Il Gran Premio di Germania 1985 è stata la nona prova della stagione 1985 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 4 agosto 1985 sul Nürburgring. La gara è stata vinta dall'italiano Michele Alboreto su Ferrari. Ha preceduto sul traguardo i francesi Alain Prost su McLaren-TAG Porsche e Jacques Laffite su Ligier-Renault.

Vigilia Sviluppi futuri La Renault, intenzionata a trovare un acquirente per la propria scuderia, su consiglio di Jackie Stewart, cercò l'appoggio di Mark H. McCormack, presidente della International Management Group. Questi propose di utilizzare la sua rete di agenti e di dirigenti d'azienda, in cambio di una commissione, in caso di vendita. La proposta venne rigettata dalla casa francese. McCormack, allora, ipotizzò di trovare qualche sponsor complementare, con l'aiuto di Stewart, sempre che la casa finanziasse i materiali della scuderia, per almeno 10 milioni di dollari statunitensi.

La difficile situazione alla Renault metteva in crisi anche le scuderie che si appoggiavano a lei, per la fornitura dei motori. Ligier, Lotus e Tyrrell non erano disposte a versare 25 milioni di franchi francesi per assicurarsi una fornitura per il 1986, a un prezzo doppio di quanto versato nel 1985. La Ligier, che si trovava già in trattativa con altri motoristi, ipotizzò di limitare il suo impegno sportivo a una sola vettura, per la stagione seguente.

Il presidente della FISA Jean-Marie Balestre incontrò i principali team manager, per discutere delle modifiche regolamentari da introdurre al fine di ridurre i costi di gestione e le potenze dei motori, considerate fuori controllo. Questa posizione, però, non era condivisa dai motoristi. La Ferrari si schierò contro il cambio di regolamenti, affermando di come andasse, invece, migliorata la sicurezza dei tracciati.

Aspetti tecnici

Il fine settimana tedesco non portò importanti novità tecniche, per quanto riguardava lo sviluppo delle monoposto. La Brabham fu l'unica squadra a introdurre diverse innovazioni sulle proprie vetture, apportando modifiche alla carrozzeria della BT54: venne infatti montato un nuovo cofano motore, con lo scopo di migliorare l'aerodinamica, e un nuovo alettone posteriore, simile a quello utilizzato dalla Williams. Quest'ultima disponeva du una nuova frizione, per meglio assistere la potenza del motore. La McLaren apportò invece sostanziali modifiche all'impianto frenante e a quello di raffreddamento, che si erano dimostrato poco efficace nelle gare precedenti. Sul motore TAG Porsche vennero risistemate le turbine KKK, in modo simmetrico.

Le altre squadre si limitarono ad introdurre alcune migliorie tecniche, volte a incrementare l'efficienza aerodinamica delle vetture: era il caso di squadre come Arrows, Ligier e Ferrari. Sulle monoposto di Lotus e Renault venne, invece, montata un'apposita apparecchiatura per monitorare i consumi di carburante. Sulla Lotus di Elio De Angelis fece la sua comparsa anche una radio. La Toleman disponeva di un nuovo sistema di elettronico per l'accensione. La Zakspeed decise di abbandonare la nuova iniezione elettronica, da poco introdotta.

L'Alfa Romeo fornì anche a Riccardo Patrese una 184, modello della stagione precedente, migliorato. La Tyrrell affidò la sua unica 014, a motore turbo Renault, a Stefan Bellof. Brundle dovette accontentarsi di una 012, a motore Ford Cosworth DFY.

Aspetti sportivi Il Nürburgring tornava a ospitare il Gran Premio di Germania, dopo che, a seguito del grave incidente di Niki Lauda, dell'edizione del 1976, il mondiale si era spostato sull'Hockenheimring. Abbandonata la Nordschleife la Formula 1 si era già ripresentata sul tracciato renano nel , con un'edizione del Gran Premio d'Europa.

Durante il fine settimana, venne ufficializzato il passaggio di Piercarlo Ghinzani alla Toleman, a partire dal Gran Premio d'Austria. Ghinzani, che aveva iniziato la stagione con l'Osella, era stato sostituito da Huub Rothengatter, in grado di apportare un budget sufficiente per terminare la stagione. Pochi giorni dopo il licenziamento, svolse dei test a Zandvoort con la squadra inglese, ottenendo tempi molto simili a quelli di Teo Fabi e venendo messo sotto contratto fino a fine stagione.

Per la gara tedesca, la Renault schierò una terza vettura, una vecchia RE60, guidata da François Hesnault, che in stagione aveva già partecipato alle prime gare, con la Brabham. Sulla monoposto del pilota francese era stata installata una telecamera, per riprendere le fasi di prova e di gara, direttamente dalla pista. Hesnault, preferito a Philippe Streiff e Alain Ferté, aveva versato 800.000 franchi francesi alla casa transalpina. Il sistema, ideato dalla Thomson, e finanziato dalla Elf, prevedeva una telecamera fissata vicino al bocchettone del carburante, un transpoder fissato sulla vettura assieme a una piccola antenna. Le immagini venivano poi reinviate al centro televisivo, da un elicottero guidato da Henri Pescarolo, ex pilota di Formula 1.

In tale occasione si derogò al numero massimo di vetture ammesse alla fase di gara, consentendo a tutti i 27 partecipanti di gareggiare la domenica, quando il limite era di 26 monoposto. Fu l'ultimo caso nella storia della F1 in cui una squadra schierò più di due monoposto.

Prove libere Risultati Nella giornata di venerdì, si ebbe la seguente situazione:

PosNºPilotaCostruttoreTempoGapGiri119 Teo Fabi Toleman-Hart1'20"31721 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche1'20"459 +0"142312 Ayrton Senna Lotus-Renault1'20"548 +0"231

Nella giornata di sabato, si ebbe la seguente situazione:

PosNºPilotaCostruttoreTempoGapGiri126 Jacques Laffite Ligier-Renault1'21"204212 Ayrton Senna Lotus-Renault1'21"266 +0"06232 Alain Prost McLaren-TAG Porsche1'21"431 +0"227

Qualifiche Resoconto

La sessione di qualifica del venerdì vide prevalere l'italiano Teo Fabi, che con il tempo di 1'17"429 portò la sua Toleman in vetta alla classifica dei tempi, risultando più veloce di oltre un secondo del ferrarista Stefan Johansson. Il pilota milanese riuscì a sfruttare al meglio le gomme Pirelli, che ben si adattarono alle basse temperature della pista. Fabi abbatté il vecchio record del tracciato (1'18"871), viaggiando a oltre 211 km/h di media.

Johansson, dal canto suo, ottenne la seconda posizione solo nei minuti finali della sessione dopo aver modificato l'assetto della propria monoposto, che venne abbassato nella parte anteriore. Terzo fu Alain Prost, che a causa di problemi di affidabilità avuti dalla sua McLaren durante la mattinata, perse gran parte delle qualifiche a cercare la corretta regolazione della vettura. Il francese precedeva Keke Rosberg (le Williams che senza test nelle settimane precedenti avevano cercato l'assetto nelle prove) e Ayrton Senna (sulla vettura del brasiliano i meccanici lavorarono a lungo per un problema alla pompa della benzina). Deludenti invece le prestazioni di Nelson Piquet, che non andò oltre il sesto posto a causa di un problema con l'acceleratore, e di Michele Alboreto, solo ottavo, che pagò una strategia affrettata nell'utilizzo degli pneumatici da qualifica. Chiudevano i primi dieci Riccardo Patrese e Nigel Mansell. Mansell e Alboreto furono i piloti capaci di raggiungere la velocità di punta più alta sul rettilineo principale, 253,343 km/h, anche se la Ferrari del milanese venne stimata a 291 km/h al momento del passaggio davanti ai box della scuderia di Maranello.

In grande difficoltà risultò la Renault, ormai in crisi di risultati, che non andò oltre il sedicesimo posto di Patrick Tambay; inoltre Derek Warwick, l'altro pilota della scuderia francese, uscì di pista a oltre 250 km/h. La sessione venne inoltre caratterizzata dal distacco di una componente di una sospensione posteriore dalla Minardi di Pierluigi Martini, ultima sullo schieramento, che seguiva a distanza di poche settimane un problema molto simile a quello avvenuto a Silverstone.

Le posizioni del venerdì rimasero tal quali il sabato, dato che la pioggia si abbatté sul circuito tedesco, pochi minuti prima dell'inizio della sessione, per terminare quasi al termine della stessa, e ciò impedì ai piloti di migliorare i propri tempi cronometrati.

Teo Fabi ottenne quindi la sua prima pole position nel mondiale; questa fu la prima partenza al palo anche per la Toleman (oltre che unica), nonché per la Brian Hart Ltd., tra i motoristi. Il milanese fu il sessantanovesimo pilota nella storia del mondiale a raggiungere questo traguardo. Fabi fu anche protagonista, al sabato, di una serie di testacoda, all'ultima curva, che portò la monoposto contro le barriere, danneggiandosi gravemente. Lo accompagnò, in prima fila, Johansson, alla sua miglior prestazione in prova della carriera. Martini, dopo l'incidente del venerdì, riuscì a girare e a qualificarsi.

Risultati I risultati delle qualifiche furono i seguenti:

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo Griglia119 Teo Fabi Toleman-Hart1'17"429 1228 Stefan Johansson Ferrari1'18"616232 Alain Prost McLaren-TAG Porsche1'18"725346 Keke Rosberg Williams-Honda1'18"7814512 Ayrton Senna Lotus-Renault1'18"792567 Nelson Piquet Brabham-BMW1'18"8026711 Elio De Angelis Lotus-Renault1'19"1207827 Michele Alboreto Ferrari1'19"1948922 Riccardo Patrese Alfa Romeo1'19"3389105 Nigel Mansell Williams-Honda1'19"47510118 Marc Surer Brabham-BMW1'19"55811121 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche1'19"652121326 Jacques Laffite Ligier-Renault1'19"656 131425 Andrea De Cesaris Ligier-Renault1'19"738141518 Thierry Boutsen Arrows-BMW1'19"781151615 Patrick Tambay Renault1'19"917161717 Gerhard Berger Arrows-BMW1'20"666171823 Eddie Cheever Alfa Romeo1'21"07418193 Stefan Bellof Tyrrell-Renault1'21"219 192016 Derek Warwick Renault1'21"237202110 Philippe Alliot RAM-Hart1'22"017 21229 Manfred Winkelhock RAM-Hart1'22"607222314 François Hesnault Renault1'23"161 232430 Jonathan Palmer Zakspeed1'24"217242524 Huub Rothengatter Osella-Alfa Romeo1'26"478 25264 Martin Brundle Tyrrell-Ford Cosworth1'27"621262729 Pierluigi Martini Minardi-Motori Moderni1'40"506 27

Gara Resoconto

A causa dell'incidente del sabato, Teo Fabi fu costretto a utilizzare il muletto per la gara.

Al via, Fabi scattò lentamente dalla pole position, venendo sfilato da varie vetture. Già durante il giro di ricognizione l'italiano aveva lamentato alcuni problemi al motore, che ne avrebbero poi influenzato l'intera prestazione. Stefan Johansson si trovò, brevemente al comando, prima che Ayrton Senna e Keke Rosberg si trovassero davanti, già alla prima curva. Alla prima frenata Michele Alboreto ebbe un contatto, proprio con il compagno di squadra Stefan Johansson, che danneggiò lo pneumatico posteriore destro dello svedese; Johansson dovette rientrare ai box, vedendo la sua corsa già compromessa.

Dopo poche curve, poco prima della chicane, Rosberg prese la testa della gara, seguito da Senna, Alboreto, Elio De Angelis, Alain Prost e Nelson Piquet. Nelle retrovie, invece, Andrea De Cesaris veniva costretto al ritiro dopo essere stato toccato dal compagno Jacques Laffite. Al terzo giro Nigel Mansell entrò nella zona dei punti, passando Piquet.

Nei primi giri Rosberg e Senna staccarono leggermente il resto del gruppo. Al decimo giro il duo di testa era riuscito a portare a oltre sette secondi il vantaggio nei confronti un terzetto di piloti, formato da Alboreto, De Angelis e Prost, che erano in lotta, e molto vicini tra loro. Al nono giro, nel frattempo, era terminata la gara di François Hesnault, sulla cui vettura era stata montata una telecamera.

Rosberg, a causa di un'errata scelta di gomme, cominciò a soffrire di un'usura maggiore, rispetto agli avversari, sugli pneumatici posteriori e, al sedicesimo giro, venne sopravanzato, da Senna, alla Dunlop. Un altro pilota che scontava dei problemi era Prost che, a causa di un motore non performante (dovuto alla rottura di una tubazione tra il turbo e uno scambiatore), era costretto a moderare il suo ritmo.