Il Gremio dei Macellai (in sassarese lu Gremiu di li Mazziddaggi) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato sul finire del XIX secolo, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 2016.
Raccoglieva al suo interno tutti i macellai, gli scortichini e tutti i lavoratori delle carni.
Storia Origini L'arte della preparazione e della lavorazione delle carni era praticata a Sassari sin dalle sue origini tardo medievali, tant'è vero che la stessa viene disciplinata e citata già negli Statuti di Sassari del 1316 sotto il capitolo dedicato ai Taverraggios: i Macellai.
Tuttavia, non si hanno notizie di Confrarìas e Gremi associanti i Macellai per tutto il XVII e XVIII secolo, nonostante altre forme di commercianti (Mercanti, Carradori e Viandanti) si fossero già costituiti corporazione.
Soltanto nel 1795, nel venirgli proposto un calmiere dei prezzi dal parlamento sardo, viene per la prima volta nominato un Gremio dei Macellai. Non si sa tuttavia a quando risalga la fondazione dello stesso, giacché non sono stati ad oggi reperiti statuti e regolamenti fondativi di tale corporazione.
Dal culto mauriziano al Gremio ottocentesco e novecentesco Il culto di San Maurizio a Sassari era già praticato nel 1635, per volontà del nobile cittadino sassarese Don Giovanni Ansaldo, nella chiesa di San Giacomo. Questa festa si celebrava, come lo si fa ancora oggi, la 3° domenica di settembre e vi partecipavano i Crociati (Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro). Lo stesso culto poi, oltre che nella chiesa di San Giacomo, venne praticato anche nella chiesa della Santissima Trinità, presso la porta Rosello.
Il primo collegamento fra la maestranza dei macellai ed il culto del santo, si ha, però, nel XVIII secolo, allorché un cavaliere esercente il mestiere, fu oggetto di proteste da parte del popolo per alcuni suoi presunti soprusi. Lo stesso, in base alle scarne notizie e immagini in possesso del Gremio, usava indossare le insegne dell'Ordine di Maurizio e Lazzaro, ed era, dunque, devoto del santo.
A fine Ottocento, sulle pagine della Nuova Sardegna si ritrova che per le solenni celebrazioni in onore di San Maurizio, la facciata della chiesa dei Trinitari (Santa Croce, come appare nel quotidiano sassarese del 1º settembre 1898) è stata adeguatamente addobbata con luminarie e festoni. Sempre nello stesso quotidiano, nel mese di settembre del successivo 1899 troviamo menzionata la festa di San Maurizio con sublime fastosità e devozione sempre nella chiesa della SS. Trinità. Con la benedizione della nuova bandiera nel 1998, i Gremianti ritornarono nella chiesa di San Giacomo originaria sede dei devoti del santo per il prestare saluto della Bandiera alla cappella del Martire.
Le esigue notizie giunte sino a noi, seppur frammentarie, danno uno spaccato sull'organizzazione dell'associazione e della festa patronale. Si sa che tutti i Macellai associati o meno versavano 200 Lire alla settimana e che la festa, come accadeva per tutti i Gremi sassaresi, era affidata all'Operaio Maggiore (Obriere). Per l'organizzazione della festa, il simulacro del Santo, donato dal signor Antonio Raimondo e consorte, doveva essere tassativamente portato dall'Obriere in casa dei donatori e tuttora l'opera è gelosamente conservata a Sassari in una privata abitazione. Dai due registri da cui si deducono queste notizie (datati 1946 e 1979) vi sono inoltre riportati gli incarichi sociali di Obriere Maggiore, Obriere Minore e Obriere di Cappella, conformi a quelli di tutti gli altri Gremi sassaresi.
Anni recenti e ammissione alla Faradda A partire dagli anni duemila ha avviato un progressivo processo di integrazione e avvicinamento alla comunità gremiale coinvolta nella Faradda, divenendo parte dell'Intergremio "Città di Sassari" a partire dal 2013.
Nel 2016, dopo un lungo processo di analisi e studio su impulso dei Gremi, viene ammesso a partecipare alla Faradda congiuntamente al Gremio dei Braccianti, vedendo tuttavia successivamente approvata la sua sola istanza da parte della Commissione Paritetica prima e del Consiglio Comunale poi.
Da quell'anno e fino al 2022 (con l'ammissione degli Autoferrotranvieri e dei Braccianti) ha aperto lo storico corteo danzante dei Candelieri.
Devozione a San Maurizio Come tutti i gremi di Sassari, anche il Gremio dei Macellai dedica la sua Festa Grande al Patrono, san Maurizio, il quale viene solennemente celebrato la terza domenica di settembre. In tale occasione il Gremio celebra la Messa solenne la mattina, durante la quale avviene il rito dellintregu, lo scambio della bandiera fra gli Obrieri Maggiori.
La sera si snoda per la città la processione con il simulacro a cavallo del Santo, accompagnato da tutti i gremi della città.
Il Gremio festeggia inoltre il compatrono, san Bartolomeo, il 24 agosto, portando in processione un'icona del santo.
Nel tempo il Gremio si è distinto, inoltre, per l'esclusiva organizzazione del carnevale sassarese.
Segni distintivi Bandiera La bandiera del gremio degli è di colore rosso, in particolare nelle tonalità del'amaranto. Questo colore è tradizionalmente legato alla devozione per i santi Martiri.
Come tutte le bandiere dedicate a Santi Patroni diversi dalla Madonna nei Gremi sassaresi, è bordata da un gallone d'oro. Sul puntale è collocata una statua argento raffigurante il patrono, che viene ornata con una corona di fiori.
La bandiera presenta raffigurato sul recto il santo Patrono, mentre sul verso è rappresentato il monogramma mariano "AM".
Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da croce in legno tornito.
Abiti I Gremianti, dagli anni '80 del Novecento, indossano tutti uno spencer ottocentesco di origine inglese arricchito da due gemelli costituiti da dei piccoli bottoni sardi in filigrana, una camicia arricchita da una pazienza in pizzo, un piccolo cravattino nero e dei guanti neri. Il solo Obriere Maggiore indossa una spada ottocentesca, in precedenza appartenuta ai Carradori.
Cappella Storicamente il Gremio dei Macellai aveva sede nella chiesa extramuros della Santissima Trinità, situata nei pressi di una delle porte cittadine, denominata nel tempo Porta Gurusele, Porta Rosello o, appunto, Porta Macello.
All'interno della Chiesa il Gremio occupava la prima cappella a sinistra, dedicata, appunto, a San Maurizio. La cappella, priva di altare, presenta sulla destra un'edicola contenente l'antico simulacro del Santo a cavallo.
In tempi recenti, complici i lavori di restauro della chiesa, il Gremio si è trasferito presso la chiesa di Sant'Antonio Abate, dove occupa la prima cappella a sinistra della navata. Nella stessa sono oggi conservati il candeliere del Gremio e un simulacro novecentesco del Santo.
Candeliere Il candeliere è stato realizzato nel 2002 dal falegname Migheli. Dopo un recente restauro operato dal pittore Pasca, l'originale colore sangue di piccione è stato sostituito integralmente dal colore crema brunita. Ha preso parte alla sfilata per la prima volta nella discesa del 2016. Base La base è quadrangolare e di colore crema brunita. Nei quattro lati del basamento spiccano bassorilievi raffiguranti gli attrezzi del mestiere (coltello, accia e mannaia), avvolti da un fiocco rosso.
Fusto Di colore crema brunita, reca sulla parte frontale un medaglione corniciato in rilievo con l'immagine del Patrono a cavallo. Sul retro è riportato un bassorilievo con la croce trilobata, simbolo del Santo. Dalla sommità fino alla base è attraversato da degli arabeschi in foglia d'oro che lo percorrono verticalmente. Capitello Di forma esagonale è impreziosito da delle piccole colonnine tortili agli angoli e da alcuni pomelli scolpiti nella facciata inferiore.
Nelle facciate sono raffigurati San Bartolomeo (Compatrono del Gremio) e i martiri della legione tebea: sant'Orso, sant'Ottavio, sant'Avventore e san Solutore. Sul retro del capitello infine è rappresentata la Madonna del Rimedio, il cui culto è radicato nella chiesa della Trinità.
Corona La corona è ornata con le bandiere di tutti gli Obrieri di Candeliere succedutisi negli anni. Sopra le bandiere vengono poste le tradizionali bandierine di carta (bandereddi o bora-bora). Come in tutti i candelieri, eccetto quello dei Sarti, al centro della corona si trova la croce in legno con issata la bandiera dell’Obriere di Candeliere in carica. La croce è unica nel panorama dei Gremi, perché presenta la caratteristica forma della croce trilobata mauriziana.
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Bibliografia Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari. Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari.
Bibliografia Carlo Antero Sanna: Sassari, candelieri e i gremi nella storia; Edizioni A.C.S. Sassari 2003
Voci correlate Faradda di li candareri Sassari San Maurizio
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