Il Gran Premio d'Olanda 1985 è stata l'undicesima prova della stagione del campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa il 25 agosto sul Circuito di Zandvoort. La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su McLaren-TAG Porsche; per il vincitore si trattò del venticinquesimo ed ultimo successo nel mondiale. Lauda ha preceduto sul traguardo il compagno di scuderia, il francese Alain Prost, e il brasiliano Ayrton Senna su Lotus-Renault.

Vigilia Sviluppi futuri Il 23 agosto, in una riunione della FISA, Marco Piccinini, direttore sportivo della Scuderia Ferrari, si pronunciò a favore della proposta, avanzata dal presidente Jean-Marie Balestre, di ridurre la cilindrata dei motori turbo a 1.200 cm³. La proposta, atta a ridurre la velocità delle monoposto, venne rigettata dalla Formula One Constructors Association, che difendeva maggiormente gli interessi delle scuderie britanniche.

Le pressioni politiche mettevano in dubbio la tenuta del Gran Premio del Sudafrica. Alcuni governi europei, tra cui quello francese, invitavano al boicottaggio di un Paese nel quale veniva praticata l'apartheid. Un altro motivo che metteva in dubbio l'effettuazione della corsa era il ritardo nell'approntamento dei lavori necessari per l'adeguamento dei box. La data della tenuta del gran premio venne comunque anticipata, dalla metà di novembre, al 19 ottobre.

La scuderia Haas, pronta a esordire in campionato, nel successivo Gran Premio d'Italia, si trovò a subire il ridimensionamento dell'apporto dello sponsor Beatrice. Il consiglio d'amministrazione dell'azienda decise, infatti, di sostituire il presidente James L. Dutt, fautore dell'appoggio, con Williams Granger che promise alla scuderia di mantenere gli impegni finanziari, ma solo per il breve termine.

La McLaren confermò l'ingaggio, per il , di Keke Rosberg, per rimpiazzare Niki Lauda, che aveva deciso di ritirarsi al termine della stagione corrente.

Aspetti tecnici La Tyrrell abbandonò definitivamente l'utilizzo del motore Ford Cosworth DFY, montando su entrambe le sue monoposto il motore turbo Renault. Spariva così anche l'ultima monoposto spinta da un motore a pressione atmosferica.

La Toleman presentò un nuovo deflettore nella parte anteriore della vettura. La Zakspeed dotò la sua unica monoposto di un motore aggiornato, che girava a 11.000 giri/minuto, 800 giri in più della versione precedente.

La Scuderia Ferrari presentò un piccolo alettone sistemato sotto la carena inferiore delle vetture, nella parte posteriore. Questo accorgimento avrebbe dovuto migliorare l'effetto suolo delle monoposto.

Aspetti sportivi L'edizione del 1985 rappresentò l'ultima edizione per questo gran premio, fino al suo rientro in calendario, nel 2021. Bernie Ecclestone, capo della FOCA, considerava sufficiente la tenuta del solo Gran Premio del Belgio, e reputava più importante l'entrata del Gran Premio d'Ungheria, prima prova in Europa orientale, che si sarebbe tenuto dal 1986, e per il quale era necessario trovare posto nel calendario iridato. Ecclestone impose così condizioni finanziare troppo dure per gli organizzatori, che si videro costretti anche a quadruplicare il costo dei biglietti, rispetto all'edizione 1984.

Dopo l'incidente nel gran premio precedente la Ligier (al centocinquantesimo gran premio iridato) decise di separarsi da Andrea De Cesaris. I danni provocato dai vari incidenti del pilota italiano venivano considerati non più sostenibili dalla scuderia francese. Guy Ligier cercò di rimpiazzare De Cesaris con René Arnoux, licenziato dalla Scuderia Ferrari, dopo la prima gara, ma il pilota di Grenoble rifiutò l'ingaggio. La scuderia transalpina si rivolse poi al neozelandese Mike Thackwell, che aveva appena vinto il titolo nel Campionato europeo di F2, ma senza trovare un accordo. Vennero, in seguito, avvicinati all'ingaggio Jean-Pierre Jarier, Michel Ferté e Jan Lammers. Gli stretti tempi tra una gara e l'altra non consentirono di chiudere nessun accordo, tanto che la Ligier schierò, almeno per quest'ultima volta, ancora De Cesaris. Il pilota romano confidò, comunque, che, dal Gran Premio d'Italia, avrebbe corso per la Brabham, al posto di Marc Surer. In seguito la Brabham negò la possibilità.

Qualifiche Resoconto Nelson Piquet ottenne la miglior prestazione, nelle prove ufficiali del venerdì. Il brasiliano abbassò il record del tracciato di due secondi e mezzo, rispetto al record precedente, migliorando la media sul giro di 8 km/h; il precedente giro record venne battuto dai primi 13 della graduatoria. Alla staccata della prima curva la velocità massima delle vetture raggiungeva i 340 km/h. Alle spalle di Piquet si classificò Keke Rosberg, staccato di mezzo secondo, davanti ad Alain Prost, Ayrton Senna e Teo Fabi.

La battaglia per la pole position fu intensa, tanto che ben 5 piloti si alternarono in cima alla classifica. Piquet fu anche autore di un'uscita di pista all'inizio della sessione, e ruppe anche un motore, verso il termine della stessa. Un altro incidente coinvolse Derek Warwick, che tamponò Riccardo Patrese.

Un episodio drammatico vide quale protagonista Ayrton Senna. Sulla sua Lotus si ruppe una turbina del motore. Il brasiliano si fermò presso la curva Hugenholtz, col motore in fiamme, in attesa dell'arrivo dei commissari. Visto il ritardo nell'arrivo degli aiuti, il pilota riprese la marcia, infilò le strade interne al tracciato, per rientrare sul retro dei box, dove l'incendio venne domato. I commissari decisero di non escludere dalla gara Senna, in forza della norma che vietava di utilizzare strade esterne alla pista ma, visto il ritardo nei soccorsi, si limitarono a una multa di 5.000 dollari.

Chi deluse furono le Ferrari. Michele Alboreto chiuse solo col sedicesimo tempo, mentre Stefan Johansson si classificò subito alle spalle del compagno di team. Le vetture erano veloci, le più rapide all'altezza del rettilineo dei box (Alboreto toccò i 329 km/h), ma mancavano di aderenza, tenuta di strada e trazione. Una delle cause dei problemi venne indicato proprio nel fatto che il tracciato si fosse trasformato, con l'evoluzione delle monoposto, da lento a veloce. Alboreto, molto deluso, al termine delle prove manifestò la sua preoccupazione sulla possibilità di lottare ancora per il titolo.

Al sabato la forte pioggia non consentì a nessun pilota di migliorare le prestazioni del venerdì. Piquet conquistò la sua seconda pole position stagionale, la tredicesima in carriera. La Brabham ottenne la sua trentanovesima, e ultima, partenza al palo nel mondiale. L'unico non qualificato fu Kenny Acheson della RAM.

Risultati I risultati delle qualifiche furono i seguenti:

Pos Nº Pilota Costruttore Tempo Griglia17 Nelson Piquet Brabham-BMW1'11"074 126 Keke Rosberg Williams-Honda1'11"647232 Alain Prost McLaren-TAG Porsche1'11"8013412 Ayrton Senna Lotus-Renault1'11"8374519 Teo Fabi Toleman-Hart1'12"3105615 Patrick Tambay Renault1'12"486PLPatrick Tambay, qualificatosi sesto, danneggiò la vettura nel corso del warm up. A causa di un problema al motore del muletto fu costretto a partire dai box. Questa defezione non modificò il resto della griglia.75 Nigel Mansell Williams-Honda1'12"6147818 Thierry Boutsen Arrows-BMW1'12"746 898 Marc Surer Brabham-BMW1'12"8569101 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche1'13"059101111 Elio De Angelis Lotus-Renault1'13"078 111216 Derek Warwick Renault1'13"289121326 Jacques Laffite Ligier-Renault1'13"435131417 Gerhard Berger Arrows-BMW1'13"680141520 Piercarlo Ghinzani Toleman-Hart1'13"705151627 Michele Alboreto Ferrari1'13"725161728 Stefan Johansson Ferrari1'13"768171825 Andrea De Cesaris Ligier-Renault1'13"797 181922 Riccardo Patrese Alfa Romeo1'14"240192023 Eddie Cheever Alfa Romeo1'14"912 20213 Martin Brundle Tyrrell-Renault1'14"92021224 Stefan Bellof Tyrrell-Renault1'15"236222330 Jonathan Palmer Zakspeed1'16"257232429 Pierluigi Martini Minardi-Motori Moderni1'17"919 24259 Philippe Alliot RAM-Hart1'18"525252624 Huub Rothengatter Osella-Alfa Romeo1'19"410 26 Vetture non qualificateNQ10 Kenny Acheson RAM-Hart1'20"429NQ

Gara Resoconto

Patrick Tambay, nel warm up, uscì di pista alla Tarzan, distruggendo l'anteriore della sua vettura. Il muletto presentò dei problemi al motore; ciò costrinse il francese a partire dalla corsia dei box.

Nelson Piquet e Thierry Boutsen rimasero fermi in griglia. Gli altri piloti riuscirono a evitare il contatto, e la gara proseguì regolarmente. Alla prima curva Keke Rosberg si trovò al comando, davanti a Ayrton Senna, Alain Prost e Teo Fabi. Alle spalle del pilota italiano si piazzò Niki Lauda, partito dalla decima posizione.

Fabi, già nel primo giro, passò Prost. Sia Boutsen che Piquet riuscirono a prendere il via; il brasiliano venne aiutato anche dai commissari, dopo essere rimasto fermo per circa un minuto in griglia. Al secondo giro Prost riprese la terza posizione a Fabi. Pierluigi Martini uscì di pista, a grossa velocità, a una delle chicane. La monoposto venne distrutta, ma il pilota risultò indenne. Nello stesso giro abbandonarono entrambe le Alfa Romeo, per un guasto al turbo.

Al quinto passaggio Fabi dovette cedere la quarta posizione a Lauda, mentre, dalle retrovie, risalì Michele Alboreto, che passò Marc Surer, ponendosi al nono posto. Anche Tambay, partito dai box, era in grossa rimonta, tanto da essere tredicesimo, dopo 10 giri. Rosberg si trovò, al decimo giro, con 2 secondi e mezzo di margine su Senna, sempre più pressato da Prost. Lauda si trovava più staccato, a più di 5 secondi dalla testa della gara. Quinto era Fabi, in lotta con Mansell, Warwick e De Angelis.

Le due McLaren passarono Senna al quattordicesimo giro, e si avvicinarono al leader di gara, Rosberg. Al diciottesimo giro Elio De Angelis fu costretto ai box, per una foratura allo pneumatico anteriore sinistro. Ripartì quattordicesimo.

Senna attaccò Lauda, senza successo, mentre Fabi si accorse, in una staccata, di un problema a una gomma posteriore, che sembrava non ben fissata. Il pilota della Toleman dovette riguadagnare i box, per controllarla.

La gara di Rosberg terminò nel corso del ventesimo giro, quando il motore della sua Williams esplose. Passò al comando Prost, che trovava, alle sue spalle, non più Lauda, passato al cambio gomme, ma Senna. Dietro al pilota della Lotus si trovava Derek Warwick, che precedeva l'altra Renault, quella di Tambay, che aveva appena sorpassato Nigel Mansell. Seguivano Alboreto e Surer.

La gara di Tambay terminò al ventitreesimo giro, tradito da un guasto alla trasmissione. Nello stesso passaggio Alboreto ebbe la meglio su Mansell, ponendosi al quarto posto. Il britannico attese ancora un giro, per fermarsi ai box, e cambiare le gomme. Senna attese, invece, il ventisettesimo giro, per passare alle gomme morbide. Senna ripartì sesto, giusto davanti a Lauda. L'austriaco, sfruttando le gomme più calde, passò Senna all'esterno della Tarzan. Nello stesso momento Alboreto, passando Warwick, si ritrovò secondo. Il giro dopo anche Warwick dovette abbandonare il gran premio, per un problema al cambio. Nello stesso giro Lauda prese la posizione a Surer.

Dopo 31 giri Prost comandava, con 24"7 di margine, su Alboreto, e di quasi 29 su Lauda; seguiva, poi, Senna, che aveva appena passato, anche lui, Surer. Alboreto si fermò, per cambiare gli pneumatici, al giro successivo. Ripartì settimo, anche se, nel giro seguente, dovette cedere la posizione a Mansell. Poco dopo passò ai box anche Prost: il lungo stop, 18 secondi per il cambio gomme, gli costò la testa della gara: il francese rientrò in gara anche alle spalle di Senna, terzo.

Al trentasettesimo giro Surer, penalizzato da un problema di sovralimentazione del turbo, cedette la quarta posizione a De Angelis. Tre giri dopo lo svizzero dovette lasciare strada anche ad Alboreto. Mansell fu, nel frattempo, costretto a una seconda sosta, per cambiare gli pneumatici.