Mazzarino (Mazzarinu in ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Caltanissetta, in Sicilia.
Geografia fisica Territorio
Mazzarino sorge su un altopiano della Sicilia centro-meridionale, alle pendici dei monti Erei, nell'entroterra della parte sud-orientale del libero consorzio comunale di Caltanissetta, in posizione dominante sulla piana di Gela. Il territorio comunale è prevalentemente collinare e presenta una superficie boschiva di circa 7.100 ettari; le aree seminative coprono circa 10.896 ettari, dei quali 6.260 coltivati a grano duro.
Confina a nord con i comuni di Barrafranca e Piazza Armerina, appartenenti al Libero consorzio comunale di Enna, a est con San Cono, San Michele di Ganzaria e Caltagirone, appartenenti alla Città metropolitana di Catania, a sud-est con Niscemi, a sud con Gela, a sud-ovest con Butera e a ovest con Riesi. Al territorio comunale appartengono inoltre due exclave: l'ex feudo di Brigadieci, situato a ovest e confinante con Butera, Riesi e il Libero consorzio comunale di Agrigento, e l'ex feudo di Gallitano, posto a nord-ovest e confinante con Caltanissetta, Riesi e il territorio ennese.
Con una superficie di , Mazzarino è il decimo comune della Sicilia per estensione territoriale e il quarantaduesimo a livello nazionale.
Una parte significativa del territorio comunale è sottoposta a vincolo idrogeologico ai sensi della legge n. 3267 del 30 dicembre 1923. La superficie complessivamente vincolata ammonta a 12.020 ettari, pari al 41,87% della superficie agraria e forestale. Sul territorio insistono inoltre vincoli archeologici derivanti dalla legge n. 1089 del 1º giugno 1939.
Altitudine del centro abitato: ; altitudine massima del territorio comunale: .
Geologia
Dal punto di vista geologico il territorio di Mazzarino appartiene al cosiddetto Bacino di Caltanissetta, o Bacino della Sicilia centro-meridionale, un ampio bacino in subsidenza attiva durante il Neogene e il Pleistocene inferiore, esteso a gran parte della Sicilia centro-meridionale. Dal punto di vista strutturale esso costituisce l'avanfossa che separa l'avampaese dei Monti Iblei dalla catena appenninico-siciliana.
La successione geologica comprende argille scagliose variegate alloctone e argille brune con blocchi di quarzareniti parautoctone. La successione neoautoctona inizia con una formazione marnosa, seguita dai tripoli e dalle evaporiti messiniane, che comprendono i giacimenti di zolfo, salgemma e sali potassici. I sovrastanti depositi pliocenici sono costituiti da marne calcaree a globigerine (Trubi), che passano superiormente a marne grigio-azzurre e successivamente ad argille sabbiose, sabbie e arenarie riferibili agli intervalli più elevati del Pliocene e del Pleistocene inferiore. Tale successione è interrotta da lacune sedimentarie e da discordanze stratigrafiche ed è intensamente piegata. Lo spessore complessivo della falda alloctona e dei depositi post-orogeni sovrastanti raggiunge, nella parte centrale del Bacino di Caltanissetta, alcune migliaia di metri.
Il settore centro-meridionale della Sicilia è costituito da quattro gruppi di terreni, tre dei quali rappresentano complessi tettonici, mentre il quarto è formato da successioni sedimentarie di piggy-back depostesi sul dorso dei precedenti complessi tettonici.
Il settore centro-meridionale della Sicilia è costituito da quattro gruppi di terreni, tre dei quali rappresentano complessi tettonici, mentre il quarto è formato da successioni sedimentarie di piggy-back, depostesi sul dorso dei precedenti complessi tettonici.
I tre complessi tettonici rappresentano, dal basso verso l'alto:
la prosecuzione occidentale dell'avampaese ibleo, in parte deformato, costituito da successioni prevalentemente carbonatiche di età mesozoico-pliocenica, che in quest'area si inflette al di sotto della catena siciliana; un gruppo di unità tettoniche derivanti dalla deformazione del dominio sicano, organizzate secondo prevalenti geometrie di duplex; un gruppo di unità tettoniche, ampiamente affioranti nell'area di studio, costituito da successioni prevalentemente argillose, conglomeratiche e arenacee, indicate complessivamente come Falda di Gela.
Le unità tettoniche che costituiscono la Falda di Gela sono generalmente formate da:
successioni di tipo flysch (Flysch Numidico) di età Oligocene superiore-Miocene; successioni prevalentemente argillose (unità Sicilidi) di età Cretaceo-Paleogene; successioni conglomeratico-arenaceo-argillose (Formazione Terravecchia) di età Tortoniano; successioni evaporitiche messiniane; successioni carbonatico-marnose pelagiche (Trubi) di età Pliocene inferiore.
Le successioni dei tre complessi tettonici sono ricoperte in discordanza da depositi argilloso-sabbioso-calcarenitici di età plio-pleistocenica.
Sismicità Il territorio comunale di Mazzarino ricade nella zona sismica 3 (ag475 = 0,05÷0,15 g), corrispondente a un livello di pericolosità sismica basso, per il quale la normativa vigente prescrive l'esecuzione delle verifiche sismiche delle strutture agli stati limite.
Sismicità storica Dal punto di vista storico gli effetti sismici più significativi risentiti nel territorio comunale sono stati provocati dai grandi terremoti originatisi nelle aree sismogenetiche della Sicilia sud-orientale. Fra questi, quello che produsse gli effetti più rilevanti fu il terremoto del Val di Noto del 1693, verificatosi l'11 gennaio 1693.
Dal punto di vista geologico, in quest'area si realizza la sovrapposizione delle compressioni neogeniche della Falda di Gela sulla coeva tettonica distensiva che determina il progressivo sprofondamento dell'avampaese ibleo nella Fossa di Caltanissetta, caratterizzata da un marcato minimo gravimetrico contrapposto all'area ad alta densità dell'altopiano ibleo. La presenza di potenti successioni sedimentarie relativamente recenti, costituite prevalentemente da argille, sabbie e limi della Falda di Gela, con spessori variabili fra 1.000 e 2.000 metri, caratterizzate da una bassa trasmissività sismica, svolgerebbe un effetto di attenuazione dell'energia propagata dalle onde sismiche. La propagazione dell'energia proveniente dall'area epicentrale dell'avampaese ibleo verso ovest-nord-ovest, interessando il territorio di Mazzarino, subirebbe pertanto una sensibile riduzione, con conseguente attenuazione degli effetti del sisma.
Orografia
Dal punto di vista orografico, il territorio comunale di Mazzarino è quasi interamente costituito da rilievi medio-collinari.
Procedendo dal centro abitato verso nord-est si susseguono i rilievi di monte Cardai (), monte Schinoso (), monte Alzacuda (), Alzacudella (), monte San Nicola (), monte Floresta (), monte Salveria (), poggio Pecoraro () e monte Pirri ().
Verso est sorgono Poggio San Giovanni (), monte Formaggio (), monte Castellazzo (), monte della Solfara (), monte Bubbonia (), monte Porcheria (), monte Garrasia () e monte Giase ().
A sud-est si trovano i rilievi di Manca del Toro-Canalotto (), Verdecanne (), Poggio Mistra (), Poggio Balocco (), monte Cutrubello (), monte Lavanca Nera (), monte Ficari (), monte Gibliscemi (), monte dei Canalotti () e poggio Pisano ().
Verso sud-ovest si elevano infine i rilievi di Gibli (), poggio Favara (), Contrasto () e Castelluzzo ().
Idrografia Il territorio comunale di Mazzarino ricade nei bacini idrografici del fiume Imera Meridionale, del torrente Rizzuto, del torrente Comunelli e dei fiumi Gela e Acate.
Il territorio è attraversato da due principali corsi d'acqua a prevalente carattere torrentizio: il Braemi, che scorre nella parte settentrionale segnando il confine con i territori comunali di Piazza Armerina e Barrafranca, e il fiume Gela, che attraversa il territorio da nord-est verso sud.
Quest'ultimo nasce nel territorio di Piazza Armerina, in contrada Bellia, e prosegue nel territorio comunale di Mazzarino entrando da contrada Minolto. Nel tratto centrale del proprio bacino assume dapprima il nome di torrente Porcheria e successivamente quello di torrente dei Cassari, fino alla confluenza con il torrente Paparella, suo affluente in destra idrografica, dalla quale prosegue come fiume Porcheria.
Dopo lo sbarramento della Diga Disueri assume il nome di fiume Disueri e, alla confluenza con il torrente Lavinaro Tredenari, quello definitivo di fiume Gela.
Nel suo percorso attraverso il territorio mazzarinese il corso d'acqua muta più volte denominazione: torrente Nociara nei pressi di Alzacuda, fiume Porcheria in prossimità del Monte Formaggio, torrente Cassari presso contrada Santa Croce e fiume Disueri in contrada Gibliscemi, prima di alimentare l'omonima diga.
Clima
Temperatura Il clima di Mazzarino è di tipo mediterraneo, con inverni generalmente brevi e miti ed estati calde e spesso afose. In base ai valori medi del trentennio climatico 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di , mentre quella del mese più caldo, luglio, raggiunge . Nei mesi di luglio e agosto le temperature medie si attestano generalmente tra i 26 e i 28 °C, mentre le massime possono raggiungere valori compresi tra 40 e 43 °C.
L'analisi comparata dei climogrammi di Peguy e delle temperature medie registrate nelle tre principali stazioni meteorologiche del libero consorzio comunale di Caltanissetta (Caltanissetta, Mazzarino e Gela) consente di distinguere due aree climatiche principali:
l'area collinare interna, rappresentata dalle stazioni di Mazzarino e Caltanissetta, caratterizzata da climogrammi pressoché sovrapponibili, una temperatura media annua di circa 17 °C e un'escursione termica media annua di circa 18 °C; l'area della pianura costiera, rappresentata dalla stazione di Gela, caratterizzata da condizioni climatiche più calde e aride.
Durante i mesi estivi, in particolare a luglio e agosto, nelle aree interne vengono normalmente superati i 30 °C; i valori mediani risultano superiori a 33 °C a Caltanissetta e a 32 °C a Mazzarino.
La classificazione climatica del comune è: zona D, 1.544 GG.
Precipitazioni Per quanto riguarda il regime pluviometrico, nell'ambito della provincia è possibile distinguere due principali aree climatiche sulla base delle precipitazioni medie annue:
l'area della pianura costiera, comprendente Gela e le colline più meridionali, tra cui Butera e Niscemi, che costituisce una delle zone più aride della Sicilia, con precipitazioni medie annue di circa 415 mm, a fronte di una media regionale di circa 630 mm; l'area collinare intermedia, comprendente Caltanissetta e Mazzarino, nella quale le precipitazioni medie annue si attestano intorno ai 475 mm.
Le precipitazioni sono concentrate prevalentemente nel periodo autunnale e invernale e risultano complessivamente modeste. Le nevicate sono episodiche e di norma poco abbondanti.
Le estati sono generalmente molto asciutte e le elevate temperature favoriscono frequenti periodi di siccità, talvolta anche prolungati, che possono determinare difficoltà nell'approvvigionamento idrico.
L'analisi del bilancio idrico dei suoli evidenzia valori medi annui di evapotraspirazione potenziale pari a circa 865 mm a Mazzarino e fino a 1.002 mm a Gela, con estremi compresi tra 789 e 1.069 mm. Il deficit idrico inizia normalmente nel mese di marzo; mentre a Caltanissetta e Mazzarino si registrano mediamente 7-8 mesi di deficit, a Gela tale periodo raggiunge normalmente i 9-10 mesi.
Grazie alla posizione altimetrica del centro abitato, il territorio è interessato da venti provenienti da quasi tutti i quadranti. Durante l'autunno e l'inverno prevale la tramontana proveniente dall'area delle Madonie, mentre in primavera e in estate risultano più frequenti i venti di Levante e di Scirocco.
Origini del nome Maktorion