Considerato uno dei maggiori cantautori italiani, è conosciuto anche con l'appellativo di Faber che gli dette l'amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l'assonanza con il suo nome,. e talvolta come "il cantautore degli emarginati" o il "poeta degli sconfitti".

In quasi quarant'anni di attività artistica, De André ha inciso quattordici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. Molte sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli e prostitute, e alcune per il loro valore poetico sono state accolte da antologie scolastiche già dai primi anni settanta.Arturo Cattaneo e Donatella del Flaviis, Literary maps. A modular history of English literatures, Milano, Carlo Signorelli, 2002., I testi hanno meritato a De André l'elogio del poeta Mario Luzi.

Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco, è uno degli esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. È l'artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco. La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, teatri, biblioteche e scuole.

Di idee anarchiche e pacifiste,, supplemento a A/Rivista Anarchica, anno 30, n. 262, marzo 2000. è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure. Ha affrontato inoltre, in misura minore e differente, altri idiomi,Ossia provenzale, romaní, inglese, spagnolo e portoghese, oltre ad aver tradotto e reinterpretato canzoni in francese di Georges Brassens. come il gallureseNei brani Zirichiltaggia e Monti di Mola. e il napoletano.Nei brani Don Raffaé e La nova gelosia. Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti della scena musicale e culturale italiana, tra cui Elvio Monti, Gian Piero Reverberi, i New Trolls, Mina, Nicola Piovani, Giuseppe Bentivoglio, la Premiata Forneria Marconi, i Tazenda, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.

Biografia L'infanzia e la giovinezza

Fabrizio De André nasce il 18 febbraio 1940 nel quartiere genovese di Pegli, in via De Nicolay 12, dove, nel 2001, il Comune di Genova ha posto una targa commemorativa.

I genitori, sposati dal 1935, erano entrambi piemontesi. Si trasferiscono in Liguria dopo la nascita del primogenito Mauro. Il padre Giuseppe, pur provenendo da una famiglia di condizioni modeste, di cui vantava però nobili origini provenzali, si trasferì nel 1922 a Genova e si laurea in filosofia con Benedetto Croce; riesce a fare fortuna acquistando un Istituto tecnico a Sampierdarena; nel secondo dopoguerra diventa vicesindaco repubblicano di Genova, direttore generale e operativo, poi amministratore delegato e infine presidente dell'Eridania e promuove la costruzione della Fiera del Mare di Genova, nel quartiere della Foce. La madre, Luigia (Luisa) Amerio, era di estrazione benestante, figlia di produttori vitivinicoli.

Durante la seconda guerra mondiale, Fabrizio vive inizialmente da sfollato nella campagna astigiana a Revignano d'Asti dove il padre, dopo i bombardamenti del 1941, aveva acquistato la "Cascina dell'Orto". Qui conosce l'amica e coetanea Nina Manfieri, un'amicizia mai dimenticata e narrata nella canzone "Ho visto Nina volare" contenuta nell'album "Anime Salve". Giuseppe resta in città per seguire l'Istituto tecnico, ma nel 1944 raggiunge la famiglia in quanto ricercato dai fascisti per aver coperto i suoi alunni ebrei. Vive poi nella Genova del dopoguerra, scossa e partecipe della contrapposizione tra cattolici e comunisti.

Dopo aver frequentato le scuole elementari in un istituto privato retto da suore, passa alla scuola statale, dove il suo comportamento "fuori dagli schemi" gli impedisce una pacifica convivenza con le persone che vi trova, in special modo con i professori. Per questo motivo viene trasferito nella severa scuola dei Gesuiti dell'Istituto Arecco, scuola media inferiore frequentata dai rampolli della "Genova-bene". Qui Fabrizio è vittima, nel corso del primo anno di frequenza, di un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita dell'istituto; nonostante l'età, la reazione verso il "padre spirituale" è pronta e, soprattutto, chiassosa, irriverente e prolungata, tanto da indurre la direzione a espellere il giovane De André, nel tentativo di placare lo scandalo. L'improvviso espediente si rivela vano poiché, a causa del provvedimento d'espulsione, dell'episodio viene a conoscenza il padre di Fabrizio, esponente della Resistenza e vicesindaco di Genova, che informa il Provveditore agli studi, pretendendo un'immediata inchiesta che termina con l'allontanamento dall'istituto scolastico del gesuita, e non di Fabrizio..

Negli anni del dopoguerra De André conosce Paolo Villaggio, futuro attore comico e scrittore umorista, diventandone intimo amico e con il quale dividerà gran parte delle sue scorribande giovanili.. È lo stesso De André a descrivere il loro primo incontro avvenuto nel 1948 in una frazione di Cortina d'Ampezzo: «L'ho incontrato per la prima volta a Pocol, sopra Cortina; io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto e lui lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore e mi diceva: "Guarda, tu le parolacce non le devi dire, tu dici le parolacce per essere al centro dell'attenzione, sei uno s....zo»..

In seguito, nell'ottobre 1956, Fabrizio si iscrive al primo anno al Liceo classico “Cristoforo Colombo”. Assegnato alla sezione A, quella con i professori migliori e più severi, è da subito trasgressivo con i docenti, ma cordiale con i compagni di classe.. Il suo "nemico" è il professore di lettere, Decio Pierantozzi, che non gli dà mai la sufficienza e gli contesta la scarsa organicità dei temi. "Era estroverso – ricorda il docente – non senza ingegno, ma strano; faceva i compiti in classe e li lasciava a metà…".. De André non ha mai avuto un profitto particolarmente alto e nei compiti in classe se la cavava facendoseli passare da qualche compagno più bravo e di sua fiducia.. Fu, tuttavia, colpito da una lezione del professore di Religione, don Giacomino Piana detto Don Birillo, sull'umanità di Cristo.

In seguito, dopo aver lasciato la casa dei genitori a diciotto anni, a causa del difficile rapporto col padre, De André, diplomatosi, frequenta alcuni corsi di Lettere e altri di Medicina presso l'Università degli Studi di Genova prima di scegliere la facoltà di Giurisprudenza, ispirato dallo stesso padre, dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio e dal fratello maggiore Mauro, già avviato agli studi in legge e che diverrà un noto avvocato. In questo periodo De André comincerà ad avere problemi legati all'abuso di alcool.. A sei esami dalla laurea, grazie ai primi contratti discografici, Fabrizio lascia gli studi e decide di intraprendere una strada diversa da quella del fratello: la musica (Mauro sarebbe divenuto uno dei suoi fan più fedeli e critici).

Successivamente a un primo e problematico approccio, determinato dalla decisione dei genitori di avviarlo allo studio del violino, l'incontro decisivo con la musica avviene con l'ascolto di Georges Brassens, del quale De André tradurrà alcune canzoni, inserendole nei suoi primi album a 45 giri. La passione ha corpo anche grazie alla sua "scoperta" del jazz e all'assidua frequentazione degli amici Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, del pianista Mario De Sanctis e altri, con i quali comincia a suonare la chitarra e a cantare nel locale "La Borsa di Arlecchino".

De André, in questi anni, conduce una vita sregolata e in contrasto con le consuetudini della sua famiglia, frequentando amici di tutte le estrazioni culturali e sociali e viaggiando; la sua compagna, nel periodo 1960-61, è una prostituta di via Prè, Anna (con grande disappunto del padre)., mentre vive, per alcuni periodi dal 1957, ospite in casa di un amico tetraplegico. Sovente, insieme a Paolo Villaggio, cercava invece di sbarcare il lunario con lavori saltuari, anche imbarcandosi, d'estate, sulle navi da crociera come musicista per le feste di bordo. Secondo Villaggio, alcune volte si esibirono assieme a Silvio Berlusconi, anche lui cantante da crociera in gioventù. Gli anni della giovinezza, soprattutto le serate passate nelle varie osterie genovesi o in gruppo a casa di amici, sono state raccontate dallo stesso Villaggio: «Io e Fabrizio eravamo, direi senza saperlo, due veri creativi e lo abbiamo poi dimostrato nella vita [...] lui si comportava come me, cioè facevamo una vita dissennata, andavamo a caccia di amici terribili [...] i nostri genitori erano terrificati da questo tipo di vita, non si faceva niente e si dormiva regolarmente sino alle due del pomeriggio»..

In questo periodo, tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60, fa anche importanti letture, che avrebbero influenzato la sua visione del mondo, tra cui le opere di Michail Bakunin, Errico Malatesta e altri libertari: fondamentale è per lui la scoperta del libro L'Unico e la sua proprietà del filosofo tedesco Max Stirner, che lo colpirà a tal punto da autodefinirsi anarco-individualista., consultabile su Google books. Dal quel momento simpatizzerà sempre per le idee anarchiche, influenzato anche dal suo cantautore prediletto, il citato Georges Brassens, da lui considerato come un maître à penser. Al corrente del carattere burrascoso del cantante e poeta francese, non vorrà mai conoscerlo di persona per timore di rimanerne deluso, anche se lo stesso Brassens loderà la qualità delle traduzioni delle sue canzoni effettuate da De André.Su Brassens, De André dichiarò: "Fu grazie a Brassens, maestro di pensiero e di vita, che scoprii di essere un anarchico. Mi ha insegnato per esempio a lasciare correre i ladri di mele, come diceva lui. Mi ha insegnato che in fin dei conti la ragionevolezza e la convivenza sociale autentica si trovano di più in quella parte umiliata ed emarginata della nostra società che non tra i potenti." Fonte: Nel 1957 si iscrive alla Federazione Anarchica Italiana (FAI) di Carrara.

Nell'estate del 1960, Fabrizio, insieme a Clelia Petracchi, che scrive il testo con lui, compone quella che lui ha sempre considerato la sua prima canzone, La ballata del Miché, in cui è marcata l'influenza della canzone esistenzialista francese.. Alla fine del giugno 1961 Beppe Piroddi, uno dei playboy più in auge in quel tempo, presenta a De André Enrica Rignon, detta "Puny".. Enrica, grande appassionata di jazz, è una ragazza che ha quasi sette anni in più di Fabrizio ed appartiene a una delle famiglie più abbienti di Genova. Dopo qualche mese che i due si frequentano, "Puny" (deceduta nel 2004) resta incinta, e a Quarto, nella Chiesa di San Giovanni Battista, diviene la prima moglie di De André. Nel 1962 nasce il figlio Cristiano. I due si separeranno a metà degli anni settanta. Il testimone di nozze di De André è un amico e collega di partito del padre, Randolfo Pacciardi.. Curiosamente, il matrimonio del rampollo De André è stata la sua prima citazione giornalistica.

In seguito al matrimonio e alla nascita del figlio, il ventiduenne Fabrizio è pressato dalla necessità di avere un lavoro fisso per provvedere al mantenimento della famiglia, e trova un impiego come vice preside in un istituto scolastico privato di proprietà del padre.

L'esordio nel 1961 e il periodo Karim