Si cimentò in numerosi campi, divenendo noto anche come saggista, aforista, artista visivo, statista e attivista per i diritti umani.
Tra i principali teorici ed esponenti del movimento letterario romantico, seppe tenersi lontano dai modelli malinconici e solitari che caratterizzavano i poeti del tempo, riuscendo ad accettare le vicissitudini non sempre felici della sua vita (dei quattro figli che giunsero all'età adulta, tre morirono prima di lui, mentre la figlia Adèle finì ricoverata in manicomio) per farne esperienza esistenziale e cogliere i valori e le sfumature dell'animo umano.
I suoi scritti giunsero a ricoprire tutti i generi letterari, dalla poesia lirica al dramma, dalla satira politica al romanzo storico e sociale, suscitando consensi in tutta Europa.
Biografia L'infanzia
Nato il 26 febbraio 1802 a Besançon in Franca Contea dal generale Joseph Léopold Sigisbert Hugo e Sophie Trébuchet. Trascorre parte della sua prima infanzia all'Isola d'Elba. Nel 1803, all'età di appena un anno, vi si trasferì insieme al padre, ufficiale dell'esercito napoleonico di stanza a Portoferraio. Nel 1808 un nuovo trasferimento lo porta ad Avellino. Quivi dimora per sette mesi in quello che ricorderà nei suoi scritti come il "palazzo del marmo" e dove ebbe come insegnante di matematica Giuseppe de Samuele Cagnazzi, fratello maggiore dello scienziato Luca de Samuele Cagnazzi. Nel 1813 i suoi genitori si separano e la madre si stabilisce a Parigi insieme al generale Victor Fanneau de la Horie. Qui Hugo frequenta il Politecnico dal 1815 al 1818 per volere del padre, ma ben presto abbandona gli studi tecnici per dedicarsi alla letteratura. Ha quattordici anni quando scrive su un diario:
La frase sarebbe stata annotata su un quaderno di scuola. Hugo l'avrebbe scritta in seguito a un concorso di poesia, perso perché la giuria, giudicando ottimo il suo componimento, non poteva credere che l'autore fosse un ragazzo così giovane. Scrive le Odi, che furono la sua prima composizione letteraria. Insieme ai fratelli fonda il foglio Il conservatore letterario (1819) e nello stesso anno vince un concorso dell'Académie des Jeux Floraux. Inizia poi a frequentare il liceo Louis-le-Grand, si laurea in Giurisprudenza e partecipa agli incontri del Cenacolo di Charles Nodier, culla del Romanticismo nascente. Scrive poi Odi e poesie diverse (1822) e molto altro, fino a Odi e ballate, che gli valgono una rendita di mille franchi da parte del re Luigi XVIII.
Il matrimonio Il 12 ottobre 1822 sposa, nella chiesa di Saint-Sulpice di Parigi, Adèle Foucher, una sua amica d'infanzia; nasceranno cinque figli:
Léopold (16 luglio – 10 ottobre 1823), morto tre mesi dopo la nascita; Léopoldine (28 agosto 1824 – 4 settembre 1843), annegò durante una gita in barca; Charles (1826-1871), collaboratore del padre, gli darà due nipoti (più uno morto poco dopo la nascita), che staranno al fianco del nonno durante la sua vecchiaia; Charles morì di ictus a 44 anni; François–Victor (28 ottobre 1828 – 26 dicembre 1873), traduttore, morì a 45 anni, di tubercolosi; Adèle (1830-1915), l'unica a sopravvivere al padre ma che trascorrerà molti anni in un manicomio a causa del suo stato mentale alterato. Impazzirà infatti per amore e morirà in tarda età.Alla sua vita si è ispirato François Truffaut per il suo quattordicesimo lungometraggio: Adèle H., una storia d'amore. Adèle venne interpretata da Isabelle Adjani.
È possibile che abbia avuto anche una figlia fuori dal matrimonio, dalla relazione con l'anarchica Louise Michel, con cui ebbe una corrispondenza fin dal 1850. C'è chi sostiene infatti che sia stata sua amante per brevissimo tempo nel 1851 e che nel 1852 abbiano avuto una figlia segreta (affidata dalla madre a una famiglia adottiva), di nome Victorine; è anche possibile che Hugo non sapesse però di questa figlia.Yves Murie, Victorine, le grand secret de Louise Michel, 2000.
La scoperta, dopo qualche anno dal matrimonio, del tradimento della moglie con l'amico di famiglia Sainte-Beuve lo porterà a condurre una vita di libertinaggio; sua amante per circa cinquant'anni sarà Juliette Drouet, attrice teatrale conosciuta durante le prove di Lucrezia Borgia, nel 1833. Juliette Drouet gli restò sempre vicina (salvandolo anche dalla prigione in occasione del colpo di Stato di Napoleone III) nonostante le continue infedeltà dell'amante: lui per lei scriverà molti poemi, tra cui un Libro dell'anniversario compilato dai due ogni anno, appunto il giorno dell'anniversario del loro primo incontro.Il libro è disponibile in lingua francese in Victor Hugo, Juliette Drouet, 50 ans de lettres d'amour 1833-1883: Lettres de l'anniversaire, a cura di Gérard Pouchain, intr. di Marie Hugo, 2005. L'anniversario in questione ricorreva il 16 febbraio.
Strinse un legame amoroso anche con Léonie d'Aunet scrittrice ed esploratrice e moglie del pittore François-Auguste Biard. Léonie gli ispirò alcune poesie de Les Contemplations. Il legame fu burrascoso, perché gli amanti furono scoperti e Léonie fu imprigionata per molti mesi per il reato di adulterio. Hugo evitò l'arresto poiché godeva dell'immunità parlamentare.
Padre del Romanticismo
Una svolta epocale nella storia della letteratura avviene nel 1827, con l'uscita del dramma storico Cromwell, considerato il manifesto delle nuove teorie romantiche. Nella lunga prefazione Hugo si oppone alle convenzioni del teatro classico, tra cui le tre unità aristoteliche (contesta soprattutto le unità di tempo e di luogo) e l'obbligo di bienséance (che esclude azioni o anche solo parole considerate volgari o quotidiane, umili), ed espone le sue teorie sul teatro e sulla letteratura in generale, che metterà poi in pratica nel dramma Hernani, del 1830, data che segna convenzionalmente l'inizio del Romanticismo in Francia: la rappresentazione infatti segna l'inizio di una nuova querelle tra antichi e moderni che rimarrà nella storia col nome di bataille d'Hernani. Il dramma, che riscuote grande successo nonostante la prima rappresentazione venga interrotta dagli scontri, sarà poi trasposto in musica e rappresentato da Giuseppe Verdi (Ernani, 1844).
Inizia un periodo molto produttivo per lo scrittore: pubblica un romanzo, Notre-Dame de Paris, del 1831, accolto da un immediato e amplissimo successo; raccolte di poesie, Le foglie d'autunno dello stesso anno e I canti del crepuscolo del 1835; altri drammi, come per esempio Ruy Blas nel 1838. Incontra Hector Berlioz, Chateaubriand, Franz Liszt, Giacomo Meyerbeer; nel 1841 all'Académie française, dove occupa il seggio numero 14.
La vita politica
Nel 1843 muoiono tragicamente, annegati nel corso di una gita in nave, la figlia Léopoldine e il genero Charles Vacquerie; Hugo apprende la notizia al rientro da una vacanza, dal giornale Le Siècle. La tragedia, unita all'insuccesso del suo lavoro teatrale I Burgravi del 1845, gli causa una grave depressione che lo tiene lontano dal mondo letterario per dieci anni.
Intanto viene nominato Pari di Francia dal re Luigi Filippo d'Orléans. Nel 1848 entra a far parte come deputato dell'Assemblea Costituente, ma il colpo di Stato che nel 1851 porta al potere Napoleone III segna l'inizio del suo declino politico: dapprima Hugo appoggia l'elezione del giovane Luigi-Napoleone Bonaparte alle presidenziali, poi — quando il nuovo presidente, futuro imperatore, inizia a prendere provvedimenti anti-liberali quali l'abrogazione della legge elettorale del 1850, riducendo di un terzo gli aventi diritto al voto — ne prende le distanze; inutile sarà il tentativo del Comitato di resistenza repubblicana, di cui fa parte insieme a Schœlcher, di sollevare la popolazione parigina: a Hugo, strenuo difensore di un regime liberale, non resta che attaccarlo con scritti e discorsi contro la miseria e le repressioni, che diventavano nel frattempo sempre più intolleranti.Per una cronologia più completa degli avvenimenti che portarono al Secondo Impero, si veda questa quadro riassuntivo (in francese).
Dopo il 2 dicembre 1851, Hugo deve partire per l'esilio, mentre Charles, arrestato alcuni mesi prima per un articolo, lo raggiungerà l'anno dopo. Si reca inizialmente a Bruxelles, poi si trasferisce nell'isola di Jersey e infine a Guernsey, rifiutando l'amnistia proclamata dall'imperatore.Atti e parole — Durante l'esilio, 1859, volume I "L'amnistia".
Massone, è tra i firmatari del progetto di fondazione dell'ordine massonico Le Droit Humain.
L'esilio
Inizia qui a prendere forma la sua mitica figura poetica e ideale di "Padre della patria in esilio"; gli anni trascorsi a Guernesey lo rendono così famoso che gli arrivano lettere indirizzate a "Victor Hugo — Oceano". Riprende la sua attività letteraria nel segno della satira politica, nella raccolta di poemi I castighi (1853), che prende di mira il Secondo Impero; la satira diretta contro l'imperatore, in Napoleone il piccolo; il ricordo del passato e in particolare della figlia Léopoldine affiora nella raccolta Le contemplazioni (1856).
Questi sono anche gli anni dell'impegno su un piano politico più alto, idealizzato, che dà vita a La leggenda dei secoli (pubblicata in tre parti tra 1859, 1877 e 1883), che ripercorre la storia dell'umanità dalla Genesi al XIX secolo, così come a I miserabili, romanzo del 1862, I lavoratori del mare del 1866 e L'uomo che ride del 1869.
La vita non gli risparmiò i dolori: nel 1855 muore il fratello Abel, nel 1863 la figlia Adèle impazzisce scappando in Canada, nel 1868 muoiono anche la moglie e alcuni nipoti (il figlio primogenito, appena nato, di Charles, e uno del fratello); in tutte queste disgrazie ha però sempre accanto la fedele Juliette e successivamente, i nipoti Jeanne (futura moglie di Jean-Baptiste Charcot) e Georges, figli di Charles, a cui dedicherà L'arte di essere nonno.
A partire dagli anni sessanta viaggia per tutto il Lussemburgo e percorre il Reno, ma nel 1870 viene espulso dal Belgio per aver dato asilo a dei communard ricercati nella capitale francese, e trova rifugio di nuovo nel Granducato, per tre mesi, e in seguito a Vianden, Diekirch e Mondorf-les-Bains (dove segue una cura termale).
Il rientro in patria e la morte
Il suo rientro in patria avviene il 5 settembre 1870, dopo la caduta di Napoleone III e l'instaurazione della Terza Repubblica francese: Hugo è accolto da una folla acclamante ed entusiastica e la sua casa diventa nuovamente luogo di incontro tra letterati; fino alla sua morte rimarrà nume tutelare della repubblica restaurata.
Riprende in questi anni la produzione letteraria con il romanzo Novantatré (1874); scrive anche poesie, alcune riguardanti la sua vita familiare (in memoria dei figli morti di recente, François-Victor e Charles), come I miei figli (1874), altre satirico-politiche, come Il Papa (1878) e Torquemada (1882), un'opera sul fanatismo dell'inquisizione. Nel 1876 torna a far parte del Senato.