Mediaset Italia S.p.A. è un'azienda italiana controllata dalla società MFE - MediaForEurope N.V. (parte del gruppo Fininvest della famiglia Berlusconi). È attiva nell'ambito dei media e della comunicazione, specializzata primariamente nella produzione e distribuzione televisiva in chiaro e a pagamento su più piattaforme, oltre che nella produzione e distribuzione cinematografica, multimediale e nella raccolta pubblicitaria.

È il secondo polo televisivo in Italia a costituire dopo la Rai.

Storia Origini Nel 1976 la Corte costituzionale sancisce la libertà d'esercizio per le reti televisive locali private via etereSentenza n. 202 1976, favorendo lo sviluppo del modello televisivo commerciale. Nello stesso anno la Fininvest di Silvio Berlusconi acquisisce Telemilano, una delle prime emittenti locali in Italia, che aveva iniziato da poco a trasmettere via etere a livello nazionale. Telemilano era in crisi finanziaria per il mancato pagamento dell'affitto dei locali in cui sorgeva, di proprietà della Edilnord dello stesso Berlusconi, che l'acquisì per una cifra simbolica oltre al condono dei debitiIntervista a Giacomo Properzj, Il Fondatore di Telemilanocavo, a cura di R.E. La Voce di Milano. Dal 1974, anno della sua fondazione, al 1976 Telemilano aveva trasmesso programmi via cavo come emittente locale esclusiva del nuovo centro residenziale di Milano 2, realizzato negli stessi anni dallo stesso Berlusconi e situato nel comune di Segrate (MI).

Rinominata Telemilano 58 dalla nuova gestione, nel 1980 assume il nome di Canale 5. Pochi anni dopo, la Fininvest acquisisce altre due emittenti televisive nazionali nate in quel periodo: Italia 1 da Rusconi nel 1982 e Rete 4 dalla Mondadori nell'estate del 1984. La costituzione e il mantenimento da parte dell'azienda di un tale assetto a tre reti, nonché la relativa diffusione di programmi su scala nazionale determinano una modifica sostanziale del mercato degli spot tv, con un operatore su scala nazionale in grado di vendere spazi pubblicitari alle grandi aziende.

Nascita e sviluppo Alle origini del gruppo c'è la ridenominazione della Immobiliare Orione S.r.l., posseduta al 100% da Reteitalia, in Mediaset Italia S.r.l. il 15 dicembre 1993 e il progressivo trasferimento a quest'ultima di ogni attività di produzione e commercializzazione dei programmi cinematografici e televisivi della Fininvest; successivamente Mediaset Italia S.r.l. confluisce in Futura Finanziaria S.r.l., che cambierà nome in Mediaset.

All'inizio del 1994 il gruppo Fininvest risulta essere la seconda impresa italiana per indebitamento, Mediobanca calcola che ha debiti per 3,4 volte il capitale. Berlusconi si dimette da tutte le cariche sociali ricoperte nel gruppo conservandone la proprietà delle quote azionarie, a seguito della fondazione del movimento politico di Forza Italia; Fedele Confalonieri viene nominato nuovo presidente del gruppo.

La società lo stesso anno diventa società per azioni e, il 19 aprile 1996, viene definitivamente scorporata da Fininvest come Mediaset Italia S.p.A. e aperta a soci esterni come alcuni dei principali istituti di credito italiani e alcuni investitori stranieri, tra cui l'imprenditore tedesco Leo Kirch, il principe saudita Al-Walid bin Talal e Johann Rupert. Viene quotata in borsa direttamente nel MIB30 grazie a una capitalizzazione di circa 8.200 miliardi di lire, con un collocamento di 7.000 lire ad azione (pari a 3,62 €).

Nel 1999 la holding della famiglia Berlusconi rifiuta ufficialmente l'offerta di acquisto da parte del magnate australiano Rupert Murdoch, intenzionato a rilevare Mediaset per una cifra di 7000 miliardi di lire.

Nel 2000, a meno di quattro anni di distanza dalla quotazione, il titolo supera la soglia di lire ad azione (circa 27€), il suo massimo storico.

Nel 2005 entra poi a far parte anche del mercato finanziario statunitense con il programma ADR (American Depositary Receipt) Level 1 con JPMorgan Chase come banca depositaria.

Fondazione di MFE - MediaForEurope Il 10 giugno 2019, la holding italiana Mediaset S.p.A. (capogruppo delle attività italiane e azionista di maggioranza di Mediaset España) ha annunciato l'intenzione di proporre all'assemblea degli azionisti la separazione ed il conferimento dei propri business italiani ad una NewCo italiana, interamente partecipata. Lo scopo di tale operazione è quello di procedere ad una fusione per incorporazione della capogruppo con la controllata spagnola Mediaset España (scorporando anch'essa in una società interamente partecipata le attività operative spagnole) andando a costituire la holding MediaforEurope NV, polo TV europeo con sede legale nei Paesi Bassi, domicilio fiscale in Italia e sedi operative a Cologno Monzese e a Madrid.

La holding, verso cui confluiscono tutte le attività e partecipazioni di Mediaset (escluse quelle relative al suo core business), sarebbe quotata a Milano e a Madrid e disporrebbe di un nuovo statuto che, grazie alle azioni di voto speciali (multiplo) blinderebbe di fatto il controllo di MFE sotto Fininvest.

Vivendi, il secondo socio del gruppo, si oppone al progetto (ritenendolo dannoso agli azionisti di minoranza) e ne ostacola l'attuazione. Fininvest, socio di riferimento e che controlla la società, il 4 settembre successivo fa approvare l'operazione dall'assemblea degli azionisti. Alla presenza del 62,52% del capitale, il 78% è favorevole, il 22% è contrario (con il 9,9% di Vivendi, posseduto direttamente da Vincent Bolloré). Il 19,94% posseduto indirettamente da Vivendi, e congelato dal dicembre 2016 su ordine dell'Agcom nelle mani della fiduciaria Simon, è stato escluso dall'assemblea per decisione del cda Mediaset.

Due settimane più tardi, Mediaset blinda il riassetto grazie ad un accordo con «Peninsula Capital», il fondo che fa capo ad una holding di diritto lussemburghese con sede a Londra. Il fondo mette a disposizione un miliardo di euro per coprire l'eventuale recesso dei soci e quindi anche quello (eventuale) di Vivendi.

Con efficacia dal 1º marzo 2020, viene attuata la riorganizzazione italiana del gruppo, con il conferimento delle attività italiane a Mediaset Italia S.p.A., nuova società interamente partecipata da Mediaset S.p.A.

Vivendi avvia un'azione legale chiedendo un provvedimento che impedisca l'esecuzione della fusione, contestando la validità dell'operazione e del nuovo statuto olandese. Il 30 luglio 2020 il tribunale di Madrid conferma la sospensione dell'operazione. Il 4 maggio 2021 Fininvest, Mediaset e Vivendi annunciano di aver raggiunto un accordo in merito alla riorganizzazione del gruppo.

Il 23 giugno 2021 l'assemblea degli azionisti del gruppo, controllata da Fininvest, e la magistratura olandese approvano il trasferimento della sede legale della capogruppo Mediaset S.p.A. nei Paesi Bassi con il voto favorevole del 95,57% delle azioni rappresentante in assemblea. Il trasferimento diviene effettivo il 18 settembre 2021. La residenza fiscale del gruppo, così come l'amministrazione centrale, rimangono in Italia. Con il cambio di sede, Mediaset fissa al 25 novembre 2021 l’assemblea degli azionisti chiamati al voto sul cambio del nome della società in «MFE - MediaForEurope». In seguito a tale operazione, la controllata italiana assume la denominazione Mediaset S.p.A.

Nel dicembre 2021, attraverso l'introduzione di azioni a voto speciale, Fininvest blinda il controllo societario di MFE, anche in seguito a future diluizioni nel capitale. Grazie a ciò, MFE lancia un'offerta pubblica di acquisto nei confronti di Mediaset España, che si conclude con la creazione della nuova holding "Grupo Audiovisual Mediaset España Comunicación, S.A.U.", la fusione di Mediaset España in MFE e la quotazione delle azioni MFE alla Borsa di Madrid.

Mediaset S.p.A. rimane dunque la controllata italiana del gruppo MFE - MediaForEurope, attraverso la quale la società gestisce tutte le sue attività nel paese.

A luglio 2026, a seguito di una riorganizzazione delle operazioni italiane di MFE - MediaForEurope, Mediaset viene fusa per incorporazione all'interno di Reti Televisive Italiane (RTI) facendo così nascere Mediaset Italia. Al completamento dell'operazione, Pier Silvio Berlusconi assume le cariche di Presidente e AD della nuova società.

Struttura e partecipazioni La struttura e le partecipazioni del gruppo, aggiornate al 3 maggio 2023, risultano essere le seguenti:

Mediaset Italia S.p.A. Auditel S.r.l. (26,67%) Elettronica Industriale S.p.A. (100%) RadioMediaset S.p.A. (100%) Radio Studio 105 S.p.A. (100%) RMC Italia S.p.A. (100%) Virgin Radio Italy S.p.A. (99,99%) Radio Subasio S.r.l. (100%) Genetiko Communication S.p.A. (100%) Medusa Film S.p.A. (100%) Taodue S.r.l. (100%) Medset Film S.a.s. (100%) Boing S.p.A. (51%) Fascino Produzioni Gestione Teatro S.r.l. (50%) Monradio S.r.l. (Radio R101) (100%) Titanus Elios S.p.A. (30%) Tivù S.r.l. (48,16%) Studio Woow S.r.l. (49%) Superguida TV S.r.l. (49%)

Settori d'interesse e canali Televisione

Nel 1996 avviene il conferimento in Mediaset delle attività televisive della Fininvest. Nell'aprile di quell'anno, infatti, la società che possiede le tre concessioni tv, Reti Televisive Italiane, viene scorporata dalla Fininvest e va a costituire l'ossatura di Mediaset.

Dal 2003 le tre reti generaliste iniziano a trasmettere, dapprima in modo sperimentale e poi regolarmente, sul digitale terrestre con la tecnologia DVB-T.

Dal 2009 al 2012 sono state disponibili, sempre sul digitale terrestre, i timeshift +1 di Rete 4, Canale 5, Italia 1 e Boing; dal 2019 quest'ultima ritornò come Boing Plus.

Dal 26 novembre 2010, in conseguenza al lancio di Mediaset Extra, la sigla che precede tutti i programmi prodotti da Mediaset viene aggiornata con i loghi di tutti i canali in chiaro, andando a sostituire la precedente sigla con i loghi dei soli canali generalisti. Nel corso degli anni questa sigla è andata aggiornandosi a ogni debutto di un canale o a ogni cambio di logo, fino ad un rinnovo grafico totale nell'aprile 2018.

A quelli generalisti se ne aggiungono altri dodici, a carattere tematico e semi-generalista: Boing, Iris, Cine34, La5, Italia 2, Focus, 20, Mediaset Extra, TGcom24, Cartoonito, Top Crime e Twentyseven. Tali canali sono disponibili anche via satellite sulle piattaforme Sky (ad eccezione di Boing e Cartoonito) e Tivùsat.

Nel 2008 Mediaset fonda insieme alla Rai e a Telecom Italia Media la società Tivù, di cui possiede il 48% delle quoteLa Rai possiede un altro 48% e Telecom detiene il 4% rimanente.. Inoltre detiene l'1% di RaiWay per sviluppare la diffusione della TV digitale terrestre in Italia. I canali del gruppo sono ricevibili in digitale terrestre attraverso multiplex di proprietà, quali: Mediaset 1, Mediaset 2, Mediaset 3, Mediaset 4, Mediaset 5 e multiplex terzi come DfreeI possessori di set-top box o televisore con tecnologia MHP (Multimedia Home Platform) possono inoltre fruire gratuitamente di tutte le funzionalità interattive incluse nel segnale dell'emittente (TV interattiva): portali di rete, EPG, approfondimenti sui programmi, servizi di pubblica utilità, pubblicità interattiva.. Il multiplex Mediaset 2 ospita alcuni canali appartenenti ad altri editori nazionali come WBD Italia e QVC.

Le reti del gruppo hanno erogato dal 1993 un servizio teletext, chiamato Mediavideo, in cui erano disponibili contenuti testuali d'informazione, sport, economia, televisione e servizi per non udenti. La rete di diffusione del segnale dei canali era di proprietà di Elettronica Industriale, società controllata da RTI. Il servizio è stato dismesso nel gennaio 2022, lasciando attiva solo la pagina dedicata ai sottotitoli.

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