Questa pagina tratta la storia dell'Unione Sportiva Salernitana 1919 dalle origini e fino agli anni più recenti.

Anni dieci: gli albori del calcio salernitano e le origini della Salernitana

Nel 1911 con la fondazione di una polisportiva, ha origine la prima Unione Sportiva Salernitana, la quale non va confusa con quella odierna. La società aveva sede a Baronissi, e sorse dalla fusione di varie compagini sportive di Salerno e provincia: Pro Calcio Salerno, Ciclistica Salernitana, Società Sportiva Baronissi, Unione Sportiva Sanseverinese..

Dopo due anni di attività la società si sciolse, ed a partire dal 1913 nacquero diverse squadre nella città di Salerno: Foot-Ball Club Salerno. (in maglia bianca), Settembrini (Foot-Ball Club Settembrini oppure, a seconda delle fonti Società Sportiva Luigi Settembrini), Vigor Salerno, Juniores Giovine Italia, Foot-Ball Club Campania, Società Ginnastica Pro Salerno, nonché lo Sport Club Audax Salerno.

Le compagini menzionate si affrontarono in partite a carattere non ufficiale, e tra le primissime partite, sul campo di Piazza d'Armi si disputò l'amichevole Salerno-Settembrini, che finì 2-0. Le squadre pionieristiche di Salerno gareggiavano in ambito regionale tramite amichevoli e tornei. Tra le più note di queste compagini vi fu il già citato Foot-Ball Club Salerno del presidente e fondatore Donato Vestuti, che di professione era giornalista e direttore della testata Il Giornale della Provincia.

Proprio il quotidiano di Vestuti organizzò dei tornei a cui parteciparono quasi tutte le società sopra elencate, alcune delle quali gareggiavano con più di una squadra (ad esempio nella seconda edizione il Salerno fu rappresentato da prima, seconda e terza squadra, e la Juniores Giovine Italia da prima e seconda squadra) ossia il primo e -l'anno dopo- secondo campionato calcistico provinciale. Se la prima edizione la vinse una delle formazioni del club di Vestuti, della seconda edizione non si conosce la formazione vincitrice..

Con lo scoppio della Grande Guerra le attività calcistiche cittadine vennero però interrotte; lo stesso Vestuti venne chiamato alle armi, e morì nel corso della guerra. Con la fine delle ostilità, nel 1919 alcuni giocatori e dirigenti precedentemente attivi nelle squadre prima enunciate, rimaste tutte attive in ambito regionale sino al 1915, fatta eccezione per l'Audax che proseguì ulteriormente le attività, unirono le forze capeggiate dal noto rag. Matteo Schiavone (ex giocatore, di ruolo portiere, e dirigente del FBC Campania.) per costituire un nuovo sodalizio a carattere polisportivo in grado di riservare al calcio un ruolo di primissimo piano, assorbendo anche l'esperienza della Società Sportiva Giovani Esploratori.

A Salerno, il 19 giugno 1919 in Corso Umberto I n. 67, sede dei Giovani Esploratori, un gruppo di soci capeggiati da Matteo Schiavone (in precedenza calciatore e dirigente del Foot-Ball Club Campania) diede forma all'Unione Sportiva Salernitana, società polisportiva con Adalgiso Onesti primo presidente. La Salernitana si dotò di una maglia a strisce verticali bianche e celesti alternate, mentre il primo logo della società fu una corona accompagnata dall'acronimo societario "U.S.S.". La scelta del bianco-celeste si deve ad Adalgiso Onesti, che fu colpito dalla bellezza della maglia della nazionale argentina donatagli da un suo amico emigrante, Giuseppe Cuomo..

Tra le attività del club, oltre al calcio, che veniva praticato inizialmente in campi non regolamentari come quello in Piazza dei Martiri e quello di Piazza del Vecchio Mercato (nell'attesa che venissero effettuate le dovute migliorie al campo di Piazza d'Armi), sono menzionabili la corsa, il nuoto, il ciclismo, l'atletica, il canottaggio, il pugilato, la lotta. La prima attività sportiva organizzata dalla Salernitana fu la corsa, in un evento detto "Popolarissima" (doppio giro podistico) in cui gareggiarono non soltanto corridori di Salerno, ma provenienti anche da altre parti della Campania. La Salernitana disputò la sua prima partita in assoluto il 13 luglio, perdendo 2-1 in casa della Nocerina: la gara, caratterizzata da tumulti in campo e tra i tifosi, si interruppe a 20 minuti dal 90' per le proteste dei bianco-celesti verso una decisione arbitrale.. Tra le prime partite di calcio della Salernitana vi furono anche i derby con la Cavese, che inizialmente videro in prevalenza vincere la Salernitana: se la prima sfida, per la Coppa della Marchese Imperiali, si concluse con un 3-1 metelliano, in seguito nelle amichevoli che si susseguirono si assistì ai 6-0, 4-1 (poi sospesa in fase di svolgimento per oscurità) e 3-1 per la Salernitana. La prima partita ufficiale venne disputata in casa dello Stabia il 15 febbraio 1920. La Salernitana, che raggiunse Castellammare di Stabia con treni e carrozze con una decina di tifosi al seguito, espugnò il Campo di Via Gragnano per 1-0 grazie a una rete dell'ala sinistra Aliberti.. La prima partita ufficiale in casa si disputò un mese più tardi, il 14 marzo al Piazza d'Armi, ma venne interrotta al termine del primo tempo per la forte pioggia..

Anni venti e trenta: la Salernitanaudax e la Salernitana Fascista La Salernitana, che in seguito adottò come proprio terreno di gioco il campo di Piazza D'Armi, partecipò al suo primo campionato nel 1920, in Promozione, seconda serie dell'epoca. Il torneo fu a carattere regionale, ed una volta vinte 6 gare su 6 nel proprio sottogirone, al fine di ottenere la promozione in massima serie sfidò il club partenopeo del Brasiliano (nome del Bar in cui la squadra aveva sede): dopo due 5-0 per entrambe le squadre di casa, in un meccanismo di andata e ritorno, servì una terza partita finale da disputarsi in campo neutro. Venne scelto il campo di Nocera Inferiore, città dell'alto salernitano, sul quale i napoletani non si presentarono consegnando così la promozione in Prima Divisione ai biancocelesti della Salernitana...

L'approdo al massimo torneo non fu tuttavia semplice: la Salernitana presentò inizialmente sia problemi di natura tecnica che di tipo economico, non riuscendo ad andare oltre la fase a gironi regionale. Nel 1921-22 venne addirittura retrocessa in Seconda Divisione, diventata la nuova seconda serie del tempo..

Nel frattempo lo Sporting Club Audax -società già menzionata in precedenza- raggiunse il massimo campionato. Nel corso del 1922 si trovò un accordo per unire le forze, attraverso una fusione tra i due sodalizi salernitani. L'operazione che portò alla nascita della Società Sportiva Salernitanaudax., società che conservò il carattere di polisportiva, avvenne non senza polemiche, specie da parte dell'Audax e del suo presidente Guasco. Sicché dopo la fusione, il club dell'Audax si ricostituì ripartendo dalle serie inferiori., mentre la Salernitanaudax, che scelse come colori sociali il celeste-nero, derivante dal bianco-celeste della Salernitana ed il bianco-nero dell'Audax (escludendo quindi il bianco), iniziò l'attività calcistica attraverso incontri non ufficiali, rinunciando per una stagione a partecipare al campionato, per motivi organizzativi.

Uno dei protagonisti della nuova squadra fu la punta di diamante Willy Kargus (già della Salernitana), che divenne capitano e svolse in contemporanea anche il ruolo di allenatore per un certo periodo della stagione 1924-25.

La Salernitanaudax partecipò al campionato di Prima Divisione 1923-24 e 1924-25 ottenendo principalmente sconfitte: in questi due anni la squadra conquistò la Coppa A.G. Nocerina. e disputò alcune amichevoli, mentre in campionato ottenne due retrocessioni sul campo: per la prima venne ripescata, mentre a seguito del secondo ultimo posto consecutivo l'attività del sodalizio venne definitivamente sospesa a partire dal 1925..

Tuttavia Salerno non rimase senza calcio, poiché nel frattempo erano già sorte diverse squadre locali, fra cui la Libertas, che si fronteggiavano nei campionati liberi ULIC tra di loro e con altre della provincia.

Nel 1927 il regime fascista impose l'affasciamento, ovvero l'unione, di tutte le forze sportive cittadine di Salerno, facendo così sorgere una nuova polisportiva: venne in questo modo rifondata la Salernitana, con la nuova denominazione di Unione Sportiva Fascista Salernitana frutto della fusione tra Campania, altro club cittadino, e Libertas.. Al giallo di quest'ultima venne preferito il granata quale colore delle magliette, ossia lo stesso del Campania. Tale decisione fu presa dall'allora segretario Maurizio De Masi.

Nel campionato di Seconda Divisione 1927-1928 i granata vinsero il proprio girone eliminatorio conquistando l'accesso al girone finale utile alla promozione in Prima Divisione. I campani conclusero il girone finale al terzo posto, dietro Goliarda Roma e Rosetana, tuttavia vennero in seguito ammessi "per titoli", ossia ripescati in Prima Divisione 1928-1929, seconda serie dell'epoca per colmare l'insufficiente numero di squadre meridionali...

Il secondo livello calcistico a cui partecipò la Salernitana fu quello riservato alle sole società del Sud, e per tale motivo ad esso ci si può riferire anche con l'appellativo di campionato meridionale per distinguerlo dal torneo del nord. Classificatasi terza nel proprio girone iniziale, in quello D finale la Salernitana concluse sesta (ultima).. Per la stagione successiva la Prima Divisione, vale a dire il campionato disputato dalla Salernitana, venne declassata al terzo livello per via dell'istituzione della nuova Serie B. A partire da questa stagione, la Salernitana assunse nuovamente la divisa bianco-celeste, anche se in molte sfide si presentò con una maglia interamente celeste..

Seguirono poi numerosi campionati in terza serie, ed in questi anni nel frattempo a Salerno venne inaugurato quello che diventerà il nuovo impianto casalingo delle partite della Salernitana: lo Stadio Littorio (attuale Stadio Vestuti), il giorno 2 gennaio 1931..

I campani ottennero la promozione nella seconda serie nazionale nel 1937-38, quando cioè vinsero il girone E della Serie C,. categoria che sostituì la Prima Divisione come terza serie a partire dal 1935.

Il primo posto nel proprio girone di Serie C venne raggiunto sotto la guida di mister Ferenc Hirzer e del nuovo presidente Giuseppe Carpinelli. Per tutta la stagione la Salernitana contese il primato del primo posto a e , e la promozione matematica giunse solo all'ultima giornata battendo il per 2-0 fuori casa grazie alle reti di Valese e Corsanini. Al termine della gara i calciatori della Salernitana partirono per tornare a Salerno, e quando arrivarono ad accoglierli vi furono i tifosi che festeggiarono l'evento con una fiaccolata in onore della squadra.

Giunti nella Serie B 1938-1939, i calciatori della squadra campana non ebbero vita facile, ed a complicare ulteriormente le cose vi fu un episodio accaduto a cinque minuti dal termine della gara contro l' dell'ex tecnico Ferenc Hirzer (ad allenare a Salerno giunse nel frattempo Franz Hänsel). L'arbitro infatti assegnò un gol viziato da un fallo di mano di un calciatore avversario, i salernitani quindi persero la sfida per via di una svista e ciò scaturì le proteste dei calciatori, che non furono affatto contenute: nel referto di fine gara l'arbitro scrisse di aver ricevuto un calcio e punì pesantemente alcuni calciatori della Salernitana: il difensore Zaramela, per esempio venne squalificato per tutto il resto del campionato..

Il campionato di Serie B venne concluso al penultimo posto, e poche furono le soddisfazioni della squadra, la quale seppe comunque tenere testa in casa propria alla capolista ottenendo un pareggio di 1-1, e vinse con delle goleade le sfide casalinghe contro (5-0) e Sanremese (7-1).

Anni quaranta: tra terza serie, competizioni post-belliche, Serie B, Serie A e l'ippocampo di D'Alma