Biografia Nato a Roma da famiglia toscana, figlio di Giuseppe, funzionario statale e pittore per passione, amico di Telemaco Signorini, e di Isolina Cecchini, viene introdotto nell'ambiente artistico della città di Firenze fin da ragazzo. Conclusi gli studi tecnici, seguiti per soddisfare le aspettative lavorative del padre, rientra a Firenze, dove diventa grande amico di Libero Andreotti. Nel 1901 collabora con Vamba, al Bruscolo, per poi intraprendere l'attività di caricaturista con Umberto Notari, che lo porta al successo. Enrico Sacchetti è infatti considerato come uno dei più famosi caricaturisti italiani del novecento.Luigi Rasi, La caricatura e i comici italiani, R. Bemporad e Figlio, Firenze, 1907, pp. 146-160.

È amico di Filippo Tommaso Marinetti, di cui illustra la rivista di poesia, e diviene uno dei più famosi illustratori pubblicitari, grazie alla fortunata serie del Bitter Campari e dello sciroppo rinvigorente Proton. Nel 1908 si trasferisce in Argentina, dove a Buenos Aires collabora per El Diario, quotidiano della capitale, ma deluso dall'esperienza sudamericana, rientra in Europa dove, per un breve periodo soggiorna a Parigi.

Dal 1912 inizia a collaborare assiduamente a La Lettura, mensile illustrato del Corriere della Sera, per cui disegna moltissime delle copertine a colori e delle illustrazioni interne in bianco e nero che accompagnavano novelle e romanzi. Il suo stile caratterizzerà visivamente il periodico per circa 25 anni (così come Achille Beltrame e Walter Molino caratterizzano La Domenica del Corriere). Durante la prima guerra mondiale, arruolato nelle file del Regio esercito, collaborò a La Tradotta la famosa rivista della III Armata. Dopo l'armistizio di Cassibile aderirà alla Repubblica Sociale ItalianaRenzo De Felice, Mussolini l'alleato, vol. II "La guerra civile (1943-1945)", Einaudi, Torino, 1997, p. 112n e all'opera pittorica affiancherà anche una saltuaria collaborazione con il "Corriere" come elzevirista.

Premi Primo premio per la caricatura alla Mostra di arte umoristica Pro Napoli (1907) Premio Bagutta (1935) Premio delle Nove Muse (1953)

Onorificenze Nel 1952 riceve la nomina di accademico d’onore dell’Accademia fiorentina delle arti del disegno.

Note

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