Genova (AFI: , localmente ; in ligure Zéna ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della Liguria. Affacciata sul Mar Ligure, è il comune più popoloso della regione e il sesto d'Italia per popolazione, nonché uno dei maggiori centri urbani ed economici dell'Italia nord-occidentale.
Per secoli capitale della Repubblica di Genova, una delle principali repubbliche marinare, tra il Medioevo e l'età moderna la città ebbe un ruolo di primo piano nei commerci del Mediterraneo e in Europa e fu una delle maggiori potenze marittime e finanziarie del continente. La sua rilevanza storica le valse l'appellativo di Superba, tradizionalmente ricondotto a Francesco Petrarca.
A partire dall'industrializzazione, e in particolare durante il miracolo economico, Genova costituì con Milano e Torino uno dei vertici del cosiddetto triangolo industriale. La sua economia rimane strettamente legata alle attività marittime e al porto di Genova, uno dei principali scali portuali italiani e del Mediterraneo. La città costituisce inoltre un importante centro industriale, universitario, scientifico e culturale.
Il centro storico, caratterizzato dalla fitta trama dei tradizionali caruggi, conserva una parte rilevante del patrimonio monumentale cittadino. Dal 2006 le Strade Nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli sono iscritti nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. La città ha ospitato l'esposizione internazionale del 1992 e il G8 del 2001 ed è stata capitale europea della cultura nel 2004. Il principale simbolo monumentale cittadino è la Lanterna, storico faro del porto.
Geografia fisica La città è situata nella parte centrale e più interna dell'omonimo golfo, affacciato sul mar Ligure.
È situata tra la costa e i rilievi dell'Appennino ligure-genovese, che presenta un'altezza media di circa 1200 m s.l.m. ed è formato da rocce facilmente erodibili, con cime arrotondate e versanti ripidi, incisi da valli scoscese. Nelle valli, che si sviluppano in maniera prevalentemente longitudinale, scorrono torrenti come il Polcevera e il Bisagno e, fuori dal territorio comunale, il Lavagna, che, a causa della brevità del versante marittimo, non raggiungono mai lunghezze di rilievo.
L'ineguale distribuzione delle piogge, il carattere impermeabile del suolo e il dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio urbano sono fattori che hanno contribuito a rendere irregolare il regime di questi corsi d'acqua, che alternano piene improvvise e violente a periodi di magra. I rilievi che cingono la città, bloccando parzialmente i venti freddi provenienti da nord, permettono di avere inverni soleggiati e luminosi, con temperature meno basse rispetto a Milano o Torino, ed estati calde ma non afose, grazie alle brezze marine e alle piogge, che sfiorano i 1000 mm annui..
Territorio
Il territorio del comune di Genova si estende per 240,29 km² al centro dell'omonimo golfo e si sviluppa lungo una fascia litoranea di circa trenta chilometri, da Voltri a Nervi, con un'estensione quasi uguale da ponente a levante, alle cui spalle si ergono rilievi, anche di notevole altezza, in immediata prossimità del mare. Il territorio, con il suo golfo, la costa e le alture, presenta un'alternanza di diversi paesaggi naturali e caratteristiche ambientali.
La zona costiera del ponente, fortemente urbanizzata e al servizio dell'industria e del porto, in epoca preindustriale presentava le principali spiagge dell'attuale territorio comunale: Sestri, Cornigliano e Sampierdarena.Descrizione di Genova e del Genovesato - Volume I, Genova, Tipografia Ferrando, 1846, pag 25
Il territorio urbano, oltre che lungo la costa, si inoltra verso l'interno seguendo i solchi della val Polcevera, a ponente, e della val Bisagno, a levante, formando una sorta di Pi greco rovesciato. La prima è più ampia, quasi rettilinea e perpendicolare alla costa; la seconda presenta invece un percorso orientato dapprima verso ponente, tra Struppa e Molassana, e poi verso sud-ovest, sino alla Foce.
Percorrendo le vallate del Polcevera e del Bisagno, la costa occidentale da Sampierdarena a Voltri, disseminata di complessi abitativi e industriali, o quella orientale da Albaro a Nervi, dove tali insediamenti sono più scarsi e frammentari a causa della diversa situazione orografica, si percepisce ancora la presenza di centri urbani culturalmente autonomi, corrispondenti ai comuni inglobati nel 1926 nella Grande Genova ma ancora ben distinguibili nel tessuto della moderna conurbazione amministrativa.
Si può delineare una suddivisione del territorio comunale in cinque zone: il centro, la val Polcevera, la val Bisagno, il ponente e il levante.
La parte più antica della città, che fino alla costituzione della Grande Genova rappresentava l'intero territorio comunale, è racchiusa entro l'anfiteatro collinare coronato dalle mura seicentesche; l'area urbanizzata si estende anche verticalmente, risalendo dal porto fino ai quartieri residenziali di Carignano e Castelletto, collegati con il centro da ripidi percorsi pedonali denominati "crêuze", ascensori pubblici e funicolari, oltre che da un complesso sviluppo stradale.Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, Milano, 2009 Il centro storico si caratterizza per la massiccia urbanizzazione del territorio e per la presenza centrale del porto, che con le sue strutture occupa completamente l'affaccio sul mare. Nel corso dei secoli, ma soprattutto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, sulle colline soprastanti gli antichi sestieri storici sono sorti quartieri signorili, come Carignano e Castelletto, ma anche popolari, come Lagaccio e Oregina, che hanno inglobato alcuni borghi preesistenti, come Granarolo. Solo la parte sommitale della collina è stata preservata dalla cementificazione, grazie anche alla presenza di servitù militari legate al complesso delle mura e fortificazioni e alla valorizzazione di questi manufatti dopo la loro dismissione dal demanio militare. Nella ripartizione amministrativa in vigore dal 2007 il centro è diviso in due "Municipi". Il Municipio I - Centro Est comprende i quartieri più antichi della città e le aree collinari dell'espansione urbanistica otto-novecentesca; il Municipio II - Centro Ovest comprende parte dell'antico sestiere di San Teodoro, unito a Sampierdarena, la principale delle cittadine industriali esterne alle mura inglobate nel 1926.
La val Polcevera si sviluppa perpendicolarmente alla linea di costa, con un andamento piuttosto lineare, ed è da sempre la principale via di accesso a Genova dalla pianura padana, un tempo attraverso i passi appenninici dei Giovi e della Bocchetta, ai quali si sono aggiunte nell'Ottocento le due linee ferroviarie per Torino e Milano e nel Novecento l'autostrada A7. È una valle ampia e soleggiata, formata dall'incontro dei torrenti Verde e Riccò a Pontedecimo. La sponda sinistra è quella più densamente popolata, sia lungo il torrente sia nei quartieri collinari; la sponda destra è occupata prevalentemente da attività industriali, magazzini e centri commerciali. Sulle alture sopravvivono paesi collinari di antica origine, come Cesino, San Biagio, Murta, Trasta e Fegino sul versante destro, Morego, Cremeno, Brasile, Geminiano, Begato, Garbo e Fregoso su quello sinistro; tutti questi paesi si trovavano un tempo lungo le vie di transito dirette oltre Appennino, che privilegiavano i percorsi collinari rispetto al fondovalle, reso infido dalle frequenti esondazioni dei torrenti. Sulla valle domina il Monte Figogna (804 m), sulla cui cima sorge il Santuario di Nostra Signora della Guardia. La val Polcevera, formata dalle ex circoscrizioni di Rivarolo, Bolzaneto e Pontedecimo, costituisce il Municipio V - Valpolcevera.
Il ponente cittadino è costituito da una sottile fascia pianeggiante, alle cui spalle si innalzano monti che superano anche i 1000 m e culminano nel monte Reixa (1183 m), punto più alto del territorio comunale, che in questa zona raggiunge e in alcuni punti oltrepassa lo spartiacque appenninico, in corrispondenza dell'alto corso del torrente Stura, arrivando a confinare, unico comune ligure tra quelli con accesso al mare, direttamente con il Piemonte, nel territorio del comune di Bosio. Nel corso dei secoli, luogo di villeggiatura delle famiglie patrizie genovesi, come testimoniano, tra le altre, la villa Duchessa di Galliera a Voltri, la villa Durazzo-Pallavicini a Pegli e la villa Durazzo Bombrini a Cornigliano, il ponente è stato per lo più sacrificato nel corso del XX secolo allo sviluppo dell'industria pesante, siderurgica, chimica e cantieristica navale, e del porto di Pra', che ha finito per occupare con le sue infrastrutture quasi interamente il litorale. Residui tratti di spiaggia restano a Pegli, Multedo e Voltri. A partire dagli anni 2000 sono stati effettuati alcuni interventi volti a bilanciare vivibilità e progresso, come il recupero della cosiddetta "fascia di rispetto" di Pra', la riconversione delle aree ex-siderurgiche di Cornigliano e il progetto del parco scientifico-tecnologico sulla collina degli Erzelli, sulle alture di Cornigliano. Nelle vallate del ponente rimangono numerose testimonianze delle prime attività manifatturiere di età moderna, come cartiere e cave di calce, circondate dai resti degli antichi terrazzamenti agricoli, come del resto nella val Polcevera e nella val Bisagno. Il ponente è diviso tra il Municipio VI - Medio Ponente (Cornigliano e Sestri Ponente) e il Municipio VII - Ponente (Pegli, Pra' e Voltri).
La val Bisagno ha un andamento sinuoso ed è più stretta tra le sue montagne rispetto alla val Polcevera. Il torrente entra nel territorio comunale all'altezza di Prato, nel quartiere di Struppa, si dirige per un tratto verso ponente fino al quartiere di Molassana, dove vira in direzione sud-ovest verso Staglieno. In questo primo tratto gli abitati sorgono per lo più sulla sponda destra del torrente, maggiormente esposta al sole, dove si trovano numerose frazioni che hanno in gran parte conservato il loro aspetto rurale. La parte inferiore della valle, inglobata nel comune di Genova con la prima espansione del 1873, fu destinata fin da subito a ospitare infrastrutture legate ai servizi pubblici: qui sorsero lo stadio Luigi Ferraris, il carcere di Marassi, il cimitero monumentale di Staglieno, le officine del gas, il macello pubblico e il mercato ortofrutticolo, trasferito nel 2009 a Bolzaneto. Sui crinali che delimitano la valle sui due versanti sorgono due distinti sistemi di fortificazioni, costruiti fra il XVIII e il XIX secolo: il primo, sulla sponda destra, tra il forte Sperone e il forte Diamante; il secondo, sulle alture di Quezzi. Dopo il cimitero di Staglieno il paesaggio diventa prettamente urbano: il Bisagno, stretto tra i palazzi, scorre in parte tombato fino a sfociare nei pressi della Fiera di Genova. Le colline della val Bisagno, sul versante destro, sono attraversate dall'acquedotto storico, che fino alla fine dell'Ottocento assicurava il rifornimento idrico alla città prelevando acqua dal Bisagno e dai suoi affluenti. La val Bisagno è divisa tra il Municipio III - Bassa Valbisagno (San Fruttuoso e Marassi) e il Municipio IV - Media Valbisagno (Staglieno, Molassana e Struppa).
Il levante cittadino, antica sede di villeggiatura delle famiglie patrizie genovesi e divenuto in seguito zona residenziale di pregio, ha conservato quasi intatta la propria costa, ricca di insenature sulle quali si affacciano borghi marinari rimasti intatti, come Boccadasse e Vernazzola, e di scogliere percorse da passeggiate, come quella di Nervi. Sullo sfondo domina il monte Fasce (846 m), che, con il vicino monte Bastia, protegge questa parte della città dai venti freddi orientali e dalla tramontana e dalla cui cima si può godere di un ampio panorama su tutto il levante cittadino. Il levante è diviso tra il Municipio VIII - Medio Levante (Foce, Albaro e San Martino) e il Municipio IX - Levante (Valle Sturla, Quarto, Quinto e Nervi).
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