Zenith SA è un'azienda svizzera produttrice di orologi di lusso.

Storia

Fondazione e primi successi (1865-1950) L'azienda è stata fondata nel 1865 da Georges Favre-Jacot, all'età di 22 anni, a Le Locle, nel Canton Neuchâtel. Il padre di Georges, Eduard Jacot, fu l'inventore dello scappamento a doppio cilindro, formato da due cilindri concentrici che avrebbero dovuto ridurre la rapidità di usura dello scappamento cilindrico tradizionale inventato da Graham nel 1726. Tuttavia lo scappamento a doppio cilindro non ottenne grande applicazione in quanto complesso da realizzare e soppiantato dallo scappamento a leva.

All'esposizione internazionale di Parigi del 1900 Zenith ottiene i primi riconoscimenti per la precisione e la qualità dei suoi segnatempo, dei quali aveva iniziato a produrre anche i movimenti da qualche anno.

La marca è resa celebre con l'exploit dell'aviatore Louis Blériot, che per primo, nel 1909, sorvola il canale della Manica con un aeroplano, portando al polso un orologio Type 20, che in seguito pubblicizzò favorevolmente. Il modello venne adottato dall'aeronautica francese e montato su alcuni velivoli militari. Zenith si afferma così come importante produttore di pilot's watch, tutt'oggi in collezione. Nel 1911 Zenith diventa Società per Azioni (Société Anonyme in francese) e il nipote del fondatore, James Favre, che fino a quel momento era stato responsabile commerciale con l'estero, prende il controllo dell'azienda.

Blériot non è l'unica personalità ad avere posseduto uno Zenith: anche Gandhi ne possedeva uno, un orologio da tasca dotato di ripetizione minuti, a testimonianza che la casa orologiera era nota a inizio Novecento anche in Asia.

Durante la seconda guerra mondiale Zenith è al polso di diverse forze armate, non solo con segnatempo, ma anche con strumenti tecnici come il cronografo a ritorno, usato dagli aviatori per calcolare il tempo di rilascio di un ordigno su un bersaglio a terra. Zenith realizza da sé i movimenti solo tempo, ottenendo numerosi attestati di precisione, come nel caso del pregiatissimo Zenith 135, di fine anni Quaranta, realizzato dal maestro orologiaio regolatore Ephrem Jobin, certificato cronometro e vincitore di cinque premi consecutivi, dal 1950 al 1954, all'Osservatorio di Neuchâtel. Si ritiene che siano circa diecimila gli orologi che adottano questo fortunato calibro. Altri movimenti di successo, nati tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, sono il calibro 126 (e la sua variante 126-6), il 106, il 40, gli automatici dotati di bumper Harwood 133 e 133.8, certificati cronometro e dalle eccellenti rifiniture. La precisione degli orologi Zenith fa sì che l'azienda in questo periodo fornisca alcuni suoi orologi anche ai dipendenti delle ferrovie di diversi stati, tra cui anche l'Italia.

Alimentati da questi movimenti, negli anni quaranta/cinquanta si diffondono gli Zenith dress watch, conosciuti informalmente in Italia anche come Zenith "Stellina".

Tra gli anni cinquanta e sessanta gli "Stellina" vengono declinati in versioni più "sportive" e resistenti, dotate di fondelli a vite e casse cromate o in acciaio. Vengono ribattezzati Zenith Sporto e si dimostrano più adatti alla vita di tutti i giorni, come recitano le pubblicità dell'epoca.

I calibri cronografici montati da Zenith sono stati forniti da varie aziende: dagli anni venti agli anni trenta del 1900 sono stati montati meccanismi prodotti da Reymond. Nel decennio successivo i calibri erano invece forniti da Universal Genève come i modelli delle linee Compur e Compax mentre negli anni cinquanta da Excelsior Park. Dagli anni sessanta invece i movimenti montati appartenevano alla Martel Watch, azienda che venne acquistata da Zenith in quel decennio. Uno dei cronografi manuali più famosi del periodo è lo Zenith A271, che monta un movimento Zenith 146 (derivato Martel) e la cui estetica ha ispirato, circa cinquant'anni dopo, una sua riedizione con movimento automatico El Primero.

1960-1969: L'avvento dell'El Primero e la Movado-Zenith-Mondia

La fama di Zenith nel realizzare affidabili e robusti orologi da pilota non si limita ai pilot dell'epoca di Blériot, ma prosegue anche dagli anni Sessanta in poi con la fornitura, per l'Aeronautica italiana, del CP-2 cosiddetto Cairelli, dal nome del concessionario romano che li dava in dotazione agli aviatori, mentre CP significa "Cronografo da Polso". Si tratta di un cronografo estremamente robusto e resistente a forti accelerazioni laterali, urti e campi magnetici, recentemente reinterpretato e reintrodotto a catalogo. Doveva rispettare determinati requisiti quali l'elevata leggibilità (garantita da quadrante nero e numeri arabi bianchi di dimensioni generose) e pulsanti facilmente azionabili.

I risultati ottenuti a Neuchâtel non si limitano con il movimento 135, ma vengono replicati con un altro meccanismo: si tratta del 5011K, prodotto a partire dal 1960 per essere inserito nei cronometri da marina, e certificato, nel 1967, come il calibro più preciso mai certificato dall'Osservatorio di Neuchâtel. Questo movimento è stato recentemente incassato anche in segnatempo da polso di grandi dimensioni in edizioni limitate. Per quanto riguarda i movimenti di uso comune, Zenith sostituisce progressivamente i calibri creati attorno al decennio precedente ed introduce una nuova linea di movimenti, a partire dal 2510, dal quale sono nati moltissime varianti.

Nella seconda metà degli anni Sessanta compare il primo cronografo diver è la storia della casa: si tratta del modello A277 presentato con ghiera nera adatta a calcolare i tempi di immersione, quadrante nero, subdials bianchi, alimentato dal movimento 146HP. Nel 1965, per festeggiare il centesimo anniversario dell'azienda, si parla per la prima volta della possibilità concreta di realizzare un movimento cronografico a carica automatica ad alta frequenza, che garantisse anche una certa riserva di carica (l'esperienza già maturata da Girard-Perregaux qualche anno prima con un automatico con elevato beat rate ma privo di un'adeguata riserva aveva già fatto scuola). Tuttavia il progetto, divenuto progressivamente di dominio pubblico, non riesce a vedere la luce in tempi brevi, e qualche anno più tardi, nel 1967, anche altre aziende decidono di cimentarsi nella realizzazione di un movimento del genere, unendo le proprie forze: ecco che nasce il consorzio svizzero Chronomatic con l'intento di proporre un crono automatico alternativo allo Zenith, ma anche in questo caso il progetto richiede più tempo del previsto.

Nell'aprile 1969, alla fiera dell'orologeria di Basilea, Zenith svela il suo primo calibro cronografico automatico ad alta frequenza, ribattezzato El Primero 400 (noto anche come Zenith 3019 PHC). C'è divergenza tra gli appassionati su quale effettivamente sia il primo movimento cronografico automatico della storia dell'orologeria, se lo Zenith El Primero 400, il Seiko 6139 o il calibro modulare Chronomatic (realizzato da un consorzio costituito da Breitling, TAG Heuer, Hamilton, Buren, Dubois-Depraz). Comunque, questo primo movimento El Primero era un calibro cronografico ad alta frequenza, con il bilanciere che oscillava a ben 36.000 alternanze/ora (corrispondenti a 5 Hz).

Oltre al movimento, nasce anche lo Zenith El Primero A 386, divenuto leggendario anche per i suoi tre subdials di tre colori diversi.

Nel corso degli anni lEl Primero viene declinato in molte varianti, come l'A384 con cassa a cuscino e quadrante "panda", l'A385 con quadrante scuro e sotto quadranti chiari ("reverse panda"), l'A3817, l'A3818 con quadrante blu (rinominato "cover girl"), eccetera. Buona parte di questi orologi sono stati poi riproposti recentemente a catalogo come tributo al proprio passato. Uno dei quadranti più bizzarri, anch'esso riproposto in una variante rispetto all'originale, è quello che si trova nella ref. G 383 in oro e che è chiamato "poker chip".

Lo stesso movimento è stato poi modificato in diverse versioni, come ad esempio alcuni cronografi con calendario completo, ritrovabili ad esempio sullo Zenith Espada A 7817 (nome del calibro Zenith 3019 PHF).

Sempre nel 1969 viene costituita una consociata Movado-Zenith-Mondia, con Movado e Mondia che hanno beneficiato della collaborazione potendosi così dotare dei pregiati meccanismi realizzati dalla casa della stella. Si possono infatti trovare dei Movado che montano movimenti El Primero (alcuni dei quali chiamati Datron, altri proprio El Primero) e dei Mondia con il calibro solo tempo Zenith 2572PC.

A fine anni Sessanta nasce anche la collezione Defy, con diverse referenze, come la A3642, riproposta anche nel 2022.

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta si diffonde una nuova collezione, chiamata Surf, e caratterizzata da linee che guardano alla moda del periodo, con casse a cuscino o con i cosiddetti "tv dial", mentre i meccanismi sono quasi sempre automatici. Meno diffusi, ma comunque realizzati, sono anche i modelli subacquei, come i "super compressor" con referenza A 3635.

1970-1980: il passaggio al quarzo e la crisi

Agli inizi degli anni settanta il logo Zenith cambia nuovamente: si tratta sempre di una stella a quattro punte, ma dalla grafica diversa. Il logo ora è simile e complementare a quello adottato anche dalla casa orologiera Mondia, che era da poco entrata a far parte del gruppo Zenith-Movado-Mondia.

Nei primi anni settanta i cronografi El Primero assumono connotazioni molto diverse rispetto ai precedenti: le forme sono più squadrate, avveniristiche e d'impatto, come nel caso dei modelli A782, A783 e il già citato A7817, cronografo con la complicazione del calendario completo. Vista la popolarità del marchio Movado negli Stati Uniti, vengono commercializzati alcuni segnatempo con questo marchio, ma mossi dal movimento El Primero (come il Movado Datron). Il movimento El Primero viene incassato anche in uno Zenith Pilot/Diver, noto con la ref. A 3821, che presenta un diametro di 44mm.

Nel 1972 la quota maggioritaria di “Movado-Zenith-Mondia” venne ceduta all’ azienda statunitense Zenith Radio Corporation, intenzionata a realizzare esclusivamente movimenti a batteria. Per Zenith è un duro colpo.

Uno degli orologi prodotti sotto la guida degli statunitensi è il Futur Time, con quadrante analogico e indicatore digitale dei secondi.

Nel 1975 la nuova proprietà dà l'ordine di vendere a peso tutti i macchinari utilizzati precedentemente per la produzione dei calibri meccanici (e dunque anche dellEl Primero), ma un lavoratore, Charles Vermot, segretamente contravviene all'ordine nascondendo le macchine e i disegni originali in una soffitta. Il calo delle qualità, rispetto ai decenni precedenti, si può notare anche nel cuore degli orologi, dal momento che ho capito alcuni movimenti automatici montati su talune collezioni non sono più realizzati da Zenith, ma sono fornite da ETA. Uno degli ultimi El Primero prodotti prima della chiusura è il cosiddetto "TV Screen", così soprannominato per la peculiare forma della sua cassa, in linea con le tendenze di design degli anni Settanta.

Nel 1978 Zenith torna in mano a investitori svizzeri (diventa proprietà della Dixi) e progressivamente ritorna ad essere l'importante Maison che era stata sino al decennio precedente, anche grazie alla fornitura, a partire da metà anni ottanta, del proprio movimento cronografico a importanti acquirenti quali Ebel (a partire dal 1984), Rolex, TAG Heuer e, più di recente, Parmigiani e Panerai. Insieme nel gruppo Dixi trova il brand Zodiac che per gli anni ottanta produce nello stesso stabilimento Zenith di Le Locle.

Negli anni ottanta si diffondono le collezioni Pacific e Museum (quest'ultima già nata in casa Movado a fine anni quaranta), che si ispirano al design minimalista di Movado, sempre contraddistinta dal quadrante minimale monocromatico e dall'accento dorato a ore 12. Pertanto non sono solo Movado e Mondia a beneficiare dell'unione con Zenith.