L'Aquila è storicamente suddivisa in quattro quartieri, detti Quarti.

Questa suddivisione avvenne nel 1272 a opera di Lucchesino da Firenze, già capitano della città secondo l'uso dei comuni della Toscana, ed è collegata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila avvenuta per ragioni economiche e politiche nel XIII secolo. Le insegne di ciascuno dei quattro Quarti sono ancora visibili nel gonfalone cittadino insieme allo stemma civico.

Storia L'Aquila può essere considerata Città Nuova, in quanto sorse in una zona priva di insediamenti precedenti, seppur circondata da numerosi villaggi e castelli che ne promossero la fondazione. Dopo una prima distruzione, avvenuta ad opera di Manfredi di Sicilia nel 1259, la città venne suddivisa in locali, ciascuno dei quali venne donato a ogni castello che contribuì alla fondazione, proporzionalmente ai loro abitanti originari.

Per facilitare l'opera di fondazione, L'Aquila venne quindi suddivisa in quattro parti, due riconducibili al circondario occidentale della città (la zona dell'antica Amiternum) e i restanti due al circondario orientale (la zona dell'antica Forcona). La divisione storica del territorio aquilano in due parti è testimoniata anche dalle differenze linguistiche: nell'Amiternino si parla un dialetto sabino mentre nel Forconese un dialetto meridionale.

La particolarità dei Quarti dell'Aquila è quella di non limitare la suddivisione alla città intra moenia, ma di estenderla a tutto il contado circostante, il che accentuò e radicalizzò tra gli abitanti della nuova città il senso di appartenenza al vecchio castello di provenienza. Vennero inoltre localizzate le chiese capoquarto, cioè le chiese collegiate dei locali più importanti, ciascuna collegata ad un particolare castello: la chiesa di San Pietro per il castello di Coppitoanticamente Poppleto, o Pioppeto, quella di Santa Maria per Paganica, quella di San Giovanni (oggi San Marciano) per Lucoli e quella di San Giorgio (oggi Santa Giusta) per Bazzano.

All'interno dello spazio urbano ogni comunità realizzò uno spazio simbolico collegato al vecchio castello di provenienza, generalmente una chiesa, consacrata allo stesso santo del castello, una piazza e una fontana. Rimase esclusa da questa lottizzazione l'area di Piazza Duomo (o del Mercato), lo spazio pubblico per eccellenza, la piazza su cui ancora oggi non affaccia nessun palazzo nobiliare così che nessun conte possa mai dominare sullo spazio comune dei cittadiniAA.VV., Sulle ali dell'Aquila - Viaggio nella storia della città, pag. 71.

Ogni Quarto venne caratterizzato da una sua bandiera e da uno stemma in scudetto sannitico ancora oggi visibile nel gonfalone cittadino insieme allo stemma civico. Più tardi, nel 1320, analogamente a quanto avvenne nei quartieri storici di Firenze, ad ogni Quarto venne associato anche un colore: azzurro per San Pietro, argento per Santa Maria, verde per San Giorgio ed oro per San Giovanni. L’amministrazione aveva il suo centro di potere nel Palazzo del Capitano, che originalmente si affacciava su Piazza Duomo, situato a confine tra il Quarto Santa Maria e il Quarto San Pietro. Successivamente nel XVI secolo la regina Margherita d'Austria realizzò il nuovo palazzo civico, chiamato oggi “Palazzo Margherita”, dove l’amministrazione civica era gestita da un capitano, insieme al vicino Collegio dei Nobili, situato accanto alla chiesa di Santa Margherita.Dopo il grave terremoto del 1703 i Quarti furono ricostruiti, perdendo però lentamente la loro autonomia, finché nel 1806 la suddivisione amministrativa aquilana fu modificata dal governo napoleonico. Ossia i quattro Quarti divennero semplicemente delle suddivisioni storiche del centro urbano dentro le mura, mentre le frazioni o castelli furono accorpate nel “Distretto aquilano”, e alcuni castelli fondatori, come Tione degli Abruzzi o Navelli divennero comuni autonomi compresi in altri circondari. Alcune frazioni aquilane come Sassa, Camarda o Preturo divennero comuni autonomi, facenti parte di uno specifico circondario provinciale, ratificato nel 1861, mentre con un regio decreto del 1927, le frazioni nominate comuni ritornarono sotto l’amministrazione aquilana (Sassa, Preturo, Camarda, Lucoli, Bagno, Roio).

Descrizione

Quarto di San Pietro

Quarto amiternino, fa riferimento al quadrante nord-occidentale della città.

Corrisponde ad una zona che era tra le più popolose della città, dimora, fra le altre, di famiglie importanti come i Gaglioffi, i Camponeschi e i Pretatticfr. Maria Rita Acone, Nel cuore antico della città tra le chiese capo quarto. Il Quarto è attraversato, per tutta la sua lunghezza, da Via Roma, vero e proprio decumano dell'impianto urbano quattrocentesco cittadino, che culminava nella scomparsa Porta Romana (o Porta Barete).

All'interno del Quarto è l'imponente Chiesa di San Domenico, costruita su uno dei colli più alti della città, nel luogo in cui un tempo sorgeva il Palazzo RealeAA.VV., Sulle ali dell'Aquila - Viaggio nella storia della città, pag. 55. Fu lo stesso re, Carlo II di Napoli, a donarlo ai frati domenicani ed a pratocinare la realizzazione della chiesa chiamando dalla Provenza maestranze francesi per l'occasione, come testimonia l'originale facciata laterale e relativo portalecfr. Maria Rita Acone, Nel cuore antico della città, tra le chiese capoquarto. Nel 1703, un violentissimo terremoto fece crollare il tetto della chiesa distruggendo l'interno e uccidendo seicento fedeli; successivamente l'interno venne ricostruita in stile settecentesco.Tra gli altri monumenti che spiccano ci sono la chiesa di Santa Maria di Roio, la chiesa di Santa Margherita (o dei Gesuiti), la chiesa della Beata Antonia, il Palazzo Porcinari, il Palazzo enti (ex sede del Rettorato dell'Università), il Palazzo Camponeschi (accanto alla chiesa di Santa Margherita), la Basilica di San Giuseppe Artigiano (ex chiesa di San Biagio con oratorio di San Giuseppe) e la chiesa di San Quinziano di Pile.

La chiesa capoquarto è, tuttavia, quella di San Pietro a CoppitoLa chiesa è una delle poche a conservare il nome del castello di riferimento, probabilmente per distinguerla dalla vicina chiesa di San Pietro di Sassa, che sorge nell'omonima piazzetta, abbellita da un grazioso fontanile a pianta dodecagonale. Eretta nel XIII secolo, la chiesa è un classico esempio di romanico aquilano, con la facciata a coronamento orizzontale, il portale ricco di decorazione e sovrastato da una finestra circolare e l'adiacente torre campanaria. Più volte danneggiata, nel corso della sua storia, da terremoti e ricostruita, è stata violentemente sfregiata dal terremoto del 2009.

Strade e Piazze La piazza principale è quella della chiesa di San Pietro, seguita dal piazzale della chiesa di San Domenico su via Angioina e la Piazza del Palazzo. Il rione è percorso dalla circonvallazione di via Papa Giovanni XXIII, che mediante il Ponte Belvedere si collega al viale Nicolò Persichetti, nel rione di San Giovanni; mentre le principali sono il viale Roma - via Roio, via Forcella - via San Domenico - via San Martino - via Andrea Bafile - via Roio - via Sassa. Nel 1941 è stata sventrata una parte del quartiere per l'apertura della moderna via Sallustio.

Blasonatura e stemma

Il Quarto è caratterizzato dal colore azzurro e il suo stemma occupa il primo quadrante del gonfalone cittadino.

Contado

I castelli dell'antico contado sono:

Arischia, Barete, Cagnano, Cansatessa, Cascina, Colle Pretara, Coppito, Forcella, Pettino, Pile, Pizzoli, Preturo, Pozza, Santanza, Santa Barbara, San Marco, San Vittorino.

Quarto di Santa Maria

Quarto forconese, fa riferimento al quadrante nord-orientale della città.

L'unico Quarto a non avere sbocchi su Piazza Duomo, sede della Cattedrale e dell'Arcidiocesi, ospita curiosamente al suo interno Piazza Palazzo, sede municipale e simbolo del potere politico, oltre a molte delle architetture più importanti della città. La sua porzione di cinta muraria vanta ben cinque porte: da ovest, in senso orario, troviamo Porta Branconia, Porta Paganica (oggi distrutta), Porta Castello, Porta Leoni e Porta Bazzano.

La chiesa capoquarto, Santa Maria PaganicaAnalogamente a San Pietro a Coppito, la specifica del castello viene ancora oggi usata per distinguerla dalle chiese di Santa Maria di Collemaggio e Santa Maria di Roio, sorge sul punto più elevato della città e presenta un impianto settecentesco dovuto alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1703. Un altro violento terremoto nel 2009 ha provocato il crollo dell'abside e dell'intera copertura. I dintorni di Santa Maria Paganica sono tra le zone meglio conservate della città e conservano numerosi gioielli medievali tra cui la Chiesa di San Silvestro, Palazzo Ardinghelli, Palazzo Antinori, Palazzo Colantoni e la Casa di Buccio di Ranallo.

Nel 1534 una consistente parte del Quarto venne completamente distrutta per far posto al Forte spagnoloAA.VV., Sulle ali dell'Aquila - Storia della città, L'Aquila 1999, pag.68. L'imponente costruzione, voluta dagli spagnoli come rappresaglia per la rivolta aquilana a favore dei francesi avvenuta sette anni prima, si presenta a pianta quadrangolare con ai quattro angoli massicci bastioni, ciascuno in direzione dei quattro punti cardinali, ed è interamente circondata da un fossato. Nelle vicinanze sorge inoltre la Basilica di San Bernardino, costruita nel XV secolo per custodire le spoglie del santo, dalla splendida facciata rinascimentale ad opera di Nicola Filotesio e dall'interno fastosamente barocco dovuto al restauro avvenuto in seguito al terremoto del 1703.

Strade e Piazze Il quartiere è lambito nel perimetro murario dal viale Duca degli Abruzzi, che si collega nel rione San Pietro al viale Papa Giovanni; verso est invece, oltrepassata la Piazza del Castello, mediante via Castello si raggiunge la perpendicolare via Zara, presso la Basilica di San Bernardino, che conduce an sud, mediante via Signorini Corsi alla Piazzetta Matteotti, moderno micro-quartiere sorto presso la chiesa di Santa Maria di Farfa. La zona costeggia a est via Fortebraccio, nel rione di Santa Giusta. Attraverso via Caldora si giunge al piazzale autobus sotto la basilica di Collemaggio. Le piazze principali sono quella della chiesa di Santa Maria di Paganica, Piazza Charino (a pochi passi di distanza), il piazzale di San Bernardino con la scalinata monumentale, la parte nord di Piazza Duomo, Piazza San Silvestro e Piazza Nove Martiri.Nel centro del quartiere si trovano le principali vie: il Corso Vittorio Emanuele II, il Corso Principe Umberto, che si collega al rione San Pietro mediante via Bafile, e che congiungendosi con il corso Vittorio e via San Bernardino compone i "Quattro Cantoni". Altre vie d'importanza sono Via Cavour - via Garibaldi - via Collebrincioni - via Bominaco - via Paganica - via Tre Marie. Il Corso principale a sud sfocia nella Piazza Duomo, mentre a nord nel Piazzale Battaglione degli Alpini, dove si trova la famosa Fontana luminosa e il piazzale della Fortezza Spagnola.

Blasonatura e stemma

Il Quarto è caratterizzato dal colore argento ed il suo stemma occupa il secondo quadrante del gonfalone cittadino.

Contado

I castelli dell'antico contado sono:

Assergi, Aragno, Barisciano, Bominaco, Camarda, Caporciano, Civitaretenga, Collebrincioni, Collepietro, Filetto, Gignano, Navelli, Paganica, Pescomaggiore, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Demetrio, Sant'Elia, San Giacomo, San Gregorio, San Nicandro, San Pio delle Camere e Tempera.

Quarto di Santa Giusta

Quarto forconese, fa riferimento al quadrante sud-orientale della città.