Arzawa (forma antica Arzawiya) fu un regno dell'Anatolia occidentale del II millennio a.C.. Non essendo giunta a noi alcuna testimonianza diretta di questo popolo, possiamo ricostruire la sua storia unicamente da fonti esterne, provenienti essenzialmente dal vicino regno ittita. Gli Ittiti combatterono spesso le popolazioni di quest'area, separatamente o unite tra loro, sovente sconfiggendole e rendendole vassalle.
Oggi conosciamo esattamente la localizzazione del territorio di Arzawa, 2005.. Esso occupava la regione nord-occidentale dell'Anatolia, dallo stretto dei Dardanelli (su cui si affacciava la città di Wilusa/Troia) a Nord fino al fiume Meandro a Sud, che faceva da confine con i territori della città-stato di Millawata/Mileto. ad ovest la costa di Arzawa era bagnata dal Mar Egeo, mentre verso est confinava, tramite la regione di Hapalla, con le Terre Basse degli Ittiti. Sono ritenute tradizionalmente escluse dall'area Arzawa le regioni del Sud-Ovest anatolico, cioè la Lukka/Licia e la Karkiysa/Caria.
Le genti Arzawa erano in gran parte, anche se non esclusivamente, di stirpe luvia, 2009., tanto che nei testi ittiti, ad un certo punto della tarda età del bronzo, il termine Luwiya cadde in disuso e venne sostituito dal termine Arzawa. Inoltre, i nomi propri di Arzawa erano simili a quelli dei Luvi e gli Arzawa veneravano divinità luvie, quali Arma (la Luna) e Tarhunta (il dio della tempesta).
La città più importante, capitale nel periodo in cui il regno di Arzawa costituì un'entità unitaria, fu Apasa, nell'estremo Sud-Ovest del paese, la cui collocazione corrisponde a quella di Efeso in epoca classica, 2009..
Prime attestazioni storiche: "Arzawiya" e "Assuwa" Per la maggior parte della sua storia, l'area di Arzawa è sempre sembrata essere un insieme di staterelli più o meno indipendenti l'uno dall'altro, ma pronti ad unirsi occasionalmente in confederazioni per specifici scopi militari. Pertanto con il termine Arzawa i testi ittiti si riferiscono più ad un'area geografica e a stirpi con lingua e divinità comuni, piuttosto che a uno stato unitario, 2005.. All'interno di questo scenario sembra che il sovrano del nucleo centrale, con capitale Apasa, possa aver svolto una sorta di ruolo di primus inter pares, assumendo il comando delle varie leghe sorte di volta in volta.
La prima attestazione storica di Arzawa risale al regno ittita di Ḫattušili I, verso il 1650 a.C., quando in un commento lapidario egli ricorda "...marciai contro Arzawiya e presi bestiame e pecore"Annali di Ḫattušili I, 1, 22-23.. Dopo l'espansione territoriale sotto il precedente sovrano Labarna, i territori ittiti confinavano con quelli di Arzawa ed è possibile, 2005. che vi siano state scaramucce tra vicini, o piccole incursioni, finché Ḫattušili I non decise di organizzare una spedizione punitiva nel territorio di Arzawa. Probabilmente si trattò di uno scontro di poco conto.
Circa un secolo più tardi, con l'impero ittita dilaniato da lotte dinastiche, si ha notizia, al tempo di Ammuna (1550 a.C. ca.), della rivolta di una serie di regni vicini che "...sono diventati apertamente ostili", 2005.. Tra questi viene indicato Arzawiya. Ammuna tentò di riaffermare l'autorità ittita, con discreta fortuna.
Col Nuovo Regno ittita si tornò in una fase espansionistica. L'interesse principale dal regno di Tudhaliya I/II in avanti furono le vie che portavano all'area siriana. Tuttavia la tendenza del mondo anatolico occidentale a costituire confederazioni militari, col rischio che queste preludessero alla formazione di uno stato unitario, deve aver allarmato il sovrano ittita, 2005., al punto di ritenere che nessuna azione verso la Siria avrebbe potuto essere intrapresa senza prima essersi coperto le spalle ad ovest; d'altra parte le Terre Basse ittite, vicine ad Arzawa, erano vulnerabili ad incursioni dei vicini occidentali. Tudhaliya I/II decise perciò di intraprendere un'azione preventiva invadendo i territori occidentali. Egli sconfisse sia la Terra del fiume Seha, che Arzawa Minor e Hapalla, 2009., tutti stati Arzawa propriamente detti, anche se nel proprio cammino sottomise una serie di altri staterelli. L'esito fu una deportazione di massa ad Ḫattuša di uomini ed animali. La campagna scatenò però una reazione: 22 stati dell'Ovest, tra i quali Wilusa, dettero vita a quella che gli annali del sovrano chiamano lega Assuwa, contrattaccando, 2005.. Ma, con un assalto notturno, le forze ittite ebbero la meglio, sconfiggendo la lega Assuwa e deportando ad Ḫattuša oltre 10.000 prigionieri.
L'apogeo: le imprese di Madduwatta e di Tarhuna-Radu
Dalla Tavoletta di MadduwattaCTH 147 KUB 14.1 + KUB 19.38 (95) redatta dal successore di Tudhaliya I/II, Arnuwanda I (1380 a.C. ca), veniamo a conoscenza della vicenda di Madduwatta, forse un nobile di origine Arzawa, venuto in contrasto con AttarisiyaLo storico svizzero Forrer, già negli anni '20, propose la sua identificazione con il leggendario Atreo, fondatore della casa regnante di Micene, per assonanza fonetica., definito nel testo "...il governanteBeckman fa notare che il termine usato nel testo, LU, è differente da quello usato per i re, LUGAL, e quindi anche se il suo status è incerto è probabile che non fosse visto come un sovrano, anche se si tratta di un personaggio di elevato rango. , 2011. di AhhiyawaQuesta è la prima attestazione degli Ahhiyawa in area anatolica, come fa notare Cline; , 2011...." e con il sovrano di Arzawa Kupanta Kurunta. La vicenda è complessa ma pare che Madduwatta, alla fine di una storia di intrighi e tradimenti, fosse riuscito a scalzare Kupanta Kurunta, ad affrancarsi parzialmente dagli Ittiti ed a mettere insieme un considerevole regno nell'Anatolia occidentale, ivi comprese le terre di Arzawa, 2005.. In realtà questo testo è l'unico che ci narri questa vicenda ed in nessun'altra tavoletta giunta sino a noi ci sono conferme neppure indirette del fatto che Madduwatta fosse effettivamente asceso al trono di Arzawa, quindi potrebbe trattarsi di una esagerazione, un racconto retorico strumentale agli scopi di Arnuwanda.
La vicenda è comunque sintomatica delle continue difficoltà incontrate dagli Ittiti nel gestire quest'area in perenne fermento.
Il regno ittita, attraversava comunque un periodo di contrazione e di instabilità: le cronache di Tudhaliya IIITavolette di Ortakoy, Suel 2001, successore (1370 a.C. ca) di Arnuwanda, registravano movimenti ostili ai confini occidentali da parte di Kupanta Kurunta (che evidentemente era di nuovo sul trono di Arzawa), dei suoi tre figli e di Tarhuna-Radu, di cui non era precisato lo status. Con le proprie truppe impegnate a fronteggiare a nord i Kaska, che saccheggiarono e bruciarono Hattuša, Tudhaliya lasciò scoperto il fianco ovest e gli Arzawa, ora uniti proprio sotto Tarhuna-RaduNon si conosce la ragione, come evidenziano sia Hawkins che Bryce, che lo abbia portato sul trono a dispetto dei tre figli maschi di Kupanta Kurunta., ne approfittarono occupando le Terre Basse ittite (a est dell'attuale Konya), giungendo non lontani dal Marassantiya (Kizilirmak), il fiume che delimitava il cuore della nazione IttitaKBO vi 28: "Il nemico Arzawa ha saccheggiato la terra di Hatti ed ha portato la sua frontiera a Tuwanuwa e Uda".
Gli Arzawa erano ormai uno stato unitario e, con gli Ittiti in pieno caos, anche il più importante dell'Anatolia (1360 a.C. ca): si erano sostituiti agli Ittiti nelle relazioni internazionali, tanto che Tarhuna-Radu scambiò una corrispondenza diplomaticaEA 32 Vorderasiatisches museum Berlino, EA 31 Egyptian museum Cairo; le lettere sono scritte in ittita, il che dimostrerebbe come gli scribi arzawa avessero limitata conoscenza dell'accadico, la lingua delle relazioni internazionali - T.Bryce con il faraone Amenophis III"Indicato nel testo come Nimuwaria, resa cuneiforme del nome di Amenophis"; J.D.Hawkins., corredata da una proposta matrimoniale a suggello dell'alleanza. Lo stesso stile elaborato da "Grande Re" che il faraone riservava a Tarhuna-Radu mostrava il grado di importanza che in pochi anni lo stato di Arzawa aveva raggiunto. Nella corrispondenzaEA 32 Vorderasiatisches museum Berlino, EA 31 Egyptian museum Cairo, inoltre, Amenophis III chiese a Tarhuna-Radu di inviargli dei guerrieri Kaska, noti per la loro bellicosità, da inserire nel proprio esercito come mercenari. Questa richiesta, in precedenza, veniva rivolta al sovrano ittita, stante la prossimità all'impero dei territori abitati dalle tribù Kaska; la circostanza che il faraone ne faccia richiesta invece a Tarhuna-Radu, palesa che Arzawa si era sostituito agli Ittiti nell'immagine internazionale come prima potenza dell'area e che in effetti Tarhuna-Radu, pur non avendo il controllo sui Kaska, avesse quantomeno la possibilità di "reperirli"; segno di grande "potenza", vista la lontananza di Arzawa dal loro territorio.
La riscossa ittita Gli Ittiti, riorganizzatisi dalla nuova capitale Samuha, riuscirono riaffermare il loro potere con Tudhaliya III e suo figlio Šuppiluliuma I (1355 a.C. ca). Secondo il resoconto che ne fece suo nipote Muršili II, fu Šuppiluliuma a chiedere al padre di poter guidare l'esercito nel tentativo di riconquista. Gradualmente l'esercito ittita riuscì a recuperare i territori perduti, costringendo gli Arzawa a retrocedere sempre più verso ovest, 2005..
Non è certo se Tarhuna-Radu fosse ancora in vita e al comando o se, nel frattempo, qualcuno gli fosse succeduto; appare probabile però, dalla complicata traduzione di un passaggio delle "Gesta", che proprio Tarhuna-Radu fosse il re arzawa catturato "e portato in catene a Sapinuwa"Centro principale ittita; si veda R. Beal: Encyclopedia of the bible and its reception, vol. II, pag.1172.).
Abbiamo invece notizie, sempre in questo periodo, di un rifiuto da parte di un capo Arzawa chiamato AnzapahhadduSecondo Freu ed altri studiosi potrebbe trattarsi del figlio di Tarhuna-Radu, ma è solo un'ipotesi. di restituire dei latitanti sfuggiti alla giustizia di Ḫattuša. Gli Ittiti inviarono il generale Himuili per una spedizione punitiva, riportando però un'umiliante sconfitta. Fu ancora Šuppiluliuma a risolvere la questione, guidando le truppe personalmente e sbaragliando l'esercito di Arzawa.I primi scontri avvennero nelle zone di Petassa e Mahuirassa e coinvolsero oltre ad Anzapahhaddu altri leader non meglio identificati, di nome Alaltalli e Zapalli. Le "Gesta" di Suppiluliuma ci sono giunte in pessime condizioni, e le informazioni che ne ricaviamo sono frammentarie. , 1998..
Riconquistate le Terre Basse, il sovrano ittita vi insediò il generale Hanutti come governatore, 2005.. Questi, oltre a stabilizzare l'area, condusse una serie di attacchi, il primo dei quali al regno di Hapalla, il più vicino tra quelli arzawa ai territori ittiti. Essi consentirono di completare, nello spazio di un decennio dall'inizio delle ostilità, la riconquista dell'Anatolia occidentale.
Purtroppo le "Gesta" di Šuppiluliuma I sono giunte a noi in modo assai frammentario. Il quarto di secolo che sta tra l'inizio della riscossa ittita e l'ascesa di Muršili è, così, ancora poco chiaro.
Da un frammento di questi resoconti, 2009. si è ipotizzata una decisiva vittoria campale colta da Šuppiluliuma, con conseguente conquista e sottomissione dell'intera area, che sarebbe stata poi divisa dal conquistatore in staterelli, retti ognuno da un re vassallo.
Benché questa resti la versione più accreditata, non c'è accordo sul grado di dipendenza di Arzawa verso Ḫattuša in questo periodo (1350 ca.-1322), e se avesse mantenuto una struttura unitaria o confederata.
Sappiamo con sicurezza però che attorno al 1340 a.C. su determinata zone o regni di Arzawa governavano dei sovrani, certamente tributari degli Ittiti, che diedero vita a linee dinastiche reali nei singoli regni Arzawa, almeno dall'avvento di Muršili II in poi (1321-1295).