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La quinta stagione della serie televisiva italiana Don Matteo, trasmessa col titolo Don Matteo 5, è andata in onda in prima visione TV in prima serata su Rai 1 dal 1º febbraio al 27 aprile 2006. Le serate sono introdotte da dei brevi filmati intitolati I gialli del Maresciallo C, in cui il maresciallo Cecchini cerca, maldestramente, di scrivere un libro giallo.

Questa quinta serie è l'unica ad avere due spezzoni girati (massimo 5 minuti) non facenti parte degli episodi veri e propri e, nonostante le frequenti repliche della fiction, entrambi vengono trasmessi saltuariamente: uno, alla fine del 19º episodio intitolato Una giornata spartiacque, dove il capitano Anceschi è alle prese con tutti i suoi amici che hanno dimenticato questa importante giornata; l'altro è alla fine dell'ultimo episodio, dove vediamo il maresciallo Cecchini giocare a scacchi con il capitano Anceschi che purtroppo, come giocatore, non è all'altezza: Cecchini, infatti, rimpiange le belle giocate fatte con Don Matteo, partito poco prima per l'Amazzonia.

Il cast della stagione precedente è confermato ad eccezione di Camilla (Sara Santostasi) e dell’appuntato Linetti (Andrea Cereatti), sostituiti rispettivamente da Tommaso (Steven Manetto) e dal rientrante brigadiere Ghisoni (Pietro Pulcini).

nºTitoloPrima TV Italia 1 I conti col passato 1º febbraio 2006 2 Tarocchi di sangue 3 Al chiaro di luna 2 febbraio 2006 4 Falso d'autore 5 Ultimo enigma 9 febbraio 2006 6 Turista inglese 7 Legittima difesa 16 febbraio 2006 8 La forza del sorriso 9 Ultima preda 23 febbraio 2006 10 Una domenica tranquilla 11 Errore umano 9 marzo 2006 12 Sogno spezzato 13 Il ballo delle debuttanti 16 marzo 2006 14 Acque avvelenate 15 Caduta dal cielo 23 marzo 2006 16 Sogni e bisogni 17 Vuoto di memoria 30 marzo 2006 18 Panni sporchi 19 Arabesque 6 aprile 2006 20 Cavallo vincente 13 aprile 2006 21 Giudizio universale 22 Le elezioni del cuore 20 aprile 2006 23 La posta in gioco 24 Falsa partenza 27 aprile 2006

I conti col passato Diretto da: Elisabetta Marchetti Scritto da: Carlo Mazzotta e Vinicio Canton Trama La scrittrice Marta Bersani Green torna da Londra a Gubbio per presentare il suo ultimo romanzo nella sua dimora, Villa Green, che da anni ospita giovani letterati e aspiranti scrittori. Qualche giorno dopo Marta viene trovata senza vita vicino al laghetto nel giardino di casa sua. Uno degli ospiti, Enrico Valli, viene subito sospettato dell’omicidio della donna: si pensa che Marta gli avesse sottratto un’idea per il libro, ma i Carabinieri non hanno prove sufficienti per arrestarlo.

Intanto Virginia, figlia di Marta, confida a Don Matteo, accorso a Villa Green, di non poter essere figlia di Oliver Green, defunto marito di Marta: una lettera scritta da Oliver a Marta, prima del matrimonio, rivelava infatti che l’uomo non poteva avere figli. Inoltre, la ragazza racconta al prete di avere sempre avuto un rapporto affettuoso con i coniugi Miccoli, i domestici di Villa Green che abitano nella casa colonica accanto, mentre con la madre i rapporti erano più freddi.

Durante le indagini, Don Matteo trova una rana morta nello stesso laghetto dove era stata rinvenuta Marta. Le analisi rivelano un avvelenamento da piombo: nello stagno viene recuperato anche un guanto impregnato di una vernice al piombo. Virginia riconosce il guanto come appartenente a Nadia Miccoli. Emerge così un possibile movente: come il Maresciallo Cecchini racconta a Don Matteo, Marta voleva sfrattare i Miccoli dalla casa colonica per trasformarla in dependance della villa.

Sfogliando I conti del passato, il libro che Marta doveva presentare, Don Matteo scopre una dedica sospetta: “Ad A.M., il complice segreto della mia gioia più grande”. Virginia gli rivela che il libro è il primo e l’unico ad essere ambientato in Italia e a riportare una dedica, per cui comprende di poter essere figlia di Alfredo Miccoli: Marta non glielo aveva mai detto perché ora Alfredo ha il vizio del bere. Don Matteo, però, le dice che Alfredo non è un uomo senza valore, ma solo tormentato da un vecchio dolore.

Nel frattempo, Enrico Valli si presenta ai Carabinieri: racconta che Marta e Virginia avevano offerto ai Miccoli un assegno cospicuo per lasciare la colonica, ma Nadia lo aveva strappato per orgoglio. Questo rafforza il movente di Nadia, anche se Enrico stenta a credere che sia colpevole. In seguito, Valli parla con Don Matteo dell’origine del vizio del bere di Alfredo: anni prima, costui era andato al bar a bere dimenticandosi della figlioletta Emma (che all'epoca aveva appena un anno) e soprattutto di aver acceso un fuoco per bruciare sterpaglie; al ritorno, Alfredo trovò la casa distrutta dalle fiamme e capì che Emma era morta nell'incendio, pur non essendoci traccia del suo corpino.

Convocata in caserma, Nadia conferma di aver strappato l’assegno, senza dire ad Alfredo che ammontava a 50.000 euro poiché costui li avrebbe di certo preferiti alla casa. Poco dopo, proprio Alfredo si costituisce, dichiarando di aver ucciso Marta per errore durante una colluttazione, mentre usava la vernice al piombo con i guanti di Nadia; le impronte sul guanto sembrano confermare la sua versione. Don Matteo, però, capisce che qualcosa che non torna: Alfredo aveva un tremore alla mano destra, impossibile che avesse maneggiato la vernice. L’uomo si è probabilmente autoaccusato per proteggere qualcuno; in effetti, in carcere, Alfredo rivela a Virginia e Don Matteo che vuole solo scagionare Nadia da ogni eventuale accusa, sentendosi in colpa di non aver fatto alcunché per lei dopo la morte di Emma.

Intanto il Maresciallo, ovviamente su suggerimento di Don Matteo, fa analizzare di nuovo il guanto di Nadia; risultano presenti altre impronte oltre a quelle di Alfredo: non sono, però, quelle di Virginia, convocata in caserma come nuova sospettata poiché era venuto fuori un movente anche per lei (il Capitano Anceschi avrebbe scoperto che Marta, dall'Inghilterra, aveva bloccato il conto bancario della figlia). Subito dopo Cecchini nota Virginia in taxi con Arthur Michael Smithson, giornalista inglese che, stando alle parole del Capitano Anceschi, doveva sposare Marta ma l’aveva trovata strana nell’ultima telefonata prima della sua morte.

Don Matteo, in quel momento presente in caserma, capisce che A.M. sta per Arthur Michael e che l'imminente matrimonio con Marta sia il movente di Enrico Valli. Precedendo i Carabinieri a Villa Green, Don Matteo viene accolto da Enrico, che racconta tutto prima di consegnarsi ai Carabinieri giunti nel mentre: non era Oliver, bensì Marta, a essere sterile, ed Enrico era così innamorato di lei da farle avere clandestinamente una bambina. L'occasione venne la sera dell’incendio della casa colonica perché Enrico aveva trovato la piccola Emma viva e, con la scusa di salvarla dalle fiamme, l’aveva sottratta ai Miccoli e affidata a Marta e Oliver. Da allora, costoro l’avevano cresciuta come Virginia e Marta, per ricambiare il favore, aveva poi promesso a Enrico che si sarebbe messa con lui se e quando Oliver fosse morto; qualche anno dopo Oliver morì, ma a quel punto Marta si era legata ad Arthur. Del resto, Enrico se ne rese conto solo la sera dell'omicidio quando trovò la dedica ad A.M. su I Conti col Passato e sentì la telefonata di Marta ad Arthur; chiese quindi spiegazioni a Marta, ma ella osò ridergli in faccia. Accecato dall’ira, Enrico afferrò Marta per il collo, facendola cadere e sbattere la testa.

Virginia, presente durante la confessione, scopre così di essere Emma e di avere in Nadia e Alfredo (ovviamente scarcerato e assolto) i suoi veri genitori. Decide di ricucire con loro il legame perduto e li porta in visita a Londra.

Parallelamente a tutte le indagini, Don Matteo accoglie in canonica il piccolo Tommaso, un bimbo mulatto sfruttato da un venditore ambulante di DVD pirata. Natalina è inizialmente riluttante, sapendo di soffrire quando i bambini vengono affidati altrove, ma alla fine cede grazie a Pippo e a Don Matteo.

Il capitano Anceschi e la sindaca Laura, intanto, si avvicinano sempre di più: discutono dell’affidamento di Tommaso e Laura approva l’iniziativa di Don Matteo. Quando arriva la lettera del tribunale che conferma l’affido del bambino, i due dichiarano di voler dare una festa di fidanzamento.

Come tocco finale, Cecchini si diletta a scrivere un romanzo giallo ispirato alle indagini, ma viene colto in flagrante da Anceschi, che scopre di essere stato descritto come “puntiglioso e antipatico”. Altri interpreti: Giovanni Vettorazzo (Enrico Valli), Daniela Stanga (Nadia Miccoli), Simona Mariani (Marta Bersani Green), Maria Cecilia Cinardi (Virginia Bersani/Emma Miccoli), Bruno Andrea Savelli (Ludovico Martoni), Patrizio Rispo (Alfredo Miccoli), Nobert Erik Gierut (Arthur Micaelsmilzon)

Tarocchi di sangue Diretto da: Giulio Base Scritto da: Cecilia Calvi Trama Doppio caso per i Carabinieri di Gubbio. Il direttore della banca locale scompare, con i risparmi di tanti compaesani, e una nota cartomante viene uccisa in circostanze misteriose. Don Matteo indaga per scoprire che cosa sia successo.

Altri interpreti: Danny Quinn (Edoardo Di Leo), Francesca Romana Succi (Siria Colnaghi), Elisabetta Carta (Anna Barra), Pippo Montalbano (Orazio), Mirella Falco (Maria), Paolo Bonetti (Egidio Barra), Enzo Marcelli (Enzo)

Al chiaro di luna Diretto da: Elisabetta Marchetti Scritto da: Mauro Graiani Trama Durante un concerto di musica classica al teatro di Gubbio, al quale assistono anche Don Matteo, il maresciallo Cecchini e il capitano Anceschi, Erica Rossi viene trovata nei camerini in fin di vita, colpita alla testa con un candelabro. La donna sopravvive, ma entra in coma farmacologico.

I sospetti si concentrano subito sul pianista Pietro Cordari, trovato accanto alla vittima con il candelabro insanguinato. Inoltre, cinque anni prima, Pietro aveva avuto una relazione con Erica. Nonostante si dichiari estraneo ai fatti e venga difeso dal padre, il Cavaliere Amedeo Cordari, il giovane viene posto in stato di fermo.

Il giorno seguente un giornale locale lo definisce il "pianista assassino", ma un'anziana lascia anonimamente nel confessionale della chiesa un biglietto con scritto: «Pietro è innocente». Non riuscendo a intercettare l'anziana ma già convinto che Pietro, abbia soltanto trovato l'arma, Don Matteo lo va a trovare in carcere. Il pianista gli racconta che lui ed Erica avrebbero dovuto sposarsi, ma si erano separati quando era partito per una tournée a Mosca. Dopo la fine della tournée, Pietro aveva cercato di rintracciare la ragazza per ricominciare insieme, senza sapere che sarebbe ricomparsa proprio durante quel concerto.

Anche la direttrice d'orchestra Clelia Bassi e la violoncellista Elena Visconti, amica d'infanzia di Pietro, escludono che il pianista possa essere l'aggressore. Poco dopo, l'anziano tecnico del teatro Adelmo Tirelli riferisce di aver sentito, durante l'intervallo, una violenta lite tra Erica e un uomo nel camerino di Pietro; tuttavia esclude che l'uomo fosse il pianista, già tornato sul palco al momento dei fatti.

In ospedale Don Matteo riconosce l'anziana del biglietto anonimo, la segue fino a una bottega di liutai e scopre che si tratta Marisa, insegnante di pianoforte di Pietro. L'anziana racconta che il ragazzo era sempre stato succube del padre e che aveva vissuto la relazione con Erica in segreto. Alla fine, purtroppo, Amedeo aveva scoperto la relazione e aveva allontanato Erica perché non riteneva la famiglia di lei all'altezza del nome dei Cordari.

Risvegliatasi il giorno seguente dal coma, Erica conferma di non aver litigato con Pietro, ma con Amedeo, e rivela di avere un figlio (Luca) di cinque anni, nato dalla relazione con Pietro (nel frattempo scarcerato e trasferito agli arreasti domicliari, probabilmente grazie alle pressioni di Amedeo nei confronti di un colonnello e di un generale dei Carabinieri).