In questa pagina sono riportati i colori e simboli del Football Club Internazionale Milano, società calcistica italiana con sede a Milano.
Fondata nel 1908, i suoi colori distintivi sono da sempre l'azzurro e il nero che furono scelti dal disegnatore nonché socio fondatore del club Giorgio Muggiani: con tale abbinamento cromatico Muggiani intese da una parte rendere omaggio rispettivamente al cielo e alla notte che avevano tenuto a battesimo la nascita della nuova squadra, ispirata da principi di fratellanza, e dall'altra opporsi al binomio rosso e nero espresso dai rivali cittadini del Milan. Dall'emblema distintivo della famiglia Visconti, fondatrice del Ducato di Milano – antico Stato dell'Italia settentrionale con capitale l'omonima città – deriva l'adozione tra i simboli societari di un biscione, declinato nel corso degli anni in varie forme più vicine a quelle di un serpente (che comparve per un breve intervallo di tempo sullo stemma del club) che non alla classica bissa storicamente legata alla città meneghina. Dalla bandiera del Ducato di Milano venne presa a prestito la croce rossa su campo bianco che servì da ispirazione per il disegno della casacca distintiva della Società Sportiva Ambrosiana, nuova realtà calcistica nata dalla fusione con i rivali cittadini dell'Unione Sportiva Milanese – imposta dal regime fascista e mai realmente digerita – che ebbe tuttavia vita breve in favore di un ritorno al classico nerazzurro.
La denominazione e la simbologia adottata dall'Inter sono state, nel corso della sua storia, fonti d'ispirazione per i nomi, le divise e gli stemmi di numerose società calcistiche italiane e straniere, tra cui il , il lo , il , l', l', l' e l'.
La maglia Prima divisa Storia Dagli albori agli anni 1930
A scegliere i colori della tradizionale maglia nera e azzurra palata (dal termine araldico "palo", che indica strisce verticali) fu l'illustratore Giorgio Muggiani. Originariamente, il numero delle strisce sulla maglia – in realtà una camicia di cotone pesante e di flanella, in considerazione del fatto che si giocava quasi esclusivamente nei mesi primaverili – variava a seconda del manufattore, dato che venivano confezionate da sartorie artigianali varie o addirittura in casa indossava ancora casacche realizzate da maglifici diversi (pur cercando una certa uniformità):. in ogni caso le righe nere variavano da un minimo di tre a un massimo di cinque, mentre quelle azzurre da un minimo di tre a un massimo di quattro. La maglia poteva presentare scollo a V nero, più o meno ampio, colletto nerazzurro o ancora colletto bianco e laccetti.. Il capitano di allora, Virgilio Fossati, veniva contraddistinto dallo stemma di Milano cucito sul petto..
Fino alla fine degli anni 1920 non ci furono novità sostanziali a parte la comparsa sul petto di uno stemma con il biscione di Milano nella stagione 1912-1913..
Nel campionato 1923-1924 i nerazzurri indossarono per la prima volta una divisa a maniche corte..
Nel 1928, a seguito della fusione con i concittadini dell'Unione Sportiva Milanese – voluta dal regime fascista, che impose anche il cambio di denominazione in Società Sportiva Ambrosiana – la tradizionale divisa palata fu accantonata in favore di una maglia bianca con scollo a V crociata in rosso, sulla quale venne apposto all'altezza del petto uno stemma ovale con fascio littorio. La nascita della nuova realtà fu osteggiata sia dai tifosi, che continuavano a chiamarla Inter, sia dai dirigenti che nell'amichevole Ambrosiana- del 19 maggio 1929 usarono la maglia nerazzurra con lo stemma della Milanese.. Nella stagione 1929-1930 si ritornò alla maglia che aveva caratterizzato il club prima della fusione, con lo stemma della Milanese sul petto.
Dagli anni 1930 ai 1950 Nel 1930-1931, la squadra appose per la prima volta sulla maglia lo scudetto con fascio littorio – che aveva esordito per la prima volta sulla maglia del Genoa nel campionato 1924-25 – mentre per quanto riguarda le variazioni stilistiche si segnalò lo scollo a V a scacchi che richiamava i colori sociali (bianco e nero) della Milanese.. Dal 1932-1933 l'Inter tornò a usare la maglia che aveva indossato nei campionati 1927-1928 e 1929-1930, senza lo stemma della Milanese. Nella stagione 1938-1939, la divisa fu impreziosita dallo scudetto.
Questa maglia fu usata anche nel 1939-1940 mentre la stagione 1940-1941, segnò l'immediato ritorno dello scudetto sul petto dopo un anno di assenza. Dal 1941 al 1946 venne usata prevalentemente una divisa a sei righe – tre nere e tre azzurre – mentre per il 1946-1947 fu usata una maglia con sette righe, tre nere e quattro azzurre. Dal 1947 al 1959 la casacca ebbe in prevalenza quattro strisce nere e tre azzurre. Nella stagione 1958-1959 comparve lo stemma societario sul petto. L'anno seguente la maglia restò invariata, ad eccezione dello stemma societario che fu rimosso.
Anni 1960 e 1970
Nel 1961-1962 e nel 1962-1963, le righe divennero nove – quattro nere e cinque azzurre – ma nella stagione immediatamente successiva tornarono a essere sette, quattro nere e tre azzurre. La divisa per il 1963-1964 fu impreziosita dal tricolore, che celebrava il campionato conquistato l'anno precedente. Fu un periodo di grandi soddisfazioni sportive per la squadra che contribuì alla formazione di una divisa iconica, che infatti subì poche modifiche e non sostanziali fino al 1971, se si eccettuano il tricolore che tornò a campeggiare sulle maglie nella stagione 1965-1966 e la stella celebrativa del decimo titolo italiano in quella 1966-1967. Dal 1967-1968 sul petto rimase solo la stella.
Nel 1971-1972 la maglia fu impreziosita dal tricolore. Da quella stagione e fino a quella 1976-1977 la divisa non subì modifiche degne di nota; il numero delle strisce fu prevalentemente pari a sette. A partire dalla stagione 1977-1978 comparve stabilmente sulla maglia il logo del fornitore tecnico, quello della Puma.. Nell'annata successiva la maglia si fregiò per la prima volta della coccarda tricolore in virtù del successo dell'anno prima nella Coppa nazionale. La maglia della stagione 1979-1980 rimase invariata rispetto a quella dell'annata precedente, eccezion fatta per l'adozione di un nuovo stemma sociale all'interno del quale faceva bella mostra di sé un serpente.
Anni 1980
Per la stagione 1980-1981, la divisa tornò a esporre il tricolore in luogo dello stemma che trovò spazio solo sulla manica destra. Inoltre, le strisce si fecero più fitte e vennero adottati dei pantaloncini azzurri. Dal 1981 l'Inter abbandonò il fornitore tecnico tedesco per legarsi all'azienda italiana della Mec Sport e le strisce tornarono leggermente più larghe. L'anno successivo comparve sulle maglie nerazzurre pure il primo sponsor ufficiale.. Già dal 1983-1984 tornarono i pantaloncini neri e la divisa rimase sostanzialmente invariata fino al 1986.
L'annata 1986-1987 vide l'esordio di un nuovo fornitore tecnico, il francese Le Coq Sportif, che si distinse nel biennio di sponsorizzazione per l'adozione di un numero di strisce variabili da un minimo di sette a un massimo di nove e per aver riportato lo stemma sociale sul petto. Nella stagione 1988-1989, la prima dell'azienda tedesca Uhlsport, si assistette alla comparsa sulle maglie di una versione dello stemma leggermente ritoccata che apportava sopra anche la denominazione del club. La casacca della stagione 1989-1990 fece segnare il ritorno del tricolore, che spostò il nuovo stemma sociale – ancora cambiato e più simile adesso a quello originario – sulla manica destra.
Anni 1990
Nel 1991 si registrò un nuovo cambio di fornitore tecnico dopo l'accordo con la Umbro: l'azienda inglese esordì con una maglia contraddistinta da un numero di strisce pari a sette, tre nere e quattro azzurre. La divisa per l'anno successivo si caratterizzò per l'uso di una tonalità di azzurro più chiara rispetto alle precedente e per un numero di righe più elevato. Dal 1993 al 1995 le strisce furono stabilmente nove, cinque nere e quattro azzurre.
La stagione 1995-1996 fu segnata dall'utilizzo di una tonalità di azzurro più scura che fu confermata anche nelle due successive annate. Nella stagione 1997-1998 la maglia presentava nella parte inferiore una caratteristica serigrafia del logo sociale. Esaurito il rapporto con l'azienda inglese nel 1998-1999, il club firmò un nuovo contratto con il fornitore tecnico americano della Nike, che esordì presentando una maglia sostanzialmente nel solco delle precedenti.
Anni 2000 Nella stagione 2000-2001 la Nike non apportò elementi di grande novità, mentre nel 2001-2002 decise di introdurre nella tradizionale palatura nerazzurra degli inserti gialli, che vennero confermati anche nell'annata successiva. Nella stagione 2003-2004 la divisa si caratterizzò per una generale predominanza dell'azzurro sul nero, soprattutto nella parte inferiore della stessa, mentre non ci furono grosse novità l'anno successivo.
Nella stagione 2006-2007 tornò a campeggiare sulla maglia del club il tricolore – a distanza di diciassette anni dall'ultima volta – mentre la coccarda tricolore, simbolo della Coppa Italia conquistata nell'annata precedente, trovò spazio solo sulla manica sinistra. La stagione 2007-2008 rappresentò per il club quella celebrativa dei primi cento anni dalla sua fondazione. Per celebrare la ricorrenza, la Nike elaborò una divisa più classica: la maglia presentava sette righe – tre nere e quattro azzurre – con lo scudetto tricolore disposto al centro della stessa.. Per il 2008-2009 l'azienda americana pensò a degli inserti di color oro sulle maniche e nella parte inferiore della maglia.. Nella stagione 2009-2010 la maglia presentò nove strisce – cinque nere e quattro azzurre – mentre lo stemma societario venne circondato dai colori della bandiera italiana (verde, bianco e rosso) per celebrare i cento anni dal primo scudetto.
Anni 2010
L'annata 2010-2011 fece segnare una sostanziale innovazione: per la prima volta le strisce nerazzurre non furono definite ma presentarono un effetto sfumato che richiamava la pelle del biscione, simbolo della squadra. Novità anche per lo stemma, che venne racchiuso in tre cerchi concentrici con i colori sociali (oro, blu e nero) e per lo scudetto tricolore che, dopo la sopravvenuta vittoria nel Mondiale per club nel dicembre dello stesso anno, andò ad affiancare la coccarda nella parte destra della maglia lasciando spazio al centro al FIFA Champions Badge. Dopo una stagione così innovativa, l'anno seguente la Nike scelse di tornare, in un certo senso, alle origini. Le classiche strisce nerazzurre infatti, divennero più sottili, in controtendenza con i campionati passati. Degno di nota fu il colletto a polo con chiusura a due bottoni. Per il 2012-2013, le strisce della maglia, a girocollo, divennero cinque – tre azzurre e due nere – mentre le maniche furono completamente nere con risvolto azzurro. La casacca della stagione 2013-2014 presentò bande leggermente più strette rispetto a quella della passata stagione e una tonalità di azzurro più scura del solito, tendente al blu. Il colletto fu per la prima volta alla coreana, più basso e rotondo, di colore nero.
L'annata 2014-2015 fece segnare una vera e propria rivoluzione: la maglia fu caratterizzata da un colletto a polo prevalentemente nero, con una rifinitura azzurra sulla parte superiore, e strisce nere più strette, ulteriormente definite da tredici pinstripes azzurre, quasi a ricordare un elegante gessato. Le maniche seguivano la trama principale per poi finire con una striscia sottile azzurra e una banda di colore nero ai bordi. La maglia 2015-2016 si ispirò a quella del 1990-1991 per celebrare i venticinque anni dalla vittoria della prima Coppa UEFA: fece così ritorno la classica divisa a strisce nere e azzurre. L'anno successivo la Nike confermò le tradizionali righe verticali nerazzurre, ma aggiunse una particolare grafica a linee ondulate; inoltre, vennero proposti dei curiosi calzettoni gialli.