I Twenty Four Hours sono un gruppo musicale italiano di rock progressivo con contaminazioni varie, di cui quella psichedelica rappresenta l'elemento predominante. Dopo il primo album The Smell of The Rainy Air, vinile autoprodotto su incoraggiamento di Nick Saloman/The Bevis Frond nel gennaio 1991 (pubblicato proprio il giorno dopo lo scoppio della prima guerra USA-Iraq), il gruppo ha acquisito una certa notorietà anche grazie all'accoglienza della critica musicale specializzata che segnalò all'epoca l'esordio della band tra le migliori uscite del 1991.Rockerilla, 137, gennaio 1992, p. 42.
In seguito a questo, la band fu scritturata nel 1992 dalla Mellow Records di Sanremo, etichetta specializzata in Progressive Rock, e successivamente dalla casa discografica francese Musea. La Mellow pubblicò nel 1994 il secondo album della band Intolerance e ristampò in CD The Smell Of The Rainy Air, mentre la Musea pubblicò, nel 1999, il terzo album Oval Dreams che è anche quello che ha raggiunto la maggiore diffusione. La band ha anche partecipato ad alcune compilation di rock progressivo e ha pubblicato con licenza Creative Commons una raccolta di brani inediti registrati prima della pubblicazione del primo album ufficiale, intitolata Before and After The Boundary. Dopo un lungo periodo di inattività che ha fatto seguito all'uscita del quarto album The Sleepseller del 2004, la band è tornata a riunirsi dall'agosto 2014 per comporre, arrangiare e registrare i brani degli ultimi album Left-To-Live del 2016, Close - Lamb - White - Walls del 2018, Ladybirds del 2022. Nel 2023 è prevista l'uscita di un nuovissimo album in vinile che sarà intitolato Rubbish, finanziato da una campagna di crowdfunding.
Storia
Primi concerti e esordio discografico: The Smell of The Rainy Air Del primo nucleo della band fanno parte Roberto Aufiero e Fabrizio Bobba alle chitarre, Michele Deflorio al basso, Marco Lippe alla batteria e Paolo Lippe alla voce e sintetizzatori. Il progetto prende forma a Bari nel Natale del 1985 in epoca scolare pre-universitaria. Con questa formazione i Twenty Four Hours suonano in numerosi locali baresi registrando tutti i concerti in presa diretta.
Anche tutte le prove del gruppo vengono registrate in presa diretta con un mixer Roland a otto canali ed un registratore analogico, per lo più a cassette, ma talora a bobine. L'abitudine della band di registrare sempre tutto quello che si suonava, indipendentemente dal fatto che fossero prove, improvvisazioni, arrangiamenti o vere e proprie sedute di registrazione ha generato un'infinità di nastri analogici con centinaia di "take" di brani finiti, di spezzoni e più raramente di cover. Sono di quegli anni, un brano che la band dedica al leader e cantante dei Joy Division Ian Curtis intitolato "Dedicated to Ian", disponibile su Bandcamp nella raccolta "Archive Recording - 1986, The Dawn" e una cover di Us and Them dei Pink Floyd, mai pubblicata.
Nel 1987 il primo nucleo della band si smembra per contrasti legati soprattutto ad impegni universitari che rendono sempre più difficoltosi gli incontri per le prove. Il batterista Marco Lippe, il più attivo dell'ensemble in virtù dei suoi successivi numerosi progetti musicali (Hide and Seek, Nirnaeth) e delle collaborazioni (Nirnaeth Space Lab, Locus, Christoper Lenox-Smith (Seaweed) degli Ozric Tentacles), conosce all'Accademia di Belle Arti di Bari Nico Colucci, estroso appassionato di pittura, grafica e musica. Questi lo introduce ad un ambiente giovanile differente ove conosce Antonio Paparelli, chitarrista di impostazione dark-wave. Si formano così gli "Edain Danse" con Antonio Paparelli alla chitarra, Nico Colucci al basso e Marco Lippe alla batteria. Questa nuova band si ispira chiaramente ai Joy Division, ai Cure e ai Danse Society (di qui il nome) e inizia a comporre un gran numero di brani che verranno presentati al pubblico barese del Re Artù e del Pellicano nei due unici concerti della formazione.
Nonostante il favore incontrato dalla nuova formazione ed in chiara controtendenza rispetto al "trend" musicale dell'epoca, il progetto "Twenty Four Hours" rimane prioritario nei desideri dei due membri superstiti della band, i fratelli Lippe. Il progetto Edain Danse viene accantonato e nel luglio del 1987 i nuovi Twenty Four Hours (Edain Danse più Paolo Lippe) compongono il loro primo brano, The Bastards, una lunga ballata psichedelica con chiari riferimenti ai Pink Floyd. Questo lungo brano costituirà, fino agli ultimi concerti del 1994, il pezzo di chiusura di tutte le esibizioni live della band e verrà incluso proprio nell'album di maggior successo, Oval Dreams pubblicato da Musea nel 1999.
Entro la fine del 1989 il cantante-tastierista Paolo Lippe ha già programmato un trasferimento all'Università di Chieti ove ha intenzione di proseguire gli studi ma fa in tempo comunque a partecipare alla produzione del nuovo demo-tape Trip of Rains che riscuote un maggiore interesse da parte delle emittenti locali che iniziano a trasmetterlo per radio. In particolare, il brano What's on My Back? sembra essere il preferito dalle radio baresi che iniziano a trasmetterlo con una discreta frequenza. Tutti i sei brani del nuovo demo-tape faranno parte del primo LP della band, The Smell of the Rainy Air, che esce autoprodotto due anni dopo a causa delle difficoltà legate alla lontananza dei membri del gruppo che, dal 1991 in poi vivranno costantemente in tre diverse città d'Italia. Anche Marco Lippe lascia Bari, tornando a vivere a Bergamo, sua città natale. The Smell of the Rainy Air viene, per questo motivo, registrato e mixato fra Bari, Francavilla al Mare e Chieti. L'LP vende in pochi mesi tutte le 500 copie "limitate" prodotte e viene recensito positivamente dalle riviste musicali RockerillaRockerilla N° 126, febbraio 1991, pag. 71, UrloUrlo N° 32, febbraio 1991, pag. 32 e Ciao 2001Ciao 2001 N° 19 (1114), 14 maggio 1991, pag. 30 ed inserito fra gli esordi più interessanti del 1991 nel Reader's Poll di Rockerilla al nº 17
L'incontro con Musea e Oval Dreams Grazie al piccolo successo di The Smell of the Rainy Air la band riesce ad ottenere due audizioni, la prima con Bernard Gueffier della Musea (che non va a buon fine a causa del genere "troppo poco progressivo" del primo album) e la seconda con Mauro Moroni, collezionista di dischi e patron della Mellow Records, la principale etichetta italiana di progressive. Moroni apprezza il sound "non convenzionale" del gruppo e propone subito un contratto discografico per la pubblicazione del secondo album Intolerance che vedrà la luce nel marzo del 1994. La recensione di Intolerance apparsa su Rockerilla a firma di Beppe Riva ne parla come di un "disco di assoluta priorità da confrontare vantaggiosamente con il meglio della produzione progressive internazionale". La Mellow ristamperà anche The Smell of The Rainy Air su CD, ma entrambi i prodotti soffriranno di gravi carenze di distribuzione e pubblicità, rivelandosi autentici "flop" commerciali.
Per questo motivo nel 1998 la band si mette alla ricerca di un nuovo contratto discografico o di una collaborazione. Quando ormai sembra deciso che il nuovo album, che è già pronto da un anno, debba essere pubblicato come autoproduzione, il gruppo prova a riproporsi alla Musea, soprattutto perché Oval Dreams, questo il titolo del nuovo lavoro, è molto più progressive dei precedenti.
Bernard Gueffier e Alain Robert, dopo aver ascoltato il demo del CD si dichiarano molto interessati alla produzione di Oval Dreams che pertanto esce, nel giro di pochi mesi per l'etichetta francese (marzo 1999). Per la band si tratta di un salto di qualità notevole, distribuzione e pubblicità sono capillari ed efficienti ed il nuovo disco vende più dell'atteso, superando di gran lunga la somma dei tre dischi pubblicati fino ad allora. La critica italiana (Rockerilla e Mucchio Selvaggio soprattutto) apprezzano molto il nuovo lavoro della band e per la prima volta, oltre alle rispettive recensioni, entrambe molto positive[Recensione di "Oval Dreams" a cura di Federico Guglielmi, Mucchio Selvaggio N°367, 5-11 ottobre 1999, pag. 38 (Inserto "Fuori dal Mucchio" pag.XII)][Recensione di Oval Dreams a cura di Enrico Ramunni, Rockerilla N° 230, ottobre 1999, pag. 54], le due testate dedicano un intero articolo ai Twenty Four Hours e alla loro musica[Mucchio Selvaggio N°379, 11-17 gennaio 2000, pag. 33 (Inserto "Fuori dal Mucchio" pag.VII)][Rockerilla N° 233, gennaio 2000, pagg. 44 e 45].
Nel 2009 Oval Dreams viene ristampato dall'etichetta Russa MALS e nei primi mesi del 2010 diviene disponibile per l'acquisto in formato liquido su iTunes. Il 29 ottobre del 2010 la band si riunisce dopo 16 anni dall'ultimo tour (1994) e a 21 anni dall'ultimo concerto pugliese (1989) proprio a Bari, città natale, in occasione di un concerto commemorativo per la improvvisa morte di un amico proprietario di un negozio di vinili a Londra, Sandro Mariani.
L'album Oval Dreams è stato ristampato nel settembre 2012 in vinile "audiophile" dall'etichetta discografica italiana Velut Luna e su CD allegato alla rivista HI-FI "Audiophile Sound". Il materiale dell'album è stato completamente rimixato dalle bobine originali e masterizzato in analogico su registratore Studer A816. L'album è stato presentato in anteprima al Top Audio 2012, l'ultima edizione della più importante manifestazione italiana di audio e video a Milano.
The Sleepseller All'uscita di Oval Dreams seguirà un periodo di pausa di due anni, fino all'estate del 2001 quando tre dei componenti si riuniranno a Fano, residenza del tastierista Paolo Lippe, orfani del bassista Nico Colucci, per preparare il nuovo album The Sleepseller (letteralmente: il venditore di sonno). I brani composti dai tre risentono fortemente delle atmosfere soffuse e dilatate degli ascolti di quel periodo (Kid A e Amnesiac dei Radiohead in testa, ma anche Brian Eno, Peter Schwalm e Massive Attack). Ne risulta un album differente dai precedenti, molto elettronico e sperimentale, le cui caratteristiche vengono descritte fedelmente nelle due principali recensioni italiane (Enrico Ramunni su Rockerilla e Federico Guglielmi su Mucchio Selvaggio)Recensione di The Sleepseller a cura di Federico Guglielmi, Mucchio Selvaggio N°590, 7-13 settembre 2004, pag. 39 (Inserto Fuori dal Mucchio pag.XIII)Recensione di The Sleepseller a cura di Enrico Ramunni, Rockerilla N° 287-288, luglio-agosto 2004, pag. 56. L'album viene autoprodotto, mentre la distribuzione è affidata alla Musea che non se la sente di rinnovare il contratto di produzione alla band. The Sleepseller viene pubblicato nel giugno 2004 ma riesce a vendere meno della metà del suo predecessore.
Nel giugno 2018 la rivista HI-FI Audiophile Sound di Pierre Bolduc, ha pubblicato come CD allegato, una versione completamente riscritta, rieditata e rimixata da Paolo Lippe e Paolo Sorcinelli (l'attuale bassista del gruppo) del 4º album della band The Sleepseller, con due brani inediti ed una nuova versione di Evidence con mellotron, metallofoni e chitarra elettrica. Il mastering è stato affidato a Marco Lincetto di Velut Luna.
2014: la rinascita e Left-To-Live