Il parco nazionale di Store Mosse (in svedese Store Mosse nationalpark) è un parco nazionale situato nella contea di Jönköping, nello Småland, in Svezia. Inaugurato nel 1982, copre una superficie di 7682 ha.
Quando i ghiacciai si ritirarono, alla fine dell'ultima glaciazione, la regione era ricoperta da un vasto lago, il Fornbolmen. A seguito del rimbalzo post-glaciale, più pronunciato a nord che a sud, la parte settentrionale del lago si prosciugò, lasciando allo scoperto la sabbia accumulatasi sul fondo del lago. Il clima umido trasformò questo terreno vasto e sabbioso in una vasta torbiera, la più grande della Svezia meridionale: Store Mosse significa letteralmente, appunto, «la grande torbiera». Queste torbiere, insieme al lago Kävsjön, attirano centinaia di specie di uccelli che rendono il sito famoso e giustificano la sua designazione come sito Ramsar.
Nel corso della storia, l'uomo è rimasto confinato nelle piccole «isole» asciutte disseminate tra le vaste torbiere, dedicandosi all'agricoltura e, soprattutto, all'allevamento. In più occasioni gli abitanti hanno prosciugato i grandi laghi allo scopo di ricavare terreni coltivabili di buona qualità. Nel XX secolo, quando si levarono le prime voci a favore della protezione del sito e della sua ricca avifauna, ebbe inizio lo sfruttamento su scala industriale della torba. A partire dagli anni '60, il sito venne dichiarato riserva naturale e lo sfruttamento della torba cessò. Dagli anni '70 sono stati effettuati numerosi lavori di restauro di torbiere e laghi e il sito ottenne il massimo grado di protezione nel 1982, quando venne dichiarato parco nazionale. Oggi il parco è un importante sito turistico che accoglie 90.000 visitatori all'anno.
Geografia Il parco nazionale di Store Mosse è situato nei comuni di Gnosjö, Vaggeryd e Värnamo, nella contea di Jönköping in Sveziap. 7-, e si estende su una superficie di 7682 ha.
Il parco sorge su un altopiano, ad un'altitudine di circa 165 m, delimitato dalle valli dei fiumi Lagan e Nissanp. 12.. L'altopiano ha una superficie molto pianeggiante, con appena una decina di metri di dislivello a eccezione di qualche piccola collina isolata. Questo terreno piatto ha permesso la formazione di vaste torbiere, che ricoprono la maggior parte del parcop. 10. e costituiscono la più estesa rete di torbiere della Svezia a sud della Lapponia. Si tratta soprattutto di torbiere alte, con appena qualche rara torbiera minerotrofa. Oltre alle torbiere, nel parco vi sono numerosi piccoli laghi, le cui acque vengono spesso sfruttate per irrigare i campip. 13.. Solo il Kävsjön e il Kalvasjön hanno acqua in ogni periodo dell'anno. Quasi tutta la superficie del parco appartiene al bacino idrografico dello Storån, che si getta nel lago Bolmen per poi uscirne come emissario con il nome di Bolmån, affluente principale del fiume Lagan. Una piccola eccezione è costituita dal lago Horssjön e dalle torbiere circostanti, che drenano le loro acque nel fiume Lillån, un altro affluente del fiume Lagan.
Il parco gode di un clima oceanico (Cfb secondo la classificazione di Köppen).
Geologia
Il parco poggia per la maggior parte su graniti dello Småland caratterizzati da grandi cristalli di feldspato rossop. 11.. La parte occidentale del parco confina con i caratteristici gneiss della Svezia occidentale. Dall'altro lato, la parte orientale confina con i graniti del Värmland: la zona di transizione tra queste due zone è contrassegnata da rocce molto deformate.
Il paesaggio attuale è fortemente segnato dall'azione delle glaciazioni. Quando l'inlandsis che ricopriva la Scandinavia si ritirò, circa 12.000 anni fa, lasciò dietro di sé un lago molto grande chiamato Fornbolmen (letteralmente «antico Bolmen»), che copriva gran parte dello Småland. A seguito del rimbalzo post-glaciale che si è verificato da allora, più pronunciato a nord che a sud, la parte settentrionale del lago si prosciugò. La sabbia accumulatasi sul fondo formò delle dune e in seguito, a partire da circa 8000 anni fa, un clima più umido trasformò la zona in torbiere.
Oltre alla formazione del lago Fornbolmen, i ghiacciai hanno anche segnato il paesaggio con diverse morene, formando piccole colline sulla superficie altrimenti pianeggiante del parco.
Ambienti naturali Flora Il parco nazionale di Store Mosse si trova nell'ecoregione delle foreste miste sarmatiche. La stragrande maggioranza della superficie è costituita da torbiere, con lo sfagno bruno (Sphagnum fuscum) come specie dominante. La superficie delle torbiere è tipicamente un'alternanza di depressioni ricoperte da sfagno cuspidato (Sphagnum cuspidatum), rincospora chiara (Rhynchospora alba) e drosere e piccole collinette dove crescono lo sfagno di Magellano (Sphagnum magellanicum), l'erioforo vaginato (Eriophorum vaginatum), l'andromeda (Andromeda polifolia), l'ossicocco (Vaccinium oxycoccus), il brugo (Calluna vulgaris) e l'empetro nero (Empetrum nigrum). In generale queste torbiere non sono boscose, ma in certe zone, in particolare nelle fasce di transizione con le zone più asciutte, dei piccoli pini silvestri (Pinus sylvestris) possono formare una foresta aperta.
A sud del lago si estende Stora gungflyet, una torbiera inondata regolarmente dal lago e dominata da alti carici e dal mirto delle paludi (Myrica gale)p. 14.. All'estremità meridionale del parco si trova un'altra zona molto particolare: Björnekullakärret, la principale torbiera minerotrofa fertile del parco. Grazie al suo terreno calcareo, questa torbiera ospita diverse specie atipiche per la regione, come l'elleborina palustre (Epipactis palustris), la manina rosea (Gymnadenia conopsea) e l'orchidea a foglie larghe (Dactylorhiza majalis).
Sui terreni asciutti si sviluppa una foresta di pini caratteristica della taigap. 15.. Sul suolo, spesso costituito da sabbia, cresce un sottobosco secco, con cespugli di brugo e mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea) e tappeti di pleurozio dorato (Pleurozium schreberi). Certe zone, tuttavia, presentano un terreno un po' più umido, in particolare nella zona di transizione con le torbiere, il che consente lo sviluppo del mirtillo (Vaccinium myrtillus), della trientale europea (Trientalis europaea) e della gramigna di Parnasso (Maianthemum bifolium).
Fauna
L'avifauna del parco, particolarmente ricca e varia, è uno dei motivi che portarono alla protezione di questa zona, sebbene essa sia diminuita intorno al lago Kävsjön dai tempi di Edvard Wibeck ai primi del XX secolo. Il lago rimane un punto dove si incontrano specie che nidificano generalmente nella Svezia settentrionale, come il frullino (Lymnocryptes minimus) e la pantana (Tringa nebularia), e specie più meridionali, come il voltolino (Porzana porzana), il mestolone (Spatula clypeata) e il moriglione (Aythya ferina)p. 16.. In primavera, Stora gungflyet è in gran parte inondata e costituisce un luogo di sosta apprezzato da numerose specie, e sono numerose quelle che ne approfittano per effettuare la muta. Tra queste specie migratrici, il cigno selvatico (Cygnus cygnus) è particolarmente numeroso: talvolta è possibile osservarne contemporaneamente diverse centinaia di esemplari intorno al lago. Oltre ad essere un luogo di sosta, è anche un importante sito di nidificazione, in particolare per l'alzavola (Anas crecca), il germano reale (Anas platyrhynchos) e la gru (Grus grus). Sono poche le specie che trascorrono qui l'inverno, ad eccezione di uccelli predatori, come l'aquila reale (Aquila chrysaetos). Anche le torbiere ospitano un gran numero di uccelli, tra i quali possiamo citare il chiurlo maggiore (Numenius arquata), lo stiaccino (Saxicola rubetra), il fagiano di monte (Lyrurus tetrix) e, più raramente, il beccaccino (Gallinago gallinago), il piviere dorato (Pluvialis apricaria) e il piro piro boschereccio (Tringa glareola).
Benché meno evidenti, il parco ospita anche una popolazione relativamente ricca di mammiferi, in particolare di alce (Alces alces), capriolo (Capreolus capreolus) e volpe (Vulpes vulpes); anche la lince euroasiatica (Lynx lynx) è presente.
Storia Utilizzo della regione nella storia
Le più antiche tracce di presenza umana nella regione risalgono all'età della pietra, in zone che probabilmente corrispondevano al litorale del Fornbolmenp. 20.. Successivamente, nell'età del bronzo e nell'età del ferro, la presenza umana si concentrò intorno alle torbiere.
In particolare, tra le torbiere di Store Mosse vi erano due «isole» che venivano sfruttate per scopi agricoli: Södra Svänö e Lövö. Il sito di Södra Svänö ospitava due fattorie all'epoca del Laga skiftet (1847), ma era probabilmente occupato da più tempo, come testimoniano l'insieme di tombe e i resti di una casa nelle vicinanze, risalenti all'inizio del periodo storicop. 21.. I campi venivano coltivati ogni anno, i prati fornivano foraggio per nutrire gli animali durante l'inverno e il vasto territorio intorno alla tenuta veniva utilizzato per il pascolo. Il sito di Lövö risale probabilmente al XVIII secolo.
Nel 1840, il livello dei laghi Kävsjön e Häradsösjön venne abbassato di circa un metro, il che permise di recuperare circa 720 ha di terreni agricoli (compresa la zona chiamata Stora gungflyet). Ciò fu reso possibile dalla creazione di un canale tra i due laghi e dall'abbassamento del ruscello Fläsebäcken, che regola il livello dei due laghi, nel punto in cui esce dal Kävsjön. Da allora il Fläsebäcken è stato dragato e abbassato più volte e, dalla metà del XX secolo, gli effetti di questi cambiamenti sulla flora e la fauna sono stati attentamente studiati. Anche il lago Horssjön venne prosciugato negli anni '70 del XIX secolo grazie a un canale che conduceva verso il fiume Lillån.
Dallo sfruttamento della torba alla protezione