Erbusco (Erbösch in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti situato in Franciacorta, provincia di Brescia, nella regione Lombardia. Proprio ad Erbusco hanno la loro sede moltissime aziende vitivinicole e lo stesso Consorzio per la tutela del Franciacorta. Erbusco si colloca dunque al centro di un’area di rilevante importanza economica, storico-culturale e turistica: il vitalissimo tessuto produttivo si affianca e convive armonicamente con la presenza delle principali aziende vitivinicole specializzate nella produzione di Franciacorta DOCG. A ciò si aggiunge la presenza di un nucleo storico consolidato (caratterizzato dalla Pieve e dal castello medievali oltre che da numerose dimore storiche cinque, sei e settecentesche) e un’estesa superficie vitata che circonda gli abitati.

Il 25 novembre 2022, con decreto del Presidente della Repubblica, sulla proposta del Ministro degli Interni, è stato concesso il titolo onorifico di Città.

Geografia fisica Situato ai piedi del Monte Orfano, a un’altitudine di 236 m s.l.m., tra la pianura padana e il bacino idrografico del fiume Oglio. Si estende su una superficie di 16,24 km² e ha una densità abitativa di 535,28 ab./km². È composto dalle frazioni di Villa, Zocco e dalle località di Pedergnano e Spina. Confina con i comuni di Adro, Cazzago San Martino, Coccaglio, Cologne, Palazzolo sull'Oglio, Rovato.

Clima Il clima a Erbusco è caldo e temperato, con piovosità significativa durante tutto l'anno.

La temperatura media annuale è di 12,3 °C, essendo luglio il mese con temperature più alte (26,9 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (-1,7 °C).

La piovosità media annuale è di 1077 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di gennaio (54 mm) e più abbondanti nel mese di novembre (122 mm).

Flora Erbusco è caratterizzato da diversi caratteri botanici. La parte più a Sud vicino al Monte Orfano che risente delle correnti fredde e umide provenienti dal Lago d'Iseo presenta una notevole varietà di specie arboree. La più diffusa è la Castanea Sativa, ma sulle pendici del Monte Orfano è possibile anche trovare il carpino nero, la robinea, alcune querce, il pino nero, gli olmi e gli ornielli. Il sottobosco è composto in prevalenza da felci aquiline, molinie, edera e festuca solcata.

Il terreno è secco e debolmente acido. Dai piedi del monte fino all’estremo nord del Comune è caratterizzato da zone coltivate, prevalentemente a vigna, e spiazzi erbosi.

Fauna La fauna del Comune di Erbusco è quasi esclusivamente costituita da avifauna, ad esclusione dei leporini e di alcune specie di rettili e anfibi (in particolare il tritone alpino). Nell’intero territorio sono presenti: il fagiano, la starna (immessi periodicamente a scopo venatorio), la quaglia, il piccione terraiolo, lo storno, il merlo, il passero, la muttaggia, la civetta, l'allocco, l'assiolo, il barbagianni, la tortora, lo scricciolo, la capinera, il santimpallo, la cincia mora, la cinciallegra, il fringuello, il verdone, il cardellino, il torcicollo, il balestrucio, il pigliamosche, l'usignolo, il cuculo e il pettirosso.

Storia Testimonianze neolitiche (dal 5000 a.C.) e poi celtiche, etrusche, cenomane, romane (via Gallica), longobarde (possedimento del Monastero Reale Longobardo di Santa Giulia di Brescia), franche.

Notevole la Pieve Antiqua di Santa Maria di cui oggi si ammira la versione del XII secolo costruita su resti precedenti, forse precristiani; notevoli anche i frammenti di pluteo (in arenaria del lago d'Iseo) del IX secolo (v. Amelio TagliaferriTagliaferri A., (1965) I longobardi nella civiltà e nell'economia italiana del primo Medioevo. Giuffrè, Milano., Gaetano Panazza e Araldo BertoliniPanazza G., Bertolini A., (1984) Arte in Val Camonica - vol 3 - I. Industrie grafiche bresciane, Brescia.) che richiamano quelli della chiesa di Santa Maria Antiqua a Roma.

Durante la prima guerra mondiale ha ospitato corsi di specializzazione dell'esercito. Il sottotenente degli Alpini Giovanni Rolandi scrive a proposito dell'assalto finale al Passo del Tonale iniziato il 1º novembre 1918:

L’origine etimologica del nome è incerta: per alcuni il toponimo di Erbusco deriverebbe dal longobardo der büsche, cioè "il boschetto". Tuttavia, secondo alcuni studiosi, l’origine del nome sarebbe latina (herba, buscum). Le prime tracce insediative sul territorio risalgono all’età preromana: sull’estremo sperone occidentale del Monte Orfano gli Etruschi costruirono una fortezza militare che sarebbe stata utilizzata anche dai popoli che a loro succedettero, in particolare i Romani.

Proprio con i Romani il territorio conobbe un notevole sviluppo (testimoniato da alcuni resti romani presenti soprattutto nella frazione di Villa, e da alcune epigrafi ora conservate presso il Museo di Santa Giulia a Brescia). Fu nell’alto medioevo che Erbusco acquistò una notevole importanza e centralità, testimoniata dall’edificazione, in età carolingia (VIII-IX secolo), di una pieve, cuore della vita civile e religiosa dell’epoca. Attorno alla pieve, probabilmente sin dal X secolo, fu innalzato un castello difensivo, poi ampliato tra XII e XIII secolo (epoca a cui risalgono le prime testimonianze scritte dello stesso, all’interno del corpus degli Statuti di Brescia). Anche Erbusco fu coinvolta nelle lotte di potere del tardo medioevo: sul finire dell’età comunale, si susseguirono le dominazioni boema (1330-1332) scaligera (1332-1337), viscontea (1337-1404: proprio all’inizio dell’età viscontea il castello di Erbusco fu occupato temporaneamente dalle forze ghibelline guidate da Azzone Visconti), malatestiana (1404-1421), nuovamente viscontea (1421-1426) ed infine veneziana. Sotto l’egida della Serenissima, Erbusco sarebbe rimasta fino al 1797.

Negli anni della Guerra della Lega di Cambrai (1509-1518) i francesi occuparono il territorio bresciano: a quegli eventi prese parte anche un aristocratico bresciano, con ingenti possedimenti proprio ad Erbusco, Gian Giacomo Martinengo, appartenente ad uno dei rami “minori” della vastissima e importante parentela dei Martinengo. A questo ramo va ricondotta l’edificazione dell’attuale villa Lechi. Tra gli eventi più importanti del Cinquecento vanno ricordati: l’apertura del convento di San Giacomo alla Spina (1569), la visita pastorale di San Carlo Borromeo e l’erezione a parrocchia della chiesa di San Giorgio a Villa (1599). Nel Seicento il comune conobbe l’invasione dei Lanzichenecchi, che portò una violenta epidemia di peste, ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi, che decimò la popolazione. Nel 1689 poi fu approvata dal Senato Veneziano la costruzione della nuova parrocchiale di Erbusco, i cui lavori terminarono nel 1719. La fine della Repubblica di Venezia fu decretata dall’arrivo dell’esercito francese guidato da Napoleone Bonaparte. In seguito alla fine dell’impero napoleonico il paese fu inglobato nel Regno Lombardo-Veneto (sotto il controllo dell'impero austro-ungarico). Sconfitti gli austriaci nella seconda guerra d’indipendenza, Erbusco entrò a far parte del Regno d’Italia (1859-1861).

Simboli

Il fiore raffigurato all’interno dello scudoImmagine dello stemma. è attestato in forme differenti sulla documentazione comunale dalla seconda metà dell’Ottocento in avanti. Nel 2021 il comune ha ridisegnato il proprio stemma per le comunicazioni ufficiali scegliendo di rappresentare un fiore di lino di colore azzurro con cinque petali arrotondati. Il gonfalone è un drappo interzato in banda di verde, di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La vita religiosa del paese, e quella di parte della Franciacorta occidentale, ha ruotato per secoli intorno alla pieve di Santa Maria di Erbusco, innalzata probabilmente già in epoca altomedievale e poi ampiamente riedificata fra XII e XIII secolo. All'epoca rinascimentale e alla diffusione delle osservanze va ricondotta invece la fondazione del convento francescano di San Bernardino. Sulla via di un rinnovato senso religioso sorsero poi le chiese sussidiarie di San Gottardo e di San Clemente, quest'ultima posta sull'antico tracciato romano che da Bergamo portava a Brescia. Con la piena età moderna e la crescita demografica dei secoli XVII-XVIII si intensificò l’attività edificatoria e furono realizzate le nuove chiese parrocchiali nel capoluogo e nelle frazioni.

Importante risulta così il patrimonio architettonico religioso arricchito da opere d’arte di pittura e scultura, realizzate nel corso dei secoli.

Erbusco Borgo La pieve di Santa Maria Maggiore (secolo XII con interventi successivi)

Probabilmente edificata nel XII secolo, forse sui resti di un più antico edificio databile al VIII-X secolo, la pieve fu modificata nella zona absidale nel XIII secolo. L’abside è uno dei principali esempi di architettura romanica che si conservino in tutta l’area bresciana. Nel 1455 la pieve passò sotto la giurisdizione dell’Ospedale Maggiore di Brescia, che fece costruire un muro a delimitare il sagrato, ancora esistente solo in minima parte.

Esterno. La pieve è situata nell’area interna dell’antico tessuto castrense. Superato infatti il ponte levatoio, oggi ricoperto con volta a botte, si ammira in tutta la sua armonia e luminosità l’elegante abside bianca della pieve, che si accosta all’alta parete con spioventi a capanna. L’ingresso principale, in facciata, ad ovest è stato completato nella forma attuale nel 1604 e presenta una bella cornice e frontone in pietra di Sarnico con iscrizione. Addossato alla facciata, a nord-ovest, si innalza il campanile il cui fusto copre in parte una porzione dell’antica facciata; la cella campanaria è un’aggiunta settecentesca. Le fiancate nord e sud, entrambe a muratura a vista, mostrano una tessitura eterogenea, frutto di materiale di recupero: formelle decorative in cotto, ciottoli morenici, ma anche alcuni importanti plutei di epoca longobarda o in ogni caso altomedievale.

Interno. La chiesa, ad unica navata, è ricoperta da un tetto a due spioventi con travi alla colma e presenta un pavimento in cotto a quadrotti. L’unica navata è scandita in quattro campate, formate da tre ampi archi a sesto acuto decorati anche nei sott’archi. Vicino all’ingresso principale, sulla parete nord, si apre la cappella del Battistero. Sulla medesima parete si innalza l’unico altare con ricca soasa e tela di Antonio Paglia. Sopraelevato di due gradini, il presbiterio si apre con un elegante arco trionfale, dove si snodano bellissimi affreschi anche all'intradosso dell’arco stesso. L’abside semicircolare è la parte meglio conservata e si presenta in tutta la sua ritmata sequenza di affreschi (risalenti ai secoli XV-XVI), sia nel catino sia nella parete di fondo, illuminata dalla luce proveniente dalle quattro finestrelle fortemente strombate, che si aprono simmetricamente sulla parete.

Chiesa dell’ex convento di San Bernardino (XV secolo con rifacimenti successivi)

Verso la metà del XV secolo, nella fase di ampia espansione del fenomeno delle osservanze francescane, la popolazione di Erbusco tramite la mediazione del conventuale Giacomo Modesto Ghislandi, rivolse a papa Nicolò V l’autorizzazione ad erigere nel luogo un convento da affidare ai frati minori conventuali.

Il luogo scelto per l’edificazione si trovava al di fuori dal tessuto consolidato del borgo, in posizione alquanto isolata, sulla sommità della collina antistante il castello e la pieve.

Dopo le soppressioni settecentesche, il chiostro del convento fu demolito e l’area attorno alla chiesa fu adibita ad area cimiteriale, funzione che mantiene tutt’oggi.