San Vigilio (San Verséle o San Éle in dialetto) è una frazione di abitanti del comune di Concesio, in provincia di Brescia.
È situato a circa 227 , sulla riva destra del fiume Mella, e dista circa dal centro del comune di Concesio.
Prima del 1927, anno in cui è stato annesso al comune di Concesio, era un comune autonomo.
Geografia fisica Il centro abitato di San Vigilio sorge nell'insenatura creata dalle colline tra Concesio e i comuni di Cellatica, Gussago e la frazione di Cailina del comune di Villa Carcina.
Dal punto di vista geologico, il terreno dove è situata la borgata di San Vigilio si è formato durante il periodo Quaternario a partire da materiale eroso dalle montagne, che è stato trasportato attraverso l'azione fluviale e del vento, fino ad arrivare in tale territorio, dove si è sedimentato in strati contenenti argilla, lignite, sabbia, löess, arenaria, conglomerati vari e ghiaia. Più in profondità si trovano inoltre rocce bituminose risalenti al periodo Triassico. Origini del nome San Viglio è citato nel 1197 in documenti in latino come "terra Sancti Vizilii". In documenti successivi è indicato come "de Sancto Vizilio" (1237 e 1324), "de Sancto Vezilio" (1274 e 1295), "de Sancto Vigilio" (dal 1235 al XIX secolo) e "de S.to Verzilio" (1435).
Popolarmente è stato chiamato anche "San Verzéle" (nel '600), "San Veglio" e "San Vélgio" (nella prima metà del '900).
Storia
Il ritrovamento nel territorio di San Vigilio e Cailina, avvenuto nel 1979, dei resti di un'antica necropoli romana e di altri oggetti di quell'epoca indica che la zona era conosciuta ed abitata già in epoca romana..
In un diploma del 15 giugno 1037 si legge che il territorio, al tempo di proprietà dell'imperatore Corrado II, passò nelle mani del vescovo Olderico. Successivamente proprietari del territorio furono il Capitolo della Cattedrale di Brescia e il Monastero di San Faustino. In questo periodo il vescovo, il capitolo e il monastero fecero costruire una cappella dedicata a San Vigilio, vescovo di Trento, che secondo le leggende avrebbe svolto la sua attività di evangelizzazione nelle valli bresciane e nei pressi del lago di Garda. Attorno alla cappella sorsero quindi abitazioni e fattorie, i cui capifamiglia detenevano il governo del territorio. L'urbanizzazione di San Vigilio, Collebeato e altre zone attorno fu ulteriormente accelerata dalla bonifica delle terre da parte dei monasteri e altri proprietari.
In un'annotazione del 3 giugno 1297 San Vigilio era indicato come "Comune", con il nome di Sancto Vezilio. La presenza di un comune stabile risulta inoltre in molti atti del 1300,Archivio Ateneo Salò - Catastici dei Comuni bresciani dei secoli XIV e XV oltre che dall'estimo visconteo del 1385 (che comprende San Vigilio nella cosiddetta "quadra" di Nave, ovvero il l'unità amministrativa formata dai paesi di Nave, Lumezzane,Lumezzane appartenne alla quadra di Nava solo a tratti; diventerà poi feudo Avogadro e infine legata alla Valsabbia, seppur comunque soggetta ad infeudamenti da parte della Serenissima a personalità benemerite. Caino, Concesio, Bovezzo e appunto San Vigilio) e da altri documenti di anni successivi che ne attestano ulteriormente l'esistenza.
Dal 1300 al 1800 San Vigilio era una zona abitata più che altro da contadini e da nobili concesiani e bresciani che vi stabilivano la propria residenza estiva o invernale, grazie soprattutto ai riconoscimenti elargiti a tali famiglie da parte della diocesi di Brescia e dalle alte cariche ecclesiastiche.. Nel 1429, sotto il dominio della Repubblica di Venezia, il comune di San Vigilio è incluso nella quadra di Lumezzane, per poi passare nuovamente alla quadra di Nave. Nel 1435 a San Vigilio è riconosciuta l'esenzione dalle tasse, grazie alla partecipazione del comune a eventi bellici, tra cui la congiura antiviscontea di Gussago. Dopo la devastazione di San Vigilio e altre località della Valtrompia, avvenuta nel 1439 da parte del condottiero e capitano di ventura Niccolò Piccinino, fu confermata al comune di San Vigilio la riduzione dei tributi dovuti alla Repubblica di Venezia.
Subito dopo gli eventi della peste del 1630-1631, ha inizio la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, completata nel 1634. Col passare degli anni, anche per la presenza del setificio di San Vigilio, con l'ampliamento delle vie di comunicazione, che permisero di collegare la piccola frazione ai paesi limitrofi come Concesio, Brescia, Collebeato, e grazie al ponte sul Mella, costruito tra il 1789 e il 1794,. che permise un collegamento più rapido con Brescia, la piccola comunità di San Vigilio si ingrandì ospitando via via i flussi di popolazione dei paesi vicini.
Nella fine del XIX secolo nascono a San Vigilio la "Latteria sociale di San Vigilio" (1885) e la "Società di Mutuo Soccorso contro i danni per mortalità e deperimento del bestiame bovino di S. Vigilio" (1886). Tali associazioni cercavano, assieme all'azione del clero e a interventi di assistenza sociale, di combattere il disagio sociale, che nonostante ciò continuò anche negli anni successivi, portando a scontri tra contadini e carabinieri nel 1891 e nel 1892.
Nel 1905 i Carmelitani Scalzi aprono un piccolo seminario a San Vigilio, trasferito poi nel 1912 presso il santuario della Madonna della Neve di Adro.
Nel 1927 San Vigilio venne annesso al comune di Concesio attraverso il R.D. 29 dicembre 1927, n. 2664.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di San Velgio (o chiesa di San Vigilio sul monte) Le origini della chiesa risalgono al VIII secolo, quando la chiesa dipendeva dalla pieve di Concesio. Venne investita ufficialmente nel 1324. Lo stile della chiesa suggerisce che sia stata probabilmente ricostruita in seguito all'epidemia del 1478, mentre resterebbero conservati parte delle murature e il campanile. In seguito a tale ricostruzione è stata dedicata a san Rocco, santo protettore dalla peste, del quale custodisce una statua lignea policroma del XVI secolo e un affresco con San Rocco piagato e curato dagli angeli.La chiesa, a cui si accede attraverso un percorso panoramico in porfido, è a un'unica navata, con tetto a capanna e travature a vista. L'ingresso è costituito da un portale sovrastato da un lunettone settecentesco.Sull'altare maggiore, in legno, si trova un dipinto su tela del XVII secolo che raffigura la Madonna col Bambino in gloria, san Vigilio con Simonino da Trento, san Francesco di Paola e san Carlo Borromeo. La chiesa contiene inoltre un crocifisso ligneo del XVI secolo.
Chiesa dei Santi Vigilio e Gregorio Magno (o chiesa di San Gregorio o chiesa di San Gregorio Magno) Citata in un documento del 1232, venne ricostruita a partire dal 1632. La facciata moderna è stata invece posta negli anni trenta, su imitazione dello stile architettonico bresciano del tardo seicento. All'interno si trovano una tela del 1540 della Madonna col Bambino tra Santa Caterina da Siena ed un'altra santa domenicana (o secondo un'altra versione Madonna col Bambino tra la beata Stefana Quinzani e la beata Osanna Andreasi), opera di Paolo da Caylina il Giovane, affreschi provenienti dalla chiesa di San Vigilio sul monte (il più antico dei quali, risalente al 1360-1380, raffigura la Madonna in trono con il Bambino Gesù sulle ginocchia e con a fianco san Giovanni Battista), decine di altri dipinti dal XVI secolo al XX secolo (tra cui il Cristo Redentore, opera del 1692-94 del letterato e pittore bresciano Francesco Paglia e la pala del Sacro Cuore, l'Annunciazione e i santi Francesco di Sales, Luigi Gonzaga e Francesco di Paola, opera di Angelo Paglia, figlio di Francesco e fratello di Antonio, proveniente dalla chiesa di San Zeno al Foro) e sculture dal XVI secolo al XIX secolo.
Siti archeologici Büs de la Höga: all'interno della grotta sono stati ritrovati manufatti di selci lavorate che risalirebbero al Paleolitico inferiore. Necropoli di epoca romana: scoperta nel 1979 al confine tra San Vigilio e Cailina.
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Musei
Il Museo presepio Paolo VI è collocato in una grotta in pietra di tufo. Al suo interno si trova un grande presepe meccanizzato con simulazioni del passaggio della cometa, della caduta della neve e dell'illuminazione diurna e notturna. Le scene rappresentate includono la Natività (realizzata in legno dipinto da artigiani della Val Gardena), la visita dei Magi a re Erode, la Creazione descritta nel libro della Genesi, il Diluvio universale, il passaggio del Mar Rosso, Mosè sul monte Sinai, l'Annunciazione del Signore e la ricerca della locanda.
Eventi A settembre si svolge il Palio delle contrade di San Vigilio, durante il quale le quattro contrade di San Vigilio (Bornöf, Césa, Müra e Semàs) si sfidano in diverse competizioni popolari, tra cui la gara con macchinine a pedali, lancio delle uova, corsa con le pinne, canestro e staffetta. Ciascuna contrada è associata ad un colore e ad un animale come simbolo: la contrada Bornöf (Borgonovo) è associata al colore rosso e alla volpe, la contrada Müra al colore blu e al cavallo, la contrada Cèsa (chiesa) al colore giallo e al gallo e la Semàs (Cimaschi, nome di un'antica famiglia di San Vigilio) al colore verde e all'aquila.
Note
Bibliografia
Voci correlate Concesio Vigilio di Trento
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