e Cultura", pag. 5, Laruffa Editore, 2003 I ritrovamenti archeologici (che sono nel museo di Polistena), evidenziano una forte frequentazione del territorio e ipotizzano la presenza di un qualche aggiornamento urbano prima e dopo l'epoca della colonizzazione della Magna Grecia. Nel territorio sono stati rinvenuti anche oggetti di epoca neolitica, mentre altri ritrovamenti di epoca più recente hanno permesso di identificare la presenza di insediamenti romani.Storia di Polistena sul sito del comune

Afferma Domenico Maria Valensise con documenti da lui studiati che Polistena sia sorta sotto l'Impero di Oriente, e che i fondatori di questa città si crede che fossero gli abitanti di AltanumSTORIA - Università degli Studi di Polistena- Riscoperta una mappa del 1595 sul popolo dei Morgetes-Brutii (Proclo, scrisse nel «Epitome de oraculis» che gli abitanti di Locri costruirono a nord delle città di Altano e Morgeto una fortezza, Templum Musarum).Christian Vannozzi, Un crocevia tra Ionio e Tirreno - Cinquefrondi, "cuore" di Reggio Calabria, su instoria.it Si sa però che a tre miglia di Polistena si trovavano le rovine di Altano.«Altanum colle molto ameno, verso l'ostro, nel finistro lato di San Giorgio distante però da lui per ispatto di tre miglia in circa, dove infino ad hoggi si veggono le reliquie dell'antiche mura» (Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.113, Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601) Anticamente Polistena si chiamava Santa Marina, come scrive sul suo libro Girolamo Marafioti nel 1601.Girolamo Marafioti pag.115,Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri

Valensise studiò il libro del Marafioti che affermava che gli abitanti di Polistena si trasferirono nel casale di Santa Marina. Nell'opera del Marafioti si riferisce che Re Roberto concesse al Marchese di Gerace tale casale di Santa Marina. A Polistena esisteva un ponte chiamato Santa Marina poi distrutto, per la copertura del fiume Jerapotamo, oggi si chiama viale Rivoluzione d'Ottobre.Il fiume Jerapotamo coperto, oggi si chiama viale Rivoluzione d'Ottobre, in passato esisteva un ponte in legno e uno in muratura chiamato Santa Marina

I primi documenti che attestano l'esistenza di Polistena con il nome attuale risalgono però al XIII secolo, quando un villaggio con questo nome viene nominato in occasione di una cessione di alcuni terreni a favore del monastero di Santa Maria di Campoforano. Siamo nel 1266, ma probabilmente la città con il nome Polistena esisteva ancora da prima, cioè almeno dal 1221 come attestato in un rescritto di Papa Onorio III inerente allo stato di decadenza di alcuni monasteri basiliani della Calabria Meridionale, tra cui ben 3 di Polistena.Vincenzo Fusco, "Polistena, Storia sociale e politica, 1221-1979", pagine 4 e 5, edizioni parallelo 38, 1979 Nel 1291 Polistena viene concessa in feudo ad Aldobrandino di Firenze da Carlo II,Domenico Valensise, monografia di Polistena 1863 pag.26-27 nel 1875 si ritrovano nel fondo (Fra Giacinto), delle moneta d'oro del diametro di 21 millimetri, che appartenevano alla Repubblica Fiorentina.Giovanni Russo, Polistena nelle immagini di ieri pag.19 Nel medioevo fu sede di numerosi casati, fra cui quello dei Milano Franco d'Aragona e poi Riario Sforza.

Nel 1921 l'archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo (di Cittanova) per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum (che va da Cinquefrondi-Polistena-San Giorgio Morgeto).

Melicucco frazione di Polistena

Melicucco, dal 1816 e fino al 1936 è stata frazione di Polistena. Il podestà era Giuseppe Lombardi ed il monsignore Luigi Guido, arciprete.

Terremoti del 1783, 1894, 1905 e 1908

Il 5 febbraio 1783, Polistena fu rasa al suolo dal terremoto che interessò l'Italia meridionale, le vittime furono 2.261 su 4.600 abitanti circa. Tutti gli edifici crollarono, con l'eccezione della chiesetta di Sant'Anna dove vennero sepolte le vittime del sisma. La testimonianza del geologo francese Déodat de Dolomieu, che scese in Calabria per studiare gli effetti disastrosi del sisma, riporta in merito a Polistena:

Polistena fu ricostruita completamente su un'altura più a nord su progetto dell'architetto napoletano Pompeo Schiantarelli. Fu realizzato un particolare impianto urbanistico che vide situarsi nella parte alta palazzi con imponenti frontespizi e portali in pietra granitica locale, mentre le fasce meno abbienti ripopolarono il vecchio sito ricostruito sulle muraglie.

Polistena prima del terremoto era una tranquilla cittadina, il palazzo dei Milano (nel palazzo si trovava un teatro), feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena, era a nord del fiume Jerapotamo che tagliava in due Polistena. Intorno al palazzo del Marchese, si trovavano le case delle altre famiglie nobili tra cui, Lombardi, Rodinò, Rovere, Sergio e altri ancora. Dall'altra parte del fiume, a sud, gli artigiani e i contadini.

Il terremoto del 16 novembre 1894 interessò la Calabria meridionale, con epicentro molto simile al sisma del 1783 (zona di San Procopio) ma fortunatamente con conseguenze meno gravi vista la minor entità della scossa. I morti totali furono circa 100 (contro le oltre 30.000 vittime del 1783) e comunque svariati furono i danni materiali. A Polìstena la scossa delle 6:15 non provocò danni, quella più forte fu quella delle ore 18:50, che creò gravi lesioni soprattutto agli interni degli edifici. Ci furono fratture negli archi della chiesa del Rosario, e dalla costruzione alta 38 metri si distaccò la facciata. Da segnalare che i danni maggiori si ebbero nella parte alta della città (zona Evoli) piuttosto che nella zona bassa (detta Arco), e su un totale di 2.850 case furono 378 quelle danneggiate, 18 delle quali inabitabili, 5 crollarono parzialmente e 54 invece in modo lieve e furono restaurate. Nessun danno particolare alle persone, e dal censimento del 1881 all'epoca gli abitanti di Polistena erano 8.400.

Il Terremoto della Calabria del 1905 fu un grande sisma che colpì principalmente la Calabria Centrale con 557 vittime, 2.615 feriti e gravissime distruzioni materiali. Le conseguenze di tale sisma a Polìstena furono fortunatamente più limitate essendo distante da Nicastro, zona dell'epicentro, e non furono registrati danni alle persone; tuttavia ci furono importanti danni materiali. Furono demolite 6 case, puntellate 33 e riparate 196. Il muro laterale destro della chiesa di San Francesco minacciò di crollare. Danneggiate anche altre 5 chiese tra le quali quella della Trinità fu chiusa al culto.The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Il terremoto del 28 dicembre 1908. Vincenzo Fusco, "Storia sociale e politica 1221-1979", 1981 edizioni parallelo 38, pagg.234-235 Non era ancora scomparsa l'eco drammatica del terremoto del 1905 che un altro evento funesto colpì la regione, cioè il sisma del 28 dicembre 1908. Esso interessò la Sicilia Orientale e la Calabria Meridionale e, sotto le macerie delle immani distruzioni che si ebbero soprattutto a Reggio e Messina, perirono almeno 80.000 persone. Anche Polìstena, pur lontana oltre 70 km dall'epicentro (Stretto di Messina), fu segnata dal tragico evento, registrando 6 morti, 30 feriti, e moltissimi edifici danneggiati e anche completamente distrutti; su 2.257 case che componevano la località 52 crollarono, 53 risultarono gravemente lesionate e in 204 si registrarono lievi danni.The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading Tra le chiese, già provate dalla scossa del 1905, i danni maggiori si ebbero alla Chiesa della Trinità con il crollo del tetto, alla Chiesa dell'Immacolata con il crollo parziale della facciata, e al Duomo di Santa Marina Vergine che, a causa degli ingenti danni subiti nell'intero edificio, fu sul punto di venire abbattuto, anche se poi venne restaurato radicalmente 20 anni dopo.Giovanni Russo, "Polistena nelle immagini di ieri", 1985, Edizioni Priulla, Palerno Molti sfollati furono alloggiati in provvisorie baracche di legno, posizionate in zone periferiche della città, e una di queste zone è oggi sede della villa principale della città, Villa Italia, i cui alberi furono impiantati negli anni '30. La ricostruzione degli edifici distrutti e le riparazioni di quelli danneggiati, in ogni caso, furono piuttosto veloci, e Polìstena si riprese in breve tempo dal tragico evento.

Simboli

Nel più antico stemma della Comune di Polistena era raffigurata la protettrice dei polistenesi, Santa Marina Vergine. Lo stemma si usò fino ai primi dell'ottocento, epoca dalla quale si presume essere stato adottato l'attuale stemma.Lo Stemma Municipale del Comune di Polistena, Giovanni Russo pag.8

Blasonatura stemma:

Blasonatura gonfalone:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Duomo di Santa Marina Vergine Il duomo di Santa Marina Vergine comunemente noto come duomo di Polistena o chiesa matrice è la principale chiesa di Polistena, dedicata appunto a santa Marina, patrona della cittadina. La chiesa sorge nel centro storico, affacciata su via Michele Valensise. Ricostruita dopo il terremoto del 1783, essa accoglie numerose opere d'interesse artistico. Santa Marina Vergine viene festeggiata il 17 luglio, mentre una più ampia celebrazione che la coinvolge si svolge la prima domenica di agosto e riguarda la cosiddetta Teoria dei Santi, vale a dire una processione di 26 santi venerati nel Comune di Polistena, che precedono la patrona. Santuario di Maria Santissima dell'Itria