Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, chiamato anche Statuto della Corte penale internazionale o Statuto di Roma, è il trattato internazionale istitutivo della Corte penale internazionale. Definisce i principi fondamentali, la giurisdizione, la composizione e le funzioni degli organi dell'organizzazione internazionale, nonché i rapporti con le Nazioni Unite, con le organizzazioni intergovernative, internazionali e non governative, l'istituzione e le funzioni dell'Assemblea degli Stati Parte.
Storia Lo Statuto della Corte penale internazionale, firmato nel 1998, entrato in vigore nel 2002 e modificato nel 2010, è il prodotto di una lunga serie di tentativi per la costituzione di un tribunale sovranazionale. Antefatti Già alla fine del XIX secolo furono mossi dei passi verso l'istituzione di corti permanenti con giurisdizione sovranazionale. Con le Conferenze internazionali per la pace dell'Aia i rappresentanti delle grandi potenze mondiali tentarono di armonizzare il diritto bellico, e di porre delle limitazioni all'uso delle armi tecnologicamente avanzate.
Il trattato di Versailles (1919) dichiarò responsabile il Reich germanico e i suoi alleati per tutti i danni causati dal conflitto, e accusò l'imperatore Guglielmo II di offesa alla morale internazionale e all'autorità dei trattati. Tuttavia, fu solo in seguito ai crimini e alle atrocità perpetrati durante la seconda guerra mondiale che si pervenne all'istituzione, nel 1945 e 1946, dei Tribunali internazionali di Norimberga e di Tokyo: l'urgenza per la creazione di organismi sovranazionali, in grado di garantire e tutelare la pace mondiale, si fece sempre più pressante. Anche per riaffermare i principi di civiltà democratica, i presunti responsabili dei crimini perpetrati non vennero trucidati in piazza, o trattenuti in campi di prigionia, ma furono condannati con regolare processo, possibilità di difesa, in base al principio della presunzione di innocenza. In seguito ai processi di Norimberga vennero siglati alcuni importanti trattati e convenzioni che avrebbero portato alla stesura dello Statuto di Roma.
Con la risoluzione n. 260 del 9 dicembre 1948 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite - nel propugnare la stipula della Convenzione per la prevenzione e punizione del crimine di genocidio - stabilì un primo passo verso un tribunale internazionale penale permanente con giurisdizione su crimini la cui definizione non era stata ancora regolata da trattati internazionali. Nella risoluzione veniva infatti auspicato uno sforzo da parte della Commissione legale internazionale dell'ONU a tal proposito. L'Assemblea Generale, in seguito alle considerazioni espresse dalla Commissione, istituì un comitato per presentare una bozza di statuto e studiare le questioni giuridiche collegate. Nel 1951 fu presentata una prima bozza e nel 1953 una seconda. Si preferì comunque rallentare i lavori per il tribunale permanente, ufficialmente perché non fu trovato un accordo unanime sulla definizione di crimine di aggressione, ma probabilmente ciò avvenne anche per le tensioni geopolitiche causate dalla guerra fredda.George Sanford, Katyn e l'eccidio sovietico del 1940, UTET 2007, spiega come dietro la richiesta occidentale di un'inchiesta internazionale - sulle responsabilità del massacro di Katyn' - i sovietici vedessero un tentativo di condurli sul banco degli accusati, per cui si opposero ad ogni progresso in tema di diritto internazionale penale.
Nel dicembre 1989, Trinidad e Tobago chiese all'Assemblea generale di riaprire il dibattito sull'istituzione di un tribunale penale internazionale permanente e nel 1994 presentò una bozza di Statuto (draft Statute) all'Assemblea Generale, che costituì un Comitato ad hoc per la Corte penale internazionale e, successivamente alle considerazioni espresse, un Comitato preparatorio (1996-1998).
Nel frattempo, le Nazioni Unite istituirono dei tribunali ad hoc per la ex Jugoslavia (ICTY) e per il Ruanda (ICTR) i cui statuti, e successive modifiche dovute anche a questioni sorte in fase dibattimentale e predibattimentale dei processi, presentano numerose similitudini con lo Statuto di Roma.
La conferenza di Roma
Durante la cinquantaduesima sessione l'Assemblea generale decise di convocare una conferenza diplomatica dei plenipotenziari per la creazione della Corte penale internazionale che si svolse a Roma dal 15 giugno al 17 luglio 1998 per definire la convenzione, sotto la presidenza del professore Giovanni Conso.
La conferenza ebbe luogo nel Palazzo FAO all'Aventino, ma il costo – di circa sei miliardi di lire – fu sostenuto dal governo italiano.Intervento dell'ambasciatore Umberto Vattani, alla conferenza Corte Penale Internazionale: 10 anni dopo l'Italia è ancora inadempiente tenutasi il 17 luglio 2012: consultato alla URL http://www.radioradicale.it/scheda/356824/corte-penale-internazionale-10-anni-dopo-litalia-e-ancora-inadempiente al minuto 2:13:25. Una cinquantina di Stati si era attestata su una sorda resistenza,Intervento dell'ambasciatore Umberto Vattani alla URL cit., al minuto 2:16:30. ma nell'ultima settimana una mobilitazione di organizzazioni civiliTRIBUNALE INTERNAZIONALE: OGGI VEGLIA DALLE 18,00 ALLA FAO, Partito Radicale Roma, 16 luglio 1998. culminò in una fiaccolata (guidata dal presidente del consiglio Romano Prodi e dal sindaco di Roma Francesco Rutelli) che dal Campidoglio giunse al Circo Massimo per consegnare al rappresentante del segretario generale dell'ONU (Hans Corell) la petizione per una conclusione positiva della conferenza.Intervento dell'ambasciatore Umberto Vattani alla URL cit., al minuto 2:19:15.
Questa avvenne all'Aventino con l'approvazione del testo da parte del comitato dell'Assemblea, nella notte del 17 luglio 1998: quando alle 23,59 la delegazione degli Stati Uniti richiese la votazione in sede plenaria, secondo le prassi diplomatichePaul Meerts, Diplomatic Negotiation. Essence and Evolution, Clingendael, 2015, p. 78. l'orologio fu fermatoConference on the Commemoration of the 20th Anniversary of the Statute of the International Criminal Court, Parliamentarians for Global Action, 23 luglio 2018. e nelle due ore successive seguì la votazione dell'Assemblea dei delegatiIntervento dell'ambasciatore Umberto Vattani alla URL cit., al minuto 2:24:20.. Alla fine il testo risultò approvato in sede plenaria con i voti favorevoli di 120 Stati, mentre sette voti furono contrari e ventuno le astensioni.
Il 18 luglio 1998 alla Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma fu firmato l'Atto finale della ConferenzaAtti della Conferenza intergovernativa europea sullo Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale : Roma, 17-18 luglio 2000, Sala della Protomoteca, Campidoglio / \a cura di 'Non c'è pace senza giustizia \S. l. : s. n., stampa 2001 (Roma, Xpress)., con la conseguente apertura dello Statuto alla firmaLa firma degli Stati Uniti d'America, in un primo tempo apposta, fu poi ritirata: sulla vicenda, collegata con la questione dei militari statunitensi all'estero e con il tentativo di boicottaggio intrapreso senza successo dal presidente George W. Bush, v. Giampiero Buonomo, "L'impossibilità (giuridica) degli accordi bilaterali per sottrarsi alla giurisdizione", in Diritto&Giustizia edizione online, 12/9/2002. V. anche Martijn Groenleer, The United States, the European Union, and the International Criminal Court: Similar values, different interests?, Int J Constitutional Law (2015) 13 (4): 923-944 doi:10.1093/icon/mov054..
La mobilitazione delle ONG è proseguita dopo la firma dello statuto, per estendere gli Stati parte e per accelerarne il processo di adesioneIl ruolo della coalizione delle organizzazioni non governative fu riconosciuto dall'Assemblea degli Stati parte durante la sua seconda sessione nel settembre 2003, con l'adozione della risoluzione intitolata Recognition of the coordinating and facilitating role of the NGO Coalition for the International Criminal Court (ICC-ASP/2/Res.8).. In effetti, lo Statuto è entrato in vigore dal 1º luglio 2002, dopo la sessantesima ratifica.
Contenuto e struttura Lo Statuto di Roma è suddiviso in un preambolo, tredici capitoli e annessi.
Preambolo Vengono definiti i principi ispiratori dello Statuto.
Capitolo primo. Istituzione della Corte Dall'articolo 1 al 4* Articolo 1 La Corte Articolo 2 Rapporti della Corte con le Nazioni Unite Articolo 3 Sede della Corte Articolo 4 Status giuridico e poteri della Corte definisce i principi generali di esistenza della CPI, la sede, i rapporti con le Nazioni Unite e gli aspetti concernenti lo status giuridico della Corte.
Capitolo secondo. Giurisdizione, procedibilità e normativa applicabile Composto dagli articoli 5- 21* Articolo 5. Crimini di competenza della Corte Articolo 6. Crimine di genocidio Articolo 7. Crimini contro l'umanità Articolo 8. Crimini di guerra Articolo 9. Elementi costitutivi dei crimini Articolo 10 Articolo 11. Competenza ratione temporis Articolo 12. Presupposti per l'esercizio della competenza Articolo 13. Condizioni di procedibilità Articolo 14. Segnalazione di una situazione ad opera di uno Stato Parte Articolo 15. Il Procuratore Articolo 16. Sospensione delle indagini o dell'esercizio dell'azione penale Articolo 17. Questioni relative alla procedibilità Articolo 18. Decisione preliminare in ordine alla procedibilità Articolo 19. Questioni pregiudiziali sulla competenza della Corte e la procedibilità del caso Articolo 20. Ne bis in idem