Capriolo (Cavriöl in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della Franciacorta, provincia di Brescia in Lombardia.
Sorge nell'area collinare immediatamente a sud del lago d'Iseo.
Geografia fisica
Territorio
Il paesaggio è quello tipico della Franciacorta. Situato poco dopo il lago d'Iseo, il territorio comunale è formato da un'ampia campagna pianeggiante coltivata a vite e granturco, delimitata a ovest dal fiume Oglio che fa da confine naturale con la provincia di Bergamo. Il comune fa pertanto parte del Parco dell'Oglio. A nord e a est si trovano le colline moreniche a ridosso delle quali è sorto l'antico borgo.
L'altitudine minima del comune si trova presso la località Le Case ed è pari a 161 m s.l.m., mentre l’altitudine massima è di 600 m s.l.m. nei pressi del Monte Alto. L'escursione altimetrica di Capriolo è di 339 metri.
Clima
Il clima a Capriolo è mite e moderato, con piovosità significativa durante tutto l'anno.
La temperatura media annuale è di 12,1 °C, essendo luglio il mese con temperature più alte (27,1 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (-2,2 °C).
La piovosità media annuale è di 1370 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di gennaio (59 mm) e più abbondanti nel mese di giugno (145 mm).
Origini del nome Il nome è legato alla famiglia dei conti Caprioli, una delle più antiche case patrizie di Brescia, che a sua volta potrebbe originare dal nome latino dell'animale "capreulus" (capriolo). Il legame del nome con la famiglia è confermato anche dallo storico del XVII secolo Ottaviano Rossi, che così scrive a riguardo:
Storia
Dalla posizione del castelloI testi di Lombardia beni Culturali sono consultabili dopo le ore 8:00 si potrebbe pensare a un castelliere preistorico, ma non è possibile stabilire l'epoca esatta in cui l'uomo cominciò ad abitare nell'area oggi denominata Capriolo. Sappiamo che era ricoperta da ricca foresta di querce e ontani (VI – V millennio a.C.)Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 19.
L'imponente castello, più volte distrutto e ricostruito nel Medioevo, non solo sorvegliava l'accesso al lago, alla valle Camonica e bergamasche, ma in stretta connessione con la Mussiga protesse per secoli il vitale ponte romano sull'Oglio, forse il più antico di questa zonaSac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 22.
La borgata viene nominata per la prima volta in un documento dell'8 luglio 879 quando Carlo Manno di Baviera fece dono di vasti possedimenti ivi esistenti al Monastero di San Salvatore in BresciaStorie Bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, Di Federico Odorici Volume 4 pag. 59 - XLIX (Anno 879 - 8 luglio) La Badessa ErmengardaBrescia e sua provincia, Carlo Cocchetti, pag. 328.
Nel IX e X secolo venne riedificato il Castello: "nel contado i cittadini uniti ai nobili riedificarono la ròcca di Manerbio ed i castelli diroccati per antica incuria […] di Capriolo…"…I feudi ed i comuni della Lombardia - Di Gabriele Rosa pag. 152. Accenni riportati anche dall'Odorici;Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 3 pag. 255 fu poi concesso in feudo alla famiglia dei Lantieri de' ParaticoSac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol I pag. 53.
Antemurale della provincia di Brescia, verso il Bergamasco, il castello fu con quelli di Palazzolo sull'Oglio, Paratico, Mussiga e Vanzago uno dei capisaldi delle lotte feudali e per le acque dell'Oglio, durate a lungo fra bresciani e bergamaschi e iniziate con la cessione, nel 1125 da parte di Giovanni Brusati ai bergamaschi, di importanti capisaldi a difesa dell'accesso in Val Camonica: le rocche di Volpino, Qualino e CeratelloStorie Bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, Di Federico Odorici Volume 4 pag. 295Dizionario odepórico, o sia storico-politico-naturale della Provincia Bergamasca, Di Giovanni Maironi da Ponte Volume 2 pag. 16.
Dopo una pausa iniziata con la pace che venne firmata proprio a Capriolo il 20 agosto 1198, tali lotte ricominciarono e il castello entrò nel sistema di difesa del territorio bresciano.
La sua posizione ne fece un baluardo sulla Valcalepio, sulla zona collinare di Paratico e sull'accidentata pianura di Palazzolo sull'Oglio. Numerose vicende belliche interessarono poi il castello e il paese.
Durante il dominio di Filippo Della Torre (1256), Capriolo con gli altri castelli, riunite le milizie, ne offrirono il comando a Oberto Pelavicino da Cremona, capo dei ghibellini lombardi. Raccolti armati in alcuni castelli della Franciacorta si scontrò con le truppe di Carlo I d'Angiò in una furibonda battaglia sotto il castello di CaprioloStoria delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, - Di Jean-Charles-Léonard Simonde SismondiVolume 3 pag. 284.
I ghibellini vollero stravincere appiccando alle mura del castello il fuoco. Ciò scatenò l'esercito francese che centuplicò la forza di attacco, facendo strage e seminando il terroreElogi historici di Bresciani illustri. Teatro di Ottavio Rossi Di Ottavio Rossi pag. 95.
Infatti nella primavera del 1265 il castello fu assediato e conquistato da Roberto di Fiandra, a capo delle truppe di Carlo d'Angiò, che "...passato l'Ollio sul ponte di Caleppio entrò nel distretto di Brescia. Il primo castello di questa provincia contro di cui quel capitano generale de' crocesignati sfogò le ire sue fu quello di Capriolo", come rappresaglia all'impiccagione di uno dei suoi uomini e ordinò una strage del presidio e degli abitantiL'historia di Milano, volgarmente scritta dall'... oratore M. Bernardino Corio pag. 238. "poscia mandò a sacco ed a fiamme molti altri di quelle vicinanze..."Delle Storie Bresciane, Di Pietro Bravo Volume 5 – pag. 48. Episodio riportato anche dall'OdoriciStorie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 6 pag. 181 e dal Cocchetti.
Elia Caprioli vuole che fra gli scampati vi fossero Ughetto Obrese e Lotterengo De Goziis, ("Giovanni Ugetto con Obreste e Loterengo cognominato Tartarino") i quali, rifugiatisi a Brescia, avrebbero dato origine alla famiglia CaprioliDelle historie Bresciane - Di Elia Cavriolo, Patrizio Spini pag 106Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 6 pag. 182Storie bresciane di Federico Odorici – vol. VII pag. 309 nota 2.
Il 1268 vede ancora i principi Della Torre in azione contro i guelfi bresciani, attraversato l'Oglio, entrano in questa provincia e s'impadroniscono del castello di CaprioloStorie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 9 pag. 192Delle Storie Bresciane, Di Pietro Bravo Volume 5 – pag. 93.
In epoca viscontea e durante la Repubblica di Venezia, Capriolo fece parte della Quadra di Palazzolo.
E fu durante l'epoca viscontea, nel 1368 che l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo scese in Italia con 40 000 uomini comandati da Uberto di Fiandra devastando varie terre del bresciano tra cui Montichiari, Capriolo, PalazzoloStorie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 7 pag. 199.
La congiura antiviscontea di Gussago richiese l'appoggio a Venezia a questa seguì l'occupazione di Brescia, nel 1425, da parte del Carmagnola la conclusione fu la successiva convenzione di pace tra Brescia e Venezia mediata da papa Martino V, il 30 dicembre 1426 "Brescia col territorio tutto, e per quaranta passi anco al di là dell'Oglio rimase ai Veneti"Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 8 pagg. 153, 154 ma "molte terre", tra cui Capriolo, Chiari, Orzinuovi, Palazzolo e Iseo oltre a quasi tutta la Val Camonica, "rimanevano ancora in potestà del Visconti"bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 8 pagg. 187, 188. Ma dopo la vittoria del Carmagnola a Maclodio anche queste terre vennero assoggettate alla Repubblica Veneziana.
Tolto ai Veneziani nel 1438 dal Piccinino, il paese venne restituito all'esercito veneto nel 1441 con la pace di Cremona, nel novembre di quell'anno, le due parti stabilirono i confini dell'Adda.
Durante la guerra Francia-Spagna-Impero, a Capriolo si stanziarono a lungo le truppe svizzere.
In un'antica mappa del lago d'Iseo, 1510 circa, disegnata da Leonardo da Vinci, in basso nella parte centrale dell'immagine si legge abbastanza chiaramente Chapriolo così come scriveva Leonardo nella caratteristica scrittura speculare. Secondo Bresciaoggi, quotidiano bresciano: "Si suppone che al genio di Vinci, a quell'epoca al servizio del re di Francia Luigi XII, che era impegnato nella campagna militare contro la Repubblica di Venezia, fosse stato commissionato uno studio sulla geografia dei luoghi, fra i quali uno sul corso dell'Oglio.".
Dopo essere stato nel 1516 in balia delle truppe francesi del Lautrech che "Venuti sul Bergamasco prendevano il castello di Sarnico ne tagliavano a pezzi la guarnigione e attraversato il lago d'Iseo mettevano a socuadro i luoghi di Rivatica di Sarnico di Paratico di Capriolo..."Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 9 pag. 167, nel 1521, sotto l'incalzare delle truppe del cardinale Ennio, gli abitanti di Capriolo dovettero fuggire sui monti, senza però che esse facessero molti danni.
Nel 1522 l'esercito di Prospero Colonna, dopo la battaglia della Bicocca, il 5, 6 e 7 maggio, tra gli altri paesi della zona, alloggiò anche in Capriolo.
Nel 1529 si ribellarono alle angherie delle truppe imperiali e buttarono un buon numero di soldati in un burrone.
"Castello, ò Rocca in cima alla colina" che il Da Lezze vide nel 1609-1610 "derocata antiqua, et destrutta con le sue muraglie" venne ceduta sulla fine del 1600 alle monache che, trasferitesi qui dall'isola delle Grazie di Venezia, il 18 settembre 1694 abitarono il convento eretto dal 1692 in poi. Nel 1812 il convento passò poi alle suore Orsoline."Nel 1812 è aperto un educandato presso il soppresso monastero delle Cappuccine ad opera di un gruppo di religiose ivi radunatesi e che confluirono poi nelle Orso1ine che si dedicarono all'educazione scolastica." Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 262.
Il dominio veneto segnò un periodo di pace, disturbato tuttavia da gravi epidemie: la peste del 1505 riportata dal Caprioli che ricorda anche la successiva siccità Delle historie Bresciane - Di Elia Cavriolo, Patrizio Spini pag 232, per quella del 1630 vi sono due testimonianze rese durante il processo tra i Sindaci di Capriolo e il Conte di Calepio (1661-1665) Andrea Consoli che afferma: "…in quel ocasione ne morsero più della metà esendo che ne morsero da settecento e più…" e Gerolamo Todesco conferma: "…seppellissimo 550 cadaveri oltre quelli che venivano sepolti anche d'altre persone… ne morsero quell'anno li doj terzi."Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 96 e da periodi di crisi economica: Ascanio Lantieri de' Paratico riporta nei Diari: "Adì 19 marzo 1527 tempestette la metà de questa terra de Capriolo verso Olio una cum Tagliuno, Calepi et Paraticho talmente che non se raccolse ne anche una quarta. de biava ne uno mojolo de vino in tutti quelli lochi, Item adì 5 zugno tempestete il resto di questa terra una cum Adro et parte de Herbusco […] talmente che fè tutta la. ruina de queste terre. Poi seguitte la carestia grande…" proseguita nell'anno successivo: "1528. – Memoria como per tal carestia molte persone et infinite sono morte in miseria per non aver il modo di prevalerse…".
Anche il periodo della rivoluzione giacobina bresciana e napoleonica incise sulla vita di Capriolo.
Pacifica fu la vita di Capriolo anche sotto il dominio austriaco, tanto che venne dedicata a Ferdinando I la palazzina comunale edificata nel 1838.