Biografia Giovanni Angelo Braschi nacque il giorno di Natale del 1717 a Cesena dal conte Marco Aurelio Tommaso Braschi e dalla contessa Anna Teresa Bandi, figlio primogenito di una numerosa famiglia di otto figli, con tre fratelli e quattro sorelle e questi erano: Felice Silvestro, Giulia Francesca, Cornelio Francesco, Maria Olimpia, Anna Maria Costanza, Giuseppe Luigi e Maria Lucia Margherita. Sua nonna materna era la contessa Cornelia Zangheri Bandi, nota per le enigmatiche circostanze della sua morte. Fu battezzato a Cesena due giorni dopo la nascita, il 27 dicembre, e gli fu dato il nome di battesimo di Angelo Onofrio Melchiorre Natale Giovanni Antonio. Suoi padrini furono il conte Fabio Locatelli e la contessa Bianchini Fantaguzzi.
Dopo la morte del padre, avvenuta il 2 luglio 1759, ereditò il titolo di conte di Falcino. Studiò nel seminario locale retto dai Gesuiti ed a soli 18 anni si laureò in utroque iure all'Università di Cesena (20 aprile 1735) e in seguito completò i suoi studi di giurisprudenza all'Università di Ferrara. Una targa, posta nello scalone d'onore dell'allora sede dell'ateneo, palazzo Paradiso, lo ricorda.
Successivamente, si perfezionò all'Università di Ferrara, dove completò gli studi giuridici sotto la guida dello zio, Giovanni Carlo Bandi. A Ferrara ottenne il suo primo incarico importante, quello di segretario del cardinal legato, Tommaso Ruffo. Come suo assistente, si recò a Roma nel 1740, in occasione del conclave che elesse il successore di Clemente XIIIl conclave si concluse con l'elezione di papa Benedetto XIV..
Nel 1744 organizzò in maniera efficace la difesa della città di Velletri durante la battaglia dell'11 agosto 1744 tra forze austriache e napoletane nell'ambito della guerra di successione austriaca. Notatolo, il re Carlo VII di Napoli (che quindici anni dopo divenne re di Spagna col nome di Carlo III di Spagna), strinse con lui ottime relazioni che giovarono al giovane Braschi una volta eletto al soglio pontificio. Nel 1746 il pontefice Benedetto XIV lo inviò a Napoli per risolvere dei conflitti giurisdizionali sorti tra Roma e il regno borbonico per i tribunali vescovili: la missione ebbe successo ed egli riuscì ad ottenere le dimissioni dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Giuseppe Spinelli, venendo nominato come ricompensa al rango di monsignore col titolo di cappellano privato di Sua Santità. Dopo la morte del cardinale Ruffo (16 febbraio 1753) il papa Benedetto XIV, stimandolo moltissimo, lo nominò suo segretario.
In seguito alla scoperta della vocazione, Braschi decise di abbandonare la carriera professionale e di prendere i voti. Fu ordinato sacerdote nel 1758.
Cronologia incarichi Prima dell'ordinazione sacerdotale 1735-1753: è segretario del cardinale Tommaso Ruffo; durante questo periodo: 1740-1753: è uditore per la sede suburbicaria di Ostia e Velletri, prendendo residenza in quest'ultima città; Aiutante di studio e successivamente Cameriere segreto di papa Benedetto XIVGiuseppe de Novaes, Elementi della storia de' sommi pontefici, Roma, 1815, II edizione, Vol. XVI, parte I.. Dopo l'ordinazione sacerdotale Nel settembre 1758 entra nella Prelatura romana come prelato domestico di Sua Santità; poi Clemente XIII lo nomina membro del Tribunale della Segnatura di Grazia come referendario (14 settembre); Settembre 1759: è uditore civile e segretario del cardinale camerlengo Carlo Rezzonico, nipote di papa Clemente XIII; 1762: è consultore del Sacro Collegio dell'Indice; 22 settembre 1766: è Tesoriere generale della Camera Apostolica; 10 maggio 1773: è creato cardinale presbitero con il titolo di Sant'Onofrio; È nominato abate commendatario di Santa Maria di Valdiponte, presso Perugia, dell'Abbazia di Subiaco e del monastero di San Gregorio al Celio a Roma; 15 febbraio 1775: viene eletto romano pontefice.
Il Conclave del 1774-1775
Pio VI fu eletto papa il 15 febbraio 1775 nel Palazzo Apostolico.
Il conclave si aprì il 5 ottobre 1774, quindi ebbe una durata di quattro mesi e nove giorni. Era dal 1740 (elezione di papa Benedetto XIV) che non si svolgeva un'assise più lunga. Di tutti i conclavi che si sono tenuti successivamente, nessuno è durato così a lungo.
Parteciparono all'ultima votazione, quella del 15 febbraio 1775, 44 cardinali.
Durante il conclave, il re di Spagna Carlo III oppose il veto contro Giovanni Carlo Boschi. I rappresentanti di Spagna, Francia e Portogallo tolsero una dopo l'altra il proprio veto all'elezione del cardinale Braschi, che, pur essendo vicino ai Gesuiti, aveva preso le distanze da tutte le controversie politico-religiose. Il papa neoeletto scelse come nome pontificale Pio in memoria di san Pio V, verso il quale nutriva una particolare devozioneGiuseppe De Novaes, op.cit., I tomo.
Pio VI venne eletto pontefice quando ancora non era stato nominato vescovo e pertanto si rese necessaria, prima della sua definitiva presa di possesso della Santa Sede, la sua ordinazione. Il 22 febbraio 1775 (festa della Cattedra di San Pietro) Pio VI, ancora col nome di Giannangelo Braschi, venne consacrato dal cardinale-vescovo di Porto-Santa Rufina, nonché vice-decano del Sacro Collegio dei Cardinali, il cardinale Gian Francesco Albani: il giorno stesso venne incoronato pontefice dal cardinale protodiacono, Alessandro Albani. La domenica successiva egli aprì ufficialmente la Porta Santa della basilica di San Pietro, dando inizio all'anno giubilare 1775. La cerimonia del "possesso" (cioè la cerimonia in cui il papa veniva ufficialmente intronizzato) ebbe luogo il 30 novembre e fu l'ultima volta in cui ebbe luogo con la grandiosità e la solennità della tradizione, prima del tramonto definitivo del rito.
Il pontificato
Relazioni con le istituzioni della Chiesa
Ordini religiosi e congregazioni Gesuiti Gli unici due Paesi in cui l'attività della Compagnia di Gesù fu permessa furono la Prussia di Federico II e la Russia di Caterina II. In Prussia essi organizzarono la scuola dell'obbligo (la Prussia fu il primo Paese ad istituire l'istruzione obbligatoria), mentre in Russia fu loro permesso di accogliere i novizi. Il pontefice non poté però evitare la morte in carcere del preposto generale, padre Lorenzo Ricci (24 novembre 1775). Approvazioni e concessioni Il pontefice approvò le costituzioni dell'Ordine dei Frati scalzetti fondato da Juan Alfonso Varela y Losada nel 1752. Pio VI promosse l'unione della Società della Fede di Gesù con la Società dei Padri del Sacro Cuore, una compagnia fondata in Belgio nel 1794 con le stesse finalità (l'unione venne realizzata ne 1799). Il 15 settembre 1775 il pontefice approvò gli istituti della Congregazione dei Passionisti con la bolla Praeclara Virtutum. Nel 1790 ricevette una richiesta da parte dell'ultimo abate di Cîteaux, Dom François Trouvé. Avendo perso ogni speranza di salvare il monastero, l'abate pregò Pio VI di trasferire tutti i suoi poteri a Robert Schlecht, abate di Salsmansweiler, della Congregazione della Germania settentrionale. La richiesta fu esaudita. Il 31 luglio 1794 Pio VI approvò l'erezione in abbazia della Certosa della Valsainte (Svizzera), che divenne successivamente la casa madre della Congregazione dei trappisti.
Decisioni in materia dottrinale Nel 1779 papa Pio VI con il Breve Divina Christi voce condannò l'esegeta Lorenzo Isenbiehl di Magonza, il quale sosteneva che la profezia di IsaiaNell'Antico Testamento il profeta Isaia, alludendo alla Madre del Messia, indica al re Acaz un segno prodigioso con queste parole: «Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà [...] un figlio, che chiamerà Emmanuele» (7,14). non si riferiva al Messia né in senso letterale né in senso spirituale, e perciò nemmeno a Maria.
Decisioni in materia liturgica Celebrò il giubileo del 1775; Il 19 marzo 1777 approvò la revisione del calendario liturgico della Chiesa cattolica d'Inghilterra Approvò la traduzione italiana della Sacra Bibbia ad opera Antonio Martini (1778). La Bibbia del Martini rimase la versione più utilizzata in Italia fino al XX secolo. Il 18 dicembre 1784 approvò l'Ufficio e la messa propria della Madonna del Fuoco, Patrona di Forlì, città che il Papa aveva visitato due volte nel 1782.
Altre decisioni Curia romana Creò la congregazione super Negotiis Extraordinariis Regni Galliarum per stabilizzare i rapporti con regno di Francia (1793). Da essa derivò la Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari istituita dal successore Pio VII nel 1814. Ordini religiosi cavallereschi Approvò la riforma dell'Ordine di Avis (1º agosto 1789). Nel 1785 il pontefice condannò il movimento degli Illuminati, fondato dal filosofo tedesco Johann Adam Weishaupt. Inoltre sanzionò il principe-vescovo di Frisinga, Ludwig Joseph von Welden.
Relazioni con i monarchi europei
Pio VI si trovò ad affrontare grandi difficoltà nel rapporto con gli Stati, sempre più invadenti nel campo religioso-ecclesiastico. Cercò di dimostrare in modo storico-giuridico i diritti della Santa Sede per quanto riguarda le nunziature e mirò a mantenere le prerogative papali in materia di nomina dei vescoviLuigi Mezzadri, Paola Vismara, La Chiesa tra Rinascimento e illuminismo, Città Nuova, 2006, p. 317.. Sacro Romano Impero L'imperatore Giuseppe II, seguace del febronianismo, adottò, insieme al ministro Kaunitz, una politica ecclesiastica volta ad unificare nelle mani dello Stato la gestione del clero nazionale, sottraendolo alla tutela del papa (giuseppinismo). Nell'ottobre 1781 pubblicò l'editto di tolleranza nei riguardi del protestantesimo. Pio VI prese la straordinaria decisione di recarsi a Vienna per chiedere personalmente la revoca dell'editto e di altri provvedimenti in materia ecclesiastica. Il Papa partì da Roma il 27 febbraio 1782 e giunse a Vienna il 22 marzo. Fu il primo papa dopo 250 anni (Clemente VII, 1523-34) a viaggiare all'estero. Alloggiò nel Palazzo imperiale, dove soggiornò per un intero mese. Celebrò i riti della Settimana santa e la Messa pasquale nella capitale austriaca. Il pittore Josef Hickel eseguì il suo La missione si risolse però in un nulla di fatto. Giuseppe II non sospese né riformò la sua legislazione ecclesiastica. Durante il viaggio di ritorno il pontefice si fermò a Monaco di Baviera (26 aprile – 2 maggio). Nel 1783 l'imperatore ricambiò la visita effettuando un viaggio a Roma. Nel 1784 Giuseppe II stipulò con la Santa Sede una "Conventio amicabilis" (termine scelto da Giuseppe II per evitare la parola concordato, che comportava la concessione di privilegi) con cui ottenne il diritto di approvare la nomina dei vescovi delle città dell'impero.
Nel 1786 Pio VI manifestò il desiderio di aprire una nunziatura a Monaco di Baviera concedendo ai nunzi vasti poteri giurisdizionali, ma gli arcivescovi elettori di Colonia, Treviri, Magonza e l'arcivescovo di Salisburgo sottoscrissero nell'agosto 1786 la “puntualizzazione di Ems”, in cui rivendicarono un'ampia autonomia dalla Santa Sede.
Francia
Nel 1786 il cardinale di Rohan fu raggirato da una contessa e rimase coinvolto nell'Affare della collana. Il re di Francia gli tolse tutte le sue cariche e lo esiliò a La Chaise-Dieu, nell'omonima abbazia, della quale dal 1756 era abate commendatario. Il 13 febbraio 1786 anche papa Pio VI prese provvedimenti: il cardinale fu sospeso, privato della «voce» attiva e passiva e di tutti gli onori. Entro il termine di sei mesi fissato dal papa, il cardinale Rohan si presentò a Roma, dove fu perdonato e reintegrato nella carica (18 dicembre 1786)Giuseppe De Novaes, op.cit., parte I, pp. 139-142..
Nel luglio 1789 scoppiò la Rivoluzione francese. Molti cattolici furono vessati o minacciati dai rivoltosi. Alcuni nobili francesi in pericolo di vita si rifugiarono a Roma. Dalla Francia si rifugiarono nello Stato Pontificio in tutto circa seimila cattolici, La Roma di Napoleone p. 59..