Rivalta o Villa Rivalta (Rivêlta in dialetto reggiano, Ripæ Altæ in latino) è una frazione del comune di Reggio Emilia, posta 6 km a sud del centro storico del capoluogo. L'agglomerato urbano costituisce un'appendice dell'area urbana reggiana senza soluzione di continuità. La villa (frazione) confina con i comuni di Quattro Castella e Albinea e si estende su un'area che comprende diverse località: San Rigo, Ghiarda, Castelbaldo, il Casale di Rivalta, il Cantone, il centro e la zona Peep.

Geografia fisica La località si trova al confine fra la media e l'alta pianura a nord della via Emilia, a fra i 70 e i 140 m s.l.m. È attraversata da diversi torrenti, rii e canali, fra i quali i torrenti Crostolo e Modolena, il rio della Vasca, il rio Moreno, la fossa Marcia e la canalina di Albinea. La chiesa parrocchiale è collocata a circa 100 m s.l.m. Il centro abitato e i borghi sono interclusi in una zona di particolare interesse paesaggistico e ambientaleÈ vigente una dichiarazione di notevole interesse pubblico del sistema Crostolo-Rivalta ricadente nei comuni di Albinea, Reggio Emilia e Quattro Castella su cui persiste un apposito vincolo paesaggistico (Legge Galasso)..

Rivalta confina: a nord, con i quartieri di San Pellegrino e di Baragalla e la frazione di Coviolo; a ovest con le ville (frazioni) di Codemondo e San Bartolomeo; a sud con le ville di Montecavolo e Puianello, nel comune di Quattro Castella, e Botteghe, nel comune di Albinea; a est con la villa di Canali.

Storia La storia di Rivalta risale al Medioevo, con le prime attestazioni documentali che ne certificano l'esistenza già nel IX secolo.

Origini e Medioevo La località viene menzionata per la prima volta in un documento dell'anno 857, in cui si fa riferimento alla presenza di una chiesa. Successivamente, nel 902, appare la denominazione "Ripa Alta curtis". Il territorio, tuttavia, era abitato fin da tempi molto più antichi, come testimoniato dal ritrovamento di reperti risalenti al Paleolitico, all'età del Bronzo e al periodo romano. Nel 1059 si ha notizia di un castrum (castello), che passò in seguito alla famiglia Da Palude prima di essere distrutto da un incendio nel XIV secolo. In quel periodo, Rivalta costituiva un comune autonomo, per poi essere annesso a quello di Reggio. La chiesa locale, dedicata a Sant'Ambrogio, fu elevata al rango di Pieve e divenne un importante punto di riferimento della diocesi. A essa facevano capo le chiese di Canali, Coviolo, San Bartolomeo in Sassoforte e Codemondo.

Il periodo Estense e il Palazzo Ducale A partire dal XVII secolo, la favorevole posizione geografica e il clima mite spinsero la famiglia d'Este a scegliere Rivalta come luogo per la propria residenza estiva. Le loro dimore, ancora oggi presenti nella frazione, includono: Palazzo Ducale di Rivalta: soprannominato "la piccola Versailles", fu iniziato nel 1720 per volere del duca Rinaldo d'Este. Nonostante la sua grandezza e il fasto raggiunto a metà Settecento, il palazzo cadde in disuso e fu parzialmente demolito in epoca napoleonica. Dell'imponente complesso, che un tempo era adornato da circa 350 statue, oggi rimangono l'ala meridionale, parte della recinzione e un oratorio. Alcune delle statue che decoravano il giardino sono state ricollocate in vari luoghi di Reggio Emilia, come i giardini pubblici e piazza Prampolini. L'area è oggi di proprietà del Comune di Reggio e oggetto di un progetto di valorizzazione. Villa d'Este: situata su un isolotto all'interno della Vasca di Corbelli, che riforniva d'acqua le fontane del Palazzo Ducale. Villa Rivaltella: anch'essa appartenuta agli Estensi, passò poi alla famiglia Corbelli, uno dei maggiori proprietari terrieri della zona.

Altre dimore storiche di rilievo includono la settecentesca Villa Lodesani-Falcetti, la cui cancellata d'ingresso proviene dalla Reggia.

Le Tempie e la vita rurale La località "Le Tempie" deve il suo nome a un antico oratorio, il Tempio, dedicato a Santa Maria Maddalena. Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo dei Templari (XII-XIII secolo). L'edificio, nonostante un ordine di trasferimento nel 1573, rimase sul posto fino alla sua definitiva scomparsa, testimoniata per l'ultima volta nel 1874.

La popolazione di Rivalta, a metà dell'Ottocento, era composta principalmente da agricoltori. Solo una piccola parte delle famiglie possedeva una casa propria, mentre la maggioranza era impiegata come mezzadri, affittuari e braccianti. Erano presenti anche altri mestieri, come carrettieri (o birocciai), fabbri, falegnami e mugnai. A Rivalta era attiva anche una fornace per laterizi.

La storia del movimento cooperativo Rivalta vanta il primato di aver ospitato la prima cooperativa della provincia di Reggio Emilia, fondata nel 1874. La cooperativa, definita anche "casa proletaria", divenne un fulcro per le sezioni dei partiti di sinistra e contribuì a fare di Rivalta uno dei capisaldi della "cintura rossa" che, agli inizi del XX secolo, circondava la città di Reggio.

Durante il Ventennio fascista, la frazione fu teatro di persecuzioni contro gli antifascisti. Nella Guerra di Liberazione (1943-1945), Rivalta divenne un importante presidio partigiano, con numerosi abitanti che ricoprirono ruoli di comando nelle brigate della pianura e della montagna.

Nel dopoguerra, la comunità si mobilitò per la rinascita sociale: l'ANPI locale aprì il "convitto scuola" di Rivaltella, rivolto a giovani operai e contadini. Le iniziative, sia laiche che cattoliche, portarono alla creazione di tre sezioni del PCI e al rilancio della cooperativa di consumo, che comprendeva un bar, un teatro e un bocciodromo.

Rivalta oggi A partire dagli anni Sessanta, con l'espansione urbana di Reggio Emilia, Rivalta ha iniziato a saldarsi con i quartieri limitrofi, in particolare Baragalla, che si è staccato dalla parrocchia di Rivalta per formarne una propria. Negli anni Settanta e Ottanta, la frazione si è sempre più affermata come una zona residenziale d'elezione. Oggi, Rivalta mantiene un'elevata qualità della vita grazie alla sua posizione, alla rete di servizi e alla vivace comunità. Il principale problema della frazione resta il traffico di attraversamento, per il quale sono allo studio progetti di viabilità alternativa.

Monumenti e luoghi di interesse La frazione è sede delle principali delizie estensi reggiane. Fra esse vi sono: ciò che rimane del Palazzo Ducale di Rivalta e del suo giardino, recentemente riportato in luce in chiave contemporanea; villa d'Este, altresì chiamata Fuggi l'Ozio, alla Vasca di Corbelli e villa Rivaltella.

Istruzione Nella frazione di Rivalta sono presenti tre scuole dell'infanzia, tre scuola primarie, una scuola secondaria di primo grado, e l'Istituto Tecnico "Scaruffi-Levi-Città del Tricolore". Galleria d'immagini

Note

Voci correlate Palazzo Ducale (Modena) Palazzo Ducale (Reggio Emilia) Palazzo Ducale (Sassuolo)

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