Il Gremio dei Calzolai (in sassarese lu Gremiu di li Cazzuraggi) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel XVI secolo e dotatosi di statuto nel 1538, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) sin dalle sue origini.
Raccoglieva al suo interno tutti gli artigiani specializzati della confezione di calzature e, originariamente, anche i Conciatori e i Miniatori di pelli.
Storia Origini L'arte della confezione di calzature è stata operata nella città di Sassari sin dal Medioevo da maestranze locali. Prova di questa autonomia nella filiera di produzione si riscontrano negli Statuti Sassaresi del 1294. In tale atto il Libero Comune disciplinava in uno specifico capitolo il mestiere dei Sapateros, fornendo un dettagliato elenco delle calzature prodotte al tempo e dei prezzi ai quali dovevano essere immesse nel mercato della città turritana.
Non esistono tuttavia prove, né nel Medioevo né nel primo Rinascimento, che i Calzolai fossero riuniti in un'unica corporazione. Tuttavia è chiaro che gli stessi fossero quanto meno organizzati organicamente. Ciò è riscontrabile sia nel fatto che il mestiere è citato nei due ordini d'ingresso dei candelieri del 1504 (andato perduto) e del 1531, sia poiché è noto che già nel 1537 la maestranza fosse divisa in arte fine e arte grossa, entrambe rappresentate da uno specifico Consiglio.
La Confrarìa de Sapaters Dei primi due statuti della Confrarìa de Sapaters, redatti nel 1538 e nel 1548, non si ha traccia, se non nel fatto che gli stessi siano rimandati da un'Ordinanza del Comune del 1565, in quanto nell'anno precedente la Confrarìa aveva redatto un nuovo statuto che riprendeva disposizioni presenti nel precedente.
I Calzolai, in prima fase, erano riuniti in un'unica Confrarìa con un'altra maestranza, quella dei Conciatori, ma nel momento della stipula del terzo statuto, il 12 settembre 1564, si resero autonomi e abbandonarono la cappella di San Salvatore, trasferendosi in quella della Madonna dello Spasimo, eletta Patrona, sempre nella chiesa di Santa Maria di Betlem.
Nel nuovo statuto, i Calzolai inserirono rigide norme sulla ammissione alla Confrarìa, comprendenti anche esami e prove tecniche della maestria nella produzione di calzature. Vennero inoltre inserite norme relative al mantenimento della cappella del sodalizio tramite il versamento di quote fisse, le quali dovevano essere versate anche in favore del candeliere.
Il rapporto con i lavoratori delle pelli è ricompreso fra i numerosi capitoli dello statuto: nonostante fossero organizzati in due confrarìas distinte, ai conciatori era fatto obbligo di vendere la pelle ed il cuoio, prodotti del loro lavoro, unicamente ad artigiani di Sassari.
Nel 1610 la corporazione si trasferì nella Cattedrale di San Nicola, occupando la Cappella di Santa Lucia. Da quel momento, la Santa Siracusana divenne Patrona del sodalizio dei Sapaters, con la Madonna dello Spasimo e i Santi Crispino e Crispiano eletti Compatroni.
Il Gremio dei Calzolai dal XVIII secolo ai giorni nostri Nel 1770 la Confrarìa rinnovò la sua organizzazione, dotandosi di un nuovo statuto e divenendo Gremio dei Calzolai. Il Gremio si conformò alle norme delle altre corporazioni sassaresi e stabilì che l'elezione degli Obrieri dovesse avvenire nella Chiesa di San Michele, a pochi metri dal Duomo, il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo.
Il Gremio celebrava solennemente la Festa Grande di Santa Lucia il 13 dicembre ed era obbligato a partecipare con tutti i suoi membri anche alle celebrazioni alle celebrazioni in onore dei suoi Compatroni.
Nello stesso statuto del 1770 si disciplinava anche la possibilità, per le vedove dei Gremianti, di poter proseguire l'attività del defunto marito mantenendo aperta la bottega, seppur con il necessario ausilio di un Maestro approvato dal Gremio.
L'Ottocento e i suoi venti illuministici non ebbero influsso sul Gremio, che sopravvisse senza difficoltà ai tentativi di soppressione della Faradda nel 1848 e alla fuoriuscita di alcuni Gremi dallo storico voto alla Madonna Assunta.
Nel momento di massima rinascita della Festha Manna, anche i Calzolai, dopo il Gremio dei Falegnami nel 1921, si rivolsero nel 1924 alla nota Falegnameria Clemente e al pittore Mario Paglietti per la realizzazione del nuovo e moderno candeliere in stile liberty, che sostituì l'antico candeliere settecentesco, ad oggi scomparso.
L'anno successivo, il Gremio si riorganizzò dotandosi di un nuovo statuto, che potesse rispettare la legge di soppressione delle corporazioni del 1864, assumendo la forma di società di mutuo soccorso. In tale statuto è contenuta la curiosa normativa per cui il Gremio, oltre altre due classiche Bandiere religiose, portasse in processione, tramite un Portabandiera, anche una bandiera civile tricolore.
Il Gremio prese parte, dopo il 1979, alla creazione dell'Intergremio "Città di Sassari", di cui è ancora oggi membro.
Devozione a Santa Lucia Il Gremio celebra la propria Patrona, Santa Lucia Martire, il 13 dicembre. In tale giornata nella Cattedrale viene celebrata la mattina la Messa Solenne col tradizionale rito dellintregu, successione fra gli Obrieri Maggiori per mezzo dello scambio della Bandiera. La sera viene invece svolta la suggestiva processione con l'antico simulacro della Santa trasportato per le vie della città ed accompagnato da tutti i Gremi.
Il Gremio celebra la sua Compatrona, la Vergine dello Spasimo, il 22 agosto, giorno della Solennità di Maria Regina e Ottava del Ferragosto.
Segni distintivi Bandiera La bandiera del Gremio dei Calzolai, comunemente a tutte le maestranze devote a un santo martire, è di colore rosso, in particolare delle tonalità dell'amaranto.
Come tutte le bandiere dei Gremi devoti di un Santo diverso dalla Madonna, è bordata da un gallone d’oro. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante la Santa Lucia con la palma del martirio, che viene ornata con una corona di fiori.
La bandiera presenta raffigurato sul recto la Patrona, mentre sul verso sono rappresentati i Martiri Turritani
Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda e nelle celebrazioni funebri. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da una croce in legno tornito
Abiti Come altri Gremi, anche i Calzolai hanno abbandonato gli abiti storici, preferendo indossare un elegante frac francese a code, con papillon e guanti neri. Il corpetto è in damasco rosso per rievocare la Bandiera del Gremio ed è stato introdotto negli anni '70 del Novecento. Tutti portano al fianco una spada. Cappella La cappella del Gremio è dedicata a Santa Lucia e si trova nel Duomo di San Nicola, la terza a sinistra della navata.
Introdotta da un arco a tutto sesto presenta un prezioso altare ligneo del XVIII secolo, color carta da zucchero impreziosito da numerosi fregi floreali in foglia d'oro.
Diviso in tre ordini separati da preziose cornici con cherubini, presenta: nel primo ordine una mensa lignea retta da due colonnine sotto cui è posto il sarcofago barocco in legno dorato e vetro, in cui sono custodite le reliquie di Santa Benedetta; nel secondo, tre nicchie, separate paraste tortili di ordine corinzio, contenenti i simulacri di Santa Lucia, San Crispino e San Crispiano; nel terzo, strutturato in maniera identica al secondo, i simulacri dei tre Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario. In alto un timpano spezzato e stondato con una finta edicola contenente un dipinto raffigurante lo sposalizio della Vergine Maria.
Nella cappella è conservato il candeliere realizzato nel 1924.
Candeliere Il candeliere dei Calzolai da sempre partecipa alla Faradda. Durante il corteo occupa il decimo posto, mentre è il quarto ad essere presentato alla Vergine Dormiente.
Candeliere antico L'antico candeliere dei Calzolai, presumibilmente del XVIII secolo ed opera di autori ignoti, è stato offerto alla Vergine Assunta nella Faradda fino al 1923. Allo stato attuale non si hanno più notizie di tale candeliere e, non esistendo fonti fotografiche certe, non è possibile ricostruirne la struttura e lo stile.
Candeliere nuovo Il candeliere nuovo dei Calzolai risale al 1924, realizzato in stile liberty dai Fratelli Clemente e dipinto da Mario Paglietti, ed è caratterizzato dalle quattro colonnine che circondano il fusto.
Il suo peso è di 205 kg completo dell'allestimento per la festa.
Base La base, di forma ottagonale irregolare, è principalmente color bianco avorio. I quattro lati più piccoli recano dei preziosi dipinti raffiguranti Santa Lucia nella parte frontale e due angeli in quella posteriore, mentre nei quattro lati più grandi sono presenti dei bassorilievi scolpiti con immagini floreali policrome.
Fusto Il fusto è costituito da una colonna centrale più stretta rispetto a quelle degli altri candelieri e da quattro colonnine che uniscono base e fusto. Nella colonna centrale è riportata l'effigie dei Martiri Turritani nella parte anteriore e gli strumenti del mestiere (martello, cesoia e tenaglia) in quella posteriore, collegati da un drappeggio azzurro legato sui fianchi. L'intero fusto è prevalentemente color avorio e presenta dei fregi in foglia d'oro.
Capitello Il capitello, come la base, è di forma ottagonale irregolare e presenta due ordini (di cui il secondo realizzato successivamente al 1924) identici, con dei piccoli quadretti contenenti dei bassorilievi con motivi floreali policromi.
Sopra al capitello sono poste quattro volute finemente scolpite con motivi floreali che reggono un globo crocigero in foglia d'oro.
Corona Nel giorno della Faradda, il Candeliere viene ornato con una ricca corona di bandiere in damasco dipinte e ricamate con i nomi di tutti gli Obrieri che si sono succeduti nel tempo, su cui spicca, issato su una croce, il vessillo dell'Obriere di Candeliere in carica. Viene inoltre ornata con le tradizionali bandereddi in carta, note anche come bora-bora.
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Bibliografia Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari
Bibliografia Carlo Antero Sanna: Sassari, candelieri e i gremi nella storia; Edizioni A.C.S. Sassari 2003
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