Figlio di Francesco I delle Due Sicilie, ricoprì importanti incarichi nella flotta napoletana e partecipò alle vicende politiche che portarono alla caduta della monarchia borbonica nel 1860. Durante l'esilio a Parigi si dedicò principalmente alla pittura, distinguendosi come autore di marine influenzate dalla scuola di Posillipo.
Biografia Luigi nacque a Napoli il 19 luglio 1824, dodicesimo genito e quinto figlio maschio del duca di Calabria (futuro Francesco I delle Due Sicilie) e di Maria Isabella di Spagna. Apparteneva al ramo napoletano della casa di Borbone e, per linea dinastica, discendeva dalle case d'Asburgo-Lorena, Wettin, Farnese, Wittelsbach e Leszczyński. Alla nascita Maria Cristina ricevette i titoli di principessa di Napoli e di Sicilia, sostituiti dal 1816 con quello di principessa delle Due Sicilie. Ebbe una sorellastra, Carolina di Borbone-Due Sicilie, duchessa di Berry, nata dal primo matrimonio del padre con Maria Clementina d'Austria, e dodici fratelli e sorelle di sangue. Tra questi figuravano Ferdinando II, futuro re delle Due Sicilie, Maria Antonia, futura granduchessa di Toscana, Maria Cristina, futura regina consorte e reggente di Spagna, Teresa Cristina, futura imperatrice del Brasile. Ricevette il titolo di Conte d'Aquila.
Fin da giovane mostrò interesse per le arti, dedicandosi allo studio della pittura sotto la guida di Gabriele Smargiassi, esponente della scuola di Posillipo. Parallelamente intraprese la carriera militare nella marina del Regno delle Due Sicilie, nella quale raggiunse il grado di viceammiraglio e divenne presidente del Consiglio dell'Ammiragliato. Nel 1844 sposò a Rio de Janeiro la principessa Gennara di Braganza, sorella dell'imperatore Pietro II del Brasile. Il matrimonio si inseriva nei rapporti dinastici tra i Borbone delle Due Sicilie e la Casa imperiale brasiliana: lo stesso Pietro II aveva infatti sposato Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie, sorella di Luigi, divenuta imperatrice consorte del Brasile. Le nozze contribuirono quindi a rafforzare ulteriormente i legami familiari tra le due dinastie. La coppia ebbe tre figli.
Durante gli ultimi anni del regno del fratello Ferdinando II,Luigi fu comandante in capo della flotta napoletana e venne considerato uno degli esponenti della corrente più conservatrice della corte borbonica, parte della cosiddetta "camarilla di palazzo". Tuttavia mantenne rapporti con ambienti artistici e liberali: fu amico di numerosi pittori napoletani e aiutò l'artista Saverio Altamura, condannato a morte per la partecipazione ai moti del 1848, a sottrarsi alla repressione.
Dopo la morte di Ferdinando II, Luigi cercò di modificare la propria posizione politica, sostenendo una linea di apertura verso il liberalismo costituzionale e un avvicinamento alla Francia di Napoleone III. Insieme al fratello Leopoldo, conte di Siracusa, tentò di convincere il nipote Francesco II ad adottare una politica più moderata e a ricercare un'intesa con il movimento nazionale italiano. Attraverso l'ambasciatore francese a Napoli, Antonio Brénier, entrò in contatto con esponenti liberali e fu tra i sostenitori della concessione della costituzione del 25 giugno 1860, con la quale re Francesco II tentò di avviare una riforma del governo borbonico e di fronteggiare la crisi politica del Regno.
Tuttavia, con l'avanzata di Giuseppe Garibaldi nell'Italia meridionale, Luigi mutò nuovamente orientamento, ritenendo necessario un rafforzamento del governo monarchico per salvare la dinastia. Propose quindi la formazione di un nuovo ministero guidato da Pietro e Girolamo Ulloa, con l'obiettivo di riorganizzare le forze fedeli ai Borbone e proclamare misure straordinarie per la difesa del regno. La diffusione della notizia di una presunta congiura reazionaria attribuita a Luigi, della quale non sono state trovate prove definitive, offrì al ministro dell'Interno Liborio Romano l'occasione per allontanarlo dalla scena politica. Il 14 agosto 1860 fu quindi costretto a lasciare il regno, ufficialmente per una missione diplomatica in Inghilterra finalizzata all'acquisto di navi per la marina napoletana.
Stabilitosi a Parigi, Luigi rimase vicino alla famiglia borbonica in esilio e si allontanò dalla capitale francese soltanto per un breve soggiorno a Roma nel 1862. Durante questo periodo si dedicò prevalentemente alla pittura, sviluppando il suo interesse per il paesaggio marino. La sua produzione artistica risentì dell'influenza della scuola di Posillipo e successivamente dei paesaggisti francesi. Fu soprattutto conosciuto come pittore di marine ed espose in diversi saloni parigini, partecipando anche all'Esposizione universale del 1878. La maggior parte delle sue opere è oggi dispersa.
Morì a Parigi il 5 marzo 1897. Dal matrimonio del figlio primogenito Luigi con l'americana Mary Amelia Hamel, celebrato nel 1869, nacquero gli eredi del ramo familiare che riconobbero l'unità d'Italia e ottennero da re Umberto I la conferma del titolo di conti di Rocca Guglielma.
Discendenza Luigi e la principessa Gennara di Braganza ebbero quattro figli: S.A.R. il principe don Luigi, nato il 18 luglio del 1845 e morto il 27 novembre del 1909; sposò con un matrimonio morganatico Maria Amelia Bellow-Hamel, dando origine ai conti di Roccaguglielma, la cui linea maschile si è estinta nel 1967; S.A.R. la principessa donna Maria Isabella, nata il 22 luglio del 1846 e morta il 14 febbraio del 1859; S.A.R. il principe don Filippo, nato il 12 agosto del 1847 e morto il 9 luglio del 1922: sposò morganaticamente Flora Boonen e non ebbe discendenza; S.A.R. il principe don Maria Emanuele, nato il 24 gennaio del 1851 e morto il 26 gennaio del 1851.
Ascendenza
Onorificenze Onorificenze del Regno delle Due Sicilie
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia Collezione delle leggi e dei decreti reali del Regno delle Due Sicilie. Napoli, 1844. A. Zazo, La congiura del conte d'Aquila, in Ricerche e studi storici, II, Benevento 1939, pp. 272–286.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Luigi Categoria:Cavalieri dell'Ordine di San Gennaro Categoria:Cavalieri dell'Ordine di San Ferdinando e del Merito Categoria:Pittori italiani del XIX secolo