Nel cattolicesimo le Quarantore, o Quarant'ore, sono una pratica devozionale consistente nell'adorazione, per quaranta ore continue, del Santissimo Sacramento, visibile nell'ostensorio contenente l'Ostia consacrata, solennemente esposto sull'altare; il nome si richiama al periodo di tempo trascorso fra la morte (Venerdì santo) e la risurrezione (domenica di Pasqua) di Gesù.
Celebrazione
La pratica religiosa viene compiuta non soltanto durante il Triduo Pasquale ma anche in altre particolari occasioni, come domenica delle palme e lunedì e martedì santo. L'uso più diffuso è forse l'esposizione dal pomeriggio della Domenica di Quinquagesima al martedì di carnevale, pratica introdotta a Milano da san Carlo Borromeo e rapidamente diffusasi per riparare ai molti peccati carnascialeschi.
L'altare in questa occasione deve essere preparato opportunamente: al centro la residenza, tronetto con l'ostensorio, con subito sotto quattro ceri, ai lati altri sei ceri (tre per parte) e, sotto, nel primo gradino altri candelieri o candelabri con una croce sopra al ciborio. L'intero altare deve inoltre essere addobbato con molti fiori e con tutte le luci e i candelieri che vi possono stare.
Storia Stando alla sinossi evangelica, l'intervallo temporale con il Nazareno morto e deposto dalla croce e con il prosieguo della sua opera redentiva durante la permanenza nel Santo SepolcroCCC, nn. 624 e 630. Stesso testo con i link alle concordanze. In particolare, tutto il Paragrafo 1. CRISTO DISCESE AGLI INFERI, nn. 632-7. Stesso testo con i link alle concordanze. non si sarebbe limitato alla giornata del Sabato Santo, poiché in realtà sarebbe durato 40 ore, dalle 3 del pomeriggio di Venerdì Santo all'alba di Pasqua, le 7 del mattino della domenica di risurrezione (o risuscitamento). Ciò spiegherebbe l'affermazione paolina secondo cui Cristo "fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture" (Prima lettera ai Corinzi ), affermazione ripresa e ribadita nel Credo Cristiano.CCC, IL TERZO GIORNO RISUSCITÒ DA MORTE, n. 639.
Il problema che la liturgia cristiana s'appoggi contemporaneamente a un calendario lunare, in cui il transito al nuovo giorno comincia alle 18 con lo spuntare del nostro unico satellite naturale, e a un calendario solare, che sancisce questo passaggio a mezzanotte, fa sì che le Quarantore vengano considerate parte della liturgia non solo del Sabato Santo ma pure del Venerdì Santo e della Pasqua, sovrapponendosi in tal modo ad altre funzioni quali l'Adorazione della Santa Croce e la Veglia pasquale.
Una simile sorta di scissione liturgica può avere un senso considerando che, nell'arco di queste 40 ore, per il diofisismo della dottrina cristiana Gesù Cristo è contemporaneamente morto come uomo e vivo in quanto Dio. Inoltre nella Bibbia il numero 40 ricorre quasi mezzo centinaio di volte,Cf. ricorrenze in laparola.net. spesso come simbolo per indicare un periodo di prova e isolamento.Cf. Il numero 40 nella Bibbia. URL consultato il 22 gennaio 2019.
L'introduzione delle Quarantore è riferita alla Compagnia di San Benedetto Bianco a Firenze, nel 1385Luciano Artusi e Antonio Palumbo, De Gratias. Storia, tradizioni, culti e personaggi delle mantiche confraternite fiorentine, Newton Compon Editori, Roma 1994.. Tra le prime regioni in cui si organizzarono le Quarantore ci furono l'Emilia (1546 a Bologna); le Marche (1542 a Recanati) e il Lazio (1548 a Roma). In letteratura sono presenti diverse testimonianze, come quella di Giovanni Verga nel 1881 all'inizio del primo capitolo dei Malavoglia, nella presentazione del capostipite :«Prima veniva lui [padron 'Ntoni], il dito grosso, che comandava le feste e le quarant'ore».
Aneddotica In Toscana è diffuso il detto "C'entra come il culo e le quarant'ore", per indicare due cose che non siano in correlazione. L'origine di questo curioso modo di dire si fa risalire ad un episodio verificatosi a Firenze nel secolo XVII: Nella Basilica di Santa Croce era in corso la cerimonia e forse a causa dell'affollamento della chiesa, un nobiluomo fiorentino si trovò a metter le mani sul deretano di una nobildonna, la quale dette inizio ad una vibrante e plateale protesta per l'affronto subito. Il nobiluomo, imbarazzato, provò a giustificarsi sostenendo di essere stato spinto dalla folla e dicendo: "Sa, sono le quarant'ore", al che la dama ancor più stizzita replicò "Ma cosa c'entra il culo con le quarant'ore?".
Note
Voci correlate Azione liturgica della Passione del Signore Discesa di Cristo agli inferi Settimana Santa
Altri progetti
Collegamenti esterni
Egidio Picucci, Le Quarantore nei Documenti pontifici e nella pietà del Popolo di Dio , articolo pubblicato su L'Osservatore Romano, edizione quotidiana del 2-3 maggio 2005. URL consultato il 22 gennaio 2019.
, con breve bibliografia, su Cartantica.it.
Categoria:Settimana santa Categoria:Preghiere cattoliche