La battaglia delle isole di Santa Cruz fu combattuta tra il 26 e il 27 ottobre 1942 nelle acque a nord-est dell'arcipelago delle isole Santa Cruz nell'Oceano Pacifico meridionale, nell'ambito dei più vasti eventi della campagna di Guadalcanal della seconda guerra mondiale.

Mentre le truppe di terra dell'Impero giapponese stavano attaccando il perimetro difensivo allestito dalle forze statunitensi sull'isola di Guadalcanal, le portaerei della Marina imperiale giapponese si spostarono nei pressi delle isole Salomone meridionali, in una posizione da cui speravano di poter ingaggiare e sconfiggere definitivamente le forze navali statunitensi, ed in particolar modo le loro portaerei, che contrastavano l'offensiva terrestre in corso a Guadalcanal. Le portaerei della United States Navy, a loro volta, uscirono in mare nella speranza di incontrare le forze giapponesi e infliggere loro un duro colpo.

Le due flotte si confrontarono nella mattina del 26 ottobre; lo scontro fu sostenuto esclusivamente dagli aerei imbarcati sulle portaerei con varie ondate di attacchi lanciati in simultanea dai due contendenti, senza che le due flotte arrivassero mai a una distanza tale da potersi ingaggiare a vicenda con il fuoco dei cannoni. La forza statunitense agli ordini dell'ammiraglio Thomas Kinkaid, composta principalmente dalle portaerei ed , colpì duramente la squadra navale dell'ammiraglio Nobutake Kondō, danneggiando gravemente le portaerei Shokaku e Zuiho e l'incrociatore Chikuma; contemporaneamente, però, anche i velivoli giapponesi inflissero pesanti danni alla squadra statunitense, affondando la portaerei Hornet e danneggiando gravemente la Enterprise, rimasta così l'unica portaerei statunitense operativa nel Pacifico in quel momento. Le restanti forze di Kinkaid si ritirarono con il favore del buio, mentre le perdite subite impedirono a Kondō di inseguirle con decisione.

Anche se il Giappone ottenne una apparente vittoria tattica (in termini di navi affondate e danneggiate), la perdita di molti equipaggi di aerei, veterani e spesso insostituibili, costituì nel lungo termine un vantaggio strategico per gli Alleati, le cui perdite furono relativamente basse. Dopo questo pur vittorioso scontro, le portaerei giapponesi non riuscirono più a giocare un ruolo significativo nella campagna.

Antefatti

Il 7 agosto 1942 le forze degli Alleati (principalmente truppe statunitensi) sbarcarono sulle isole di Guadalcanal, Tulagi e Florida nell'arcipelago delle Isole Salomone, occupate dai giapponesi; l'azione era volta a impedire che queste isole divenissero basi militari da cui i giapponesi potevano minacciare le rotte di rifornimento tra l'Australia e gli Stati Uniti, nonché per sfruttare le stesse come punti d'appoggio per eventuali azioni contro la grande base navale giapponese di Rabaul. Gli sbarchi diedero quindi il via a una campagna militare per terra, cielo e mare della durata di sei mesi.

Dopo la battaglia delle Salomone Orientali il 24-25 agosto 1942, nel corso della quale la portaerei statunitense era stata gravemente danneggiata al punto da essere messa fuori combattimento per un mese, tre task force di portaerei della US Navy erano rimaste a incrociare nelle acque del Pacifico meridionale. Le task force facevano capo alle portaerei , e con l'aggiunta dei rispettivi gruppi aerei imbarcati e di unità d'appoggio di superficie come navi da battaglia, incrociatori e cacciatorpediniere; le task force erano dislocate prevalentemente nello spazio di mare tra le Salomone e le Nuove Ebridi, da dove potevano sorvegliare le rotte di collegamento con le principali basi alleate nella Nuova Caledonia e ad Espiritu Santo, supportare i reparti a terra a Guadalcanal e Tulagi, coprire i movimenti delle navi di rifornimento dirette a queste isole e ingaggiare qualsiasi forza navale nipponica che fosse giunta a tiro..

L'area di oceano in cui operavano le portaerei statunitensi era del resto stata ribattezzata Torpedo Junction ("Svincolo siluri"). per via della forte concentrazione di sommergibili giapponesi nella zona.. Il 31 agosto la Saratoga fu silurata dal sommergibile giapponese I-26 venendo messa fuori combattimento per le riparazioni per i successivi tre mesi., un incidente che comportò la rimozione dell'ammiraglio Frank Fletcher dal comando generale delle portaerei statunitensi.. Il 14 settembre fu invece la Wasp a essere raggiunta da tre siluri lanciati dal sommergibile I-19: senza energia elettrica, le squadre di controllo danni non riuscirono a contenere i vasti incendi scoppiati a bordo e la nave dovette essere abbandonata e affondata. Anche la nave da battaglia e il cacciatorpediniere furono colpiti nel corso dello stesso attacco: la prima rimase fuori combattimento fino al 16 novembre 1942, il secondo colò a picco; ..

Sebbene agli statunitensi fosse rimasta un'unica portaerei operativa nella zona (la Hornet), gli Alleati mantenevano una certa superiorità aerea sopra le Salomone meridionali grazie ai velivoli di base a terra all'aeroporto di Henderson Field su Guadalcanal; tuttavia tali velivoli non erano in grado di operare nelle ore di buio, durante le quali i giapponesi potevano portare a termine tutti i movimenti navali nei dintorni di Guadalcanal che desideravano. Ciò portò a un sostanziale stallo tra le due parti, con i convogli statunitensi che sbarcavano truppe e rifornimenti sull'isola di giorno e i giapponesi che facevano lo stesso di notte con veloci unità da guerra (il cosiddetto "Tokyo Express"); per ottobre, entrambe le parti avevano sostanzialmente lo stesso numero di truppe schierate a Guadalcanal.. Questo stallo fu brevemente interrotto nella notte tra l'11 e il 12 ottobre, quando navi statunitensi intercettarono e sconfissero una forza navale giapponese diretta a bombardare Henderson Field nel corso della battaglia di Capo Speranza; appena due notti dopo, tuttavia, un'altra squadra navale giapponese riuscì a portarsi a tiro di Henderson Field, distruggendo nel seguente bombardamento la maggior parte dei velivoli statunitensi lì stanziati e infliggendo danni gravi all'aeroporto che richiesero diverse settimane per poter essere riparati..

Gli statunitensi decisero di intraprendere due azioni per tentare di rompere lo stallo della battaglia. Come prima cosa, i lavori di riparazione della danneggiata portaerei Enterprise furono accelerati in modo che la nave potesse tornare al più presto possibile in zona d'operazioni: dopo aver ricevuto il 10 ottobre un nuovo gruppo aereo imbarcato (Air Group 10), il 16 ottobre la Enterprise salpò da Pearl Harbor e il 24 ottobre si ricongiunse alla Hornet e al resto delle forze navali alleate nel sud Pacifico a circa 270 miglia nautiche a nord-est di Espiritu Santo.. In secondo luogo, il 18 ottobre il comandante in capo delle forze alleate nel Pacifico, ammiraglio Chester Nimitz, sostituì il comandante delle forze nel sud Pacifico viceammiraglio Robert Ghormley con il viceammiraglio William Halsey.: Nimitz riteneva che Ghormley fosse divenuto troppo pessimista e di corte vedute per poter guidare con efficienza le forze alleate nella dura lotta attorno a Guadalcanal, mentre all'opposto Halsey si era fatto in seno alla flotta una fama di aggressivo combattente.. Dopo aver assunto il comando, Halsey iniziò immediatamente a stendere piani per attirare in battaglia le forze navali giapponesi..

Anche i giapponesi stavano cercando un modo per attirare gli statunitensi in quella che speravano potesse essere la battaglia decisiva della campagna. Due portaerei di squadra, la Hiyo e la Junyo, e una portaerei leggera, la Zuiho, arrivarono alla base navale di Truk dal Giappone all'inizio di ottobre, unendosi alle due portaerei già presenti in zona (la Shokaku e la Zuikaku): con cinque portaerei completamente equipaggiate, sostenute da una numerosa squadra di navi da battaglia, incrociatori e cacciatorpediniere, il comandante della Flotta Combinata nipponica ammiraglio Isoroku Yamamoto riteneva di avere forze sufficienti per vendicare la precedente decisiva sconfitta giapponese nella battaglia delle Midway.. Tranne che per un paio di incursioni aeree su Henderson Field in ottobre, le portaerei giapponesi rimasero a incrociare nella zona a nord-ovest delle Salomone, tenendosi fuori dagli scontri nell'area di Guadalcanal e aspettando l'occasione giusta per ingaggiare in battaglia le portaerei statunitensi; questa sembrò presentarsi il 20 ottobre, quando le truppe di terra giapponesi a Guadalcanal iniziarono a sferrare una grande offensiva ai danni delle forze statunitensi: le unità di Yamamoto presero quindi a spostarsi a sud delle Salomone, sia per sostenere l'offensiva terrestre che per tenersi pronte a ingaggiare qualunque unità nemica, e in special modo le portaerei, che si fosse avvicinata per fornire appoggio ai difensori di Guadalcanal..

Ordini di battaglia

Forze giapponesi: Viceammiraglio Nobutake Kondō Forza avanzata - viceammiraglio Nobutake Kondō Portaerei Junyo Navi da battaglia Kongo e Haruna Incrociatori pesanti Atago (nave ammiraglia), Takao, Myoko e Maya Incrociatore leggero Isuzu Cacciatorpediniere Makinami, Kawakaze, Suzukaze, Naganami, Umikaze, Kuroshio, Hayashio, Oyashio e Kagero Corpo principale - viceammiraglio Chūichi Nagumo Portaerei Shokaku (nave ammiraglia) e Zuikaku Portaerei leggera Zuiho Incrociatore pesante Kumano Cacciatorpediniere Hatsukaze, Yukikaze, Maikaze, Hamakaze, Amatsukaze, Tokitsukaze, Arashi e Teruzuki Avanguardia - retroammiraglio Hiroaki Abe Navi da battaglia Hiei (nave ammiraglia) e Kirishima Incrociatori pesanti Suzuya, Tone e Chikuma Incrociatore leggero Nagara Cacciatorpediniere Makigumo, Akigumo, Urakaze, Kazagumo, Yugumo, Tanikaze e Isokaze

Forze statunitensi: Retroammiraglio Thomas Kinkaid Task Force 16 - retroammiraglio Thomas Kinkaid Portaerei (nave ammiraglia) Nave da battaglia Incrociatore pesante Incrociatore leggero Cacciatorpediniere , , , , , , , e Task Force 17 - retroammiraglio George Murray Portaerei (nave ammiraglia) Incrociatori pesanti e Incrociatori leggeri e Cacciatorpediniere , , e

La battaglia Preludio

Erroneamente informata circa il fatto che le truppe di terra nipponiche avevano occupato la base di Henderson Field a Guadalcanal, la flotta giapponese si portò nei dintorni dell'isola la mattina del 25 ottobre; aerei statunitensi di base a terra sferrarono subito un attacco alla squadra nipponica, affondando l'incrociatore leggero Yura e danneggiando il cacciatorpediniere Akizuki.. A dispetto del fallimento dell'esercito nell'occupare le basi di terra statunitensi a Guadalcanal, la Flotta Combinata nipponica rimase a incrociare a sud delle Salomone per tutto il 25 ottobre, nella speranza di imbattersi in una forza navale nemica; la squadra giapponese si era ridotta però a quattro portaerei, visto che la Hiyo era dovuta rientrare a Truk il 22 ottobre per riparare i danni causati da un incendio accidentale scoppiato a bordo..

Le unità giapponesi furono divise in tre gruppi: la "forza avanzata" al comando del viceammiraglio Nobutake Kondō comprendeva la portaerei Junyo scortata da due navi da battaglia, quattro incrociatori pesanti e uno leggero, e 10 cacciatorpediniere; il "corpo principale" comprendeva le altre tre portaerei oltre a un incrociatore pesante e otto cacciatorpediniere, tutti agli ordini del viceammiraglio Chūichi Nagumo; infine l'"avanguardia" del retroammiraglio Hiroaki Abe schierava due navi da battaglia, tre incrociatori pesanti e uno leggero e sette cacciatorpediniere. Oltre a controllare direttamente la "forza avanzata", il viceammiraglio Kondo aveva il comando generale di tutte le unità giapponesi..