Tra i capiscuola del genere demenziale, compone poesie, monologhi, aforismi e canzoni.
L'infanzia e gli inizi (1949 - 1966) Paco D'Alcatraz, alias Fabio Ferriani, nasce il 10 dicembre 1949 a Crevalcore. Il padre Loris produce e vende fertilizzanti per fiori, mentre la madre Olga è casalinga. Fabio ha anche una sorella di otto anni più grande, Graziella.
La musica accompagna la vita di Ferriani sin dalla sua infanzia: il padre strimpella il Banjo, mentre la madre è portata per il canto.
Il padre si accorge presto della predisposizione del figlio per la musica quando, a quattro anni, inizia ad intonare le canzoni di Sanremo appena ascoltate alla radio, come Vecchio scarpone, Aveva un bavero, e Canzone da due soldi.
Verso la fine degli anni '50, ai suoi ascolti dei successi italiani si affiancano anche quelli dei dischi anglo-americani, come Banana Boat di Harry Belafonte, Smile di Nat King Cole, Bye Bye Love degli Everly Brothers, e Smoke Gets in Your Eyes dei Platters, che la sorella e i suoi coetanei ascoltano durante le loro festicciole.
Nel 1956 la famiglia Ferriani lascia Crevalcore, e si sposta a Bologna, nel quartiere popolare della Bolognina. Eccellendo nel canto e nella musica, riceve l’attenzione delle maestre, e viene selezionato per il corso di canto e musica. Il corso però viene cancellato per mancanza di aule.
A otto anni, la cugina Maria Teresa gli regala il suo primo strumento musicale: un’armonica a bocca, con la quale Fabio impara in breve a suonare a orecchio Oh! Susanna. Quando il padre lo porta con sé nei suoi viaggi di lavoro nel ferrarese, Fabio suona l’armonica e canta per gioco i suoi cavalli di battaglia per i clienti del padre: la Casetta in Canada, e Ti dirò di Tony Dallara.
Nell’estate del 1959, a Cento, il padre gli compra la sua prima chitarra, e lo manda a prendere lezioni da un maestro. Questi però ha un carattere burbero, e Fabio perde l’entusiasmo per continuare, imparando solo gli accordi per accompagnare il padre ad eseguire alla buona Lettera a Pinocchio, di Johnny Dorelli. Fabio riprenderà a imparare a suonare la chitarra solo quattro anni più tardi.
Nel febbraio del 1960, Fabio si esibisce durante una festa di carnevale al Corallo —una sala da ballo nel centro di Bologna, cantando Marina, successo di Marino Marini. Ad accompagnarlo al pianoforte è il maestro Gino Bussoli, allora direttore d’orchestra dell’Antoniano.
Nell’estate 1963, la famiglia Ferriani prende in gestione la Pensione Bononia al Lido di Jesolo, dove diviene amico del coetaneo francese Roland, che accorgendosi del suo interesse per la musica, gli rivela che suo padre è un chitarrista di professione. Fabio, che realizza di voler ricominciare a imparare a suonare la chitarra, gli chiede gli accordi di E il treno va, di Richard Anthony, venendo accontentato.
Nell’autunno dello stesso anno, ritorna a prendere lezioni di chitarra da Enzo, un compagno di scuola di Graziella. Con Enzo, Fabio ritrova l’entusiasmo di provare a migliorarsi, imparando la tecnica del barré e a suonare a ritmo di Twist e di Beguine.
Il 23 dicembre 1963, i Beatles si fanno conoscere in Italia con il servizio Rai TV7 di Gianni Bisiach. Fabio ne rimane incantato, e trova in loro il mentore musicale che lo accompagnerà per tutta la vita.
Nel 1964, Paul Anka canta al Festival di Sanremo Ogni volta. Ferriani, colpito dal pezzo e dalla sua facilità di esecuzione, impara da solo a suonarlo a orecchio.
A ottobre del 1964, Ferriani decide di prendere lezioni di chitarra classica, e chiede di essere ammesso al conservatorio di Bologna, ma la sua candidatura non viene accolta per mancanza di posti. Il padre lo convince a non mollare. Nel febbraio del 1965, Ferriani va a scuola di solfeggio dal maestro Olindo Boschetti, che oltre alla teoria, gli scrive sottobanco gli accordi di canzoni Beat, come The House of the Rising Sun degli Animals.
Nel 1965, a 15 anni, Ferriani fa la sua prima serata da cantante-chitarrista al Sanluchino, noto locale bolognese dell’epoca. Il suo primo gruppo è un trio senza nome, creato in fretta assieme al compagno di scuola Mauro Bordoni (tamburello), ed un altro coetaneo conosciuto l’anno prima: Fio Zanotti (fisarmonica) —oggi noto arrangiatore. Durante la loro unica serata, il trio suona musica Beat, ma la scaletta si rivela insufficiente. Zanotti aggiunge allora pezzi di suo repertorio: Rock and Roll, Samba, Valzer, e Cha cha cha.
All’inizio del 1966, Gino Bussoli propone a Ferriani di entrare a fare parte della sua orchestra Batmen in qualità di chitarrista-cantante, assieme a Vittorio e Ivano Bussoli, Carlo Veronese, e Luigi Pazzaglini (poi Junior Magli). Ferriani ha solo 16 anni, ed è incredulo per la proposta, ma accetta subito.
Con l’orchestra Batmen, l’8 marzo 1966, all’Antoniano, davanti alle telecamere Rai, suona per la Giornata della donna, presentata dal Mago Zurlì —ospiti della serata: Aldo Fabrizi e Bobby Solo.
Gli anni del Beat e del Rhythm and blues (1966 - 1970)
Sebbene breve, l’esperienza nei Batmen lascia a Ferriani la sicurezza di formare un gruppo suo, privo di gerarchie, e del tutto simile allo stile dei Beatles.
Nell'autunno del 1966 Fabio Ferriani fonda i Boidi assieme a Bruno Gironi. La loro prima formazione vede Fabio Ferriani alla voce e chitarra, Bruno Gironi al basso, Maurizio Lubian alla batteria, e Elvis alla seconda chitarra.
I Boidi sono un complesso Beat che propone cover dei Beatles, Rokes, Equipe 84, Rolling Stones, Bob Dylan, Beach Boys, Animals, Spencer Davis Group, I Ribelli, i Dik Dik, I Giganti, e molti altri gruppi italiani. Il 16 febbraio 1967, i Boidi dividono il palco del 2° Torneo Davoli Italia Beat con altri complessi della scena Beat italiana. Tra questi vi sono I Cobra, che notandolo, gli chiederanno dopo alcuni mesi di entrare a far parte del loro complesso come chitarrista–cantante.
Nella primavera del 1967, la loro formazione varia in due momenti: i fondatori Ferriani e Gironi restano, ma alla seconda chitarra, Elvis viene sostituito da Bruno Boy, mentre a maggio 1967, alla batteria Maurizio Lubian viene sostituito da Ugo Rapezzi.
Nell’estate del 1967 i Boidi faranno molte serate, ma ad agosto, Ferriani lascia i Boidi ed accetta l’ingaggio dei più blasonati Cobra. L’esperienza Beat di Fabio Ferriani continua così nei Cobra per circa un anno, fino alla fine dell’estate del 1967.
Quando Ferriani entra nei Cobra, questi sono già affermati tra le balere di Bologna, Modena e Ferrara, tanto che nell’agosto del 1967 vengono richiesti anche a Fano per aprire al concerto dei celebri Rokes. I Cobra propongono cover di artisti italiani ed angloamericani: Equipe 84, Procol Harum, New Trolls, Cream, Massimo Ranieri, Mina, e altri.
Nell’ottobre del 1968, dopo un’intensa attività tra locali e balere, i Cobra decideranno di separarsi per percorrere strade diverse.
Nella primavera del 1969, Gianni Bortolotti propone all’amico Ferriani di rifondare i Vagabondi della Verità. Fabio accetta subito l’invito.
I Vagabondi si sono formati a Bologna nel 1963 e, dopo due 45 giri pubblicati con il Clan di Celentano, continuano a suonare fino all’inizio del 1969, quando i nuovi Vagabondi rinascono, proponendo sonorità Beat e Rhythm and Blues, aggiungendo due fiati all’organico. Il loro debutto avviene a giugno 1969 al Luna Rossa di Bologna.
La formazione dei Vagabondi (Giorgio Delucca –organo Hammond, Fabio Ferriani –chitarra e voce, Maurizio Marchesini –batteria, Gianni Bortolotti –basso, Giovanni Romanini –voce) resta invariata fino a dicembre dello stesso anno, quando il cofondatore Gianni Bortolotti lascia il suo posto a Vittorio Marchioni. Ferriani ne farà parte fino al loro scioglimento, che avverrà di comune accordo ad inizio estate del 1970.
Durante questo periodo, tra il 1969 e il 1970, Ferriani si appassiona all’opera di Woody Allen, accrescendo la sua passione per la comicità.
Da musicista beat a musicista pop nei Gulp e con Mia Martini (1970 - 1974) Nell’estate del 1970, viene notato dalla cantante emergente Paola Musiani, che gli chiede di fare parte del suo gruppo. Ferriani l’accompagnerà in concerto fino alla primavera del 1971.
Nel 1971, col finire dell’esperienza accanto a Paola Musiani, prenderà una pausa dalla musica, dedicandosi agli studi, e conseguendo il diploma di maturità magistrale. Nell’agosto del 1971 parte per una vacanza nei Paesi Bassi con l’amico d’infanzia Andres, e ad Amsterdam, si diverte ad intrattenere le giovani turiste dell’ostello, strimpellando il pianoforte per la prima volta e cantando i Beatles assieme a loro. Rientrato in Italia, si iscriverà al DAMS.
Il 14 ottobre 1971, Ferriani viene ingaggiato dal manager Bibi Ballandi nel gruppo che accompagna per tre giorni i cantanti in gara al Festival di Castrocaro (condotto da Daniele Piombi e vinto da Carla Bissi, alias Alice). In questa edizione del concorso, l’ospite d’onore Claudio Villa chiede a Ferriani di accompagnarlo da solo alla chitarra, e in duo danno forma a un’improvvisazione di stornelli romani.
Durante lo stesso anno esce il disco Ballata per un Uomo (Edizioni Paoline, 1971) di Ruggero Perugini. Per questo album, Fabio Ferriani fa il turnista.
Nell’autunno del 1971, Ferriani suona per alcuni mesi nell’orchestra di Filippo Bulgari. La collaborazione si interrompe il 13 febbraio 1972, quando gli viene proposto di entrare nei Gulp in qualità di bassista, rimpiazzando Marco Nanni. Sebbene sulle prime non sia entusiasta di lasciare la chitarra per il basso, Ferriani trova presto un profondo legame con questo strumento.
I Gulp sono un quartetto vocale, formato da due cantanti (alla chitarra e al basso) e due coristi (alla tastiera e alla batteria). Il loro repertorio è caratterizzato dai successi italiani del momento, e quelli anglo-americani, spesso suggeriti da Radio Lussemburgo: Aphrodite’s Child, Joe Cocker, Schocking Blue, Burt Bacharach, Luis Armstrong, Gilbert O’Sullivan, T. Rex, Alice Cooper.
Tra i palchi sui quali saliranno, i Gulp si esibiranno nell’estate del 1972 al Lido di Venezia ed al celebre Bat Caverna di Riccione, in sostituzione agli Area, il cui repertorio verrà protestato dal pubblico poiché poco ballabile.
Con l’ingresso di Ferriani, i Gulp diventano: il leader Enrico Marescotti –voce e chitarra, Fabio Ferriani –voce e basso, Glauco Gaiani –tastiere e cori, Maurizio Lubian –batteria e cori.
Durante una data a Barberino di Mugello, questa formazione viene notata da Mia Martini, la quale chiede al loro comune impresario di poter essere accompagnata in concerto dai Gulp. Tra il febbraio del 1973 e l’inizio del 1974, i Gulp diventano così il gruppo di Mia Martini.
Il 1973 è anche l’anno dell’uscita di Riccardo Fogli dai Pooh. Fabio Ferriani, già da un anno bassista coi Gulp e Mia Martini, viene segnalato dal liutaio Giancarlo Stanzani a Dody Battaglia, il quale lo chiama per un provino coi Pooh. Durante la sua audizione a Roncobilaccio, Ferriani suonerà e canterà alcune loro canzoni, tra cui Mary Ann ed In silenzio, ma a lui verrà preferito Red Canzian.
Nel giugno del 1973, Enrico Marescotti parte per il servizio militare. Ferriani sceglie allora di sostituire personalmente Marescotti alla chitarra, ed invita Marco Nanni a ritornare a suonare il basso coi Gulp. La formazione dei Gulp cambia nuovamente: nell’estate del 1973, Carlo Capelli prende il posto di Glauco Gaiani alle tastiere, mentre nel febbraio del 1974, Maurizio Lubian lascia il suo posto di batterista a Vladimiro Monti.
Quest’ultima formazione continuerà il tour con Mia Martini fino ad aprile 1974, terminato il quale, i Gulp verranno ingaggiati dalla cantante e attrice Anna Melato, con la quale divideranno il palco per qualche serata tra la Toscana e il sud Italia.
Fabio Ferriani continuerà a suonare come cantante e chitarrista dei Gulp fino alla loro ultima data del maggio 1974 a Mirandola, dove faranno ballare il pubblico prima dell’esibizione dell’ospite Lucio Dalla. Dopo questa data, i Gulp si scioglieranno di comune accordo.