Nelle poleis greche, l'esimnèta () era un magistrato supremo a cui, nei periodi di instabilità sociale e politica, venivano affidati pieni poteri.
Caratteristiche Aristotele, trattando nella Politica delle forme di potere regio, fa seguire alla descrizione dei re e dei tiranni un breve accenno sugli esimneti: li descrive come tiranni elettivi (a differenza della tirannide dei popoli non greci, che era ereditaria), il cui potere poteva durare a vita oppure essere temporaneo o limitato al raggiungimento di un certo risultatoPolitica 3, 1285a.. Il suo compito era rivestire il ruolo di arbitro e di pacificatore tra i vari gruppi in lotta.
Esimneti famosi Un esempio di esimneta può essere considerato Pittaco di Lesbo, che detenne il potere a Mitilene nei dieci anni successivi alla morte di MirsiloAristotele, Politica 3, 1285a-b, che cita un passo del poeta Alceo (fr. 348 Voigt)..
Un altro esempio è Pisistrato di Atene, nella prima fase della tirannide (561/560 a.C.-556/555 a.C.).
Secondo Lorenzo Braccesi, che definisce gli esimneti dei "tiranni a termine", anche la tirannide di Falaride ad Akragas potrebbe aver avuto le caratteristiche della temporaneità.Lorenzo Braccesi e Giovanni Millino, La Sicilia greca, Carocci editore, 2000, ISBN 88-430-1702-0, p. 54.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Cariche pubbliche dell'antica Grecia