Aprilia (IPA: , ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Scorporata dal comune di RomaAntonio Nibby,Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Ardea, diviene città di fondazione il 25 aprile 1936, essendo stata fondata dal regime fascista a seguito delle bonifiche dell'Agro Pontino. Aprilia si colloca all'estremità settentrionale di tale area e per le sue caratteristiche storico-geografiche, viene considerata parte integrante della campagna romanaMemorie, leggi e osservazioni sulle campagne e sull'annona di Roma, opera di Nicola Maria Nicolaj, Parte I: Del catasto annonario, delle tenute della campagna romana sotto Pio VI con note storico-antiquarie, Roma 1803.. È stata elevata a rango di città con decreto del presidente della Repubblica il 29 ottobre 2012.

Geografia fisica Territorio Il comune è situato ad nell'Agro Romano e confina a nord-est con Ariccia, Lanuvio, Velletri e Cisterna di Latina; a sud-est con Latina; a sud con Anzio, Nettuno e a nord-ovest con Ardea.

Clima Il clima è compreso nella fascia climatica tirrenica meridionale che risente fortemente dall'influenza del Mar Tirreno. Le estati sono molto calde, tuttavia rinfrescate da venti termici provenienti dal mare. Le piogge autunnali e primaverili risultano essere piuttosto consistenti. La zona del comune è soggetta a correnti umide, soprattutto durante l'inverno. La temperatura media del comune è di , mentre è il valore di piovosità media annuale.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1988-2018.

Origini del nome L'origine del nome Aprilia deriva dalla fondazione della città nel mese d'aprile, nel 1936. La data del 25 aprile, a sua volta, non era stata scelta in modo casuale: si trattava infatti della festività di San Marco, a sottolineare un legame ideale con le principali terre di provenienza dei pionieri, e difatti verrà utilizzata in seguito anche per diverse altre celebrazioni a tema rurale, in primis per la fondazione della vicina città di Pomezia.

Secondo alcuni il nome potrebbe alludere anche alla divinità Venus Aprilia, tradizionalmente tradotto con Venere Feconda: l'epiteto "Aprilia" di Venere deriverebbe dal latino aperire (aprire) per indicare lo "schiudersi" di piante fiori, leggendo così nel nome della città un'espressione di buon augurio, come un "aprirsi" del luogo ad una vita nuova: questa tuttavia potrebbe essere una semplice paraetimologia, o quantomeno un accostamento semantico effettuato a posteriori, dato che non vi è traccia di una simile interpretazione nei documenti dell'epoca.

Storia Primi insediamenti I primissimi insediamenti sul territorio sono databili all'età del ferro e si individuano nella località di Fossignano. Qui furono rinvenute tracce di piccoli villaggi di capanne che dominavano i diversi rilievi tufacei presenti nell’area. In località Rimessone sono venuti alla luce 26 elementi appartenenti all'età del bronzo, databili tra il XI ed il X sec. a.C., tra i quali anche manufatti incompleti o danneggiati. Nella zona in cui sorge Casalazzara si trova una necropoli pre-romana risalente al VIII secolo a.C.. Inoltre nella stessa frazione vi fu un insediamento del popolo dei Rutuli (V secolo a.C.) e durante il periodo medievale fu scelto come sede per un lazzaretto di Roma. Nelle località Buon Riposo e Campoleone anticamente sorsero le città volsche di Longula e Polusca, entrambe scomparse.

Medioevo Nel periodo medievale il suolo apriliano fu oggetto di dominio da parte di diverse famiglie (Frangipane, Colonna e infine Caffarelli).

In contrada Castellaccio, località Fossignano, è possibile vedere i resti del castello dei Frangipane, edificato intorno al X secolo. Nella zona di Campo del Fico è ancora presente il castello dei Colonna che risale al 1461.

Durante l'epoca del basso Medioevo gran parte del territorio fu legato ad Ardea. Il 30 marzo 1461 Antonio Caffarelli, tramite atto notarile, acquistò dalla potente famiglia Colonna le aree di Carroceto, Valle Lata, Tufello, Campo del Fico e Casalazzara trasformandoli in un unico latifondo esteso per oltre ettari, separando così per la prima volta il territorio apriliano da quello ardeatino.

La località di Campomorto fu ribattezzata dal 1958 col nome di Campoverde, e la denominazione storica prese il nome dalla tragica battaglia di Campomorto. Durante lo scontro, avvenuto il 21 agosto 1482, il capitano veneziano Roberto Malatesta sconfisse Alfonso, duca di Calabria, figlio di Ferdinando d'Aragona, re di Napoli, che aveva dichiarato guerra al papa Sisto IV. Sul luogo sono stati ritrovati anche i resti e le prigioni dei tenimenti pontifici di San Pietro in Formis.

Il 22 aprile 1697, nella frazione di Carroceto, papa Innocenzo XII venne accolto in uno dei più grandiosi fasti registrato nelle memorie dello sfarzo aristocratico romano. Quel giorno del 1697 il papa aveva inaugurato il porto Innocenziano di Anzio. L'accoglienza al papa fu organizzata da Giovan Battista Borghese. Innocenzo XII giunse accompagnato da un seguito di 12 cardinali, decine di nobili e tecnici portuali e centinaia di inservienti e soldati. Il tutto si svolse nella chiesetta dedicata a sant'Antonio ancora presente e sulla quale è visibile una lapide che ricorda l'evento.

Bonifica La zona dove oggi sorge la città di Aprilia era in principio paludosa. I primi tentativi di bonifica del territorio risalgono fino ai tempi dei latini i quali si servirono di un sistema di drenaggio caratterizzato da cunicoli sotterranei dotati di pozzi.

Sin dal primo ventennio del XVIII secolo, Livio Odescalchi e Papa Pio VI tentarono invano di bonificare il territorio, caratterizzato da insalubrità e spopolamento dovuti alla malaria.

La zona era prettamente agricola, e vi si coltivavano cereali e si allevavano equini e bovini di razza maremmana. Era, inoltre, la meta di numerose greggi ovine e caprine che venivano a svernare dalle Marche, dal resto del Lazio e, dopo l'unità d'Italia, anche dall'Abruzzo e dal Molise. Accanto agli allevamenti venivano costruite con paglia, ginestre e sterpaglie, capanne dal tetto a forma di cono "lestre", utilizzate come ricovero dagli allevatori e come laboratorio per la produzione della tipica ricotta romana e del formaggio pecorino.

Con l'avvento del Fascismo in Italia, le Paludi Pontine rappresentarono il luogo nel quale il Regime Fascista poteva dimostrare la sua credibilità di forza nuova, pragmatica e concreta. In tale scopo Mussolini investì molto nel progetto di bonifica dell'Agro Pontino, che immaginava come un potenziale grande orto da realizzare intorno a Roma. I lavori di bonifica iniziarono, per la parte idraulica, nel 1926 a cura dei privati partecipanti ai consorzi di bonifica; ma due anni dopo sarà l'opera Opera Nazionale Combattenti (ONC) a prenderne il controllo attraverso una serie di acquisizioni ed espropri.

La svolta avvenne solo nel 1929, quando, a seguito dei ripetuti tentativi falliti, ebbero inizio i lavori di bonifica del territorio veri e propri, che attirarono nella zona un notevole numero di persone provenienti dal Veneto, dal Friuli e dall'Emilia. Ma solo tra la fine del 1931 e quella del 1934 l'impresa assunse dimensioni considerevoli. Infatti, proprio in questi anni iniziò la vera trasformazione dei terreni con disboscamenti in tutta la zona; venne prosciugato l'acquitrino, furono dissodati i terreni e costruite le case coloniche con poderi che andavano dai dieci ai trenta ettari. Solo allora subentrò una popolazione stabile che viveva in piccola parte nel nuovo centro urbano, mentre i più abitavano nelle case coloniche.

Dal 1934 nell'area del Consorzio di Bonifica di Littoria venne incluso anche il Consorzio numero 5 dell'Agro Romano: circa sui quali sarebbero sorte in un futuro immediato Aprilia e Pomezia. Dopo circa dieci anni, l'ONC completò il programma relativo ai lavori di bonifica e di infrastrutturazioni del territorio consistenti in più di di canali, di scoline, di strade, case coloniche, 5 centri urbani maggiori e 17 borghi rurali.

Fondazione del comune

La città, su progetto del cosiddetto 2PST (Concezio Petrucci, Mario Tufaroli, Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo Silenzi), è la quarta in ordine di fondazione tra quelle costruite nelle aree paludose bonificate dell'Agro Pontino durante il fascismo.

A bonifica completata, Aprilia nasce ufficialmente il 25 aprile 1936 con la posa della prima pietra, appena due anni dopo l'istituzione della provincia di Littoria, l'odierna provincia di Latina. L'operazione avvenne attraverso l'esproprio dei suddetti territori a danno della famiglia Caffarelli che li possedeva da ben 476 anni.

Benito Mussolini inaugurò ufficialmente l'insediamento il 29 ottobre 1937 con una grande festa in città il cui territorio verrà presto popolato da friulani, veneti, romagnoli nonché contadini di origine tirolese e veneta provenienti dalla Bosnia e dalla Romania, tutti con le proprie tradizioni e i propri dialetti, che si ritrovavano a divenire abitanti di una stessa città.

Alla sua fondazione il centro urbano era composto da quattro grandi fabbricati: il palazzo del Comune, l'ufficio postale, la chiesa e la Casa del Fascio ai quali si aggiunsero il Cinema Littorio e la locanda.

L'asse nord-sud (via dei Lauri, via degli Aranci), pensato come strada di penetrazione che congiunge la via Nettunense con la via Mediana (attuale SS 148 Pontina), era sfalsato a baionetta sulla piazza avendo come fondali, per chi accedeva alla piazza, la torre civica e il campanile.

Periodo bellico La situazione di Aprilia divenne critica a seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Il 22 gennaio 1944 avvenne lo sbarco di Anzio. L'intero territorio di Aprilia fu oggetto di bombardamenti da parte delle forze armate tedesche, le quali, il 9 febbraio riuscirono a conquistare la città ed il giorno seguente la zona di Carroceto.

La città era denominata dagli alleati "The Factory" (la fabbrica) per il suo chiuso nucleo centrale edificato in mattoni rossi che, dall'alto dei ricognitori aerei, sembrava appunto una fabbrica.

Dal momento che la città venne ridotta a un cumulo di macerie, la popolazione fu costretta a fuggire, trovando rifugio in Campania e in Calabria. Il territorio fu oggetto di alcuni fatti di Resistenza legati a gruppi partigiani operanti nell'area dei Castelli Romani.

Nell'ambito delle operazioni militari alleate che seguirono allo sbarco di Anzio, il 18 febbraio 1944 nel territorio di Aprilia trovò la morte il sottotenente dell'VIII Battaglione dei Royal Fusiliers dell'Esercito britannico Eric Fletcher Waters, padre di Roger Waters, futuro bassista e cofondatore dei Pink Floyd.

A conflitti conclusi, nel settembre 1944, gli sfollati fecero ritorno e incominciò la ricostruzione.

Dopoguerra a oggi

L'economia d'Aprilia ricostruita si basò sul piccolo commercio locale e sul pascolo ovino. Successivamente bonificati i campi minati, si tornò alla semina dei cereali e all'allevamento di bestiame da lavoro. Al termine dei conflitti, a partire dagli anni cinquanta, il territorio di Aprilia conobbe un fenomeno di crescita in termini economici e di popolazione.

Con la costituzione della Cassa per il Mezzogiorno e successivamente del Consorzio per l'area di sviluppo industriale del Lazio, l'avvenire di Aprilia cambiò totalmente: si passò da un'agricoltura di consumo a un'agricoltura di mercato e si costituirono nuove aziende agricole tecnicamente più avanzate. Fu questo il primo passo verso l'industrializzazione vera e propria. Alla fine del 1951 s'insediò sul territorio apriliano il primo stabilimento industriale, la Simmenthal, a cui fecero seguito molti altri opifici sia nazionali sia internazionali. La cittadina cambiò volto e offrì lavoro a numerose maestranze. Attualmente ad Aprilia svolgono attività circa cento stabilimenti, tra cui alcune importanti multinazionali.