Chenopodium L. 1753 è un genere di piante spermatofite appartenenti alla famiglia delle Amaranthaceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a pannocchia.

Etimologia Il nome generico (Chenopodium) deriva dalla particolare conformazione delle foglie simile al piede dell'oca: dal greco ” chen” (= oca) e ” pous” (= piede) oppure ” podion” (= piccolo piede) È stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708) che per primo pensò ad una tale allusione per il nome di queste piante.. In effetti la forma delle foglie di queste piante hanno da sempre colpito la fantasia delle varie popolazioni: sia gli inglesi che i francesi o i tedeschi mantengono la stessa etimologia, ad esempio Goosefoot per gli inglesi oppure Gänsefuss per i tedeschi.

Il nome scientifico attualmente accettato di questo genere (Chenopodium) è stato proposto da Linneo nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.

Descrizione I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.

Sono piante perenni o annuali di tipo erbaceo ma a volte quasi arbustivo altre suffruticoso (ma raramente) con portamento eretto-ascendente a forma vagamente piramidale. Alcune specie sono spinose. Queste piante vengono classificate tra le “apetale" in quanto prive di corolla (il perianzio è presente ma ridotto). Si distinguono inoltre in quanto le foglie sono prive di ocrea e la pianta non ha lattice e in genere sono glabre (al massimo hanno dei peli vischiosi). Possiedono un odore erbaceo sgradevole (di cedronella) e un caratteristico “indumento” farinoso (vedi il nome comune) sui fusti e sulle foglie. L'altezza di queste piante può oscillare da un decimetro a oltre un metro (oltre 2 – 3 metri e più per le specie tropicali). La forma biologica prevalente della specie è terofita scaposa (T scap), mentre alcune specie sono emicriptofite scapose (H scap). Radici Le radici possono essere secondarie da rizoma oppure fittonanti (secondo il ciclo biologico della specie). Fusto Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto può essere un rizoma, oppure semplicemente un fittone annuo. Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta-ascendente con la superficie solcata e la forma cilindrica. I fusti sono semplici o scarsamente ramosi. Possono avere delle ghiandole oleifere. Foglie La disposizione delle foglie lungo il fusto è alterna. La forma delle foglie può essere saettiformi, triangolari-astate oppure romboidali con base più o meno troncata, ma anche lanceolate, lineari o oblunghe. Il margine delle foglie può essere intero, ondulato, crenulato, dentato (a volte alla base della foglie sono presente due denti più pronunciati) o lobato. La larghezza massima della foglie generalmente è nella parte inferiore della lamina. Il colore delle foglie è verde ma può essere anche glauco e generalmente sono farinose (almeno di sotto). Le foglie sono picciolate e spesso si trovano all'ascella delle infiorescenze (foglie di tipo bratteale). Infiorescenza L'infiorescenza è priva di brattee ma in genere è fogliosa nella parte basale; la forma è quella di una spiga di densi glomeruli informi interrotta o continua. Ogni glomerulo contiene diversi fiori globosi sessili verdastri o di altri colori (rossastri). L'infiorescenza è principalmente terminale; sono comunque presenti dei brevi glomeruli di fiori all'ascella delle foglie inferiori. A volte la parte terminale dell'infiorescenza può essere piegata dal proprio peso. Fiore I fiori sono ermafroditi (raramente unisessuali: in questo caso i fiori terminali sono maschili, mentre quelli laterali sono femminili), tetrameri o pentameri (i vari verticilli – calice e stami - sono formati da 4 - 5 parti) e attinomorfi. Il colore dei fiori è verde, biancastro o rossiccio. Il perianzio è persistente alla fruttificazione. Formula fiorale: * P 3-5, A 2-5, G (2) (supero)

Calice: il calice è formato da 3 - 5 parti più o meno saldate alla base ma libere alle estremità. Questi elementi in questo caso vengono chiamati tepali o anche sepaloidi. La parte libera è ellittica con apice ottuso. La consistenza è erbacea. Anche questi elementi sono farinosi e ricoprono gran parte (ma non del tutto) il frutto a maturità. Corolla: la corolla è assente (dato caratteristico di tutto il genere, ma anche della famiglia). Androceo: gli stami sono 5 nei fiori terminali dell'infiorescenza, mentre nei fiori in altre posizioni più laterali gli stami possono essere in numero minore (anche 2); la posizione degli stami è opposta ai tepali (obdiplostemonia). Gineceo: gli stili possono essere due con stimma bifido. Il gineceo è bi-carpellare su un ovario supero uni-loculare con placenta centrale libera (dalla quale si può sviluppare una capsula monosperma). Fioritura: primavera-estate. Impollinazione: tramite insetti. Frutti Il frutto è una capsula (ma in alcuni casi è una bacca) che alla maturità diventa carnosa e succosa e con indeiscenza irregolare. Ogni frutto contiene un solo seme bruno-lucente (o opaco) rotondeggiante in posizione verticale o orizzontale. L'embrione è rotondeggiante a ferro di cavallo. Il pericarpo (parte esterna del frutto) è aderente oppure no.

Distribuzione e habitat Le piante di questo genere sono ampiamente diffuse nelle regioni temperate di tutto il globo. Se introdotte in una certa zona facilmente s'insediano lungo i margine delle strade, fra le macerie e i luoghi ruderali, ma anche nei centri cittadini. Sui rilievi vegetano fra la zona mediterranea dell'ulivo e quella submontana del castagno. Possono giungere fino al limite delle conifere e delle faggete.

Della ventina di specie spontanee della flora italiana 16 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine.. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaCh. album2collinaremontanoCa SineutroaltoseccoB1 B2 B4 B5tutto l'arco alpino(escl. TO) Ch. albumsubsp. striatum2collinareCa SineutroaltoseccoB2TN BZ Ch. ambrosioides2collinareCa SineutroaltomedioB2tutto l'arco alpino(escl. UD) Ch. botrys2collinareCa SineutroaltoaridoB2tutto l'arco alpino(escl. CN VA) Ch. ficifolium2collinareCa Ca/Sibasico-neutroaltoumidoB1 B2 B5NO SO BS TN BZ BL Ch. foliosum2collinaremontanosubalpinoCa SineutroaltoseccoB4SO TN BZ BLCh. glaucum2collinareCa Ca/Sibasico-neutroaltoumidoB2 B5TO AO BS SO BZ BL UDCh. hybridum2collinaremontanoCa Ca/Sibasico-neutroaltomedioB1 B2CN TO AO SO TN BZ BL UDCh. opulifolium2collinareCa SineutroaltoseccoB2CN VC NO CO SO BS TN UDCh. urbicum2collinareCa SineutroaltoseccoB1TO CN AO NO CO SO BG TN UDCh. vulvaria2collinareCa SineutroaltoseccoB1 B2tutto l'arco alpino(escl. VC VA UD) Legenda e note alla tabella. Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 2 = comunità terofiche pioniere nitrofile 5 = comunità perenni nitrofile Ambienti: B1 = campi, colture e incolti B2 = ambienti ruderali, scarpate B4 = riposi del bestiame B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua B7 = parchi, giardini, terreni sportivi

Tassonomia

La famiglia delle Amaranthaceae è abbastanza numerosa con 170 generi e circa 2400 specie.; mentre il genere Chenopodium comprende oltre 150 specie, abbondantemente presenti nelle zone temperate dell'emisfero boreale e australe. Sul territorio italiano sono una ventina le specie presenti spontaneamente.

Tutto il genere viene considerato di difficile classificazione ed è ancora superficialmente capito. Pignatti a proposito del Gruppo Chenopodium album lo definisce “un groviglio di forme quasi inestricabile”.

Non tutti gli autori sono concordi sulla consistenza numerica del genere. Ad esempio alcuni testi considerano le seguenti due specie: Chenopodium foliosum Asch. compreso nel genere Blitum.. Mentre altri autori hanno spostato al genere Dysphania le seguenti specie: Chenopodium ambrosioides L. e Chenopodium anthelminticum L.

Data la complessità del genere le varie specie sono raggruppate in sezioni, sottosezioni o sottogeneri. L'elenco che segue indica alcune di queste sottodivisioni:

Sect. Agathophyton (Moq.) Benth. & Hook. f. (1880) Sect. Ambrina Hook. f. Sect. Botryoides C.A. Mey. (1829) Sect. Chenopodium Sect. Degenia Aellen (1926) Sect. Glauca Ignatov (1988) Sect. Grossefoveata Aellen & Iljin ex Mosyakin (1993) Sect. Orthosporum R. Br. (1810) Sect. Pseudoblitum Benth. & Hook. f. (1880)

Specie spontanee della flora italiana Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche..

SEZIONE A : gruppo di piante pubescenti-vischiose con odore aromatico; Gruppo 1A : le foglie sono a forma pennata; Chenopodium multifidum L. - Farinello multifido: il portamento del fusto è prostrato; l'infiorescenza è fogliosa. L'altezza della pianta varia da 20 a 60 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Sudamericano; l'habitat tipico le zone a macerie e ruderi; la diffusione sul territorio italiano è discontinua – è considerata specie rara; l'altitudine sui rilievi arriva fino a 600 . Chenopodium botrys L. - Farinello botri: il portamento del fusto è eretto; l'infiorescenza è scarsamente fogliosa. L'altezza della pianta varia da 10 a 40 cm; il ciclo biologico è annuale; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Subcosmopolita; l'habitat tipico le zone incolte e le macerie; è diffusa su tutto il territorio italiano; l'altitudine sui rilievi arriva fino a 1200 . Gruppo 1B - Gruppo di C. ambrosioides : le foglie sono intere e lanceolate (solo le più grandi sono lobate); questo gruppo è composto da piante extraeuropee naturalizzate sul territorio italiano in seguito a coltivazioni come piante officinali; Gruppo 2A : la pelosità della pianta si presenta sui fusti e sulla pagina inferiore delle foglie; Chenopodium ambrosioides L. - Farinello aromatico: la forma delle foglie è lanceolata con bordi sinuato-dentati; l'infiorescenza è formata da numerosi glomeruli posti all'ascella di brevi foglie bratteali. L'altezza della pianta varia da 30 a 80 cm; il ciclo biologico è annuale; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Cosmopolita; l'habitat tipico le zone ruderali e le macerie; è diffusa su tutto il territorio italiano; sui rilievi arriva fino ad una l'altitudine di 800 . Chenopodium integrifolium Woroshilov - Farinello integrifoglio: la forma delle foglie è lineare-lanceolata con bordi quasi interi; l'infiorescenza è formata da singoli glomeruli posti all'ascella di foglie bratteali. L'altezza della pianta varia da 30 a 80 cm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Subcosmopolita. Gruppo 2B : tutta la pianta è abbondantemente pelosa (sia su fusti che sulle foglie); il bordo delle foglie è dentato; l'infiorescenza è allungata; Chenopodium suffruticosum Willd. - Farinello suffruticoso: l'altezza della pianta varia da 30 a 80 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr); il tipo corologico è Sudamericano; l'habitat tipico le zone ruderali; è rara e si trova solo in alcune località del centro e sud Italia; sui rilievi arriva fino ad una l'altitudine di 600 .

SEZIONE B : le piante sono glabre con odore sgradevole; i rami dell'infiorescenza sono spinosi nella parte apicale; le foglie hanno una forma lineare-spatolata;