MiraCome testimoniato anche dalla letteratura (Dante, Purgatorio, V, 79; Tassoni, La secchia rapita, VIII, 170) in passato il toponimo era accompagnato dall'articolo femminile (la Mira); cfr. (La Mira in veneto) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto l'estesa superficie comprende numerosi antichi centri abitati, oggi organizzati come frazioni. La sede municipale è nella frazione Mira Taglio.

Nato nel 1868 dall'unione dei tre comuni di Gambarare, Mira (Mira Vecchia) e Oriago, è attualmente l'undicesimo comune veneto per numero di abitanti. Il suo territorio è particolarmente noto per la presenza di numerose ville venete erette dalla nobilità veneziana tra il XVI e il XVIII secolo.

Geografia fisica

L'area urbana, posta a metà strada tra Padova e Venezia, appartiene alla Riviera del Brenta che si estende lungo il Naviglio del Brenta, costeggiato dalla SR 11, sul quale si affacciano le Ville che i veneziani edificarono tra il Cinquecento e il Settecento. Famose in particolare la villa palladiana "la Malcontenta" nell'omonima frazione e Villa Widmann Foscari e le Barchesse di villa Valmarana a Mira Porte.

A sud-est si estendono le barene, che sono affacciate alla laguna di Venezia, un ambiente costituito da un insieme di isolotti collegati da canali, le quali costituiscono un terzo della superficie del comune. Il territorio comunale è solcato da numerosi corsi d'acqua, oltre al Naviglio, sia naturali che artificiali.

Origini del nome

Storia

Dalle origini alla Repubblica di Venezia

Il territorio dell’attuale comune di Mira fu abitato fin dall’età del bronzo, come dimostrato dal ritrovamento dei resti di un antico insediamento del XIII – XIV secola a. C. in località GiareC. Rossi, Mira: Parco delle Giare. Un sito produttivo dell'età del Bronzo a due passi dalla laguna, in Cronache della Soprintendenza di Venezia n. 2/2025, Edizioni Ca Foscari, pp. 16 - 26.. In età classica, la presenza romana è attestata da numerosi ritrovamenti archeologici, anche legati al passaggio della via Annia nell'area a sud-est del comune, tra le attuali Malcontenta e Gambarare. In particolare, in località Porto Menai nei pressi di Gambarare, sorgeva l'antica mansio romana denominata ad Portum, così chiamata perché originariamente costruita sulla costa lagunare (all'epoca più arretata rispetto ad oggi)F. Veronese, Via Annia: Adria, Padova, Altino, Concordia, Aquileia. Il Poligrafo editore, Padova, 2009, p. 87. L’alto medioevo vede la nascita, su impulso dei dogi di Venezia, della potente abbazia di Sant’Ilario che fiorì tra il IX ed il XIV secolo. Inoltre, nel corso del Medioevo si formarono i tre comuni di Gambarare, Mira e Oriago. I tre comuni, pur compresi all’interno della Repubblica di Venezia, seguirono per secoli percorsi storici differenti a partire dalla loro configurazione amministrativa: da un lato, i comuni di Mira e Oriago, posti a nord del Naviglio del Brenta, facevano parte dei Domini di Terraferma ed erano ricompresi nella Podesteria di Padova, che ad Oriago aveva un propria vicarìaGuida all'Archivio di Stato di Padova, p.2 https://aspd.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2023/10/Guida-ASPD-testo.pdf; dall’altro lato, il comune di Gambarare, posto a sud del Naviglio del Brenta, era parte del Dogado e costituiva una Podesteria autonoma, retta da un provveditore venezianoC.B. Tiozzo e C. Semenzato, La riviera del Brenta: itinerario storicogeografico e guida delle ville e degli edifici notevoli, Treviso, Canova, 1968, p. 56. Inoltre, mentre Mira ed Oriago appartenevano alla Diocesi di Treviso, Gambarare era invece territorio del Patriarcato di Venezia. A partire dal XVI secolo i tre comuni iniziarono ad ospitare numerose residenze del patriziato veneziano e divennero noti luoghi di villeggiatura per i nobili della serenissima.

Gambarare

Compresa all'interno del Dogado e dal 1516 sede di Provveditoria, l'antico centro abitato si articolava in due piazze: la medievale Piazza Vecchia e la cinquecentesca "piazza nuova" detta Piazza del Mercato. Tra le due piazze era posta, allora come oggi, la pieve di San Giovanni Battista. Il territorio comunale era diviso in sei Quarti: Quarto della Mira, Quarto Bosco Grande, Quarto Bosco Piccolo, Quarto Bastie, Quarto Giare e Quarto Bottenigo. L'ampio territorio comprendeva anche gli insediamenti di Porto Menai e Malcontenta. Fu comune autonomo fino al 1867.

Mira

Il centro abitato si sviluppa nel corso del Medioevo sulla riva sinistra del Naviglio del Brenta, divenendo un vivace porto fluviale posto all'incrocio tra il Naviglio, il canale Taglio Nuovo e il canale Taglio Novissimo. A partire dal Cinquecento, nell'area vennero edificate importanti residenze del patriziato veneziano come Villa Contarini e Villa Venier. Nel Seicento venne realizzato il sistema di chiuse denominato "le Porte". Nell'Ottocento si afferma la denominazione di Mira di qua del Taglio, prendendo a riferimento il Taglio Nuovo. Il comune di Mira di qua del Taglio comprendeva le frazioni di Mira di là del Taglio, Riscossa, Maran di qua del Taglio e Maran di là del Taglio (Marano Veneziano)Almanacco Giudizario Per Le Provincie Venete, Venezia, 1824 p.60. Fu comune autonomo fino al 1867.

Oriago

Il centro abitato si sviluppa nel corso del Medioevo sulla riva sinistra del Naviglio del Brenta e rappresentò l'ultimo avamposto della signoria di Padova verso Venezia fino al 1405. Nel 1848 vi soggiornò il generale austriaco Josef Radetzky per coordinare l'assedio austriaco di Venezia. Il comune comprendeva le frazioni di Borbiago, Malpaga, Rugoletto, Sorbelle e Tresiegoli. Fu comune autonomo fino al 1867.

Dalla caduta della Repubblica di Venezia al Regno Lombardo veneto (1797 – 1866) In seguito alla caduta di Venezia nel 1797, vi furono alcuni primi tentativi di unificazione amministrativa dei tre comuni. Il primo tentativo si ebbe il 29 luglio 1797 quando il Governo Provvisorio di Venezia accorpò il comune di Oriago a quello di Gambarare e sancì il 1º agosto seguente la nascita della Municipalità delle Gambarare e di OriagoM. Poppi, La riviera del Brenta nel periodo napoleonico, Centro Studi Riviera del Brenta, Padova, 2011, pp.38-39. Tale unione durò solo pochi mesi: in seguito al Trattato di Campoformio, il governo austriaco sancì con decreto del 6 febbraio 1798 il ritorno alla configurazione amministrativa originaria e dunque alla separazione dei comuniM. Poppi, La rivoera del Brenta nel periodo napoleonico, Centro Studi Riviera del Brenta, Padova, 2011, 51p. Il secondo tentativo di unificazione si ebbe nel corso del Regno d’Italia napoleonico quando, nel 1810, i territori di Gambarare, Mira "di qua del Taglio" ed Oriago furono uniti nell’unico comune di GambarareM. Poppi, La riviera del Brenta nel periodo napoleonico, Centro Studi Riviera del Brenta, Padova, 2011, p. 102. Anche in questo caso, però, il passaggio dei territori veneziani al Regno Lombardo – Veneto asburgico portò alla fine dell’unità amministrativa: dal 1º maggio 1816 i tre comuni di Gambarare, Mira e Oriago tornarono separati ed autonomiM. Poppi, La riviera del Brenta nel periodo napoleonico, Centro Studi Riviera del Brenta, Padova, 2011, p. 120.

L’Unità d’Italia (1866 – oggi) Nel 1866 il Veneto venne annesso al Regno d’Italia. Nel 1867 i tre comuni di Mira, Oriago e Gambarare vennero uniti nel nuovo e unico comune di Mira con decreto di re Vittorio Emanuele II, con validità dal 1º gennaio 1868. Ciò avvenne a fronte di una petizione inviata al sovrano dai tre consigli comunali. Primo sindaco di Mira fu Carlo Buvoli, il quale fu anche l'ultimo sindaco di Gambarare ed uno dei principali promotori dell'unificazione politica del territorioM. MAnfrin, Carlo Buvoli. Vicende politiche ed umane del primo sindaco di Mira unita, p. 8. Nel 1868 al comune fu concesso ufficialmente lo stemma comunale, raffigurante tre corone d'alloro intrecciate a simboleggiare l'unione dei tre antichi comuni. Nel 1926, durante il governo Mussolini, Mira perse il territorio di Fusina e parte di Malcontenta che vennero incorporati nel comune di VeneziaBollettino ufficiale della direzione generale del demanio e delle tasse - Anno 1926, serie II, vo. LVI, Provveditorato generale dello Stato - Libreria, Roma, 1927, p.103. In seguito alla Seconda Guerra Mondiale, in occasione del referendum istituzionale del 1946 i cittadini e le cittadine di Mira votarono in larga maggioranza a favore della Repubblica: i voti per la Repubblica furono il 73,17% contro il 26, 83% di voti per la Monarchia. In quell’occasione votò il 93,19% degli aventi dirittohttps://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=10&levsut1=1&lev2=87&levsut2=2&levsut3=3&ne1=10&ne2=87&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S&ne3=870230&lev3=230. Nella seconda metà del Novecento il comune di Mira visse una fase di importante sviluppo sia industriale sia infrastrutturale, anche grazie alla realizzazione negli anni Sessanta della SS Romea ed alla presenza del noto stabilimento della Mira Lanza. Attualmente Mira è uno dei Comuni della Città Metropolitana di Venezia.

Simboli Lo stemma comunale venne ufficialmente concesso con il regio decreto del 20 settembre 1868 e risulta così composto:

Il gonfalone municipale, concesso con regio decreto del 4 agosto 1933, è costituito da un drappo azzurro.

Monumenti e luoghi d’interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Borbiago. Fu ricostruita alla fine del XVII secolo. L'edificio precedente era stato restaurato tra fine 400 ed inizi del 500 in luogo di una chiesa di origine incerta ma dedicata almeno ai primi del 300 a San Teonisto. Contiene una pala attribuita a Palma il Giovane, dipinti attribuiti a Girolamo Brusaferro, sul soffitto il grande dipinto di Gaspare Diziani la Vergine Maria che consegna lo scapolare a san Simone Stock e, nella cripta, la statua miracolosa di Maria.. Chiesa parrocchiale dei Santi Teonisto Martire e Agostino Vescovo a Marano Veneziano. Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Gambarare. Ricostruita alla fine del Duecento e consacrata il 20 giugno 1306, conserva il protiro sull'ingresso principale. Contiene dipinti di Gerolamo Tessari, Palma il Giovane (attribuito), Nicolò Bambini, Andrea Micheli detto il Vicentino, Giacomo Lauro ed un piazzettesco attribuito a Giuseppe Angeli o Francesco Cappella.. Chiesa parrocchiale di San Nicolò Vescovo a Mira Taglio. Fu fondata nel 1488 e molto rimaneggiata anche nell'Ottocento; nel mediocre dipinto di San Giuseppe all'interno viene presentata la chiesa com’era prima dei rifacimenti ottocenteschi (sostanzialmente uguale all'incisione di Gian Francesco Costa) con la struttura a capanna ed il protiro. Delle quattro statue di recupero poste in facciata le due dei santi vescovi sono attribuibili ad Angelo Marinali. Contiene una notevole Crocifissione di Johann Carl Loth.. Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista a Mira Porte. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena Penitente ad Oriago. Fu ricostruita alla fine del quattrocento dai Querini nei pressi del loro palazzo e nel Cinquecento passò ai Moro che ne detennero fino all'Ottocento il diritto di giuspatronato. Sulla facciata a capanna si nota lo stemma della famiglia Moro, all'interno sono pitture di Francesco Vecellio e del Pordenone e due angeli scolpiti da Giulio del Moro.. Chiesa di San Pietro Apostolo in Bosco ad Oriago.

Architetture civili L’Istituto Regionale Ville Venete censisce 92 edifici di pregio tra ville, spesso con piccoli oratori, palazzi, barchesse isolate e casini costruiti tra il XV ed il XIX secolo nel territorio di Mira e per lo più allineati lungo il Naviglio del Brenta. Alcuni, pur essendo in mano privata, sono visitabili previo appuntamento.

Principali edifici seguendo il Naviglio del Brenta da Mira taglio verso la laguna