La festa dell'Esaltazione della santa Croce di Carzano di Monte Isola è una celebrazione solenne quinquennale in cui tutte le strade di Carzano e di Novale vengono addobbate con fiori di carta e rami di pino. Nel corso della festa si venera una reliquia della Santa Croce, che viene portata solennemente in processione lungo le vie di Carzano.
Storia Nel 1629 i Lanzichenecchi in ritirata, dopo essere stati sconfitti a Mantova, portarono la peste in Franciacorta che in poco tempo si espanse in tutta la zona (estendendosi fino al Sebino) imperversando e decimando la popolazione fino al 1632. In tutti i borghi della zona si contarono migliaia di vittime tranne che a Govine di Pisogne e a Carzano, borghi che furono risparmiati dal contagio. Mentre a Govine come ex-voto fu edificata una chiesa, a Carzano, secondo alcune fonti, avrebbe avuto origine la festa di santa Croce.
In realtà le origini della tradizionale festa sono più recenti. La nascita della celebrazione si può infatti far risalire all'anno 1835. In quel periodo il colera asiatico colpì duramente la zona del lago d'Iseo mietendo vittime in ogni luogo, in particolare nei piccoli centri abitati di Carzano e Novale in cui si registrò il più alto numero di decessi in relazione alla popolazione locale. Gli abitanti di questi borghi, per essere risparmiati dall'infuriare della malattia, chiesero la grazia facendo voto alla santa Croce: promisero di onorarla con una magnifica festa a cadenza quinquennale.
E così da circa due secoli la festa viene tramandata di generazione in generazione, di lustro in lustro, con l'intento di proporre una celebrazione ogni volta più grandiosa della precedente. Si noti che la festa non ebbe luogo nel 1945 a causa della guerra, occasione in cui fu rimandata all'anno successivo. Dal 1950 riprese a realizzarsi ogni cinque anni. Anche nel 2020 la festa non si tenne, questa volta a causa dell'epidemia di COVID-19.
La festa Circa un mese e mezzo prima dell'inizio della festa, si iniziano i lavori di preparazione per l'addobbo delle vie del paese. Vengono costruiti degli archi, con pali di sostegno in legno e listelli che formano la campata superiore. Questi archi vengono quindi ricoperti dai fiori che sono stati realizzati nei quattro anni precedenti all'inizio della festa. I fiori realizzati all'inizio del XX secolo erano quasi esclusivamente rose (fiore diventato simbolo della festa) ma con il passare degli anni gli abitanti hanno sviluppato nuove tecniche artigianali ed oggi si contano decine e decine di riproduzioni diverse di fiori reali. Tradizionalmente la preparazione dei fiori è curata dalle donne dell'isola, e i suoi dettagli tecnici vengono tramandati di generazione in generazione. L'evento richiama migliaia di visitatori.
Note
Bibliografia Tonino Mazza, Storie e leggende di Monte Isola, Iseo, Grafiche Luvriti, 2008.
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