I Bon Jovi sono un gruppo musicale rock statunitense, formatosi nel 1983 a Sayreville, New Jersey. La band è costituita da Jon Bon Jovi (voce), David Bryan (tastiere), Tico Torres (batteria), Hugh McDonald (basso) e Phil X (chitarra).
La formazione originaria comprendeva anche Alec John Such (basso), il quale ha lasciato la band nel 1994 in seguito a problemi personali e Richie Sambora (chitarra), che ha abbandonato il gruppo nel 2014 dopo essersi assentato per buona parte del Because We Can tour nel 2013.
I Bon Jovi hanno goduto di notevole popolarità fin dagli esordi ed hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del movimento hair metal, emerso negli anni ottanta. Vengono ricordati per alcuni classici del rock, alcuni considerati dei veri e propri inni generazionali: Livin' on a Prayer, You Give Love a Bad Name, I'll Be There for You, Wanted Dead or Alive, Bad Medicine, Keep the Faith, Bed of Roses, Always, e It's My Life.
Nel corso della loro carriera, i Bon Jovi hanno pubblicato un totale di sedici album in studio e hanno venduto oltre 130 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui 65 milioni solo negli Stati Uniti. Inoltre, hanno effettuato più di concerti in oltre 50 paesi per più di 35 milioni di fan, e sono stati introdotti nella UK Music Hall of Fame nel 2006. Il gruppo è stato anche onorato con un "Award of Merit" ("Premio di merito") agli American Music Award del 2004, mentre Jon Bon Jovi e Richie Sambora, come autori, sono stati introdotti nella Songwriters Hall of Fame nel 2009. Inoltre Jon Bon Jovi e Richie Sambora sono stati gli ispiratori del programma televisivo MTV Unplugged.
Nel 2018 sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.
Storia Primi anni Di origini italiane, il bisnonno Giuseppe Bongiovi era un emigrato partito da Sciacca (Provincia di Agrigento) e la bisnonna Lucia Arcuri da Cianciana, nella stessa provincia (in cui oggi vivono i parenti), John Francis Bongiovi Jr nasce il 2 marzo 1962 a Perth Amboy nel New Jersey. Tra i primi regali spicca la sua prima chitarra, ricevuta in regalo a sette anni, ma solo tre anni più tardi il piccolo John iniziò a suonarla. Successivamente, imparò a suonare anche il pianoforte, per poi formare a tredici anni la sua prima band: i "Raze". A sedici anni, invece, Jon conobbe David Bryan, futuro tastierista dei Bon Jovi. I due si incontrarono frequentando la Sayreville War Memorial High School, e decisero di fondare una cover band R&B chiamata "Atlantic City Express", suonando nei locali del New Jersey, nonostante fossero entrambi ancora minorenni. Nello stesso periodo, Jon suonò nella band "Jon Bon Jovi and the Wild Ones", sempre nata da una sua idea, con la quale girò localmente come il Fast Lane, aprendo concerti per musicisti della zona.
Durante l'estate del 1980, finita la scuola e con un lavoro part-time in un negozio di scarpe, Jon riuscì a trovare un impiego ai Power Station Studios, studi di registrazione di Manhattan di cui suo cugino, Tony Bongiovi, era co-proprietario. Qui Jon registrò numerose demo, che mandò a svariate case discografiche, ma senza ottenere risultati. Lo stesso anno, Jon fece la sua prima esperienza in studio, cantando la canzone R2-D2 We Wish You a Merry Christmas di Meco Monardo e Daniel Oriolo inclusa dell'album di canzoni natalizie dei film della saga di Guerre stellari, Christmas in the Star, prodotto dal cugino Tony agli studi Power Station e distribuito dalla RSO Records.
Nel 1983, una radio locale del New Jersey (la WAPP 103.5FM "The Apple") promosse un concorso, insieme alla St. John's University, per gruppi rock senza contratto discografico. Jon partecipò utilizzando musicisti di studio per registrare il brano Runaway (scritto anni prima). Dopo aver vinto il concorso, il pezzo diventò un successo dell'estate di quell'anno. I musicisti che aiutarono Bon Jovi nelle registrazioni del pezzo, noti come "The All Star Review", furono: i chitarristi Dave Sabo e Tim Pierce, il tastierista Roy Bittan, il batterista Frankie LaRocka, e il bassista Hugh McDonald.
A quel punto Jon aveva bisogno di un gruppo: i futuri membri si erano già incontrati durante i loro inizi, ma la formazione definitiva non si perfezionò fino al marzo di quell'anno. Jon chiamò David Bryan, che a sua volta portò il bassista Alec John Such, insieme a un batterista esperto di nome Tico Torres. In quel lasso di tempo, il chitarrista della band rimase Dave Sabo, che in seguito andrà a fare parte degli Skid Row. Sabo non fu mai totalmente d'accordo con il sound che Jon e compagni ricercavano, e per questo venne scalzato dall'arrivo di Richie Sambora. Questi fu notato una sera da Jon e Alec, mentre suonava con un suo gruppo in un locale; Alec disse di conoscerlo, e Jon gli chiese di contattarlo per un provino. Accettata la proposta, Sambora mostrò la sua grande tecnica e creatività, che gli valsero il posto nella band.
Il debutto: Bon Jovi e 7800° Fahrenheit (1984-1985) Il gruppo iniziò a farsi notare dopo aver aperto un concerto per gli Scandal a New York. Durante questa loro esibizione, seppur nel contesto breve, furono notati dal discografico Derek Shulman, e riuscirono a firmare un contratto con la Mercury Records, parte della società PolyGram. I cinque ragazzi a questo punto necessitavano di un nome ufficiale da dare alla band: si pensò dapprima a "Victory", ma poi lo staff A&R della casa discografica fece giustamente notare la popolarità che Jon aveva già raggiunto con il suo nome, convincendo così la band a chiamarsi "Bon Jovi".
A inizio 1984, fu pubblicato l'album di debutto Bon Jovi, che venne intitolato così proprio per mettere in maggiore risalto il nome del gruppo. Fu disco di platino negli Stati Uniti (dove vendette più di due milioni di copie) e ottenne buon successo anche nel resto del mondo, arrivando a muovere un totale di circa 3,5 milioni di copie nel mondo. Il primo singolo estratto dall'album fu la già nota Runaway, che subito ne divenne la hit di punta. I due brani successivi a essere pubblicati furono She Don't Know Me, anche questo di buon successo, e Burning for Love, distribuito solo per il mercato giapponese. Successivamente all'uscita di Bon Jovi, il gruppo intraprese la sua prima tournée mondiale con il Bon Jovi Tour; tuttavia, non si trattava dei primi veri concerti tenuti dalla band, dal momento che questi ne avevano già aperti alcuni per gruppi famosi, come gli ZZ Top al Madison Square Garden, questo prima ancora che Bon Jovi fosse uscito nei negozi, e gli Scorpions e i Kiss in Europa, facendosi così conoscere anche fuori dagli Stati Uniti. Grazie a tutti questi risultati, gli esordienti Bon Jovi iniziarono subito a crearsi una buona credibilità nel panorama musicale di quel periodo.
Nel 1985, uscì il secondo album in studio del gruppo, 7800° Fahrenheit. La risposta di critica e pubblico per questo lavoro fu però, a differenza del disco precedente, molto fredda. In totale, 7800° Fahreneheit vendette circa 2,5 milioni di copie nel mondo, risultando ancora oggi l'album in studio meno venduto di tutti tra quelli pubblicati dai Bon Jovi. Non andò tanto meglio nemmeno con i quattro singoli estratti dal disco: Only Lonely, In and Out of Love (solo questi primi due riuscirono a classificarsi nella Billboard Hot 100, ma entrambi non entrarono nella top 40, come era invece successo a Runaway dell'album precedente), The Hardest Part Is the Night, e Silent Night. In risposta a questi risultati, che all'epoca pare avessero compromesso non poco il futuro dei Bon Jovi, gli stessi membri del gruppo diranno anni dopo che avrebbero potuto e dovuto produrre un album migliore. Nonostante lo scarso successo del disco, il suo tour di promozione, il 7800º Fahrenheit Tour, ebbe comunque buon successo, mettendo in mostra una buona attitudine del gruppo nelle esibizioni dal vivo. Finita la tournée, la band pubblicò la sua prima VHS, Breakout: Video Singles, contenente tutti i videoclip realizzati dai Bon Jovi fino a quel periodo.
Il successo con Slippery When Wet (1986-1987)
Dopo lo scarso successo ottenuto da 7800° Fahrenheit, i Bon Jovi decisero di cambiare completamente approccio per il loro terzo album in studio. Per prima cosa, si avvalsero della collaborazione di Desmond Child nella stesura dei brani e, inoltre, cambiarono produttore assumendo l'esperto Bruce Fairbairn. A inizio 1986, iniziarono dunque le registrazioni presso i Little Mountain Sound Studios a Vancouver, in Canada. Il nuovo disco fu pubblicato nell'agosto dello stesso anno con il nome Slippery When Wet, e ottenne subito un enorme successo commerciale. Il disco, infatti, trascorse ben otto settimane al primo posto della Billboard 200, stabilendo il record di permanenza in prima posizione per un album hard rock. Ancora oggi è il maggior successo in termini di vendite dei Bon Jovi, con 33 milioni di copie vendute in tutto il mondo, di cui 12 nei soli Stati Uniti, dove fu anche certificato con ben 12 dischi di platino dalla RIAA.
Ottennero molto successo anche i quattro singoli estratti dall'album: il primo, You Give Love a Bad Name, infatti, raggiunse la prima posizione della Billboard Hot 100. Andò ancora meglio con il secondo, Livin' on a Prayer, che al primo posto ci trascorse ben quattro settimane, e ancora oggi è ritenuta da molti la più bella e celebre canzone dei Bon Jovi. Il terzo singolo estratto, invece, Wanted Dead or Alive, non riuscì a piazzarsi al primo posto, ma raggiunse comunque la posizione numero 7 della Billboard Hot 100. Slippery When Wet divenne così il primo album hard rock nella storia della musica ad aver avuto tre hit nella top 10 in classifica. Il quarto e ultimo singolo estratto, Never Say Goodbye, non arrivò tra i primi dieci posti delle charts, ma divenne comunque famosa per essere stata la prima vera e propria power ballad del gruppo, genere di cui i Bon Jovi diventeranno dei veri specialisti negli anni successivi della loro carriera.
L'incredibile, e forse anche inaspettato, successo ottenuto da Slippery When Wet fece subito dimenticare a tutti il fiasco del precedente 7800° Fahrenheit, e subito iniziarono in molti a interessarsi al nuovo fenomeno dei Bon Jovi. Tra i primi ci fu il noto programma musicale MTV; tale emittente, infatti, iniziò subito a trasmettere diversi concerti registrati dal vivo del gruppo durante lo Slippery When Wet Tour, tournée che intanto era partita, favorendo così ancora di più l'ascesa della band del New Jersey. In quel periodo, inoltre, fu segnata anche l'esplosione del movimento hair metal, di cui i Bon Jovi vennero subito considerati i leader indiscussi, e ancora oggi molti li ritengono gli innovatori e i maggiori esponenti.
Nel 1987, Slippery When Wet risultò essere l'album più venduto dell'anno e, inoltre, Livin' on a Prayer vinse il premio di "Best Stage Performance" ("Miglior esibizione sul palco") agli MTV Video Music Awards di quell'anno. I Bon Jovi ricevettero anche la nomina di "migliore gruppo Pop/Rock" agli American Music Award e quella di "Migliore gruppo Rock" ai People's Choice Awards. Inoltre, lo stesso anno, furono pubblicati il singolo Edge of a Broken Heart, in qualità di colonna sonora del film Disorderlies, e la seconda raccolta di videoclip del gruppo, Slippery When Wet: The Videos, contenente stavolta il materiale promozionale estratto da Slippery When Wet.
Dopo il successo del gruppo, a Jon Bon Jovi e Richie Sambora fu chiesto di collaborare al ritorno alla musica della nota cantante Cher, facendoli partecipare alla produzione dell'album omonimo del 1987. In tale disco, Jon e Richie scrissero e cantarono in sottofondo nella canzone We All Sleep Alone. Per Cher, successivamente, i due co-produrranno anche l'album Heart of Stone nel 1989.
New Jersey (1988-1989)