Indicato da Pelé come suo "erede", è stato scoperto da O Rei stesso, che lo ha portato al nel 1996, all'età di 12 anni. Nel 2002, alla sua prima stagione da professionista, Robinho è subito riuscito ad aggiudicarsi il campionato nazionale. È rimasto al Santos fino al 2005, anno in cui è stato acquistato dal per 30 milioni di euro: con la maglia dei Blancos ha vinto due Primera División (2006-2007 e 2007-2008) ed una Supercopa de España (2008). Nell'estate del 2008 si è trasferito al , che lo ha pagato 42 milioni di euro, ma la sua esperienza in Inghilterra si è rivelata al di sotto delle aspettative.

Nel 2010, dopo una breve parentesi al Santos in prestito, si è accasato al per 18 milioni di euro: è rimasto in Italia per quattro anni, vincendo da protagonista una Serie A (2010-2011) ed una Supercoppa Italiana (2011) alla prima stagione, ma nelle annate successive è entrato in una fase calante. Nel 2014 è tornato al Santos, sempre con la formula del prestito, prima di tentare un'avventura con i cinesi del Guangzhou Evergrande. Nel 2016 veste la maglia dell', mentre dal 2018 fino ad agosto 2020 ha militato in Turchia con Sivasspor e İstanbul Başakşehir. Successivamente è tornato al Santos.

Ha iniziato a far parte della nazionale brasiliana nel 2003: con la Seleção ha vinto una Copa América (2007) e due Confederations Cup (2005 e 2009), ma ha partecipato anche ad un'edizione della Gold Cup (2003) e a due edizioni dei Mondiali (2006 e 2010).

Biografia Nasce a Parque Bitaru, nella periferia di Sao Vicente, nei pressi di Santos, stato di San Paolo, figlio di Marina Silva, una casalinga, e Gilvan de Souza, che lavora come idraulico.

Il 6 novembre 2004, la madre di Robinho è rapita e tenuta in ostaggio dal suo rapitore fino al 12 dicembre successivo, in seguito al pagamento del riscatto di 200.000 reais (€ 80.000 circa).

Il 28 gennaio 2009 è arrestato con l'accusa di violenza sessuale; successivamente è rilasciato su cauzione ed è completamente scagionato dalle accuse nel mese di aprile.

Il 9 luglio 2009 sposa Vivian Guglielmetti Junits, sua fidanzata storica. Dalla relazione sono nati due figli: Robson Junior, nato a Madrid prima del matrimonio, nel dicembre 2007, a sua volta calciatore professionista, e Gianluca, nato nel 2011.

Nel giugno 2015 la sua famiglia è tenuta in ostaggio da un ladro che si era introdotto in casa sua con l'intenzione di compiere una rapina.

È in possesso di passaporto spagnolo, dunque è cittadino comunitario.

Caratteristiche tecniche

Esterno d'attacco sinistro, era un giocatore di movimento che poteva svariare su tutto il fronte offensivo, ricoprendo i ruoli di seconda punta, fantasista e trequartista.

Dotato di un grande bagaglio tecnico, Robinho era conosciuto soprattutto per la velocità di scatto, l'eccellente dribbling spesso imprevedibile e per il suo esteso repertorio di finte, che culminava nel doppio passo, per il buon tiro e per la grande agilità, tanto che in Brasile veniva soprannominato Rei do drible o Rei de la pedalada, per le sue rovesciate. Ottimo contropiedista, durante la prima parte di carriera era un buon finalizzatore e assist-man, oltre ad essere in possesso anche di una buona resistenza. In virtù di queste qualità, da giovane è stato da subito paragonato a Pelé.

Robinho compensava queste caratteristiche con diversi punti deboli, dalla scarsa propensione al lavoro, al disordine tattico fino al fisico troppo gracile e, col passare degli anni, soprattutto ai tempi del Milan, alla finalizzazione. Nonostante il talento espresso in gioventù, durante la sua carriera calcistica Robinho si è dimostrato incostante, attirandosi le critiche di molti che considerano non abbia mai espresso pienamente il suo potenziale.

Descritto anche come «stella del calcio brasiliano», nel 2005 era ritenuto tra le più grandi promesse del panorama calcistico mondiale, insieme a Lionel Messi e Zlatan Ibrahimović, e fino al 2008 era considerato uno degli attaccanti più forti del pianeta. Successivamente, però, il suo rendimento altalenante ha attirato molte critiche da parte di giornalisti e addetti ai lavori.

Carriera Club Santos

Si avvicina al calcio da bambino, giocando con delle palline da tennis. Mentre gioca a calcio in strada, a soli 6 anni è notato da un osservatore del Beira-Mar, una "escolinhas", ovvero una scuola calcio di futsal. A 9 anni passa al Portuários, squadra di calcio a 5, quindi è notato dal Santos, che prima lo inserisce nella propria compagine di futsal, poi decide di farlo passare alle giovanili della società di calcio a 11 nel 1996. In questo periodo Pelé è tra i responsabili del settore giovanile del Santos. Nel 1999, O' Rey nota Robinho durante un allenamento, riconoscendo in lui se stesso da giovane: Pelé comincia a seguire costantemente il ragazzo, decidendo di farlo trasferire a vivere in una specie di foresteria divisa in camerate all'interno dello stadio del Santos. Nel 2001, in quella che sarà la sua ultima stagione tra le giovanili del Santos, Robinho vince il campionato Paulista Under-17.

Il 18 agosto 2002 esordisce in prima squadra contro il (vinta 2-1) Nova geração do Santos vence o Botafogo na estréia no Brasileiro, Folha.uol.com.br. e il 5 settembre seguente sigla il suo primo gol in campionato contro il (3-0): Santos bate o Vitória, mantém 100% na Vila e chega à 5ª colocação, Folha.uol.com.br a fine stagione si aggiudica il suo primo campionato nazionale, all'età di 18 anni, realizzando 10 gol in 30 presenze nell'annata del debutto da professionista. Nel 2003, divenuto titolare inamovibile, gioca 53 partite segnando 8 volte in campionato e 7 in Copa Libertadores. Il 2004 è l'anno del crack: Robinho segna 32 gol in 55 incontri complessivi, 21 nel solo campionato brasiliano, dove si piazza terzo nella classifica marcatori alle spalle di Alex Dias, del compagno di squadra Deivid e di Washington, contribuendo in modo fondamentale al successo del club nel campionato 2004, il suo secondo titolo in tre anni. L'annata risulta la più prolifica nella sua intera carriera e a fine stagione è il miglior marcatore del Santos tra tutte le competizioni.

Nel 2004 Robinho giunge terzo dietro agli argentini Carlos Tévez e Javier Mascherano nella classifica del Balón de Oro e ha vinto la Bola de Ouro come miglior giocatore del campionato brasiliano 2004. Con il Santos ha totalizzato 110 presenze e 47 reti in 4 stagioni nel Campeonato Brasileiro Série A e 31 partite e 14 gol nella Coppa Libertadores.

Real Madrid All'età di 21 anni, dopo una lunga trattativa tra Santos, che chiedeva il pagamento dell'intera clausola rescissoria fissata a 50 milioni, e , il giocatore brasiliano è acquistato dal club spagnolo nell'estate del 2005 per 30 milioni (circa € 27,7 milioni), firma per cinque anni a € 1,8 milioni netti a stagione e gli è assegnata la maglia numero 10, indossata in precedenza dal fuoriclasse portoghese Luís Figo. L'acquisto di Robinho è paragonabile a quello di un galacticos, venendo subito ritenuto tra i giocatori più importanti dell'intera Liga spagnola.

Durante la sua prima stagione si dimostra all'altezza delle aspettative che aveva suscitato, affiancando campioni come Zidane, Roberto Carlos e Casillas con continuità, fino a risultare uno tra i giocatori più impiegati della stagione 2005-2006. La sua prima annata con le Merengues si è conclusa con un bottino di 51 partite e 12 gol.

Durante la stagione 2006-2007 il tecnico Fabio Capello gli ha preferito spesso giocatori come Beckham, Ronaldo o Cassano, non consentendogli una continuità di gioco, a causa di alcuni ritardi del brasiliano agli allenamenti. Solo verso la fine del campionato il tecnico italiano torna a schierarlo regolarmente da titolare. La stagione si è conclusa nella conquista del titolo di Primera División, alla quale Robinho dà comunque un prezioso contributo con 32 presenze e 6 gol.

Nella successiva stagione 2007-2008 Robinho torna titolare agli ordini del nuovo allenatore, Bernd Schuster, realizzando 11 gol e 14 assist in campionato, oltre a 6 gol nella Champions League 2007-2008. Verso la metà della stagione Robinho ha subito un infortunio, che lo ha tenuto fuori dai campi fino al 3 marzo 2008, giorno in cui il brasiliano rientra segnando due reti nella partita vinta dal Real Madrid contro il Recreativo. Questa partita ha consentito alla squadra di raggiungere il primo posto nel campionato, che i Blancos sono riusciti alla fine a vincere, conquistando il loro 31º titolo nazionale, il quarto personale per Robinho tra Brasile e Spagna.

Non riuscendo ad ambientarsi completamente e a causa di qualche screzio con la dirigenza madridista, Robinho si allontana dai Blancos pretendendo di essere ceduto.

Manchester City

Durante l'estate 2008 Robinho sembra in procinto di passare al : il 31 agosto il sito ufficiale del club ha messo addirittura in vendita la maglia di Robinho senza numero prima di aver concluso le trattative; il suo passaggio sembrava fatto ma il Real Madrid ha seccamente smentito la notizia; il Chelsea ha prontamente risposto dicendo che pubblicizzare l'interesse per un giocatore non è la stessa cosa di averlo comprato.

Inaspettatamente, il 1º settembre 2008 Robinho è invece ceduto dal Real Madrid al per una cifra intorno ai 32,5 milioni di sterline, circa 42 milioni di euro. Si accorda per un contratto da circa € 180.000 a settimana. Ha fatto scalpore il lapsus di Robinho, che una volta presentato con la maglia dei Citizens esclamò: "Sono molto contento di essere un giocatore del Chelsea".

Dopo un promettente avvio di campionato (11 gol realizzati), il rendimento nella seconda parte della stagione del brasiliano cala notevolmente, anche a causa di qualche dissapore con l'allenatore Mark Hughes. Durante un ritiro del Manchester City a Tenerife nel mese di gennaio, Robinho torna in Brasile senza il permesso del club per festeggiare i suoi 25 anni in patria, soffrendo di saudade: al ritorno in Inghilterra è sanzionato con € 300.000 di multa. Sul finire di stagione, però, Robinho ricomincia a giocare con continuità realizzando anche altri gol importanti e concludendo la stagione in quarta posizione nella classifica marcatori della Premier League 2008-2009 con 14 centri.

Nella seconda stagione al Manchester City Robinho è costretto a rimanere fermo per 3 mesi per infortunio, riuscendo a disputare fino a dicembre solo 12 partite nelle quali segna un solo gol contro lo Scunthorpe United in FA Cup. Durante quest'annata, Robinho ha dei dissidi con il nuovo tecnico arrivato alla guida dei Citizens, Roberto Mancini.

Ritorno al Santos Il 28 gennaio 2010 ritorna al Santos, in prestito fino al 4 luglio 2010.

Durante i sei mesi in prestito gioca 23 partite e segna 11 gol, aiutando la squadra a vincere il campionato Paulista (12 presenze e 5 reti) e la Coppa del Brasile (9 partite e 6 gol). Alla fine del prestito il Santos non riscatta il cartellino e per questo Robinho torna ai Citizens.

Milan

Il 31 agosto 2010 è acquistato, con la mediazione del procuratore Mino Raiola, a titolo definitivo per 18 milioni di euro dal , con cui ha sottoscritto un contratto quadriennale da € 4 milioni netti d'ingaggio a stagione. È subito ben accolto trovando nell'ambiente rossonero diversi connazionali, Alexandre Pato, Ronaldinho e Thiago Silva.