Biografia Gneo Manlio apparteneva alla nobile gens Manlia, una delle più antiche e conosciute gentes patrizie dell'antica Roma, i cui cognomina più diffusi durante la Repubblica erano Capitolino, Torquato e Vulsone; il nomen Manlio viene frequentemente confuso con Manio o con Manilio.
Gneo Manlio, eletto console nel 480 a.C. insieme a Marco Fabio VibulanoTito Livio, Ab urbe condita libri, Libro II, 43, 11.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 5, fu il primo membro di questa gens a raggiungere il consolato e da allora vari Manlii ebbero incarichi nella magistratura della repubblica.
In quell'anno Tiberio Pontificio, un tribuno della plebe, propose, come Spurio Licinio l'anno precedente, una legge agrariaSecondo Dionigi di Alicarnasso Tiberio Pontifici non propose una legge agraria, ma l'istituzione del collegio di 10 senatori che avrebbero dovuto individuare le terre pubbliche da suddividere tra i cittadini romani, Antichità romane, IX, 5 cercando di ostacolare la leva militareTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro II, 44., ma i senatori ed i consoli riuscirono a corrompere alcuni tribuni della plebe e ad effettuare il reclutamento: era l'inizio della guerra contro Veio, e più in generale contro l'Etruria, che durò fino al 476 a.C..
Gli Etruschi si erano ammassati a Veio e riuniti all'esercito di quella cittadina non tanto per sostenerne la lotta quanto perché coltivavano la speranza di approfittare della debolezza di Roma conseguente alle accese lotte intestine. Una volta che Romani ed Etruschi si furono insediati nei rispettivi accampamenti i due consoli, timorosi di affrontare gli eserciti alleati, evitarono dapprima il combattimento, trattenendo le proprie truppe. I nemici tentarono allora di provocarli insultando sia loro che le truppe, suscitando un profondo senso di rabbia ed una crescente impazienza di combattere il nemicoTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro II, 45.. Ulteriori provocazioni degli Etruschi esasperarono i soldati romani a tal punto da far temere un ammutinamento delle truppe; Marco Fabio convinse Gneo Manlio all'azione e fece giurare l'esercito, davanti agli dei, che la battaglia sarebbe stata vinta, pena la punizione divina sugli sconfitti.
La battaglia venne vinta da Marco Fabio ma a carissimo prezzo, poiché durante il suo svolgimento caddero prima Quinto Fabio, console due anni prima, e poi lo stesso Gneo ManlioTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro II, 45-47.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 5-12. Il console superstite, profondamente rattristato per la morte del fratello e del suo collega non accettò, in segno di dolore e di rispetto, il trionfo che il senato gli aveva riservatoTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro II, 47, 9-10..
Note
Bibliografia Dionigi di Alicarnasso, Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane Tito Livio, Ab Urbe condita libri
Voci correlate Consoli repubblicani romani Gens Manlia Battaglia di Veio (480 a.C.)
Categoria:Consoli repubblicani romani Cincinnato, Gneo